George Lucas

regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e montatore statunitense

George Walton Lucas Jr. (Modesto, 14 maggio 1944) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e montatore statunitense.

È stato proprietario di una holding del cinema, la Lucasfilm, e anche un importante imprenditore nell'ambito dei giocattoli e dei videogiochi. È il creatore delle saghe cinematografiche di Guerre stellari e Indiana Jones e ha scritto e diretto i film cult L'uomo che fuggì dal futuro e American Graffiti.

Candidato quattro volte ai Premi Oscar (nel 1973 come miglior regista e per la miglior sceneggiatura originale per American Graffiti, e nelle stesse categorie, cinque anni dopo, per Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza, allora noto semplicemente come Star Wars), è stato insignito dell'Oscar alla memoria Irving G. Thalberg nel 1992. Per Una nuova speranza ha vinto il premio al miglior film agli Evening Standard British Film Awards 1978 e due Saturn Awards nello stesso anno (miglior regia e miglior sceneggiatura originale); per il suo secondo seguito, Il ritorno dello Jedi, ha vinto lo Hugo Award per la miglior rappresentazione drammatica nel 1983, bissando il successo nel 1990 per Indiana Jones e l'ultima crociata. Ha vinto inoltre un Empire Award per il miglior Sci-Fi/Fantasy nel 2005 grazie a Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith e gli è stato assegnato il Razzie Award alla peggior sceneggiatura per Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni nel 2002.

George Lucas è generalmente considerato il creatore del cinema moderno, avendo fondato la Industrial Light & Magic, attualmente una delle più famose ed importanti aziende nel campo degli effetti speciali digitali. Egli fu infatti un componente dei movie brats, movimento che contribuì alla nascita della Nuova Hollywood degli anni settanta.

Lucas ha spesso affidato ad altri, Spielberg in primis, il compito di portare sullo schermo le sue creazioni, dedicandosi, per la maggior parte del tempo, a lavorare dietro le quinte a storie e personaggi, a mondi paralleli e credibili, a ecosistemi in cui i protagonisti potessero vivere come persone reali. Secondo il sito Mymovies.it,[1]

«Lucas non è solo un grande uomo di marketing che con un solo brand è riuscito a vivere commercialmente di rendita per decenni, ma è anche un genio tecnico che ha imposto nuovi standard nelle tecnologie applicate al cinema.»

La rivista Forbes stima il suo patrimonio in 6.4 miliardi di dollari.[2]

BiografiaModifica

GioventùModifica

 
George Lucas alla festa Time 100 del 2006, come visto nel video blog Rocketboom

Nacque a Modesto, in California, figlio di Dorothy Ellinore Bomberger e di George Walton Lucas Sr., proprietario di un emporio. Durante gli anni sessanta, studiò cinema a Los Angeles, alla University of Southern California, una delle prime università ad avere un corso dedicato al cinema. In quel periodo girò diversi cortometraggi, compresa una prima versione di THX 1138, che in seguito sarebbe diventato il suo primo lungometraggio, L'uomo che fuggì dal futuro.

Anni settanta e ottantaModifica

Dopo essersi laureato, fu il cofondatore, assieme a Francis Ford Coppola, dello studio American Zoetrope, con il quale intendeva creare un ambiente libero, che permettesse ai registi di dirigere al di fuori di quello che veniva percepito come il controllo oppressivo delle major di Hollywood. La American Zoetrope non ebbe mai veramente successo, infatti la fortuna commerciale di Lucas arrivò con il film American Graffiti e soprattutto con Guerre stellari nel 1977, quest'ultima un'idea che ebbe già dal 1971 quando ultimò i lavori del suo film L'uomo che fuggì dal futuro.[3] Guerre stellari ebbe due seguiti: L'Impero colpisce ancora nel 1980 e Il ritorno dello Jedi nel 1983, grazie ai quali Lucas fu in grado di mettere in piedi un suo proprio studio, la LucasFilm, a Marin County in California. Skywalker Sound e Industrial Light and Magic, le divisioni che si occupano rispettivamente di effetti sonori e effetti visivi, divennero note nei rispettivi campi di specializzazione. La LucasFilm Games, in seguito ribattezzata LucasArts, è attiva nell'industria dei videogiochi. Lucas è stato multato dalla DGA (Director's Guild of America), l'associazione dei registi americani, di 250.000 dollari, per non aver messo i titoli di testa all'inizio del film L'Impero colpisce ancora; la disputa si concluse con il pagamento da parte del regista di solo 35.000 dollari. Di lì a poco Lucas per protesta diede le dimissioni dalla DGA e dalla MPAA (Motion Picture Academy of America), divenendo, di fatto, un regista indipendente.

