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Scala al paradiso

film del 1946 diretto da Michael Powell

AnalisiModifica

La pellicola, concepita come un'opera di propaganda per migliorare i rapporti fra gli alleati durante la seconda guerra mondiale è poi diventata un classico della commedia fantastica.

TramaModifica

Un pilota inglese Peter, eroe nella seconda guerra mondiale, durante una missione sulla Manica rimane colpito da un caccia avversario e il suo aereo prende fuoco. Peter tenta di lanciarsi con il paracadute, ma questo non funziona e si apre solo poco prima dell'impatto col terreno, quando il pilota già si vede prossimo alla fine. Rimasto ferito, a terra Peter si reca al centro radio a cui aveva comunicato il suo incidente e lì conosce June, una radiotelegrafista americana con cui aveva dialogato prima di abbandonare l'aereo in fiamme. Fra i due nasce subito l'amore, all'inizio piuttosto travagliato, per le precarie condizioni mentali di Peter, ancora traumatizzato dallo scontro aereo, e turbato da incubi e inspiegabili apparizioni, fra cui il fantasma di un aristocratico del Settecento inviato dall'aldilà per portarlo via con sé, dal momento che lui sarebbe in realtà già morto nell'incidente aereo. Il medico di Peter, il dottor Reeves, considera queste visioni semplici allucinazioni dovute a una meningite e decide di sottoporre il suo paziente ad un intervento chirurgico al cervello. Durante l'operazione, Peter sogna di visitare uno strano luogo, forse il Paradiso, pieno di moltitudini di persone americane e inglesi, che si mettono a discutere della sua vita e del suo caso di uomo morto, sino ad arrivare ad un vero processo. Abraham Farlan, un americano caduto durante la guerra d'indipendenza contro gli inglesi, chiede che Peter debba lasciare la Terra, come era stato previsto dal destino, ma il dottor Reeves (morto quella sera stessa in un incidente stradale) e June, fatta venire eccezionalmente nell'aldilà, convincono il tribunale a concedere al pilota un generoso supplemento di vita. Sulla Terra, Peter esce dall'intervento perfettamente guarito e libero dai suoi incubi, e può tornare alla donna amata.

RipreseModifica

L'opera è girata in Technicolor ma le sequenze oniriche sono state girate in bianco e nero.

DoppiaggioModifica

Il film uscì in Italia nel 1948. Il doppiaggio dell'attore protagonista David Niven fu eseguito dal giovane attore Paolo Ferrari. Parteciparono gli attori della O.D.I..

RiconoscimentiModifica

LocandineModifica

La realizzazione di manifesti e locandine del film, per l'Italia, fu affidata al pittore cartellonista Anselmo Ballester[3].

Influenza culturaleModifica

Il titolo originale del film è stato usato per un album degli Iron Maiden del 2006 intitolato appunto A Matter of Life and Death.

NoteModifica

  1. ^ Alcune scene oniriche sono state riprese in bianco e nero.
  2. ^ (EN) The BFI 100, su bfi.org.uk. URL consultato il 18-6-2008 (archiviato dall'url originale il 3 june 2004).
  3. ^ Picasa Web Albums - Claudio Procesi - Ballester-Boz

BibliografiaModifica

  • Mario Guidorizzi, Cinema Inglese 1930 - 1990

Collegamenti esterniModifica