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Rock the Casbah
The Clash, Rock The Casbah (Don Letts).png
Screenshot tratto dal videoclip del brano
ArtistaThe Clash
Tipo albumSingolo
Pubblicazione11 giugno 1982(U.K.)
Durata3:43
Album di provenienzaCombat Rock
GenereNew wave
Dance punk
EtichettaCBS Records
Epic Records (America settentrionale)
ProduttoreThe Clash
Formati7", 12", CD
Certificazioni
Dischi d'argentoRegno Unito Regno Unito[1]
(vendite: 200 000+)
Dischi d'oroItalia Italia[2]
(vendite: 25 000+)
The Clash - cronologia
Singolo successivo
(1982)
The Clash (ripubblicazioni) - cronologia
Singolo precedente
(1991))
Singolo successivo
London Calling (ristampa; 1991)

Rock the Casbah è un brano dei Clash pubblicato sia come singolo che come traccia del loro album Combat Rock (1982). Fu anche il primo e unico singolo nella storia della band a entrare in una Top 10 statunitense, avendo raggiunto l'ottavo posto della Billboard Hot 100[3]. Dopo Should I Stay or Should I Go (che nel 1991 giunse fino al primo posto[4] nel Regno Unito), fu il singolo con il maggior numero di vendite dei Clash.

Indice

Il branoModifica

Origini e storiaModifica

Una possibile origine del brano starebbe nel divieto imposto in Iran dall'allora ayatollah Khomeini di suonare o ascoltare musica rock[3]. Benché non siano menzionati né l'Iran né altri Paesi islamici, il testo include termini arabi, ebraici e urdu, ma anche termini nordafricani, come «sharīf», «beduino», «sceicco», «casherut», «raga», «muezzin», «minareto», e «casbah»[5].

Secondo quanto scritto nelle note del box set Clash on Broadway, Rock the Casbah ebbe origine quando il manager della band Bernie Rhodes, dopo averli ascoltati registrare un brano eccessivamente lungo per essere incluso nell'album, chiese loro scherzosamente «does everything have to be as long as this raga?» (trad. «deve essere tutto lungo come questo raga?»), riferendosi al genere musicale indiano noto per la sua complessità e per la sua lunghezza. Joe Strummer scrisse poi i primi versi: «The King told the boogie-men / you have to let that raga drop»[6].

Rock the Casbah è uno tra i pochi brani del gruppo nella registrazione del quale il batterista Topper Headon figuri in un ruolo di primo piano. L'apertura strumentale è una melodia da quest'ultimo composta al pianoforte tempo prima, e già eseguita durante le prime prove del brano. Nel documentario del 2000 girato da Don Letts Westway to the World, Headon riferì che tutte le percussioni, batteria, basso e pianoforte erano state da lui suonate durante la registrazione del brano; le chitarre e la parte vocale furono incise in seguito. Headon disse inoltre che, mentre stava lavorando alla canzone, le sue session furono, a sua insaputa, registrate. Al momento della registrazione tutti i membri del gruppo, eccetto Topper, erano assenti dallo studio e per tale ragione Headon suonò più strumenti oltre alla batteria[7].

VideoModifica

Per il video, i Clash realizzarono un clip con un modesto budget. Girato ad Austin, il videoclip presenta un arabo, interpretato dall'attore austiniano Titos Menchaca, e un ebreo chassidico, interpretato da Dennis Razze, regista locale, mentre intraprendono una stretta amicizia l'uno con l'altro; i due, spesso seguiti da un armadillo, praticano dello skank per le strade che portano al Palmer Auditorium, luogo dove si tiene un concerto dei Clash. Le scene dei due sono spesso intervallate da scene della band, che si esibisce di fronte a un pozzo di petrolio.

Il tono umoristico del video, può essere inteso come un messaggio per migliorare le relazioni tra arabi e israeliani[3] .

La Forza Aerea degli Stati Uniti diventò, inconsapevolmente, una partecipante al video. Due cacciabombardieri RF-4C atterrarono alla Bergstrom Air Force Base (nei pressi di Austin), e sono visibili quando Strummer pronuncia la frase «the King called out his jetfighters» (trad. «il Re ha richiamato i suoi piloti dei caccia»)[8].

Il video vede come batterista Terry Chimes (il loro primo batterista), poiché, al momento della pubblicazione del clip, Topper era stato espulso dal gruppo per problemi di droga. Inoltre, Headon ammise che vedendo il clip con "qualcun altro al suo posto suonare la sua canzone" fu molto doloroso per lui e contribuì ad aumentare la sua dipendenza dell'eroina[senza fonte].

Il singoloModifica

La versione americana del singolo è un mix leggermente differente della versione dell'album[3]. La versione del singolo presenta bassi più pronunciati. Un altro particolare, si può notare quando Strummer urla «The crowd caught a whiff / Of that crazy casbah jive»: la parola "jive" viene prolungata per alcuni secondi. Questa versione del brano è stata utilizzata per il video.

Mustapha Dance, b-side presente in molte versioni del singolo, è un remix strumentale della canzone.

PubblicazioniModifica

Rock the Casbah fu pubblicato più volte sul mercato in versioni, con copertine e con b-side differenti[9].

