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Battaglia di Endor
parte della guerra civile galattica
Battaglia di Endor.jpg
Lo scudo stellare che protegge la Morte Nera II viene distrutto
Data4 ABY
LuogoLuna boscosa orbitante attorno ad Endor
EsitoVittoria decisiva dell'Alleanza; frammentazione dell'Impero Galattico
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
  • La seconda Morte Nera (controllata da IG-88)
    • Un superlaser distruttore di pianeti
    • Oltre 30.000 torrette turbolaser
    • Migliaia di cannoni ionici
  • 1 Star Destroyer di classe Executor
  • Circa 40 Star Destroyer (classe Imperial I e Imperial II)
    • Accuser
    • Adjudicator
    • Avenger
    • Chimaera
    • Denunciator
    • Devastator
    • Eleemosynary
    • Indictor
    • Imputator
    • Judicator
    • Pulsar
    • Redoubtable
    • Relentless
    • Retaliator
    • Stalker
    • Thunderflare
    • Tyrant
    • Vehement
    • Virulence
    • Visage
  • Almeno uno Star Destroyer di classe Tector
  • 1 Nave di comunicazione spaziale
  • Almeno 2 fregate di classe Victory
  • 1 Star Destroyer di classe Victory
    • Dominator
  • 1 Nave di classe Carrack
    • Eminence
  • Navi Immobilizer 418
  • Almeno 2900 caccia stellari imperiali di vario tipo
  • Almeno 3 Shuttle classe Lambda
  • Almeno 2 Shuttle classe Theta
  • La legione 501
    • Stormtrooper d'assalto Zero-G
    • Altri Stormtrooper
    • Scout trooper
    • Navy trooper Imperiali
    • Storm Commando
    • Shock Trooper Imperiali
    • Dark trooper
  • All Terrain Scout Transport
  • All Terrain Armored Transport
  • Proiettore di Scudo Planetario 1 CoMar SLD-26
  • Camminatori AT-ST
  • Camminatori AT-AT
  • Moto Aratech 74-Z
  • Almeno 20 navi Mon Calamari (vari tipi, inclusi almeno 3 di tipo Home One)
    • Defiance (MC80a)
    • Home One
    • Independence
    • Liberty
    • Maria
    • Reef Home
  • Almeno 1 nave di tipo Dreadnaught
  • Almeno 1Bulk Cruiser
    • Urjani
  • Almeno 1 nave Quasar Fire
    • Flurry
  • Almeno 10 fregate per la scorta EF76 Nebulon-B
    • Akaga
    • Mercy
    • Redemption
    • Valiance
    • Yavaris
  • Molte corvette Corelliane CR90
    • Eridain
    • Masanya
    • Old Republic
    • Pushti
    • Saki
    • Ullet
  • Almeno 6 navi Corelliane DP-20
    • Chandi
    • Ensaiav
    • Ghorman's Honor
    • Mastala
    • Telsor
    • Walerv
  • Molti mezzi da trasporto medio GR-75
    • Limnate
    • Luminous
    • Tuima
  • 2 navi di classe Braha'tok
    • Braha'tok
    • Torktarak
  • Almeno 1 nave Alderaaniana
  • Molti starfighter Ribelli di vario tipo
    • B-wing (Squadrone Blu)
    • BTL Y-wing (Squadrone Grigio)
    • RZ-1 A-wing (Squadrone Verde)
    • T-65 X-wing (Squadrone Rosso)
    • Z-95 Headhunter
  • Il Millennium Falcon
  • Almeno 1 Rompi-Assedio Kesselliano
  • Almeno 1 nave LAAT
  • Almeno 1 nave Bestiniana
  • 2 Shuttle classe Lambda rubati
    • Tydirium
  • Circa 20 commando Ribelli
  • Molte moto Aratech 74-Z rubate
  • Esercito Ewok
  • Catapulte Ewok
  • 1 AT-ST dirottato
  • Un camminatore AT-ST (rubato)
  • Perdite
  • Imperatore Galattico Palpatine
  • Dart Fener
  • Grande Ammiraglio Nial Declann
  • Moff Tiaan Jerjerrod
  • Ammiraglio Firmus Piett
  • Capitano Sarkli
  • Capitano Kallic
  • IG-88
  • La maggioranza dei TIE fighters
  • La maggioranza dei lavoratori nei bunker uccisi
  • La maggioranza degli Stormtroopers persi
  • Praticamente tutti a bordo della Morte Nera
  • Praticamente tutti a bordo dell'Executor e di molti altri Star Destroyer
  • 6 Star Destroyer distrutti
    • Devastator
  • Almeno 2 Star Destroyer catturati
    • Accuser
    • Adjucator
  • Almeno 2 Star Destroyer fuggiti
  • Milioni di persone
  • Molti morti Ewok (La teoria non canonica detta dell'"Olocausto di Endor" ipotizza una susseguente estinzione degli Ewok dovuta alla caduta dei detriti della Morte Nera).
  • La maggioranza dei commando Ribelli persi
  • Oltre il 20% dei piloti uccisi o feriti, compresi:
  • Almeno 2 navi Mon Calamari distrutte dalla Morte Nera
    • Liberty
    • Defiance? (molto probabile, ma è un argomento discusso)
  • Almeno una nave Mon Calamari ridotta male da un Star Destroyer
  • Altre navi perse, incluse almeno 5 corvette Corelliane CR90
  • 75% delle navi superstiti gravemente danneggiate
  • Anakin Skywalker
  • Voci di conflitti immaginari presenti su Wikipedia

