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Seminario diocesano di Pavia

Stemma del seminario vescovile di Pavia

Il Seminario diocesano (o vescovile) di Pavia forma i futuri presbiteri della diocesi di Pavia.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Monastero di Santa Maria Teodote.

Il Seminario è situato nell'antico monastero longobardo di Teodote (Monasterium Theodotae), risalente all'incirca all'anno 700; è detto anche "della Pusterla" per la vicinanza ad una piccola porta della città.

Paolo Diacono, nella Historia Langobardorum, narra che il re longobardo Cuniperto oltraggiò una fanciulla di nome Teodote, e perché il fatto rimanesse nascosto, la obbligò ad entrare nel suddetto monastero: alcuni storici, tuttavia, sostengono che lo fondò lui stesso per rinchiudervi la giovane.

Il monastero, di regola benedettina, si resse fino al XVIII secolo: nel 1799, infatti, essendo badessa Serafina Negri, la Repubblica Cisalpina impose la soppressione del cenobio.

Nel secolo XIX, durante la vacanza della sede vescovile pavese, i chierici del Seminario furono costretti dal Ministero della Guerra a lasciare i locali del convento sito presso la chiesa san Pietro in Ciel d'oro.

Il 12 luglio 1865, il vicario generale della diocesi, monsignor Vincenzo Gandini, acquistò il monastero della Pusterla e provvide al suo restauro; due anni dopo, nel 1867, vi si insediarono i chierici. Da allora è la sede della formazione umana e teologico-spirituale dei candidati al sacerdozio.

La cappellina del '400Modifica

Questa piccola cappella, risalente alla fine del secolo XV, possiede un impianto a croce greca ed è sormontata da cinque piccole cupole.

L'interno, affrescato secondo lo stile lombardo rinascimentale, rappresenta la gloria del Paradiso: si notano, a partire dall'alto, i Patriarchi e i Profeti, alcune scene della vita del Signore, gli Apostoli, i Martiri, le Vergini e i Confessori della fede.

Posti di rilievo occupano i santi appartenenti all'ordine benedettino, in modo particolare, san Benedetto e santa Scolastica.

La cupola centrale della chiesetta ospita le schiere angeliche disposte in tre giri, ciascuno di nove: alcuni angeli sono in atteggiamento di preghiera, altri tengono in mano strumenti musicali.

Nelle cupolette minori si trovano i quattro Dottori della Chiesa d'Occidente: Sant'Agostino, Sant'Ambrogio, San Girolamo e San Gregorio Magno.

Nell'abside è rappresentata l'Ascensione di Gesù al cielo: di particolare rilievo è il fatto che del Signore vengano raffigurati soltanto i piedi (che lasciano le loro impronte sulla roccia sottostante) e la parte inferiore della tunica.

Questo ciclo di affreschi viene attribuito al pittore pavese Bernardino de Rossi e alla sua scuola.

La comunità attualeModifica

La comunità del seminario odierna è formata da 7 teologi, 2 studenti di propedeutica e 4 appartenenti della comunità vocazionale (2015). Il numero apparentemente ristretto, se posto in relazione ai 140.000 abitanti della diocesi dimostra una realtà vocazionale meno in crisi che altrove.

Tra i rettori che negli anni si sono succeduti alla guida del seminario val la pena ricordare mons. Antonio Poma, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI dal 1969 al 1979, mons. Luigi Maverna, assistente nazionale dell'azione cattolica e arcivescovo di Ferrara, mons. Paolo Magnani, vescovo di Treviso, mons. Adriano Migliavacca, vicario generale della diocesi di Pavia e mons. Andrea Migliavacca, vescovo di San Miniato. Dal 1º dicembre 2015 rettore del seminario è don Davide Diegoli, cancelliere vescovile, responsabile della pastorale giovanile e dell'azione cattolica diocesana.

Il seminario si appoggia alla Facoltà teologica dell'Italia settentrionale di Milano.

Ai seminaristi è affidato un incarico pastorale che abitualmente consiste nella collaborazione con una parrocchia nel fine settimana.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Sito ufficiale, su seminariopavia.org. URL consultato il 31 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2018).