Morte Nera

arma di distruzione di Guerre stellari
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Morte Nera
Morte Nera.jpg
La Morte Nera in Guerre stellari
UniversoGuerre stellari
Nome orig.Death Star
Profilo
TipoArma di distruzione totale
FazioneImpero Galattico
CostruttoreOrson Krennic e Galen Erso
Dati tecnici
ArmamentoSuperlaser (capace di distruggere un pianeta), 15.000 torri turbolaser, 2.500 cannoni laser, 2.500 cannoni ionici, 768 raggi traenti
Difese
  • Scafo: lega di acciaio quadanio
PrestazioniVelocità: 8 km/s nello spazio reale
EquipaggioPiù di un milione, tra cui 26.000 assaltatori[1]
Passeggeriin numero variabile; è in grado di ospitare la Corte Imperiale in caso di necessità
Caricocirca 7.200 caccia TIE e 2.300 hangar
Lunghezza160 chilometri (diametro)

La Morte Nera[2] (nella versione originale inglese Death Star, letteralmente "stella della morte") è un'arma di distruzione di massa che compare nella saga cinematografica di fantascienza Guerre stellari.

DescrizioneModifica

«Non è una luna quella, è una stazione spaziale.»

(Obi-Wan Kenobi in Guerre stellari, 1977)

Nel film Guerre stellari (1977) la Morte Nera è una gigantesca stazione da battaglia spaziale realizzata dall'Impero Galattico allo scopo di rafforzare il suo regime di terrore. La Morte Nera ha le dimensioni di una piccola luna e l'arma principale di cui dispone è un enorme cannone superlaser in grado di distruggere un pianeta delle dimensioni della Terra in pochi secondi.

La Morte Nera ha l'aspetto di una enorme sfera di colore grigio scuro, con una sorta di cratere nell'emisfero nord, all'interno del quale è ospitato il super laser della stazione. La superficie è protetta da una fitta maglia di turbolaser e radiofari traenti; queste difese da sole sono in grado di sviluppare un volume di fuoco pari a più della metà dell'intera flotta imperiale.

Poiché la rete di cannoni laser è progettata per colpire navi di medie e grandi dimensioni, la stazione ospita centinaia di squadriglie TIE e numerose altre navi militari e da trasporto.

StoriaModifica

Morte Nera IModifica

Nella serie di film di Guerre stellari appaiono complessivamente due stazioni Morte Nera, informalmente chiamate Morte Nera I e Morte Nera II. Le apparizioni della Morte Nera saranno trattate ordinando gli Episodi secondo il tempo del racconto e non secondo la data di distribuzione dei film.

La progettazione della Morte Nera I inizia segretamente durante il complotto per la scalata al potere dell'Imperatore. La Morte Nera I appare per la prima volta nel 22 BBY, in forma di modello olografico, in Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, nella base segreta dei Separatisti su Geonosis. I piani sono custoditi dall'Arciduca geonosiano Poggle il Minore, membro della Confederazione Separatista e sovrano dei Geonosiani, responsabili dell'ideazione del progetto prototipale della Morte Nera. Durante l'attacco dei cloni su Geonosis, i piani della stazione da battaglia sono consegnati da Poggle il Minore al Conte Dooku, in procinto di abbandonare il pianeta alla volta di Coruscant per consegnarli a Darth Sidious.

In Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith (ossia nel 19 BBY) è presente un nuovo riferimento alla Morte Nera: il neoeletto Imperatore Palpatine osserva un ologramma dell'arma. Alla fine del film si assiste invece alla prima apparizione della Morte Nera, in costruzione ma con lo scheletro ben definito, sotto lo sguardo di Palpatine, Dart Fener e un giovane Wilhuff Tarkin, che contemplano la realizzazione della stazione a bordo di uno Star Destroyer imperiale.