Negli anni ottanta Lucas si dedica a un'altra saga di successo basata sulle avventure dell'archeologo Indiana Jones, di cui rimane l'ispiratore principale pur affidando la regia a Steven Spielberg. L'enorme successo permetterà di produrre nel corso del tempo una tetralogia e una serie televisiva. Lucas si dedica inoltre al fantasy con Labyrinth - Dove tutto è possibile e Willow. Tenta nuovamente la via della fantascienza producendo il bizzarro Howard e il destino del mondo, lungometraggio dedicato ad un personaggio della Marvel.

Oltre alle grandi produzioni finanzia piccoli film di autori di talento come Lawrence Kasdan con Brivido caldo, diventato un cult-movie degli anni ottanta. Investe anche su grandi registi come Akira Kurosawa per Ran[4][5][6], Sogni[7][8], e Kagemusha - L'ombra del guerriero, che vince la Palma d'oro a Cannes, e Francis Ford Coppola per Tucker, un uomo e il suo sogno.

Grande attenzione riserva al mondo dell'infanzia per il quale produce i film d'animazione C'era due volte e il più fortunato Alla ricerca della valle incantata. Anche l'universo di Guerre stellari viene utilizzato in questa direzione con due serie animate: una dedicata ai Droidi e l'altra agli Ewok, a questi ultimi vengono anche dedicati ben due film per la TV.

Nel frattempo l'Industrial Light and Magic diventa la prima nel campo degli effetti speciali e tantissime produzioni si affidano all'abilità dei suoi tecnici. Invece, escluso Indiana Jones, i film prodotti dalla Lucasfilm e co-prodotti da Lucas non riuscirono più ad ottenere i grandi successi commerciali degli anni passati, tanto che all'inizio degli anni novanta Lucas abbandona per lungo tempo l'idea di finanziare nuovi progetti cinematografici originali.

Anni novanta e duemilaModifica

Lucas entra in un periodo di crisi professionale. Dopo aver abbandonato la carriera registica sembra voler abbandonare quella di produttore. Le motivazioni principali di tutto questo, oltre gli ultimi flop, riguardano il fatto che le sue energie si concentrano sulle sperimentazioni tecnologiche della ILM, sulla riorganizzazione della Lucasfilm, sulle modifiche allo Skywalker Ranch, il suo ritiro creativo. Paradossalmente il suo lavoro non molto remunerativo con Le avventure del giovane Indiana Jones e Benvenuti a Radioland gli permettono di entrare in contatto con nuove figure professionali, come Rick McCallum, e di sperimentare nuovi effetti speciali, fattori determinanti al suo ritorno nel mondo del cinema. Altro fattore importante è la pubblicazione del romanzo di Timothy Zahn L'erede dell'impero, che registra un boom di vendite riaccendendo l'interesse verso Guerre stellari. Le vendite dei giocattoli legati alla trilogia salgono alle stelle e Lucas riguadagna molto denaro. Il mercato sembra quindi pronto a nuove avventure di Guerre stellari.