Anno B-side Formato Etichetta Paese Note
1982 Rock the Casbah 45 giri Epic 34-03245 CAN/USA Promo
1982 Mustapha Dance 45 giri CBS/Sony Records Inc. 07.5P-191 JP
1982 Mustapha Dance 45 giri Epic 49-03144 USA
1982 Mustapha Dance 45 giri Epic 49-03144 CAN
1982 Mustapha Dance 45 giri CBS A112479 UK Picture disc
1982 Red Angel Dragnet 45 giri Epic 34-03245 CAN
1982 Long Time Jerk 45 giri Epic 34-03245 USA
1982 Mustapha Dance 45 giri CBS A 13-2479 UK
1982 Long Time Jerk 45 giri Epic 15-05540 USA
1991 Mustapha Dance 45 giri Columbia 656814-7 UK Ripubblicazione
1991
  1. Mustapha Dance
  2. The Magnificent Dance
45 giri Columbia 656814-6 UK
1991
  1. Mustapha Dance
  2. The Magnificent Dance
CD Columbia 656814-2 UK

FormazioneModifica

Eredità culturale e sociale del branoModifica

Impatto politicoModifica

  • La canzone è diventata un inno non ufficiale dell'esercito degli Stati Uniti durante la guerra del Golfo[7], soprattutto per via della parte che recita «Drop your bombs between the minarets» (trad. «sgancia le tue bombe tra i minareti»)[3]. Essa fu il primo brano mandato in onda dalla radio dell'esercito dopo l'inizio dell'offensiva terrestre scatenata il 24 febbraio 1991.
  • Nel documentario del 2007 Il futuro non è scritto - Joe Strummer un amico del cantante dichiara che Joe scoppiò a piangere quando seppe che la frase "Rock the Casbah" venne scritta da alcuni soldati su una bomba che fu poi lanciata sull'Iraq durante la guerra.

Riferimenti nella cultura di massaModifica

  • Il titolo della canzone viene utilizzato per indicare in maniera eufemistica il sesso nell'episodio della nona stagione de I Simpson intitolato Natural Born Kissers (Amore rischioso, pathos focoso in italiano); la canzone viene nominata due volte, una da Marge e una da Bart. Nel doppiaggio italiano dell'episodio questo passaggio si è perso per via di una differente scelta di traduzione ("rock the casbah" viene tradotto come "ballare la samba"). La canzone viene suonata durante i titoli di coda della puntata.
  • Nell'episodio Stan d'Arabia - Parte I della serie animata American Dad! la canzone viene suonata mentre Steve gira per il deserto in macchina lanciando granate per festeggiare.
  • Rock the Casbah è inoltre presente nel film I Tenenbaum (2001), suonata in una sequenza in cui il personaggio interpretato da Owen Wilson festeggia.
  • Nel 2010 il rapper Fabri Fibra realizza un video-omaggio alla canzone Rock the Casbah, il brano Vip in trip ha, infatti, numerosi ed espliciti riferimenti a quello realizzato all'epoca dalla band inglese per la citata canzone.
  • Nel 2018 il gruppo hip hop Cor Veleno nel disco Lo spirito che suona presentano una traccia Rap the Casbah che é un esplicito omaggio al singolo dei Clash.

ClassificheModifica

Classifica (1982/3) Posizione
Canadian Singles Chart[senza fonte] 26
U.K. Singles Chart[10] 30
U.S. Billboard Hot 100[3] 8
U.S. Billboard Mainstream Rock Tracks[11] 6
Classifica (1991, ripubblicazione) Posizione
Irish Singles Chart[12] 10
U.K. Singles Chart[13] 15

CoverModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Clash, Rock The Casbah, British Phonographic Industry. URL consultato il 20 dicembre 2016.
  2. ^ Rock the Casbah (certificazione), Federazione Industria Musicale Italiana. URL consultato il 12 agosto 2019.
  3. ^ a b c d e f (EN) Rock the Casbah by The Clash Songfacts, su songfacts.com. URL consultato il 20 gennaio 2008.
  4. ^ (EN) Chart Stats - The Clash: Should I Stay or Should I Go, su chartstats.com. URL consultato il 7 novembre 2009.
  5. ^ (EN) Rock the Casbah, su londonsburning.org. URL consultato il 20 gennaio 2008.
  6. ^   The Clash, Clash on Broadway (CD), New York, NY, Epic, 19 novembre 1991, OCLC 25248082.
  7. ^ a b c Intervista a Topper Headon, su radioclash.it. URL consultato il 17 settembre 2009.
  8. ^ Video (a bassa risoluzione) di Rock the Casbah su YouTube
  9. ^ (EN) Rock the Casbah / Mustapha Dance by The Clash : Reviews and Ratings - Rate Your Music, su rateyourmusic.com. URL consultato il 27 dicembre 2007.
  10. ^ Chart Stats - The Clash, su chartstats.com. URL consultato il 18 novembre 2008.
  11. ^ Allmusic: Combat Rock > Charts & Awards > Billboard Singles, su allmusic.com. URL consultato il 3 dicembre 2009.
  12. ^ The Irish Charts, su irishcharts.ie. URL consultato il 2 ottobre 2008.
  13. ^ Chart Stats - The Clash (ripubblicazione del 1991), su chartstats.com. URL consultato il 14 ottobre 2009.

BibliografiaModifica

  • Pat Gilbert, Passion Is a Fashion: The Real Story of The Clash, 4ª edizione, Londra, 2005.
  • Marcus Gray, The Clash: Return of the Last Gang in Town, 5th revised edition, Londra, 2005.
  • Johnny Green, Garry Barker, A Riot of Our Own: Night and Day with The Clash, 3ª edizione, Londra, 2003.
  • Bob Gruen, Chris Salewicz, The Clash, 3ª edizione, Londra, 2004.
  • Kris Needs, Joe Strummer and the Legend of the Clash, London, 2005.
  • Keith Topping, The Complete Clash, 2ª edizione, Richmond, 2004.

Collegamenti esterniModifica

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