Shigeru Miyamoto

autore di videogiochi giapponese

Shigeru Miyamoto (宮本 茂 Miyamoto Shigeru?; Kyoto, 16 novembre 1952) è un autore di videogiochi giapponese.

Shigeru Miyamoto nel 2019

È noto per aver ideato e spesso supervisionato le serie Mario, Donkey Kong, The Legend of Zelda, Pikmin, Star Fox, F-Zero e molte altre per l'azienda giapponese Nintendo (direttore creativo). È considerato uno dei padri dei videogiochi[1] e ne è spesso considerato il più grande ideatore al mondo[2][3]. Le sue opere sono caratterizzate da raffinati meccanismi di controllo e mondi interattivi che incoraggiano il giocatore a scoprire le caratteristiche del gioco e del mondo virtuale in cui è immerso.

Attualmente è amministratore e direttore generale del Nintendo Entertainment Analysis and Development (EAD), il settore corporativo di Nintendo. Assunto a Nintendo (a quel tempo una compagnia produttrice di giocattoli) come artista, nel 1980 gli venne affidato il compito di realizzare uno dei loro primi coin-op (macchine da sala-giochi funzionante a gettoni): ne risultò il gioco Donkey Kong, pubblicato nel 1981, che ebbe un enorme successo, ed uno dei suoi personaggi, Mario (al tempo chiamato "Jumpman"), divenne la mascotte dell'azienda di Kyoto.

Miyamoto divenne rapidamente uno dei migliori produttori di videogiochi dell'azienda Nintendo e da allora ha realizzato per essa una lunga serie di titoli originali, molti dei quali rivestono un ruolo importante nei risultati finanziari e nell'immagine dell'azienda nel mondo.

In contrasto con gli standard nell'industria videoludica, Miyamoto si dimostra riluttante nel riciclare e rimaneggiare titoli esistenti, e spesso si rifiuta di creare un seguito di un videogioco senza apportare significativi miglioramenti o evoluzioni rinfrescando così l'esperienza di gioco. Tutto ciò è espressione della filosofia Nintendo chiamata Nintendo Difference ("la differenza Nintendo"). Negli ultimi anni Miyamoto ha collaborato in molti dei videogiochi prodotti da Nintendo, o sue sussidiarie, e lasciando in particolare un segno del suo genio innovativo nella serie Pikmin. Attualmente Miyamoto è impegnato nello sviluppo di titoli per la console Nintendo Switch.

BiografiaModifica

Shigeru Miyamoto è nato a Sonobe-cho, Kyōto, Giappone. Da ragazzo Miyamoto amava disegnare, dipingere ed esplorare il paesaggio attorno casa sua. Nel 1970 si iscrisse al Kanazawa Munici College of Industrial Arts and Crafts (collegio industriale di arti e mestieri) e si diplomò 5 anni dopo, benché egli rimarchi che i suoi studi si siano protratti più del dovuto perché seguiva le lezioni solamente per la metà del tempo. Nel 1977 Miyamoto armato del diploma in disegno industriale si incontrò con Hiroshi Yamauchi - un amico di suo padre, a capo della Nintendo Giapponese. Yamauchi assunse Miyamoto come artista, e lo assegnò come apprendista al dipartimento di progettazione.

Nel 1979 aiutò Nintendo nello sviluppo di Radar Scope, un gioco arcade che nelle speranze dell'azienda avrebbe dovuto essere il primo di una lunga serie di successi. Se in Giappone il gioco andò bene, in America dove Nintendo lo esportò alla fine del 1980 si trasformò in un enorme flop. Per mantenersi a galla, Nintendo of America aveva disperatamente bisogno di un gioco di successo. Hiroshi Yamauchi assegnò a Miyamoto - la sola persona disponibile - il compito di creare il gioco che avrebbe affondato o portato agli altari l'azienda. Dopo essersi consultato con alcuni ingegneri della compagnia (Miyamoto aveva poca esperienza di programmazione), e aver composto da solo la musica con una piccola tastiera elettronica, creò Donkey Kong, nel 1981.[4]

Donkey Kong ebbe un enorme successo. Dei tre personaggi creati per questo gioco da Miyamoto - Donkey Kong, Mario, e Pauline - Mario è quello che ha avuto più successo, e fin dal suo debutto in Donkey Kong è apparso in più di 100 giochi suddivisi in oltre una dozzina di piattaforme di gioco. Miyamoto è spesso citato come produttore nei titoli di coda nei giochi di Mario. Le poche eccezioni includono la serie Super Mario Land, nella quale egli non ebbe alcun ruolo attivo nello sviluppo. In alcuni titoli viene accreditato come Miyahon, pseudonimo derivato dalla lettura alternativa del kanji 本.[5] Altre invenzioni di Miyamoto sono i tasti L/R (tasti Left/Right posti sul retro dei gamepad) e il control stick analogico, che sono attualmente delle dotazioni standard dei gamepad.