Sei anni dopo il termine di Episodio III (nel 13 BBY) il Direttore imperiale Orson Krennic costringe l'ex scienziato Galen Erso, ritiratosi a vita privata dopo aver servito per anni nell'Impero Galattico, a tornare al lavoro per terminare la progettazione dell'arma. Tredici anni dopo (0 BBY) Erso, a lavoro compiuto, affiderà un video ologramma al pilota disertore Bodhi Rook, da consegnare all'Alleanza Ribelle, indicando di aver intenzionalmente inserito una debolezza strutturale nella stazione, che se colpita ne provocherebbe la distruzione, tale debolezza sarà identificata grazie ai piani che l'Alleanza ruberà dagli archivi imperiali sul pianeta Scarif durante gli eventi di Rogue One: A Star Wars Story. Nonostante non fosse ancora pienamente operativa la stazione era già in grado col suo Laser principale di distruggere l'intera città di Jedha City e creare come effetto secondario una notevole onda di distruzione propagatasi dal punto d'impatto per diverse centinaia di chilometri.

Nell'anno della Battaglia di Yavin, 19 anni dopo il rovesciamento della Repubblica, la prima Morte Nera viene completata e diviene operativa. La Morte Nera, l'Impero ormai saldamente al potere, la corsa per preservare i piani della stessa stazione e la battaglia per la sua distruzione sono elementi centrali della trama di Guerre stellari. Su ordine del Grand Moff Tarkin viene per la prima volta impiegato tutto il suo potenziale bellico per distruggere, a titolo dimostrativo, il pacifico mondo di Alderaan, pianeta dove crebbe Leila Organa capo dei ribelli e principessa del pianeta.

L'Alleanza, venuta in possesso degli schemi tecnici identificherà la debolezza, un condotto di scarico connesso direttamente al reattore centrale, e organizzerà un piano d'attacco che porterà alla distruzione della stazione spaziale da parte di Luke Skywalker a bordo del proprio X-Wing e alla conseguente morte del Grand Moff Tarkin.

Morte Nera IIModifica

La Morte Nera II è stata concepita come parte del piano dell'Imperatore Palpatine, che prevede la distruzione dell'Alleanza Ribelle e la conversione di Luke Skywalker al Lato Oscuro della Forza. A differenza della Morte Nera I, che viene ultimata in 20 anni e 2 mesi a causa di diversi problemi relativi al design e alle costose risorse, la Morte Nera II è in fase di ultimazione dopo circa 4 anni di lavoro. Apparentemente, le procedure di costruzione sono state perfezionate.

L'Impero scopre la regione in cui sarebbe stata costruita la stazione durante la ricerca della Pietra d'Ombra. L'Imperatore si interessa alla regione in quanto è piuttosto sconosciuta e difficile da rilevare. La Morte Nera II viene costruita nel Sistema di Endor nel Settore Moddell, dove la costruzione è controllata dal governatore regionale, il Moff Jerjerrod. Durante la Battaglia di Endor, la Morte Nera II non è ancora completa strutturalmente, ma il superlaser è operativo, contrariamente a quel che i Ribelli pensano. La stazione viene distrutta durante la battaglia quando Lando Calrissian, pilotando il Millennium Falcon, e Wedge Antilles, pilotando uno X-wing, riescono ad introdursi nella struttura incompleta e a sparare al nucleo reattore ad antimateria.

La differenza maggiore rispetto alla prima Morte Nera, a parte l'aspetto, è il superlaser: quello della prima si formava solo dalla convergenza di otto laser minori, mentre in quello della seconda il laser centrale maggiore si genera separatamente dagli altri laser[senza fonte]; inoltre mentre il superlaser della prima Morte Nera richiedeva circa dodici ore per ricaricarsi, quello della seconda invece richiede pochi minuti.

Base StarkillerModifica

La Base Starkiller è l'evoluzione finale delle due "Morte Nera", ma 5 volte più grande e potente. Si tratta di un pianeta ghiacciato, situato nelle regioni ignote, convertito in super arma, tramite l'incorporazione di un titanico cannone, radicalmente diverso da qualunque altra arma, capace di diramarsi e distruggere più pianeti contemporaneamente. È stata fatta costruire dal Leader Supremo Snoke come base primaria per il sinistro Primo Ordine, che la utilizza per distruggere il pianeta-capitale della Nuova Repubblica, provocandone la caduta. Viene distrutta alla fine di Star Wars: Il risveglio della Forza.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Landry Q. Walker, Star Wars Encyclopedia of Starfighters and Other Vehicles, DK Publishing, 2018, ISBN 978-1-4654-6665-5.
  2. ^ Una prima traduzione italiana, riportata nelle riviste prima dell'uscita del film, nel 1977, e nella prima edizione del romanzo, la chiama Il Pianeta della Morte.

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