Nel 1992, Lucas ammise di avere dei piani per creare la trilogia prequel nel Lucasfilm Fan Club magazine, e lo annunciò ufficialmente a Variety alla fine del 1993.[9]

Il 3 ottobre 1994 Lucas aveva iniziato a scrivere la trilogia prequel antecedente alla trilogia originale degli anni settanta e ottanta di Guerre stellari, che aveva in mente già dall'inizio della saga, ed il 1º novembre dello stesso anno lasciò le operazioni quotidiane della sua industria cinematografica e iniziò un periodo sabbatico per finire la stesura delle sceneggiature. I tre nuovi film La minaccia fantasma, L'attacco dei cloni e La vendetta dei Sith segnano il ritorno di Lucas dietro la macchina da presa. Questi prequel hanno svolto un ruolo pionieristico nell'utilizzo delle attrezzature digitali in Alta Definizione rispetto alla pellicola[10], sono avanti di almeno cinque anni rispetto a produzioni similari per quanto concerne gli effetti speciali[1].

Nel 1997, in occasione del ventennale dell'uscita di Guerre stellari, Lucas ha distribuito nei cinema di tutto il mondo una versione restaurata, rimasterizzata e modificata della trilogia fantascientifica. Molte scene sono state rifatte con effetti speciali più moderni e altre che erano state previste ma dovettero essere tagliate furono reinserite. Grazie a questa riedizione tra incassi, vendite delle VHS, merchandising e diritti d'autore Lucas raccolse 251 milioni di dollari[11]. Le riedizioni costituirono un campo di prova ideale per gli effetti speciali digitali da applicare su vasta scala agli episodi successivi.

Il regista celebra di nuovo il rito fondato sulla rievocazione delle azioni all'origine della storia dispiegata dalla sua opera-mondo. Nello spazio-temporale del fantasy di Lucas il cinema si compie e si perpetua: dato un universo parallelo, il cattivo di turno porta il caos in un regno di pace e di benessere. La struttura di base è quella che si avvia dall'iniziale vittoria del kaos e poi si concentra sulla difficoltà di riconquistare il kosmos. Per riportare l'armonia, due prodi cavalieri Jedi dominano la Forza e combattono il suo lato oscuro. La figura dell'eroe non è unica ma duplice: uno è il giovane apprendista che sta completando il suo percorso di formazione, l'altro è il suo maestro, colui che compirà il viaggio sacrificale e verrà sostituito dall'allievo[12].

La nuova trilogia non ha però ottenuto il successo sperato tra i vecchi fan ma ne ha creati di nuovi soprattutto tra le giovani generazioni, che apprezzano ormai di più i nuovi episodi[13][14]. La vendetta dei Sith ha inoltre ottenuto i favori della critica, sempre piuttosto fredda nei giudizi su Star Wars. Considerati nel loro complesso, i sei film che compongono le due trilogie di cui è costituita la saga emanano una suggestione e una potenza davvero non comuni, e vanno a delineare in misura non accessoria l'immaginario collettivo degli ultimi decenni del XX secolo[15].

In un'intervista il regista dichiara: "Ogni film che finisce mi rende malinconico, in questo caso la malinconia è più forte, Guerre Stellari ha preso una parte molto importante della mia vita. Ma provo anche una specie di euforia, in fondo è come se riprendessi la mia libertà, posso recuperare la curiosità di sperimentare, di giocare con piccoli film... Ora penso ad Indiana Jones, la cui serie continua; poi, in testa, c'è un piccolo film, silenzioso, tutt'altro mondo rispetto a questo che s'è appena chiuso"[13][16].

Sempre nel 2005 Lucas risulta nella classifica di Forbes tra i quattrocento uomini più ricchi del mondo al posto 194 con un patrimonio personale di tre miliardi di dollari[11]. Nonostante le sue immense risorse Lucas non produce dal 1994 al 2010 film che non siano connessi alle sue pellicole precedenti. Lo stesso anno gli viene assegnato il premio alla carriera dell'American Film Institute. Già dieci anni prima gli era stato offerto ma lui aveva segretamente rifiutato perché “troppo giovane”. Aveva chiesto di ripetergli l'offerta quando avrebbe avuto sessant'anni. Ora i tempi sono maturi ma Lucas ha ancora voglia di dire la sua nel cinema, nel mondo che ha costituito la sua vita[16].