Nel luglio del 2015, in seguito alla morte di Satoru Iwata, ha assunto con Genyo Takeda il ruolo di amministratore delegato ad interim di Nintendo[6], fino alla nomina di Tatsumi Kimishima, avvenuta nel settembre dello stesso anno.[7]

ImpattoModifica

Shigeru Miyamoto venne definito dalla rivista Time lo "Steven Spielberg dei videogiochi"[8] e "il padre dei videogiochi moderni"[1], mentre il Daily Telegraph lo definì il più importante game designer della storia[9]. GameTrailers lo dichiarò il più influente creatore di videogiochi di tutti i tempi[2]. Miyamoto ha significativamente influenzato molti aspetti del medium videoludico. Il Daily Telegraph dichiarò che Miyamoto è il responsabile della creazione dei più innovativi e celebri lavori in campo videoludico[9]. Molti dei lavori di Miyamoto, infatti, hanno concepito nuovi modi di intendere un videogioco e di interagire con esso.

I videogiochi da lui creati hanno quasi sempre ricevuto plausi dalla critica, e spesso sono considerati tra i più grandi videogiochi della storia, come The Legend of Zelda e The Legend of Zelda: Ocarina of Time o Super Mario Bros. e Super Mario 64. I giochi di Miyamoto hanno anche ottenuto uno straordinario successo di vendite, diventando alcuni tra i videogiochi più venduti della storia e motivo del successo di Nintendo stessa in questo campo. Nel 1999, i giochi da lui prodotti, superarono le vendite di 250 milioni di unità[9]. La rivista The New Yorker, dichiarò che Miyamoto contribuì ad affermare il successo delle console per videogiochi, creando le serie che ne decretarono il successo sul mercato, definendolo inoltre il motivo del successo della Nintendo[10].

Influenza nel campo videoludicoModifica

Il titolo più celebre e influente creato da Miyamoto è Super Mario Bros., al quale viene creditato il merito di aver resuscitato l'industria dei videogiochi[10]. Il Daily Telegraph definì Super Mario Bros. il videogioco che ha gettato le basi a tutti i videogiochi futuri[9]. Il suo protagonista, l'idraulico Mario, venne definito dalla rivista The New Yorker il primo eroe popolare della storia dei videogiochi, il quale ha avuto un impatto e un'influenza tale da poter essere paragonato a Topolino[10]. GameSpot definì la saga di The Legend of Zelda, altro brand di culto partorito dalla mente di Miyamoto, una delle 15 più influenti saghe di videogiochi della storia, per aver ufficialmente gettato le basi al concetto di open world e di esperienza di gioco non lineare nel mondo videoludico, introducendo in oltre la possibilità di salvare i propri progressi e aprendo la strada alle successive serie action-adventure e ruolistiche di successo, come Metroid o Final Fantasy[11].

Nel 2009, la rivista Game Informer definì The Legend of Zelda, primo titolo della serie, il più grande videogioco della storia, mettendolo al primo posto nella lista dei "200 migliori videogiochi della storia"[12]. Il videogioco Star Fox, pubblicato su Super Nintendo nel 1993, portò al successo il 3d nel mondo videoludico, proponendo una grafica inusuale per l'epoca, fatta di poligoni tridimensionali, e aprendo la strada a tutti i successivi giochi in tre dimensioni per console[13]. Grazie al successo ottenuto dal gioco in questione, Star Fox divenne una saga, e il suo personaggio principale, il volpino Fox McCloud, apparve in altri titoli Nintendo, come la saga di Super Smash Bros..

Titoli come Super Mario 64 o The Legend of Zelda: Ocarina of Time, hanno lasciato un profondo impatto nel campo delle avventure in tre dimensioni[14][15], proponendo per la prima volta, nel caso di Super Mario 64, un mondo in tre dimensioni completamente esplorabile con un sistema di controllo profondo (grazie alla levetta analogica) e innovativo unito a un sistema di controllo della telecamera molto dinamico e intuitivo[16][17], e, come nel caso di Ocarina of Time, rivoluzionando completamente il sistema di combattimento in un gioco di avventura in tre dimensioni, grazie alla possibilità di bloccare la mira sul bersaglio da affrontare, e il modo di interagire del giocatore con il mondo di gioco e i personaggi non giocanti che lo popolano[18]. Il Nintendo Wii, la cui creazione vide Miyamoto giocare il ruolo di principale game designer, fu la prima console della storia con un sistema di controlli di movimento wireless[10].

