Corpo di polizia penitenziaria

corpo di polizia italiano
(Reindirizzamento da Polizia penitenziaria)

Il Corpo di Polizia Penitenziaria[1] è un corpo di polizia a ordinamento civile parte delle forze di polizia italiane, dipendente dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia.

Polizia Penitenziaria
Descrizione generale
Attivo15 dicembre 1990 ad oggi
(fino al 1990 Corpo degli Agenti di Custodia)
NazioneBandiera del Regno di Sardegna Regno di Sardegna
Bandiera dell'Italia Regno d'Italia
Bandiera della Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Bandiera dell'Italia Italia
ServizioPolizia
TipoForza di Polizia ad ordinamento civile
CompitiServizio di sicurezza e ordine in istituti penitenziari
Traduzioni e piantonamenti
Polizia stradale
Polizia giudiziaria
Pubblica sicurezza
Ordine pubblico
SedeLargo Luigi Daga, 2
Roma
Dimensione38.744 unità
SoprannomeBaschi Azzurri
PatronoSan Basilide
MottoDespondere Spem Munus Nostrum
Garantire la speranza è il nostro compito
ColoriBlu e Azzurro
Anniversari18 marzo 1817 (fondazione)
Sito internetpoliziapenitenziaria.gov.it
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Capo DipartimentoGiovanni Russo
Vice Capo DipartimentoLina Di Domenico
Direttore Generale del PersonaleMassimo Parisi
Simboli
Fregio
Fonte: sito ufficiale
Voci di forze di polizia presenti su Wikipedia

Svolge compiti di polizia giudiziaria, pubblica sicurezza, polizia stradale e di gestione delle persone sottoposte a provvedimenti di restrizione o limitazione della libertà personale. Al Corpo appartengono i gruppi sportivi Astrea e Fiamme Azzurre, nonché gli atleti Aldo Montano, Carolina Kostner e Clemente Russo.

Storia modifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Corpo degli agenti di custodia.

La nascita della Polizia Penitenziaria risale al 18 marzo 1817, data di promulgazione delle regie patenti del Regno di Sardegna che costituivano le Famiglie di giustizia, ovverosia il primo esempio di corpo carcerario del Regno d'Italia. Nel 1873 fu invece creato il Corpo delle guardie carcerarie, poi riformato nel Corpo degli agenti di custodia (1890). Nel 1923 l'amministrazione passa dall'allora Ministero dell'interno al Ministero di grazia e giustizia. Per effetto del Regio decreto 30 dicembre 1937, n. 2584 acquisì lo status militare, successivamente confermato dal decreto luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 508.

Con l'emanazione della legge 15 dicembre 1990 n. 395[1] il Corpo assume l'odierna denominazione e viene smilitarizzato. Nel Corpo di Polizia Penitenziaria confluiscono gli appartenenti e le dotazioni dell'ex Corpo degli agenti di custodia e, in parte, le ex-vigilatrici penitenziarie.

Con decreto, pubblicato sul Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia del 31 marzo 2004, il Ministro della Giustizia ha dato attuazione al decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146[2], concernente l'individuazione dei compiti e delle mansioni degli appartenenti ai Ruoli direttivi ordinario e speciale del Corpo di Polizia Penitenziaria.

L'amministrazione penitenziaria ha avviato, dal maggio 2000, un piano di cooperazione con la missione internazionale delle Nazioni Unite in Cossovo[3]. Un contingente di Polizia Penitenziaria è stato assegnato al Penal Management Division Kosovo Correctional - Missione ONU (UNMIK) e impiegato presso l'istituto penitenziario di Dubrava, il più grande dei Balcani, in attività particolarmente sensibili, come la sorveglianza dell'intercinta (outside security), servizi di traduzione di detenuti.

Nel marzo 2002 il contingente ha avuto l'incarico straordinario di effettuare la traduzione dalle prigioni della Serbia dei circa 165 detenuti di etnia albanese/cossovara. Alla fine del primo semestre di impiego, i componenti del contingente di Polizia Penitenziaria sono stati insigniti della "medaglia della pace", speciale onorificenza delle Nazioni Unite.

Il decreto ministeriale del 14 giugno del 2007 ha istituito il Nucleo investigativo centrale, un servizio centrale di polizia giudiziaria che svolge in via continuativa e prioritaria le funzioni di cui all'art. 55 del codice di procedura penale, alle dipendenze funzionali e sotto la direzione dell'autorità giudiziaria, per fatti di reato commessi in ambito penitenziario o, comunque, direttamente collegati all'ambito penitenziario.

