Tadarida teniotis

specie di pipistrello
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Molosso di Cestoni
Tadarida Teniotis263.JPG
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Molossidae
Sottofamiglia Molossinae
Genere Tadarida
Specie T.teniotis
Nomenclatura binomiale
Tadarida teniotis
Rafinesque, 1814
Sinonimi

Nyctinomus cestoni, N.nigrogriseus, N.savii

Areale

     T.t.teniotis

     T.t.rueppelli

Il molosso di Cestoni (Tadarida teniotis Rafinesque, 1814) è un pipistrello della famiglia dei Molossidi diffuso nella Regione paleartica.[1][2]

EtimologiaModifica

Il nome comune è dedicato al naturalista Diacinto Cestoni.

DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 74 e 92 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 57 e 64 mm, la lunghezza della coda tra 37 e 57 mm, la lunghezza del piede tra 9 e 12,1 mm, la lunghezza delle orecchie tra 25 e 32 mm, un'apertura alare fino a 45 cm e un peso fino a 54 g.[3]

AspettoModifica

La pelliccia è corta, fine, soffice e densa. Le parti dorsali sono grigio cenere o grigio-brunastre con la base dei peli biancastra, mentre le parti ventrali sono più chiare. Il muso è lungo, troncato, con il labbro superiore che si estende ben oltre quello inferiore e ricoperto da 4 pliche cutanee e da piccole setole spatolate. Le orecchie sono grandi, nerastre, triangolari ed unite anteriormente alla base. Il trago è corto e nascosto dietro l'antitrago, il quale è grande e rettangolare. Le membrane alari sono nerastre e attaccate posteriormente sopra le caviglie. I piedi sono piccoli con un cuscinetto sulla pianta. La coda è lunga, tozza e si estende per più della metà oltre l'uropatagio. Il cariotipo è 2n=48 FNa=76.

EcolocazioneModifica

Emette ultrasuoni sotto forma di impulsi a frequenza quasi costante di 11-12 kHz, udibili anche dall'orecchio umano.

BiologiaModifica

ComportamentoModifica

Si rifugia nelle fessure rocciose dove forma gruppi tra 5 e 400 individui. In estate forma vivai fino a 160 femmine. Entra in ibernazione nei periodi più freddi, tuttavia non raggiunge uno stato di profonda letargia ma piuttosto un torpore che lo induce al risveglio quando il clima tende temporaneamente a migliorare. Il volo è veloce, rettilineo ed effettuato a circa 10-20 metri di quota. L'attività predatoria inizia con il buio o al crepuscolo e di solito prosegue anche con il cattivo tempo. È una specie sedentaria, eccetto probabilmente le popolazioni del Nord Africa.

AlimentazioneModifica

Si nutre di insetti, particolarmente falene, coleotteri, ditteri e neurotteri, catturati a circa 10-50 metri dal suolo.

RiproduzioneModifica

Le femmine raggiungono la maturità sessuale nel primo anno e danno alla luce un solo piccolo all'anno, tra giugno e luglio. L'aspettativa di vita supera i 10 anni.

Distribuzione e habitatModifica

Questa specie è diffusa dall'Europa meridionale ed Africa settentrionale attraverso il Vicino oriente e la Penisola arabica fino all'Asia centrale e la Birmania settentrionale.

Vive in ambienti semi-aridi e zone più umide, fenditure rocciose, ambienti urbani, strutture artificiali come edifici e ponti fino a 3.100 metri di altitudine.

TassonomiaModifica

Sono state riconosciute 2 sottospecie:

Stato di conservazioneModifica

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, classifica T. teniotis come specie a rischio minimo (LC).[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Aulagnier, S., Paunovic, M., Karatas, A., Palmeirim, J., Hutson, A.M., Spitzenberger, F., Juste, J. & Benda, P. 2008, Tadarida teniotis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Tadarida teniotis, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Aulagnier & Al., 2011.

BibliografiaModifica

  • Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 (PDF), Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  • Stephan Aulagnier & Al., Guide des mammiferes d'Europe, d'Afrique du Nord et du Moyen-Orient, Delachaux & Niestlé SA, Parigi, 2011, ISBN 978-88-89999-70-7.
  • Meredith & David C.D.Happold, Mammals of Africa. Volume IV-Hedgehogs, Shrews and Bats, Bloomsbury, 2013. ISBN 9781408122549

Voci correlateModifica

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