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I Paludroni sono creature appartenenti alla saga di sette libri de Le cronache di Narnia scritta da C. S. Lewis. Sono ritratti per la prima volta nel 6° libro "La sedia d'argento".

Essi vengono descritti come esseri umanoidi somiglianti a rane.
I loro volti magri e lunghi sono caratterizzati da guance scavate, una bocca chiusa sottile e un naso aquilino. Sono dotati di una corporatura assai strana e particolare: il loro tronco è grande quanto quasi quello di un nano e di una carnagione assai scura simile al fango, ma vantano delle braccia e delle gambe sproporzionatamente lunghe. Inoltre hanno mani e piedi palmati, ovvero con le dita unite da una leggera e sottile membrana. I loro capelli sono di un colore misto tra il grigio e il verde e sembrano essere simili a canne ancora giovani, poiché costituiti da ciocche lisce e piatte.
I Paludroni sono solitamente di corporatura assai magra e per quanto riguarda il loro abbigliamento adottano spesso colori scuri richiamanti le sfumature della terra.
Com'è dimostrato dalla figura particolare e strana del paludrone Pozzanghera, la maggior parte di loro sono psicologicamente caratterizzati da una visione irrimediabilmente pessimistica della vita.
I paludroni vivono in piccole capanne isolate tra le paludi situate tra il regno di Narnia e la brughiera di Ettins. Si nutrono di pesce, gradiscono specialmente le anguille, e amano fumare un tabacco il cui fumo è più pesante dell'aria, ciò si spiega poiché è usanza di queste creature mischiare il tabacco al fango; inoltre sono soliti anche bere un forte liquore alcolico senza nome.
Nel mondo di Narnia si occupano di tutti quei lavori legati all'acqua e al pesce.

Il più importante paludrone è Pozzanghera, che ne La sedia d'argento accompagna Jill Pole e Eustachio Scrubb alla ricerca del Principe Rilian, scomparso da un decennio poiché rapito da una strega malvagia.