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Renato Dell'Andro

giurista, accademico e politico italiano
Renato Dell'Andro
Renato DellAndro.jpg
Renato Dell'Andro

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature IV, V, VI, VII, VIII e IX
Gruppo
parlamentare
Democrazia Cristiana
Circoscrizione Bari-Foggia
Collegio Bari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione docente universitario

Renato Dell'Andro (Bari, 31 luglio 1922Bari, 29 ottobre 1990) è stato un giurista, accademico, politico e magistrato italiano. È stato giudice costituzionale dal 1985 al 1990.

Indice

BiografiaModifica

"Dell’Andro, allievo di Moro sin dall’anno accademico 1940-41 e poi suo assistente, nel 1947 divenne magistrato, funzione che esercitò fino al 1955, allorquando, definitivo fu il suo ruolo ordinario nell’Università di Bari. Ed era tranquillo, all’ombra di Aldo Moro, quando fu da questi chiamato a scendere in campo per la campagna a Sindaco di Bari. Ed a Bari Dell’Andro dovette misurarsi con il blasonato leader missino Araldo di Crollalanza, che in un'epica conta fu battuto in voti di lista e preferenze dal giovane trentasettenne professore"[1], prima ordinario di diritto e poi procedura penale.

Tenne la carica di sindaco di Bari dal 1959 al 1961[2], deputato dal 1963 al 1985, otto volte sottosegretario e parlamentare europeo.

È stato deputato ininterrottamente dalla IV alla IX legislatura della Camera dei deputati (1963-1985) per la Democrazia Cristiana.
Ha fatto parte di molte commissioni della Camera tra cui:

  • Commissione Affari costituzionali nella IV legislatura;
  • Commissione Giustizia dalla IV alla IX legislatura ricoprendo anche l'incarico di segretario da gennaio 1964 a giugno 1968 e di vicepresidente da luglio 1972 a luglio 1973;
  • Giunta delle elezioni nella VI (fino a luglio 1973), VIII e IX legislatura ricoprendo anche l'incarico di presidente da luglio 1979 a luglio 1985;
  • Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio nella IV legislatura come segretario e nella V legislatura (fino a dicembre 1968) come presidente;
  • Commissione inquirente per i procedimenti d'accusa nella IV, V (fino settembre 1968) e VI legislatura (fino a luglio 1973);
  • Commissione bicamerale d'inchiesta sul disastro del Vajont nella IV legislatura.

È stato inoltre sottosegretario alla Giustizia dal 13 settembre 1968 al 27 marzo 1970 nei governi Leone II, Rumor I e Rumor II e dal 28 novembre 1974 al 20 marzo 1979 nei governi Moro IV, Moro V, Andreotti III e Andreotti IV nonché sottosegretario alla Pubblica istruzione dal 12 luglio 1973 al 14 marzo 1974 nel governo Rumor IV.

È stato eletto giudice della Corte costituzionale dal Parlamento in seduta comune il 23 luglio 1985 e ha giurato il 29 luglio 1985.

È stato relatore della sentenza 364/1988 (definita, da autorevole dottrina, di portata storica), con la quale è stata conferita rilevanza scusante all'ignoranza inevitabile della legge penale, mediante la declaratoria di illegittimità parziale dell'art. 5 del codice penale.

È deceduto in corso di mandato il 29 ottobre 1990.[3]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica


Controllo di autoritàVIAF (EN55090307 · ISNI (EN0000 0000 4691 604X · LCCN (ENn2003017954 · GND (DE124803806