 
George Lucas firma autografi alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica nel 2009

Negli anni 2003-2011 si occupa dell'ulteriore espansione dell'universo fantascientifico di Star Wars da lui creato fin dagli anni settanta. Ai film, ai romanzi, ai fumetti, ai cartoni animati e ai videogiochi più o meno legati alla sua casa di produzione ha aggiunto una serie in computer grafica. A tutto questo si sommerà fra qualche anno un telefilm di raccordo tra le due trilogie. Lo stesso regista ammette che fermare Guerre stellari è ormai impossibile[13]. Nel 2008 Lucas e Spielberg realizzano l'attesissimo quarto capitolo di Indiana Jones ottenendo un buon successo commerciale e di critica.[senza fonte]

Dal 2008 al 2014, Lucas è stato anche il creatore e produttore esecutivo di Star Wars: The Clone Wars, serie animata realizzata in grafica computerizzata su Cartoon Network, preceduta da un film omonimo, prequel della serie stessa[17].

Dopo aver visto Avatar nel 2009 Lucas ha dichiarato di avere in programma di realizzare una versione in 3D della saga cinematografica di Guerre stellari[18].

Nel 2008 la Lucasfilm avvia il progetto Red Tails, un film sulle battaglie aeree della Seconda guerra mondiale, una delle passioni di Lucas (i duelli spaziali di Guerre stellari sono infatti ispirati ai documentari storici della Battaglia d'Inghilterra)[16]. A prescindere dal risultato si tratta di un vero e proprio evento considerando che sono sedici anni che Lucas non produce un film o una serie televisiva che non sia connessa a Guerre stellari o Indiana Jones. Lucas si occupa sia del ruolo di produttore esecutivo che di curatore del soggetto e gira inoltre qualche scena[19]. Il 29 luglio 2011 è stato finalmente mostrato il primo trailer del film.

Anni duemiladieciModifica

Il 31 maggio 2012, Lucas ha rilasciato alla rivista Empire la seguente dichiarazione: "Mi sto allontanando dalla compagnia (la LucasFilm, ndr.). Mi sto allontanando da tutti i miei affari, sto portando a termine tutti i miei obblighi e una volta finiti mi ritirerò nel mio garage armato di sega e martello a costruire dei piccoli film. Ho sempre voluto realizzare film che avessero una natura sperimentale, piuttosto che preoccuparmi di farli vedere nei cinema."[20]. Due giorni dopo questa dichiarazione, il 2 giugno, è stata nominata Kathleen Kennedy co-direttrice generale della Lucasfilm.

In agosto del 2012 ad Anaheim durante una celebrazione di Star Wars, prendendo atto della decisione di cedere i diritti della sua casa di produzione alla Disney, invitò a pranzo sia Mark Hamill che Carrie Fisher per informarli sulla sua scelta, sulla realizzazione di una nuova trilogia sequel per la saga e chiese loro se avessero voglia di esserne coinvolti, ricevendo approvazione da entrambi, anche se scossi dalla notizia.[21][22][23]

Così il 30 ottobre, Lucas annuncia la vendita della sua casa di produzione alla Disney[24] per 4,05 miliardi di dollari.[25]

L'ultima pellicola sviluppata e prodotta da Lucas è stato il musical animato Strange Magic che è uscito nelle sale nel gennaio del 2015.[26][27]

Lucas dopo aver venduto la Lucasfilm alla Disney ha inizialmente contribuito a ricoprire il ruolo di consulente creativo per la sceneggiatura di Star Wars: Il risveglio della Forza ma dopo alcune divergenze ha deciso di non prendere più parte al progetto[28]. Criticò il film alla sua uscita affermando che la Disney "hanno voluto fare un film retrò. Non mi piace. Ho lavorato duramente per realizzare ogni film in modo completamente diverso, con diversi pianeti, diverse astronavi, per renderlo sempre nuovo", e aggiungendo di sentirsi come se avesse venduto le sue creature "agli schiavisti bianchi"[29]. Qualche giorno dopo però chiese scusa per le parole dure rivolte alla Disney.[30]

Successivamente visitò il set per le riprese di Rogue One: A Star Wars Story ritenendolo alla sua uscita un film migliore rispetto al precedente[31][32].