Compiti e funzioni modifica

 
Agenti di polizia penitenziaria.

I compiti istituzionali sono descritti nell'art. 5 della legge 15 dicembre 1990, n. 395,[1] che stabilisce che il Corpo di polizia penitenziaria, sia amministrato dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, ed espleta quanto stabilito sia dalla legge 26 luglio 1975, n. 354 sull'ordinamento penitenziario, che dal regolamento d'esecuzione, il D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, nonché da quanto previsto dalla stessa legge n. 395/1990 e dal regolamento di servizio, il D.P.R. 15 febbraio 1999, n. 82.

Svolge principalmente il compito di gestione delle persone sottoposte a provvedimenti di restrizione o limitazione della libertà personale, garantisce l'ordine pubblico e la tutela della sicurezza all'interno degli istituti, partecipa alle attività di osservazione e trattamento dei detenuti; inoltre, espleta servizi di ordine e sicurezza pubblica e di pubblico soccorso, nonché di traduzione dei ristretti, da istituto a istituto, presso le aule giudiziarie per lo svolgimento dei processi e presso i luoghi esterni di cura, e ai sensi del decreto del Ministero della Giustizia luglio 1991, si occupa inoltre tramite il servizio traduzioni e piantonamenti di attività e traduzione piantonamento. Espleta inoltre attività di polizia stradale ai sensi dell'art. 12 del Codice della strada, partecipa al mantenimento dell'ordine pubblico, svolge attività di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza anche al di fuori dell'ambiente penitenziario, così come tutte le altre forze di polizia, svolge attività di scorta a tutela di personalità istituzionali (ministro della Giustizia, sottosegretari di Stato) e di magistrati.

Tramite il gruppo operativo mobile si occupa del mantenimento dell'ordine e della disciplina negli istituti penitenziari, con priorità a interventi in occasione di gravi situazioni di turbamento. Il GOM è composto da 600 unità, e gli competono anche i servizi di tutela e scorta del personale in servizio presso l'Amministrazione penitenziaria e il Ministero della giustizia esposto a particolari situazioni di rischio personale, la traduzione di tutti i detenuti "collaboratori di giustizia", ad altissimo rischio. Tali servizi sono effettuati dal Nucleo tutela e scorte, costituito da circa 50 unità.

La legge 30 giugno 2009, n. 85, ha istituito la Banca Dati Nazionale del D.N.A e il Laboratorio Centrale per la Banca Dati Nazionale del D.N.A. presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Con decreto del Ministro della Giustizia 2 marzo 2016 è stato istituito il Laboratorio Centrale Banca Dati D.N.A. cui sono affidati l’organizzazione e il funzionamento del Laboratorio, le relazioni con l’autorità giudiziaria e relativi importanti servizi di polizia giudiziaria. Il regolamento attuativo (D.P.R. 7 aprile 2016, n. 87) ha permesso che a partire dal 7 aprile 2016 sia iniziata la complessa attività di prelievo dei campione biologici da parte degli operatori della e la successiva tipizzazione del DNA, all'interno del Laboratorio Centrale Banca Dati D.N.A. da parte dei ruoli tecnici del corpo (istituiti con il decreto legislativo 9 settembre 2010, n. 162, emanato ai sensi dell'articolo 18 della legge 30 giugno 2009, n. 85) adeguatamente e specificamente formati per questa attività.

Il corpo è inoltre entrato a comporre gli organici della D.I.A. (Direzione Investigativa Antimafia) e dell’Interpol grazie al D.lgs 15 novembre 2012, n. 218 (Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, recante codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2, della legge 13 agosto 2010, n. 136 GU n. 290 del 13-12-2012).

Organizzazione modifica

 
Il Corpo dispone anche di mezzi navali per le funzioni di istituto, nel Servizio navale della Polizia penitenziaria; nella foto le motobarche di Venezia
 
Alfa 159 della polizia penitenziaria.