Accoglienza della criticaModifica

I videogiochi di Miyamoto hanno ricevuto molti plausi dalla critica, e spesso sono considerati tra i migliori della storia[10]. I titoli appartenenti alla serie The Legend of Zelda, hanno ottenuto vastissimo consenso e omaggi da parte della critica: The Legend of Zelda: A Link to the Past, è oggi considerato uno dei migliori videogiochi della storia e uno dei titoli di punta della console Super Nintendo. The Legend of Zelda: Ocarina of Time è ricordato all'unanimità come uno dei più grandi videogiochi di tutti i tempi[19][20][21][22]. The Legend of Zelda: Twilight Princess fu universalmente acclamato dalla critica, e la versione per Nintendo Wii, divenne il terzo titolo ad ottenere i maggiori consensi per la console in questione[23]. Molti furono i critici che diedero a questo gioco il punteggio massimo[24][25][26][27][28]. I giochi della serie Mario hanno ottenuto un grande successo di critica, e alcuni di essi, come Super Mario Galaxy, Super Mario Galaxy 2 e Super Mario Odyssey, sono i giochi maggiormente votati dalla critica[23].

Accoglienza del pubblicoModifica

I videogiochi di Miyamoto hanno ottenuto un grande successo di pubblico, diventando i giochi Nintendo più venduti e conosciuti. La serie di videogiochi Mario, è il franchise videoludico di maggior successo e più venduto della storia[29][30][31][32][33][34][35]. Grandissimo successo di vendite hanno ottenuto anche le serie spin-off di Mario, come Mario Kart[36] o Mario Party[37]. Grande successo di vendite ha ottenuto anche la serie The Legend of Zelda[38][39][40][41][42]. Miyamoto produsse inoltre il quarto videogioco più venduto della storia, Wii Sports[43].

Premi e riconoscimentiModifica

Nel videogioco per PC Daikatana, il nome del protagonista, Hiro Miyamoto, è un omaggio a Miyamoto[44]. Satoshi Tajiri, il creatore della serie Pokémon, riconosce in Miyamoto il suo mentore, citandolo come sua maggiore influenza[3]. Per questo motivo, in Giappone, il personaggio di Gary Oak della serie Pokémon, è chiamato Shigeru.

Nel 1998, Miyamoto fu la prima persona ad essere introdotta nella "Academy of Interactive Arts and Sciences' Hall of Fame"[45]. Nel 2006, Miyamoto fu eletto Chevalier (cavaliere) dell'ordine francese "Ordre des Arts et des Lettres" dal ministero della cultura francese Renaud Donnedieu de Vabres[46]. Il 28 novembre 2006, Miyamoto fu rappresentato nella rivista Time come "60 Years of Asian Heroes"[47].

Nel 2007, il Time lo scelse come una delle 100 persone più influenti dell'anno[48], e nel 2008 raggiunse la cima della lista con un totale di 1 766 424 voti[49].

Il 7 marzo del 2007, ricevette il "Lifetime Achievement Award" al Game Development Choice Awards per la creazione di Super Mario, Donkey Kong, The Legend of Zelda, il Nintendo DS e il Nintendo Wii[50]. GameTrailers e IGN posizionarono Miyamoto al primo posto nelle loro liste dei "10 più grandi creatori di videogiochi della storia" e dei "100 più grandi creatori di videogiochi della storia"[2][3].

Il 19 marzo 2010, Miyamoto divenne un collega dei BAFTA alla British Academy Video Games Awards[51]. Nel 2012, Miyamoto fu il primo creatore nel campo dell'intrattenimento interattivo ad essere riconosciuto con la più alta onorificenza della Spagna, vedendosi consegnare il Premio Principe delle Asturie nella categoria Comunicazione e Umanità[52][53].

In un sondaggio sui migliori sviluppatori di videogiochi pubblicato da Develop, Miyamoto fu scelto come "Ultimate Development Hero"[54].