Apprezzò anche Star Wars: Gli ultimi Jedi che ricalcava in buona parte molte delle idee che aveva abbozzato per un suo eventuale Episodio VII e ha dichiarato che il film "è stato realizzato magnificamente".[33][34][35][36]

Fece inoltre visita al set di Solo: A Star Wars Story facendo un sorpresa al suo amico Ron Howard e diede un suo consiglio durante una particolare sequenza intima che riguardava Han e Qi'ra sul Falcon.[37]

Lucas diede anche numerosi consigli al team creativo per la realizzazione di Star Wars: L'ascesa di Skywalker parlando a lungo con J.J. Abrams[38]

Lucas ha visitato il set della prima serie tv live-action The Mandalorian come sorpresa di compleanno per Jon Favreau;[39] è stato in seguito rivelato che Lucas aveva un certo livello di coinvolgimento nella creazione dello spettacolo.[40][41]

Ha aiutato poi a dirigere la prima puntata dell'ottava stagione de Il Trono di Spade diretta da David Nutter, in particolare una sequenza che riguarda Jon e Daenerys mentre discutono di Sansa Stark.[42][43]

Vita privataModifica

È grandissimo amico di Steven Spielberg, con il quale ha realizzato Indiana Jones e coprodotto Alla ricerca della Valle Incantata e Sogni. Oltretutto la ILM ha curato gli effetti speciali di quasi tutti i film di Spielberg, la cui casa di produzione, la Amblin Entertainment, ha co-prodotto con la Lucasfilm Le avventure del giovane Indiana Jones. Non a caso è proprio Spielberg a consegnare a Lucas di persona il Premio alla memoria Irving G. Thalberg, favore e omaggio che Lucas farà nel 2011 al suo padrino cinematografico Coppola, con il quale invece i rapporti sono stati più altalenanti.

Ha tre sorelle: Ann, Kate e Wendy. È stato sposato con la montatrice Marcia Griffin dal 1969 al 1983 con la quale ha adottato una bambina, Amanda. Ha adottato quindi altri due bambini: Jett e Katie. Quest'ultima ha scritto degli episodi della serie televisiva The Clone Wars dove appare in un episodio assieme ai fratelli e al padre sotto forma di avatar.

Nel 2006 si è fidanzato con l'imprenditrice Mellody Hobson, membro tra le altre cose del consiglio di amministrazione della DreamWorks Animation, con la quale si è sposato il 22 giugno 2013 al Chicago Peninsula Hotel, in una cerimonia presieduta dal senatore del New Jersey Bill Bradley.[44] Il 9 agosto dello stesso anno è nata la loro prima figlia, Everest Hobson Lucas, grazie alla surrogazione di maternità.[45]

Lucas è affetto da diabete fin da giovane[46] ed è sterile[47].

Impegno socialeModifica

Nel dicembre 2013 Lucas, tramite la sua fondazione, ha donato la somma di 25 milioni di dollari al programma Chicago's After School Matters. Fondata da Maggie Daley, l'associazione aiuta ragazzi bisognosi a formarsi e a guadagnare delle qualifiche lavorative attraverso dei lavori svolti come apprendistato.[48]

FilmografiaModifica

 
George Lucas

RegiaModifica

 
Lucas assieme a J.J. Abrams

Sceneggiatura e/o soggettoModifica

ProduzioneModifica

Altri ruoliModifica

CuriositàModifica

RiconoscimentiModifica

George Lucas è stato insignito del Life Achievement Award da parte dell'American Film Institute nel giugno 2005[53]. Lucas iniziò il suo discorso di accettazione citando il Cancelliere Palpatine e poi scherzò dicendo che, dal momento che intende la serie di Guerre stellari come un unico, grande film, forse il premio gli era stato assegnato "ora che sono finalmente riuscito a concluderlo"; citò ironicamente anche Terrence Malick, dicendo di averlo superato (tre film a quattro) nella gara a chi riceveva più lodi avendo prodotto il minor numero di opere.

Nel 2006 fu il secondo cineasta, dopo Steven Spielberg, ad essere introdotto nella Science Fiction Hall of Fame[54].