Il Corpo dispone di vari servizi e specialità, coordinate a livello Nazionale dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria a livello Regionale dai provveditorati dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero della giustizia:

Vertici modifica

  • Capo del Dipartimento: Giovanni Russo
  • Vice Capo del Dipartimento: Lina Di Domenico
  • Direttore Generale del Personale: Massimo Parisi

Servizi e Specialità modifica

Personale modifica

Gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria sono: "sostituti ufficiali di pubblica sicurezza", limitatamente agli appartenenti ai ruoli direttivi; Agenti di pubblica sicurezza, i restanti ruoli subordinati; ufficiali e agenti di polizia giudiziaria in base alle qualifiche (commissari, ispettori e sovrintendenti sono ufficiali di polizia giudiziaria in tutto il territorio Italiano, anche fuori servizio al pari di polizia e carabinieri).

Reclutamento modifica

Si diviene agente della Polizia Penitenziaria tramite concorso pubblico per esami attraverso un bando di concorso del Ministero Della Giustizia, che, a seconda della qualifica, può avere delle aliquote riservate a personale già in servizio o ai figli delle "vittime del dovere".

Prima dell'emanazione della legge 23 agosto 2004 n. 226 l'accesso era previsto per tutti civili, e il servizio militare di leva in Italia poteva essere svolto direttamente in polizia partecipando ai concorsi per allievo agente ausiliario, riservato ai cittadini di sesso maschile chiamati al servizio militare.

Dal 1º gennaio 2005 al 31 dicembre 2015, i posti messi a concorso per allievo agente sono stati riservati ai volontari in ferma annuale (VFP1) o quadriennale (VFP4).[4] Dal 1º gennaio 2016 sono stati riaperti i concorsi anche ai civili e il 40% dei posti annualmente disponibili è a loro riservato. I requisiti di idoneità psicofisica sono stabiliti dal D.P.R. 23 dicembre 1983 n. 904.[5]

Dopo aver vinto il concorso, bisognerà sostenere obbligatoriamente un corso di formazione, di durata variabile a seconda della qualifica:

  • 9 mesi (ridotti a 6 recentemente per far fronte al turnover) per gli allievi agenti (concorso pubblico riservato a cittadini che non abbiano compiuto 28 anni e abbiano il diploma di istruzione secondaria di secondo grado oppure per militari in servizio o congedati che non abbiano compiuto 28 anni e abbiano la licenza media);
  • 4 mesi per i vice sovrintendenti (limitatamente al personale appartenente al ruolo agenti e assistenti);
  • 12 mesi per i vice ispettori (concorso riservato ai cittadini in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado);
  • 24 mesi per i commissari (concorso riservato ai cittadini in possesso di laurea magistrale).

Formazione modifica

Sono otto le Scuole di formazione e aggiornamento della Polizia Penitenziaria:[6]

Le scuole di Aversa e di Monastir non sono più utilizzate come scuole di formazione.

Qualifiche modifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Qualifiche del Corpo di polizia penitenziaria.

Caduti modifica

Diversi appartenenti al corpo sono caduti nell'asservimento del proprio dovere o vittime di agguati della criminalità organizzata. Tra gli altri Filippo Salsone, Giuseppe Montalto, Luigi Bodenza, Carmelo Magli, Nicandro Izzo e Raffaele Cinotti. Sono 37 gli appartenenti al corpo decorati alla memoria dal 1943 a oggi.[7]

Uniforme modifica

La Polizia Penitenziaria, dopo la riforma del 1990, ha abbandonato le vecchie divise grigio-verdi del disciolto Corpo degli agenti di custodia, per indossare uniformi blu e tute operative prima grigio-verde e attualmente blu. L'uniforme invernale consta di giacca con bottoni argentati e fregio del Corpo, bavero e spalline con bordo azzurro, pantaloni blu, camicia manica lunga di colore bianca e cravatta di colore blu. Il vestiario comprende anche una giacca a vento in goretex munita di ampie tasche e spalline bordate di celeste. La giacca è munita di termofedera in pile, comodamente staccabile e indossabile come corpetto. L'uniforme ordinaria estiva invece è composta da camicia celeste a maniche corte, con taschini sul petto e bottoncini argentati con fregio, pantaloni di cotone blu e cintura in tessuto blu con fibbia e fregio di colore argento. Con queste uniformi sono previsti il basco azzurro con fregio, oppure il berretto rigido blu con fregio. La tuta operativa invernale consta di una giubba di colore blu e pantalone dello stesso colore con bordature azzurre catarifrangente, entrambe con termofedera staccabile, la termofedera della giubba è comodamente staccabile e indossabile come corpetto-gilet essendo possibile rimuovere le maniche mediante cerniere lampo interne. La tuta operativa estiva è composta da pantaloni di colore blu (quelli invernali senza termofedera) e una polo con cerniera di colore celeste con bordature azzurre: queste si completano con stivaletti invernali (tipo polacchine) per l'ordinaria e anfibi per l'operativa[8].