    La battaglia di Endor fu il fulcro del film del 1983, Il ritorno dello Jedi. Nell'universo immaginario di Guerre stellari, fu una delle principali battaglie che composero la Guerra civile galattica combattute una battaglia finale tra l'Alleanza Ribelle e l'Impero Galattico (questa guerra continuò anche dopo la battaglia di Endor, ma l'Impero si ritrovò frammentato dopo la morte dell'Imperatore Palpatine occorsa durante questo conflitto).

    Indice

    PreludioModifica

    Il preludio a questa battaglia si ebbe quando l'Alleanza scoprì che l'Impero stava costruendo una seconda versione della Morte Nera (sotto la supervisione del Moff Jerjerrod). Il governo Alleato seppe che questa nuova versione avrebbe corretto il problema che aveva permesso la sua distruzione durante la Battaglia di Yavin. Venne deciso che questa nave andava distrutta prima di essere completamente operativa.

    Con il sacrificio di molte vite Bothan, la nuova Morte Nera venne scoperta ad orbitare attorno alla Luna boscosa di Endor. Si venne a sapere inoltre che, nonostante la nave fosse protetta da uno scudo proiettato da una base sulla luna, le armi della stazione non erano ancora completate. Oltre a ciò, l'imperatore Palpatine stesso sarebbe stato presente per monitorare la situazione. Distruggere la stazione mentre Palpatine fosse stato a bordo avrebbe significato un duro colpo per l'Impero.

    Con questa opportunità, l'Alleanza pianificò un attacco a due punte. Uno squadrone, guidato dal Generale Ian Solo, sarebbe dovuto atterrare sulla luna a bordo di uno Shuttle Imperiale rubato e disattivare lo scudo protettivo. Questo avrebbe permesso ad una flotta Ribelle di attaccare la Morte Nera per distruggerla. Nel frattempo, molte navi Ribelli si sarebbero ammassate presso il pianeta di Sullust, tentando di attirare le navi imperiali lontano da Endor. Palpatine escogitò una strategia per mantenere la propria flotta vicino ad Endor per difendere la nave, invece che attaccare la flotta Ribelle. Questo viene mostrato in una fase successiva della battaglia, quando i Ribelli vengono catturati in un agguato tentando di attaccare la stazione.