Nel 2007, assieme a Steven Spielberg e Francis Ford Coppola, ha presentato la premiazione al miglior film durante la cerimonia dei premi Oscar (il premio fu assegnato a Martin Scorsese per The Departed). I tre furono protagonisti di un siparietto in cui Spielberg e Coppola presero in giro Lucas per non aver mai vinto un Oscar competitivo[55].

Il Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama l'ha insignito della National Medal of Arts nel 2013, per i suoi contributi al cinema americano[56].

Nel 2014 è stato nominato membro onorario della Society of Motion Picture and Television Engineers[57].

Nel 2015 è stato nominato tra le Disney Legends[58] e nello stesso anno è stato premiato ai Kennedy Center Honors[59].

Premio Oscar
  • 1973 - Candidatura alla miglior regia per American Graffiti
  • 1973 - Candidatura alla miglior sceneggiatura originale per American Graffiti
  • 1978 - Candidatura alla miglior regia per Guerre stellari
  • 1978 - Candidatura alla miglior sceneggiatura originale per Guerre stellari
  • 1992 - Premio alla memoria Irving G. Thalberg
Golden Globe
  • 1973 - Candidatura alla miglior regia per American Graffiti
  • 1978 - Candidatura alla miglior regia per Guerre stellari
Empire Awards
  • 2005 - Candidatura al miglior film per Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith
  • 2005 - Miglior Sci-Fi/Fantasy per Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith
Evening Standard British Film Award
  • 1978 - Miglior Film per Guerre stellari
MTV Movie Awards
  • 2005 - Candidatura al miglior film internazionale per Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith
Premio Hugo
  • 1980 - Miglior rappresentazione drammatica per I predatori dell'arca perduta
  • 1983 - Miglior rappresentazione drammatica per Il ritorno dello Jedi
  • 1990 - Miglior rappresentazione drammatica per Indiana Jones e l'ultima crociata
Razzie Awards
  • 1988 - Candidatura alla peggior sceneggiatura per Willow
  • 1999 - Candidatura al peggior regista per Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma
  • 1999 - Candidatura al peggior film per Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma
  • 1999 - Candidatura alla peggior sceneggiatura per Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma
  • 2002 - Candidatura al peggior regista per Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
  • 2002 - Candidatura al peggior film per Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
  • 2002 - Peggior sceneggiatura per Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
Saturn Award
  • 1978 - Miglior regista per Guerre stellari
  • 1978 - Miglior sceneggiatura originale per Guerre stellari
  • 1983 - Candidatura alla miglior sceneggiatura per Il ritorno dello Jedi
  • 1999 - Candidatura al miglior regista per Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma
  • 2002 - Candidatura al miglior regista per Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
  • 2005 - Candidatura al miglior regista per Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith
  • 2005 - Candidatura al miglior film per Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith

Di seguito altri riconoscimenti:

  • Nel 1979 gli viene assegnato il Readers' Choice Award al Kinema Junpo Awards come miglior regista per Guerre stellari[60].
  • Nel 1981 David di Donatello al Miglior produttore straniero per Kagemusha – L'ombra del guerriero
  • Nel 2004 la Visual Effect Society lo premia con il premio alla carriera "Lifetime Achievement Award" per i traguardi conseguiti nel corso della sua vita nel campo degli effetti speciali per il cinema.