Vi sono poi anche capi di vestiario come il maglione blu con collo a V e toppe di rinforzo su spalle/gomiti e scritta "Polizia Penitenziaria" da indossare in luogo della giacca e per i soli servizi interni, un maglione sottogiacca blu a scollo a V, il maglioncino a collo alto con cerniera lampo e toppe di rinforzo su spalle/gomiti e scritta "Polizia Penitenziaria", un cappotto a doppia abbottonatura e tutti gli accessori per le uniformi di servizio.

Mostreggiature modifica

Simboli modifica

Il Corpo di Polizia Penitenziaria è rappresentato da:

  1. uno Stemma, concesso con D.P.R. del 31 maggio 1999;
  2. una Bandiera d'Istituto;
  3. una Marcia d'ordinanza, intitolata semplicemente Marcia d'ordinanza del Corpo di polizia penitenziaria;
  4. un Santo Patrono, San Basilide;
  5. la Banda musicale del Corpo di polizia penitenziaria, che è stata formalmente istituita nel 1985;
  6. I caduti dell'ex Corpo degli Agenti di custodia e del Corpo di polizia penitenziaria.

In precedenza, dal 1955, l'ex Corpo degli Agenti di Custodia disponeva di una fanfara, che accompagnava le cerimonie di giuramento degli allievi.

Banda musicale modifica

 
La banda del Corpo, durante la sfilata a Roma per la festa della Repubblica 2016

La Banda musicale, che ha sede presso la scuola del corpo di Palazzo Valle a Portici, si esibisce in occasione delle celebrazioni più importanti nella vita delle istituzioni: essa rappresenta il Corpo di polizia penitenziaria in occasione di manifestazioni pubbliche nazionali e internazionali.

L'elevato livello artistico raggiunto dal complesso bandistico contribuisce a diffondere l'immagine del Corpo e a rappresentarlo degnamente in occasione di manifestazioni pubbliche nelle quali la presenza di essa è in sintonia con le finalità istituzionali del Corpo di polizia penitenziaria, riscuotendo unanime apprezzamento dalla critica e un grande successo di pubblico.

Tra le numerose partecipazioni a eventi prestigiosi della vita istituzionale, culturale e sportiva italiana, si segnala il concerto tenuto dalla Banda il 6 luglio 1992 nell'ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto, nella spettacolare cornice dell'Anfiteatro Romano. La Banda si è esibita anche in occasione dei Campionati Mondiali di Nuoto, a Roma, ai Campionati Mondiali Militari e ai Giochi Mondiali delle Polizie. Tra le uscite pubbliche della Banda, particolarmente apprezzato è stato il Concerto tenuto presso il Teatro dell'Opera di Roma, il 7 aprile 1999, alla presenza del Ministro della Giustizia. La Banda della polizia penitenziaria è guidata dal Maestro direttore Fausto Remini.

Medaglie e decorazioni conferite dal Corpo modifica

Medaglia al merito di servizio della Polizia penitenziaria
  Medaglia al merito di servizio della Polizia penitenziaria d'oro o di primo grado (20 anni di servizio)
  Medaglia al merito di servizio della Polizia penitenziaria d'argento o di secondo grado (15 anni di servizio)
  Medaglia al merito di servizio della Polizia penitenziaria di bronzo o di terzo grado (10 anni di servizio)
Croce di anzianità di servizio della Polizia penitenziaria
  Croce di anzianità di servizio della Polizia penitenziaria d'oro o di primo grado (35 anni di servizio)
  Croce di anzianità di servizio della Polizia penitenziaria d'argento o di secondo grado (30 anni di servizio)
  Croce di anzianità di servizio della Polizia penitenziaria di bronzo o di terzo grado (20 anni di servizio)
Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia penitenziaria
  Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia penitenziaria d'oro o di primo grado (20 anni di imbarco)
  Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia penitenziaria d'argento o di secondo grado (15 anni di imbarco)
  Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia penitenziaria di bronzo o di terzo grado (10 anni di imbarco)
Medaglia di commiato della Polizia penitenziaria
  Medaglia di commiato della Polizia penitenziaria
Medaglia non portativa
(decorazioni istituite dal decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n. 82, Regolamento di servizio del Corpo di polizia penitenziaria, in G. U. n. 76 del 1º aprile 1999, S. O. n. 63, in vigore dal 16 aprile; regolamentate dal decreto del Capo dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, 14 dicembre 2012, Modifica dei criteri per la concessione dei riconoscimenti per anzianità di servizio ed al merito di servizio della polizia penitenziaria, nonché le caratteristiche dei segni distintivi e modalità di uso, pubblicato in G. U. n. 301 del 28 dicembre 2012).
Distintivo per l'encomio solenne per il ruolo direttivo, dirigenti e commissari coordinatori (assimilati agli ufficiali superiori) delle forze di polizia italiane
  Distintivo dorato per l'encomio solenne per il ruolo direttivo, dirigenti e commissari coordinatori (assimilati agli ufficiali superiori) delle forze di polizia italiane
  Distintivo argentato per l'encomio solenne per ruolo direttivo, commissari (assimilati agli ufficiali inferiori e subalterni) delle forze di polizia italiane

