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Per unione dinastica si intende (soprattutto nel passato) il fenomeno storico per cui due stati sovrani riconoscono come proprio monarca lo stesso sovrano, scelto secondo le stesse regole successorie nella medesima dinastia.

Indice

TipologieModifica

  • Unione personale è quella in cui due o più Stati, in seguito a vicende dinastiche o matrimoniali, si trovano ad avere lo stesso Capo dello Stato, generalmente il Re. In genere è conseguenza di un matrimonio tra gli eredi dei rispettivi regni, mediante una intesa tra le dinastie di appartenenza che rientra nella cosiddetta politica matrimoniale[1].
  • Unione reale è quella in cui due o più Stati decidono, in base a un trattato, di avere uno o più organi costituzionali comuni, fra cui il sovrano: non vi è solo una casuale coincidenza tra le persone fisiche dei re dei due regni o delle rispettive dinastie regnanti, ma vi è una identificazione dei due Stati, che hanno consensualmente deciso di sottoporsi al medesimo sovrano.

Regni della penisola ibericaModifica

Regno di Navarra e Regno d'AragonaModifica

Conti d'Aragona e Re di NavarraModifica

Re d'Aragona e NavarraModifica

Regno di Castiglia e Regno di LeonModifica

La storia della Corona di Castiglia ha inizio con l'unione I regni di Castiglia e di Leon si trovarono uniti:

Regno d'Aragona e Contea di BarcellonaModifica

Sotto Raimondo Berengario IV nel 1137.

Regno di Castiglia e Regno d'AragonaModifica

Regno di Spagna e Regno di PortogalloModifica

Regni delle isole britannicheModifica

Regno d'Inghilterra e Ducato di NormandiaModifica

Nel 1066 Guglielmo il Conquistatore, Duca di Normandia, conquistò il Regno d'Inghilterra e si proclamò Re, dopo aver sbaragliato le truppe anglosassoni nella battaglia di Hastings il 14 ottobre 1066. Negli anni successivi alcuni dei sovrani d'Inghilterra possedettero anche il titolo di Duca di Normandia:

Regno d'Inghilterra e Regno d'IrlandaModifica

Nel 1542, poiché gli era giunta voce che gli irlandesi si ritenessero sottoposti al papa piuttosto che sudditi del Signore d'Irlanda (il Sovrano d'Inghilterra), il re d'Inghilterra Enrico VIII si proclamò "Re d'Irlanda", ponendo fine alla Signoria d'Irlanda e fondando il Regno d'Irlanda. Da allora fino al 1707 il Regno d'Inghilterra e il Regno d'Irlanda furono in unione dinastica nella persona del loro Sovrano. Nel 1603 l'unione personale si estese anche al Regno di Scozia. Nel 1542 in Irlanda fu adottata una nuova bandiera: la croce di San Patrizio, che sarà la bandiera ufficiale del Regno d'Irlanda fino al 1801.

Regno d'Inghilterra, Regno d'Irlanda e Regno di ScoziaModifica

L'unione dinastica fra il Regno di Inghilterra, il Regno d'Irlanda e il Regno di Scozia avvenne nel 1603, quando il re di Scozia Giacomo VI divenne anche re d'Inghilterra e re d'Irlanda col nome di Giacomo I d'Inghilterra, in seguito alla morte della regina Elisabetta I d'Inghilterra. Giacomo fu così il primo monarca ad essere sovrano d'Inghilterra, di Scozia e d'Irlanda. Il 12 aprile 1606, a seguito di un decreto del Re, iniziò a circolare sulle imbarcazioni sia inglesi sia scozzesi la prima Union Flag, che tuttavia non divenne bandiera ufficiale fino al 1707. L'unione dinastica (o unione personale) fra i regni di Inghilterra e Scozia terminò di fatto con l'atto di unione proclamato nel 1707 dalla regina Anna, con il quale si sancì l'unione territoriale e politica del Regno d'Inghilterra e del Regno di Scozia, che formarono il Regno di Gran Bretagna.