    A loro insaputa, i Ribelli stavano cadendo in una trappola organizzata dall'Imperatore. Nel tentativo di eliminare la flotta Ribelle, Palpatine la attirò insieme ai suoi comandanti verso Endor usando semplice disinformazione: nascose il fatto che le armi della seconda Morte Nera fossero già operative (e mandò avanti Dart Fener per assicurarsi che tutti fossero pronti al momento della battaglia). Con una potente forza navale celata sulla luna ed una legione scelta (probabilmente la Legione 501), le truppe Imperiali erano pronte sulla superficie della luna, in attesa di schiacciare i Ribelli una volta per tutte.

    La battagliaModifica

    I Ribelli abboccarono all'esca e la trappola fu eseguita catturando i commando sul terreno lunare ed intrappolando la flotta con la Nave Imperiale, posizionata in modo da evitare la fuga dei Ribelli. Inoltre, il superlaser Imperiale era già operativo e, questa volta, era stato impostato come arma antinave, in modo da distruggere senza difficoltà le navi Ribelli. Il Generale Lando Calrissian e l'Ammiraglio Ackbar si avvicinarono alla flotta nemica per guadagnare tempo, ma la situazione era senza speranza. La Ribellione non immaginava che il cannone fosse in grado di sparare più velocemente e più accuratamente di prima. La tattica Ribelle si rivelò disastrosa, ma riuscì a limitare l'efficacia del superlaser mischiando la propria flotta a quella nemica. I Ribelli subirono un fuoco limitato, visto che lo stesso Ammiraglio Firmus Piett ricevette direttamente dall'imperatore l'ordine di non attaccare i Ribelli. Ciò nonostante quasi tutte le fregate e corvette Ribelli furono perse in battaglia per mano dei caccia Imperiali.

    All'insaputa dell'Imperatore, i Ribelli si erano alleati con la popolazione indigena degli Ewok. I loro guerrieri tesero un'imboscata agli stormtroopers Imperiali poco dopo la cattura dei commando Ribelli. Il loro inaspettato assalto gettò scompiglio tra i soldati Imperiali che si volsero verso l'interno della foresta per respingere le creature, dando però ai ribelli catturati la possibilità di reagire e liberarsi delle poche guardie rimaste. Nonostante le loro armi primitive gli ewoks riuscirono a dar filo da torcere ai cloni ma nulla poterono contro i camminatori AT-ST che decimarono la popolazione e le relative difese. Due Ewoks guidati da Chewbecca riuscirono a impadronirsi di un AT-ST per volgere la situazione a favore dei ribelli. I restanti Ewok raddoppiarono i propri sforzi attorno all'AT-ST rubato e riuscirono così a bloccare i camminatori rimasti con le loro trappole e a uccidere gli ultimi cloni che si erano infiltrati nella foresta. La tattica funzionò e le restanti unità imperiali furono costrette alla resa. Con l'Impero in confusione, Ian Solo finse di essere un pilota di AT-ST, informando lo staff Imperiale all'interno del bunker che la vittoria era totale e le forze Ribelli in ritirata. Vennero spedite tre squadre di rinforzo per la ricerca dei Ribelli. Queste squadre vennero catturate dai Ribelli grazie all'AT-ST. I Ribelli, guidati da Solo, si infiltrarono tra le linee nemiche e riuscirono a distruggere il bunker con molte bombe a protoni. Questo mise fuori uso lo scudo protettivo.