Onorificenze concesse alla Bandiera del Corpo modifica

La Bandiera del Corpo di Polizia penitenziaria (e precedente Corpo degli Agenti di Custodia) è decorata delle seguenti onorificenze (aggiornamento al gennaio 2024):

«Il Corpo degli Agenti di Custodia, quale forza militare dello Stato e parte integrante delle Forze Armate, si dedicava al proprio compito con alto senso del dovere, costante abnegazione, spiccata professionalità e perizia. Nella secolare attività attraverso il sacrificio di numerosi caduti, dava un notevole contributo di sangue in difesa delle Istituzioni (al Corpo degli Agenti di Custodia)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 21 ottobre 1989[9]
«In due secoli di storia italiana gli operatori del Corpo della Polizia Penitenziaria si sono resi protagonisti, con sacrificio personale e collettivo anche a rischio della propria incolumità, di numerose azioni con le quali hanno fronteggiato, in periodi di esasperato sovraffollamento, situazioni di criticità e tensioni, operando sempre nel rispetto dei principi costituzionali e garantendo la sicurezza e le condizioni per la realizzazione di interventi di miglioramento delle condizioni detentive. Negli ultimi anni, inoltre, il personale ha dato prova di elevata professionalità nel contrasto del fenomeno della radicalizzazione, in un contesto della gestione della popolazione detenuta sempre più complessa per l'estrema eterogeneità di etnie e di culture. I numerosi caduti e i decorati sono il segno tangibile dell'instancabile e generoso impegno profuso dagli uomini e dalle donne del Corpo che, oggi come ieri, suscitano l'ammirata gratitudine e la riconoscenza della Nazione tutta. Territorio nazionale, 18 marzo 1817-18 marzo 2017»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2017[10]
«Il Corpo degli Agenti di Custodia, proteso da un secolo a svolgere i fini istituzionali, si è prodigato con incondizionata dedizione ed incorruttibile fede per assicurare l'ordine e la sicurezza negli Istituti di pena, sedando azioni di rivolta condotte, talora, da organizzazioni della criminalità politica e comune. L'abnegazione dimostrata, l'aiuto dato alle operazioni di soccorso in occasione di calamità naturali, il tributo di sangue offerto nella lotta contro la delinquenza organizzata e contro il terrorismo, specialmente nel periodo dal 1961 al 1981, hanno contribuito a rafforzare la fiducia nelle Istituzioni della Repubblica (al Corpo degli Agenti di Custodia)»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 19 ottobre 1982[9]
«Il Corpo della Polizia Penitenziaria, consapevole della qualità del proprio impegno istituzionale, nel corso della sua gloriosa storia ha saputo superare momenti difficili e situazioni di emergenza del recente passato. Senza risparmiare le energie, il coraggio, la dedizione e il sacrificio anche estremo, il suo personale con passione, professionalità e senso del dovere ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nel sistema penitenziario, nella lotta alla criminalità organizzata ed eversiva, partecipando, altresì, all'opera di soccorso delle popolazioni colpite da calamità naturali. Sul fronte internazionale ha cooperato alle attività poste in essere dalle Nazioni Unite per il mantenimento della pace in Kosovo. L'espletamento del servizio con elevata professionalità, spirito di sacrificio e attaccamento al dovere hanno arricchito la tradizione del valore e dell'efficienza del Corpo, suscitando l'ammirazione e la riconoscenza della Nazione tutta. 1990-2006»
— Roma, decreto del Presidente della Repubblica 27 settembre 2006[9]
«Nel corso di un secolo di storia, pur nella diversità degli ordinamenti che nel tempo ne hanno indirizzato e disciplinato la funzione, il personale del Corpo degli Agenti di Custodia, con indefettibile senso del dovere, per intimo convincimento e con grande umanità, ha operato ed opera nella nobile azione, diretta alla rieducazione ed al reinserimento sociale di tutti coloro che nel carcere espiano la pena, contribuendo in maniera determinante alla realizzazione delle finalità primarie della istituzione penitenziaria (al Corpo degli Agenti di Custodia)»
— Roma, decreto ministeriale 3 agosto 1989[9]
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza»
— Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 ottobre 2010[9][11]

