Riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro

Riserva naturale orientata
Bosco Pantano di Policoro
Policoro Oasi WWF (13).jpg
Giuncheto che digrada verso l'ambiente marino
Tipo di areaRiserva naturale orientata
Codice WDPA161920
Codice EUAPEUAP0547
Class. internaz.Sito di interesse comunitario (cod SIC: IT9220055)
StatiItalia Italia
RegioniBasilicata Basilicata
ProvinceMatera Matera
ComuniPolicoro, Rotondella
Superficie a terra500,00[1] ha
Provvedimenti istitutiviL.R. 28, 08.09.99
Gestoreprovincia di Matera
PresidenteGiovanni Carelli
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Coordinate: 40°09′42.84″N 16°41′52.8″E / 40.1619°N 16.698°E40.1619; 16.698

La riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro è un'area naturale protetta situata nei comuni di Policoro e Rotondella, in provincia di Matera. La riserva occupa una superficie di 500 ettari ed è stata istituita nel 1999[1] di cui 21 sono oasi del WWF Italia detta "Oasi WWF Policoro Herakleia".[2].

La riserva include il sito di interesse comunitario (SIC) “Bosco Pantano di Policoro e Costa Ionica Foce Sinni”.[3]

TerritorioModifica

Il territorio alterna una zona paludosa a canneti, il Pantano di Policoro, al bosco planiziale di Policoro, che conserva solo una piccola parte di una delle foreste planiziali più importanti dell'Italia meridionale: il Bosco di Policoro è ciò che resta dei due nuclei dei boschi del Pantano soprano e del Pantano sottano.[3]

Nel 1931 vennero censiti 1600 ettari di bosco; oggi ne restano 680 e subiscono l'attività antropica e la siccità.[2]

StoriaModifica

La Riserva è stata istituita con la Legge Regionale n. 28 dell'8 settembre 1999.[4]

FaunaModifica

Il Pantano di Policoro è un'importante area di sosta per numerosi uccelli migratori, di cui ne state censite circa 170 specie. Tra esse sono ben rappresentati l'airone bianco maggiore (Casmerodius albus), l'airone cenerino (Ardea cinerea), la garzetta (Egretta garzetta), il chiurlo maggiore (Numenius arquata) e la spatola (Platalea leucorodia).[5]

Tra i rapaci troviamo: l'allocco (Strix aluco), il barbagianni (Tyto alba), la civetta (Athene noctua), il falco di palude (Circus aeruginosus), il gheppio comune (Falco tinnunculus), il nibbio bruno (Milvus migrans), il nibbio reale (Milvus milvus) e la poiana (Buteo buteo).[5]

Nel canale è attestata di recente la presenza della lontra (Lutra lutra), specie a rischio estinzione, mentre sugli argini pesca il martin pescatore (Alcedo atthis).

Degne di nota le popolazioni di tartarughe: sono presenti la tartaruga comune (Caretta caretta), la tartaruga di terra (Testudo hermanni) e la tartaruga palustre (Emys orbicularis). Il Centro recupero animali selvatici dell'oasi il WWF cura le tartarughe marine in difficoltà[2] e le testuggini ossia le tartarughe terrestri.

Nel bosco vivono oltre 2000 specie. Tra i mammiferi che popolano la riserva ci sono la faina (Martes foina), la martora (Martes martes) e il tasso (Meles meles).[5]

Tra i rettili, oltre alle tartarughe, si segnalano il biacco (Coluber viridiflavus), il cervone (Elaphe quatuorlineata) e l'orbettino (Anguis fragilis).[5]

Tra gli insetti è presente il raro coleottero Rosalia alpina, specie di interesse comunitario particolarmente vulnerabile, motivo d'istituzione del SIC e della zona di protezione speciale. Le specie di coleotteri presenti nella Riserva rappresentano il 20% delle specie italiane.[5]

FloraModifica

Si può osservare allo stato spontaneo la Glycyrrhiza glabra (liquirizia).

Strutture ricettiveModifica

Il centro visite dell'oasi è in Piazza Siris 1, a Policoro.

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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