    Approfittandone, interi squadroni Ribelli attaccarono la Morte Nera. Nonostante molti vennero distrutti dai TIE fighters, un piccolo gruppo di essi, incluso il Millennium Falcon guidato da Wedge Antilles atterrarono sulla nave incompleta raggiungendo il reattore principale. Alcune navi Ribelli scapparono attirando dietro di sé le navi Imperiali mandate a combatterli, lasciando così indifeso il reattore. Per distrarre le forze Imperiali da questo assalto, Ackbar ordinò un attacco concentrato sulla nave bandiera dell'Impero, l'Executor, riuscendo ad abbattere il suo scudo protettivo. Dopo che uno squadrone di A-wing distrusse uno dei sensori giganti sulla sua superficie, il capo verde, dopo aver subito danni gravi al fighter, si sfracellò volontariamente sul ponte uccidendo la maggior parte dello staff di comando (incluso l'Ammiraglio Piett). I motori persero colpi e la nave si abbatté sulla Morte Nera prima di riuscire a riprendere il comando sul ponte ausiliario, segnando la fine dell'Executor e della sua ciurma oltre a danneggiare ulteriormente la Morte Nera. Nel frattempo il Moff Jerjerrod ricevette un ordine dall'Imperatore di distruggere la Luna Boscosa se i Ribelli fossero riusciti a disattivare lo scudo. Visto che la Morte Nera iniziava a ruotare la propria arma contro il pianeta, le navi Ribelli partirono a massima velocità verso il reattore principale. Jerjerrod rispose riempiendo di interferenze l'area per ritardare il progresso Ribelle, ed ordinò l'evacuazione alla ciurma, truppe e civili non necessari per la salvezza della base.

    Nel frattempo l'Imperatore, tentando di portare Luke Skywalker sul lato oscuro della Forza, venne ucciso da Dart Fener nel tentativo di salvare il figlio. Sfortunatamente, questo fu un atto di abnegazione dal momento che Fener, rinato ancora come Anakin Skywalker, si trovò libero dal demonio che lo aveva consumato durante la Guerra Civile Galattica, morendo tra le braccia del figlio. Intanto Lando Calrissian e Wedge Antilles si avvicinavano al reattore. Usando siluri a protoni fecero esplodere il regolatore di potenza ed il reattore stesso, causando una reazione a catena che distrusse la nave. Luke riuscì a fuggire attraverso lo Shuttle di Fener poco prima dell'esplosione. Demoralizzato dalla perdita dell'Executor, dell'Imperatore e della Morte Nera, le truppe Imperiali fuggirono nella galassia, ritenendo che i Ribelli non sarebbero stati in grado di portare la battaglia così lontano, addirittura fino alla capitale Imperiale. Dopo la fine della battaglia, il comando Ribelle festeggio sulla Luna Boscosa, mentre la flotta Ribelle pattugliava il cielo per evitare un ritorno delle truppe nemiche.

    Le flotteModifica

    Le forze Imperiali a Endor consistevano di un Gruppo contenente almeno 34 Star Destroyer di classe Imperial I, almeno uno Star Destroyer di classe "Tector", l'Executor di classe "Star Dreadnought" ed un comunicatore. C'era anche un supporto intensivo di caccia stellari e la seconda Morte Nera. I caccia erano composti dai tradizionali caccia TIE, più un consistente numero di intercettori TIE (progettati per contrastare gli X-wing), divisi in piccole squadre. Altri piloti di riserva erano a bordo della Morte Nera.

    Le principali navi dell'Alleanza erano gli incrociatori Mon Calamari, come la Home One dell'Ammiraglio Ackbar, la Liberty, la Defiance, e l'Independence oltre ad altre navi Mon Calamari. Numerose fregate e corvette concorrevano a completare la flotta Ribelle. Le forze Ribelli erano divise in cinque squadroni costruiti ad-hoc (Rosso, Verde, Blu, Grigio e Oro), alcune di queste navi erano adibite all'assalto al reattore principale della Morte Nera mentre altre attaccarono l'Executor. Nonostante i caccia più diffusi fossero gli A-wing e gli B-wing, gli X-wing e i più lenti Y-wing furono i cavalli di battaglia.