OnorificenzeModifica

  Kennedy Center Honors
— 6 dicembre 2015

NoteModifica

  1. ^ a b George Lucas - Critica, mymovies.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  2. ^ George Lucas
  3. ^ A young, enthusiastic crew employs far-out technology to put a rollicking intergalactic fantasy onto the screen, su WayBackMachine, 22 maggio 2006. URL consultato il 13 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2016).
  4. ^ Akira Kurosawa-Il samurai che amava la pioggia, su mymovies.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  5. ^ Chi aveva paura di Kurosawa l'imperatore del cinema?, su ariannaeditrice.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  6. ^ Akira Kurosawa, i cento anni dell'imperatore (PDF), su docs.google.com. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  7. ^ Sogni (PDF), su mymovies.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  8. ^ Gatti, 2005, p. 59.
  9. ^ (EN) Michael Kaminski, The Secret History of Star Wars, 19 maggio 2008, p. 312.
  10. ^ Il nuovo film di George Lucas girato con la F35, su sony.it. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  11. ^ a b Star Wars: guida definitiva alla saga di George Lucas, speciale Ciak: Dietro le quinte dei grandi film, Mondadori 2005, p.5.
  12. ^ Star Wars: The Clone Wars - Scheda, su mymovies.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  13. ^ a b c Intervista: George Lucas, su cinemadelsilenzio.it. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  14. ^ L'evento nell'evento: il cast di Star Wars a Cannes, su movieplayer.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  15. ^ Biografia di Lucas su mymovies.it, su mymovies.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  16. ^ a b c George Lucas, l'uomo dietro la cinepresa, su fabbricantidiuniversi.it. URL consultato il 6 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  17. ^ Associated Press, I fan attendono il ritorno di Guerre stellari, CNN.com. URL consultato il 12 maggio 2008.
  18. ^ George Lucas ha visto Avatar, pensa a Star Wars 3-D, su badtaste.it. URL consultato il 6 gennaio 2012..
  19. ^ Red Tails - trama, su comingsoon.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  20. ^ badtaste.it, http://www.badtaste.it/articoli/george-lucas-si-allontaner-dalla-lucasfilm.
  21. ^ Mark Hamill parla del suo incontro con George Lucas e della prossima trilogia!, su rollingstone.it. URL consultato il 1º novembre 2012.
  22. ^ Parla Luke Skywalker: intervista a Mark Hamill, su rollingstone.it.
  23. ^ The Long, Winding, and Shapeshifting Trail to Episodes VII, VIII & IX, su starwars.com.
  24. ^ Disney compra Lucas Film. Nel 2015 ci sarà un nuovo Star Wars, su it.cinema.yahoo.com. URL consultato il 31 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2012).
  25. ^ Disney compra Lucasfilm e annuncia: nel 2015 una nuova saga di «Guerre Stellari» - Il Sole 24 ORE
  26. ^ George Lucas producing a CGI musical! Featuring ... fairies?, su The Hollywood Reporter. URL consultato il 18 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2010).
  27. ^ Strange Magic: la Disney fissa l’uscita del film d’animazione nato da George Lucas, su BadTaste. URL consultato il 18 gennaio 2020.
  28. ^ How Disney Bought Lucasfilm—and Its Plans for 'Star Wars', su Bloomberg. URL consultato il 16 luglio 2015.
  29. ^ George Lucas critica Star Wars: "Ho venduto agli schiavisti bianchi". Poi si scusa, su LaRepubblica.it, 1º gennaio 2016. URL consultato il 31 dicembre 2015.
  30. ^ Il sequel di Star Wars e le scuse di George Lucas. Poi si scusa, su ilsole24ore, 2 gennaio 2016. URL consultato il 31 dicembre 2015.
  31. ^ Andrea Bedeschi, Rogue One: a Star Wars Story, Gareth Edwards ha cercato di nascondere un segreto a George Lucas, su BadTaste, 17 marzo 2017. URL consultato il 17 gennaio 2020.
  32. ^ Rogue One: a Star Wars Story, George Lucas ha visto e apprezzato il film, su BadTaste, 13 dicembre 2016. URL consultato il 17 gennaio 2020.