Riferimenti normativi modifica

  • Legge 15 dicembre 1990, n. 395 - Ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria.
  • Decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443 - Ordinamento del personale del Corpo di polizia penitenziaria, a norma dell'art. 14, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 395.
  • Decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 449 - Determinazione delle sanzioni disciplinari per il personale del Corpo di polizia penitenziaria e per la regolamentazione dei relativi procedimenti, a norma dell'art. 21, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 395.
  • Decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146 - Adeguamento delle strutture e degli organici dell'Amministrazione penitenziaria e dell'Ufficio centrale per la giustizia minorile, nonché istituzione dei ruoli direttivi ordinario e speciale del Corpo di polizia penitenziaria, a norma dell'articolo 12 della legge 28 luglio 1999, n. 266.
  • Decreto del Presidente della Repubblica 18 settembre 2006, n. 276 - Regolamento concernente disposizioni relative alla banda musicale del Corpo di polizia penitenziaria.
  • Decreto legislativo 9 settembre 2010, n. 162 - Istituzione dei ruoli tecnici del Corpo di polizia penitenziaria, a norma dell'articolo 18 della legge 30 giugno 2009, n. 85.
  • Art. 29-35 del Decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 172 - Disposizioni integrative e correttive, a norma dell'articolo 1, commi 2 e 3, della legge 1º dicembre 2018, n. 132, al decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, recante: «Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche»

Note modifica

  1. ^ a b c Legge 15 dicembre 1990, n. 395: Ordinamento del Corpo di Polizia Penitenziaria., su normattiva.it. URL consultato l'11 luglio 2019.
  2. ^ Decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 200: "Attuazione dell'art. 3 della legge 6 marzo 1992, n. 216, in materia di riordino delle carriere del personale non direttivo del Corpo di polizia penitenziaria."[collegamento interrotto] (testo in vigore al 18 ottobre 2010)
  3. ^ Grafia e dizione corretta in lingua italiana come riportato dal DOP Archiviato il 22 maggio 2011 in Internet Archive.. La pronuncia classica, Còssovo /ˈkɔssovo/, è variamente attestata: cfr. «La battaglia di Còssovo in cui l'impero di Serbia perì» (Giosuè Carducci); «Ti chiaman di Còssovo al piano» (Gabriele D'Annunzio). L'accentazione Cossòvo /kosˈsɔvo/, all'albanese, è invece priva di riscontro storico, sebbene attestata nell'uso giornalistico contemporaneo. In effetti il nome "Cossovo" deriva dal toponimo in lingua serba Kosovo Polje, la "Piana dei Merli".
  4. ^ Art. 165 comma 1 legge 23 agosto 2004 n. 226
  5. ^ Art. 1 comma 1 lett. da a) a f) D.P.R 23 dicembre 1983 n. 904
  6. ^ poliziapenitenziaria.gov.it
  7. ^ poliziapenitenziaria.gov.it
  8. ^ Vi è da dire che sarebbe auspicabile l'utilizzo di queste tute anche all'interno delle Sezioni Detentive, dato che l'uniforme ordinaria con il passare del tempo è risultata scomoda e poco funzionale per il tipo di servizio svolto dagli agenti {{senza fonte}}
  9. ^ a b c d e https://poliziapenitenziaria.gov.it/polizia-penitenziaria-site/it/medagliebandiera.page
  10. ^ https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/185641
  11. ^ https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2010/11/26/277/sg/pdf

Bibliografia modifica

  • G. Agati, Elementi di Diritto Penale e attività di Polizia Giudiziaria nella pratica di Polizia Penitenziaria, CEDAM, Padova, 2000.

Voci correlate modifica

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