OnorificenzeModifica

  Premio Principe delle Asturie per la comunicazione e l'umanistica (Spagna)
— 2012[52][53]

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Carolyn Sayre, 10 Questions for Shigeru Miyamoto, su Time, 19 luglio 2007. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2012).
  2. ^ a b c (EN) Top Ten Game Creators, su GameTrailers, 13 gennaio 2009. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2014).
  3. ^ a b c (EN) Top 100 Game Creators of all Time, su IGN, p. 1. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2010).
  4. ^ Tommaso Walliser, Filippo Squassoni, War Games. Da Pong a Super Mario: Storia, presente e futuro dei Videogame, Hoepli, 2015, ISBN 978-88-203-5968-3.
  5. ^ (EN) Shigeru Miyamoto, su Mario Mayhem.
  6. ^ (EN) Notification of Death and Personnel Change of a Representative Director (President) (PDF), su nintendo.co.jp, Nintendo, 13 luglio 2015.
  7. ^ (EN) Notice Regarding Personnel Change of a Representative Director and Role Changes of Directors (PDF), su nintendo.co.jp, Nintendo, 14 settembre 2015. URL consultato il 4 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2015).
  8. ^ (EN) David S. Jackson, The Spielberg of video games, su Time, 20 maggio 1996. URL consultato il 6 maggio 2021.
  9. ^ a b c d (EN) The Unsung Hero of Video Games, su danielpemberton.com. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2012).
  10. ^ a b c d e (EN) Nick Paumgarten, Master of Play, su The New Yorker, 12 dicembre 2010. URL consultato il 6 maggio 2021.
  11. ^ (EN) 15 Most Influential Games of All Time: The Legend of Zelda", su GameSpot, p. 1. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2006).
  12. ^ (EN) The Top 200 Games of All Time, in Game Informer, n. 2000, GameStop, dicembre 2009, pp. 44-79, ISSN 1067-6392 (WC · ACNP), OCLC 27315596.
  13. ^ (EN) Essential Games for the Animal Within, su IGN, 18 novembre 2006, p. 2. URL consultato il 6 maggio 2021.
  14. ^ (EN) 15 Most Influential Games of All Time, su IGN, p. 15. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2006).
  15. ^ (EN) Justin Davis e Lucas Thomas, IGN Presents the History of Zelda, su IGN, 28 agosto 2010, p. 5. URL consultato il 6 maggio 2021.
  16. ^ (EN) N64 Reader Tributes, su IGN, 13 febbraio 2001, p. 1. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2006).
  17. ^ (EN) The Essential 50 Part 36: Super Mario 64, su 1UP.com. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2012).
  18. ^ (EN) The Essential 50 Part 40: The Legend of Zelda: Ocarina of Time, su 1UP.com. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2012).
  19. ^ (EN) Mark Whiting, Ocarina of Time Hits Virtual Console, in 1UP.com, 23 febbraio 2007. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2011).
    «the apex of 6-4bit[sic] gaming and oft-cited "Best Game Ever Made, The Legend of Zelda: Ocarina of Time, has touched down over the pond for play on the Wii Virtual Console in most PAL-enabled regions.».
  20. ^ (EN) Legend of Zelda: Ocarina of Time for Nintendo 64 Reviews, su Metacritic. URL consultato il 6 maggio 2021.
    «[c]onsidered by many to be the greatest single-player video game ever created in any genre..».
  21. ^ (EN) The Best Video Games in the History of Humanity, su jjmccullough.com. URL consultato il 6 maggio 2021.
  22. ^ (EN) Michael E. Ryan, 'I Gotta Have This Game Machine!' (Cover Story)., in FamilyPC, n. 112, Walt Disney Publishing, Ziff-Davis, 7 novembre 2000, p. 112.
  23. ^ a b "(EN) Highest and Lowest Scoring Games, su Metacritic. URL consultato il 6 maggio 2021.
  24. ^ (EN) Jeremy Parish, 1up's Wii Review: Legend of Zelda: Twilight Princess, su 1UP.com, 16 novembre 2006. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  25. ^ (EN) Jeremy Parish, The Legend of Zelda: Twilight Princess review, in Electronic Gaming Monthly, n. 211, EGM Media, LLC, gennaio 2007, pp. 57-58.
  26. ^ (EN) Andrew Reiner, The Legend of Zelda: Twilight Princess, su Game Informer. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2008).
  27. ^ (EN) Bryn Williams, The Legend of Zelda: Twilight Princess Review, su GameSpy, 13 novembre 2006, p. 1. URL consultato il 6 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2006).