    Star Wars LegendsModifica

    Maggiori dettagli riguardo alla battaglia furono rivelati nell'Universo espanso. Venne specificato che il Grande Ammiraglio Osvald Teshik si salvò dalla distruzione della Morte Nera. Dopo la fine dell'Executor, il comando passò dall'Ammiraglio Piett a lui. Gilad Pellaeon, l'ufficiale sopravvissuto di grado più elevato dell'HIMS "Chimaera", ordinò inspiegabilmente una ritirata da Endor. Questa azione è molto curiosa: nonostante la perdita dell'Executor, il vantaggio numerico e quantitativo dei Distruttori Stellari avrebbe permesso alla flotta Imperiale di mantenere la superiorità tattica sull'Alleanza Ribelle. È ancora più curioso che l'ordine sia stato seguito da molti guerrieri. La battaglia fu vinta dai Ribelli. Il Grande Ammiraglio Thrawn teorizzò in seguito che con la morte dell'Imperatore Palpatine, l'influenza che egli esercitava sulle truppe grazie alla Forza venne meno e l'abilità delle forze Imperiali fu drasticamente ridotta, permettendo la vittoria dei Ribelli.

    Secondo il romanzo "Il ritorno dello Jedi", Moff Jerjerrod si preparava a distruggere Endor quando i fighters raggiunsero il reattore. Questo è possibile visto che, nel film, il superlaser si accende prima dell'esplosione (indicando una malfunzione) e la Morte Nera sembra riposizionata ed allineata verso il pianeta.

    Teshik non si ritirò con il resto dello squadrone Imperiale e lottò per molte altre ore sulla sua nave personale, l'HIMS Eleemosynary, prima di essere catturato. Fu in seguito processato e giustiziato dall'Alleanza Ribelle.

    I Ribelli sbagliarono a distruggere la stazione? La risposta la ebbero solo più tardi. Negli anni precedenti, il droide assassino IG-88 si stava preparando a lanciare una rivoluzione droide. L'ultimo modello sopravvissuto, IG-88A, costruì un duplicato del computer centrale della Morte Nera sostituendosi all'intelligenza artificiale. Quando l'Impero installo' il computer, IG-88A divenne letteralmente la Morte Nera, con l'accesso completo a tutti i sistemi. Nessuno sapeva di questa cosa, nonostante Palpatine sospettasse della sua presenza quando una serie di porte nella sala del trono si aprirono e chiusero senza motivo. Quando i Ribelli arrivarono, IG-88º sparò col superlaser verso la loro flotta, lasciando credere all'Impero di avere il controllo, mentre si preparava a spedire il segnale che avrebbe aizzato tutti i droidi verso i loro padroni. Quando la Morte Nera collassò, tutto il potere venne perso e la distruzione della stazione eliminò IG-88A.

    Per quanto riguardò le forze Ribelli, le perdite furono massicce. Meno di 40 fighter sopravvissero in buone condizioni. Molte navi vennero distrutte. Ad un certo punto l'Ammiraglio Ackbar fu costretto a spostare la base dal RAS Home One al RAS Independence, a causa dei gravi danni subiti nel combattimento con l'Executor. Infatti, l'Executor possedeva una potenza di fuoco maggiore ed uno scudo che gli permetteva di avere un vantaggio tattico per distruggere l'Home One.

    La disintegrazione dell'Impero Galattico iniziò poco dopo la battaglia di Endor quando la notizia della morte dell'Imperatore fece il giro della galassia. Dal momento che Palpatine non nominò mai un successore, molti leader iniziarono a pretenderne il titolo. Questa decadenza subì un'accelerazione circa sei anni dopo Endor, durante i fatti che circondarono il clone di Palpatine e la sua sconfitta finale. Anni dopo, il piccolo (e per i più sconosciuto) Imperial Remnant stipulò un trattato di pace con i Ribelli ponendo fine alla Guerra Civile Galattica.

    Nel momento in cui l'Alleanza restaurò la Repubblica, la chiamò Nuova Repubblica. Questo governo fu molto debole ed incapace di compiere affari come la Vecchia Repubblica fece per millenni. Collasso ben presto scambiò la libertà per ordine ed il suo controllo della galassia era minimo. Alla fine la galassia era fondata su di un semplice ideale, e non su di un controllo burocratico. La Nuova Repubblica fu distrutta dall'invasione degli Yuuzhan Vong. Fu l'Imperial Remnant che giocò un ruolo significativo nella salvezza della Nuova Repubblica dal collasso totale.

    Collegamenti esterniModifica

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