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Turanismo

movimento politico-culturale sorto in Turchia nel 1908, di impronta panturchista, che promuoveva l'unione di tutte le popolazioni turaniche, poi confluito nel panturchismo
L'epopea Shahnameh di Ferdowsi, qui raffigurato, viene considerata un'antisegnana del Turanismo

Il turanismo è un'ideologia nata nel XIX secolo tra Turchia, Ungheria e Germania ad opera di intellettuali ottomani, per promuovere l'unione e il "rinascimento" di tutti i popoli turanici, ovvero ugro-finnici (ugrici in particolare), turchici, mongoli, dravidi, e giapponese.

Il termine si basa sul nome geografico del bassopiano turanico, posto tra gli attuali stati dell'Asia Centrale di Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakistan, area da cui un tempo si credevano derivassero alcune lingue uralo-altaiche (in particolare le ugriche, le mongole, le dravidiche e quella giapponese). Fino alla seconda guerra mondiale questa ideologia era assai diffusa soprattutto in Ungheria, Turchia e Giappone, dove ottenne appoggio politico a livello anche ufficiale. Oggi sopravvive solo la sua variante panturca, ancora assai forte in Turchia, Caucaso (soprattutto Azerbaigian) e Asia Centrale (Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan, Kazakistan). Rimangono tuttavia movimenti che ancora oggi si ispirano a questa ideologia, tra cui il partito nazional-socialista giapponese Kokka Shakaishugi Nippon Rōdōsha-Tō, il partito ungherese di estrema destra Jobbik, il partito turco detto Movimento Nazionale e i Lupi grigi (bozkurtlar in turco), questi ultimi divenuti famosi soprattutto dopo l'attentato a papa Giovanni Paolo II da parte del loro membro Ali Ağca.

StoriaModifica

L'idea panturanica affonda le sue origini in certe interpretazioni di fonti antiche di area eurasiatica. Per esempio, secondo l'antica epopea dello Shahnameh di Ferdowsi, risalente a 1500 anni dopo l'Avestā, le tribù nomadiche dell'Asia centrale erano governate da un certo Tur/Turaj, primogenito dell'imperatore Fereydun, fratello di Iraj, presentato nel testo come capostipite dei Turchi, ovvero dei Turani.

Nel 1839 tra i Tartari della Russia fu fondata la Società Turanica, che più tardi fece la sua comparsa anche in Ungheria (con la Società Turanica, fondata nel 1910, e l'Alleanza Turanica, fondata nel 1920), e in Giappone (con l'Alleanza Turanica, del 1921, e la Società Turanica, degli anni '30).

Le idee panturaniche ricevettero una sistemazione ad opera di Ziya Gökalp, il cui influsso fu dominante nella cultura di quell'età.

Studi di genetica antropologicaModifica

Spesso dai moderni studi genetici arrivano dati che danno nuovo impulso a vecchie teorie "panturaniche", sottolineando la presenza dello stesso aploide N3 nel cromosoma Y del DNA di Finni (70%), Jakuti (80%), Inuit dell'ovest (60%), Udmurti (53%), Buriati (47%), Sami (49%), Lituani (41%), Lettoni (35%), Evenchi dell'est (20%)[1].

Nomi "turanici"Modifica

Il nome femminile Turandot (Turandokht), famoso grazie all'opera pucciniana, è molto diffuso in Iran e Turchia e significa "figlia di Turan" in persiano.

Turanshah (Shah del Turan) è anche il nome del fratello di Saladino e del figlio di al-Salih Ayyub.

Anche Turaj (in Pahlavi Tuzh), il padre di tutti i popoli turanici, è un antroponimo assai diffuso in oriente.

NoteModifica

  1. ^ Tambets et al. American Journal of Human Genetics, April 2004

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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