  28. ^ (EN) Legend of Zelda: Twilight Princess Review. Wii Review, su GamesRadar+]. URL consultato il 6 maggio 2021.
  29. ^ (EN) Nintendo DS Lite Suggested Retail Price Drops to $99.99 and Mario Games Go Red, su Business Wire, 31 maggio 2011. URL consultato il 6 maggio 2021.
  30. ^ (EN) Vlad Savov, Nintendo to make a loss of $835 million in 2011, despite selling 15 million 3DS units, su The Verge, 26 gennaio 2012. URL consultato il 6 maggio 2021.
  31. ^ (EN) Brian, Wii/3DS/DS million sellers, su Nintendo Everything, 26 aprile 2012. URL consultato il 6 maggio 2021.
  32. ^ (EN) Top Selling Software Sales Units, su nintendo.co.jp, Nintendo. URL consultato il 6 maggio 2021.
  33. ^ Giovanni Ferlazzo, Nintendo: Wii Sports è il gioco più venduto negli ultimi anni, su Everyeye.it, 7 maggio 2014. URL consultato il 6 maggio 2021.
  34. ^ (EN) Ishaan Sahdev, https://www.siliconera.com/super-mario-3d-land-outpacing-super-mario-galaxys-first-year-sales/, in Siliconera, 2 febbraio 2013. URL consultato il 6 maggio 2021.
  35. ^ (EN) High console sales boost Nintendo, su NewsChannel 10, 24 gennaio 2008. URL consultato il 6 maggio 2021.
  36. ^ (EN) Mike Futter, Mario Kart 8 Speeds To Over 1.2 Million Sales In Opening Weekend, in Game Informer, 2 giugno 2014. URL consultato il 6 maggio 2021.
  37. ^ (EN) Brian, Mario Party 9 for Wii Lets You Party Like You’ve Never Partied Before, su Nintendo Everything, 12 marzo 2012. URL consultato il 6 maggio 2021.
  38. ^ (EN) Gabriel Franco, The Legend of Zelda: Spirit Tracks Available Today - News, in VGChartz, 7 dicembre 2009. URL consultato il 6 maggio 2021.
  39. ^ (EN) The Legend of Zelda: Spirit Tracks available today on Nintendo DS/DSi, in TeleCrunch, 7 dicembre 2009. URL consultato il 6 maggio 2021.
  40. ^ (EN) The Legend Of Zelda Series Sales Closing In On 100 Million Copies, Nintendo, 20 dicembre 2019. URL consultato il 6 maggio 2021.
  41. ^ (EN) Alex Seedhouse, The Legend of Zelda: Skyward Sword claims 3.52 million unit sales, in Nintendo Insider, 27 aprile 2012. URL consultato il 6 maggio 2021.
  42. ^ Adriano Della Corte, The Legend of Zelda: Ocarina of Time è il primo million seller del Nintendo 3DS, in Everyeye.it, 29 luglio 2011. URL consultato il 6 maggio 2021.
  43. ^ VGChartz.
  44. ^ (EN) A hardcore elegy for Ion Storm, su Salon.com, p. 5. URL consultato il 7 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2006).
  45. ^ (EN) Miyamoto Will Enter Hall of Fame, in GameSpot, 12 maggio 1998. URL consultato il 7 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2012).
  46. ^ (EN) François Bliss de la Boissière, From Paris with Love: de Chevalier dans l'Ordre des Arts et des Lettres, su Gamasutra, 15 marzo 2006. URL consultato il 7 maggio 2021.
  47. ^ (EN) Will Wright, Shigeru Miyamoto: The video-game guru who made it O.K. to play, su Time, 13 novembre 2006. URL consultato il 7 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2010).
  48. ^ (EN) Johnathan Wendel, The TIME 100 (2007) – Shigeru Miyamoto, su Time, 3 maggio 2007, p. 92. URL consultato il 7 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2011).
  49. ^ (EN) Who is Most Influential? – The 2008 TIME 100 Finalists, su Time, 1º aprile 2008. URL consultato il 7 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2011).
  50. ^ (EN) Simon Carless, 2007 Game Developers Choice Awards To Honor Miyamoto, Pajitnov, su Gamasutra, 12 febbraio 2007. URL consultato il 7 maggio 2021.
  51. ^ (EN) Claudine Beaumont, Shigeru Miyamoto honoured by Bafta, su The Daily Telegraph, 24 febbraio 2010. URL consultato il 7 maggio 2021.
  52. ^ a b (EN) Shigeru Miyamoto, Prince of Asturias Award for Communication and Humanities, su fpa.es, Fundación Príncipe de Asturias, 23 maggio 2012. URL consultato il 7 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2012).
  53. ^ a b (EN) Katherine Brice, Miyamoto nominated for top Spanish honour, su GamesIndustry.biz, 24 marzo 2010. URL consultato il 7 maggio 2021.
  54. ^ (EN) John Funk, Miyamoto Is Developers’ Hero, su The Escapist, 15 giugno 2009. URL consultato il 7 maggio 2021.

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