Regno di Gran Bretagna e Regno d'IrlandaModifica

Dal 1707, in seguito all'atto di unione proclamato dalla regina Anna, l'unione dinastica divenne fra il neonato Regno di Gran Bretagna e il Regno d'Irlanda (che era precedentemente in unione personale con Inghilterra e Scozia). L'unione personale fra Gran Bretagna e Irlanda terminò nel 1801, quando re Giorgio III unì il Regno di Gran Bretagna e il Regno d'Irlanda; dopo l'atto di unione del 1800, il 1º gennaio 1801 Giorgio III proclamò il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda ed assunse il titolo di Re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Nello stesso anno venne messa in circolazione la nuova bandiera, l'attuale Union Flag, che univa la bandiera di Gran Bretagna e quella d'Irlanda, trovandosi ad essere l'unione delle croci di San Giorgio per l'Inghilterra, Sant'Andrea per la Scozia e San Patrizio per l'Irlanda.

Regno di Francia e Ducato di BorgognaModifica

Il duca di Borgogna Enrico I divenne nel 1029-1032 re di Francia, ma tale unione cessò dopo poco tempo nel 1032.

Regno di Polonia e Granducato di LituaniaModifica

Mediante l'Unione di Krewo (o Unione di Krevo) la regina di Polonia Edvige d'Angiò e il Granduca Jogalia di Lituania, raggiunsero un accordo politico-dinastico in base al quale fu fondata l'Unione polacco-lituana. Il documento fu firmato nella città di Krewo il 14 agosto 1385 e fissava i seguenti punti:

  • Matrimonio fra Edvige di Polonia e Jogalia di Lituania
  • Incoronazione a Re di Polonia di Jogalia, conosciuto in seguito come Re Ladislao II Jagellone
  • Conversione di Jogalia e degli altri nobili lituani al cattolicesimo romano
  • Rilascio di tutti i prigionieri cristiani nelle mani dei lituani
  • Unione personale dei territori di Lituania e Polonia sotto la sovranità dei monarchi polacchi per l'eternità

Fu poi superata dall'Unione di Lublino.

Regni ScandinaviModifica

Regno di Danimarca, Norvegia e SveziaModifica

La regina Margherita, che era figlia del re danese Valdemaro Atterdag e moglie del re norvegese Haakon VI, manovrò per far sì che il bisnipote Eric di Pomerania venisse riconosciuto erede al trono norvegese ed eletto re nelle altre due nazioni (Unione di Kalmar).

Regno di Danimarca e Regno di NorvegiaModifica

Regno d'Italia e Regno di AlbaniaModifica

NoteModifica

  1. ^ Botero e Valeriano Castiglione ritenevano fondamentale l’apporto dei matrimoni nell’assicurare le alleanze e nel procurare le paci. All'inverso, Erasmo, nella Institutio principis christiani, "dedica alcune interessanti annotazioni alle nozze tra principi e, pur convenendo sul carattere pubblico più che privato comunemente attribuito a quegli sponsali e sebbene fosse stato testimone della spettacolare ascesa degli Asburgo, realizzata soprattutto con la politica matrimoniale dei genitori e dei nonni di Carlo V, sembra non conferire ai parentadi intrecciati attraverso nozze dinastiche particolare rilievo politico o, almeno, sembra non dare ad essi il significato che comunemente era loro attribuito, in particolare quello di procurare la pace e di produrre solide alleanze: «se le parentele contratte fra i principi garantissero davvero al mondo la pace, vorrei che tutti i principi si legassero con un infinito numero di parentele […] Non è certo per ragioni di parentela che si evitano le guerre, anzi avviene che se ne muovano di più crudeli e più spesso»." (A. Spagnoletti, Le dinastie italiane nella prima età moderna, Bologna, Il Mulino, 2003, pp. 213-214).

Voci correlateModifica