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Geonosis
Geonosis.jpg
Fotogramma del film Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
TipoPianeta
Creazione
SagaGuerre stellari
Appare in
Caratteristiche immaginarie
CapoArciduca di Hive, Consiglio di Hive
SistemaArkanis
RegioneOrlo Esterno
CapitaleNido Stalgasin
DimensioniØ 11.370 km
Abitanti100 miliardi (99% Geonosiani, 1% altri)
RazzeGeonosiani
LingueGeonosiano
TerrenoDesertico, 5% acque
Distanza dal nucleo43.000 anni luce
Periodo rotazione30 ore
Periodo rivoluzione256 giorni
Satelliti4 maggiori, 11 minori

Geonosis è un pianeta immaginario della saga di Guerre stellari. È presente nel film Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni ed è il pianeta natale dei Geonosiani, nonché uno dei primi ad ospitare la Confederazione dei Sistemi Indipendenti, e sede della Battaglia di Geonosis. Il Nido Stalgasin, il più grande di Geonosis, venne comandato da Poggle il Minore, l'arciduca locale, fino alla sua morte, alla fine delle guerre dei cloni, (La vendetta dei Sith).

Indice

Orlo EsternoModifica

Il pianeta si trova a meno di un parsec da Tatooine. Come quest'ultimo è roccioso e desertico, arso da un sole troppo vicino per consentire la vita in superficie. La principale differenza consiste nella presenza, su Geonosis, di molti anelli. Quando Jango Fett venne inseguito da Obi-Wan Kenobi (in L'attacco dei cloni), volò direttamente negli anelli per liberarsi di lui con l'uso delle molteplici rocce presenti.

Esportazioni ed architetturaModifica

Geonosis ospitò molte fabbriche di costruzione di droidi, che costruirono i droidi rosa fino alla Battaglia di Geonosis avvenuta nel 22 BBY che diede inizio alle guerre dei cloni. Inoltre, fu il primo pianeta a creare i Super Droidi da Battaglia, il più potente tra i successori del Droide da battaglia. Il pianeta, sempre nel 22 BBY, si rivoltò contro la Repubblica scatenando un contrattacco di quest'ultima.

Buona parte dell'architettura del pianeta consiste di impianti ed edifici costruiti all'interno di rocce e guglie rocciose, simili a termitai. Le creature più pericolose sono dei lucertoloni immensi e simili a cani che, in ogni libro in cui vengono citati, sembrano aver l'abitudine di lanciarsi dall'alto. I Geonosiani tengono queste creature in cattività per poterle usare nelle arene. Alcuni esempi di queste creature sono gli acklays, i reeks, ed i nexu.

Morte NeraModifica

Fu su questo pianeta che vennero sviluppati i piani per l'arma più potente dei Sith, la Morte Nera. Dopo la sconfitta dei Separatisti nella battaglia di Geonosis, prima battaglia delle guerre dei cloni, il Conte Dooku fuggì su Coruscant portando i piani con sé, lasciando il pianeta sotto il controllo della Repubblica Galattica. Con l'ascesa dell'Impero e la sconfitta nelle guerre dei cloni i Geonosiani sono assoggettati dall'Impero ed utilizzati come manodopera per la costruzione della prima Morte Nera.

Progetto Storm CommandoModifica

Durante la Guerra Civile Galattica, Wedge Antilles precipitò sul pianeta nel tentativo di trovare la fonte del Progetto Storm Commando. Qui lottò contro droidi da battaglia malfunzionanti, stormtroopers, ed il traditore Ribelle Sarkli. Riuscì a fuggire a bordo di uno Starfighter Jedi, quello di Obi-Wan Kenobi, abbandonato lì da decenni, riuscendo a distruggere tre Navi da Trasporto Imperiali orbitanti intorno al pianeta.

Geonosis fu anche la sede della prima missione documentata del Delta Squad. La loro missione fu l'uccisione del leader Geonosiano, la distruzione di una fabbrica e quella della Nave di Controllo Droidi.

Sterilizzazione del pianetaModifica

Durante la Guerra Civile Galattica, la superficie di Geonosis venne sterilizzata e i geonosiani si estinsero quasi completamente, come visto nel fumetto Star Wars: Dart Fener. Sopravvisse solo una regina, che utilizzò una fabbrica di droidi per creare dei particolari droidi che avevano alcune caratteristiche biologiche. Difatti la regina li considerava come i suoi figli.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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