  33. ^ (EN) What George Lucas Thinks Of Star Wars: The Last Jedi, in CinemaBlend, 13 dicembre 2017. URL consultato il 7 gennaio 2018.
  34. ^ Andrea Bedeschi, Star Wars: Gli Ultimi Jedi, ecco alcune delle idee di George Lucas per la Nuova Trilogia, su BadTaste.it, 20 dicembre 2017. URL consultato il 17 gennaio 2020.
  35. ^ Francesco Bellu, Star Wars: ecco come George Lucas avrebbe voluto concluderla!, su movieplayer.it, 11 dicembre 2019. URL consultato il 17 gennaio 2020.
  36. ^ Giorgio Loda, L’altro Star Wars: George Lucas rivela la sua visione della trilogia, su hotcorn.com, 14 giugno 2018. URL consultato il 18 gennaio 2020.
  37. ^ Solo: A Star Wars Story, il consiglio di George Lucas per una particolare scena, su everyeye.it, 22 giugno 2017. URL consultato il 17 gennaio 2020.
  38. ^ Star Wars: L'Ascesa di Skywalker, George Lucas ha dato consigli sul film al team creativo, su movieplayer, 26 novembre 2019. URL consultato il 18 gennaio 2020.
  39. ^ (EN) Adam Chitwood, George Lucas Visits ‘The Mandalorian’ Set in New Behind-the-Scenes Photo, su Collider, 19 ottobre 2018. URL consultato il 15 novembre 2019.
  40. ^ (EN) Adam Chitwood, ‘The Mandalorian’ Actor Giancarlo Esposito Describes the New Technology Used on the ‘Star Wars’ Show, su Collider, 18 aprile 2019. URL consultato il 15 novembre 2019.
  41. ^ The Mandalorian, George Lucas incontra Baby Yoda: La foto storica, su comingsoon, 17 gennaio 2020. URL consultato il 18 gennaio 2020.
  42. ^ Il Trono di Spade 8: George Lucas ha aiutato a dirigere la premiere, su cinematographe.it, 18 aprile 2019. URL consultato il 18 gennaio 2020.
  43. ^ GameofThrones, Game of Thrones Season 8 Episode 1 Game Revealed (HBO), su youtube.com, 15 aprile 2019. URL consultato il 18 gennaio 2020.
  44. ^ (EN) Sophie Schillaci, George Lucas, Mellody Hobson Set June Wedding in Chicago, in The Hollywood Reporter, 17 aprile 2013. URL consultato il 1º maggio 2013.
  45. ^ (EN) Everest Hobson Lucas Born To George Lucas And Mellody Hobson, in The Huffington Post, 12 agosto 2013. URL consultato il 13 agosto 2013.
  46. ^ (EN) George Lucas Geel the Force, su Diabetes.org.uk. URL consultato il 24 maggio 2012.
  47. ^ (EN) In Tribute to Marcia Lucas, su The Secret History of Star Wars. URL consultato il 24 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2010).
  48. ^ Copia archiviata, su guerrestellari.net. URL consultato il 27 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2013).
  49. ^ Journey to the Pacific - Video Dailymotion, su Dailymotion. URL consultato il 19 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2016).
  50. ^ Guerre stellari: Spielberg vinse la scommessa, Corriere.it, 3 luglio 2007. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  51. ^ Indiana Jones: l'ultima impresa, su cordelia.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  52. ^ Guerre stellari sulle colline umbre George Lucas va a vivere in ex monastero - Corriere Roma
  53. ^ Discorso di accettazione, su youtube.com.
  54. ^ Presentazione dei candidati, su sfhomeworld.org. URL consultato il 15 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2006).
  55. ^ Premiazione di Martin Scorsese, su youtube.com.
  56. ^ George Lucas receives National Medal of Arts., su bbc.co.uk.
  57. ^ SMPTE Announces 2014 Honorees and Award Winners, su smpte.org.
  58. ^ George Lucas, Danny Elfman, Others To Be Honored At D23 2015., su deadline.com.
  59. ^ Carole King, Cicely Tyson, Rita Moreno and More Named 2015 Kennedy Center Honorees, su playbill.com.
  60. ^ Kinema Junpo Awards, su imdb.com. URL consultato il 6 gennaio 2012.

BibliografiaModifica

  • Sergio Arecco, George Lucas, Castoro, 1995, ISBN 88-8033-053-5.
  • John Baxter, George Lucas. La biografia, Lindau, 1999, ISBN 88-7180-288-8.
  • Star Wars: guida definitiva alla saga di George Lucas, speciale Ciak: Dietro le quinte dei grandi film, Mondadori, 2005
  • Fulvio Gatti, Star Wars. Analisi dell'esalogia, Larcher editore, 2005.

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