Utente:Aieieprazu/sandbox7

Ciężki karabin maszynowy wz. 30
ckm wz. 30
Polish machine gun (24258544215).jpg
Tipomitragliatrice pesante
OriginePolonia Polonia
Impiego
UtilizzatoriPolonia Polonia
Polonia Seconda Repubblica di Polonia
Germania Germania
Romania Romania
Spagna


Spagna Spagna

ConflittiGuerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
Produzione
Data progettazione1930
CostruttorePaństwowa Fabryka Karabinów
Date di produzione1931-[1939]]
Entrata in servizio1931
Ritiro dal servizio1970
Numero prodotto10.388+[1]
Variantiwz. 1930a
wz. 1930/39T (cal. 7,65 × 53 mm, prototipo per l'Esercito turco)

wz. 33
wz.36 (mitragliatrice aeronautica)

Descrizione
Peso13,6 kg (arma)
65 kg (arma, tripode, acqua, munizioni)
Lunghezza720 mm
Lunghezza canna1.200 mm
Calibro7,92 mm
Munizioni7,92 × 57 mm Mauser
Cadenza di tiro600 colpi/min
Velocità alla volata845 m/s
Alimentazionenastro da 330 colpi
Raffreddamentoad aria
Peso della caricag
Sviluppata daBrowning M1917
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Il Ciężki karabin maszynowy wzór 30[2] (ckm wz. 30), era un clone polacco della mitragliatrice pesante americana Browning M1917. Prodotta in varie versioni di calibro aumentato, canna allungata e mire regolabili[3], era una copia migliorata senza licenza dell'arma americana e fu la mitragliatrice standard dell'Esercito polacco a partire dal 1931[4].

StoriaModifica

Dopo l'aver raggiunto l'indipendenza nel 1918, la Polonia dotò le proprie forze armate di un'ampia varietà di tipi di armi, la maggior parte lasciate dagli eserciti delle potenze occupanti. Così come nel caso di fucili e carabine, l'Esercito polacco nella guerra contro i sovietici impiegò mitragliatrici russe PM M1910 Maxim calibro 7,62 mm, austriache Schwarzlose MG M.07/12 calibro 8 mm, tedesche MG 08 calibro 7,92 mm Mauser e francesi Hotchkiss Mle 1914. Questa eterogeneità rappresentava un incubo logistico e nei primi anni venti lo Stato Maggiore dell'Esercito polacco decise di rimpiazzare tutte le vecchio mitragliatrici con un nuovo modello, realizzato sulle specifiche polacche[5][6].

Inizialmente fu preferita la Hotchkiss francese, sperimentata durante la guerra sovietico-polacca e adattata alla munizione standard polacca 7,92 × 57 mm Mauser. Tra la fine del 1924 e l'inizio del 1925 vennero ordinate 1.250 mitragliatrici ckm wz. 25 Hotchkiss dalla Francia e il Ministero della Guerra polacco avviò i negoziati per l'acquisto della licenza di produzione in Polonia. Tuttavia, alle prime prove sul campo le nuove armi si dimostrarono ben al di sotto delle esigenze polacche e delle specifiche dichiarate dal costruttore e i negoziati vennero quindi interrotti. Dalla fine del 1927, il minietro organizzò una competizione per una nuova mitragliatrice pesante ad uso generale.

Parteciparono quattro aziende armiere con le relative proposte: la M1928 (versione modificata per l'esportazione della Browning M1917A1) dell'americana Colt, la cecoslovacca Schwarzlose-Janeček vz. 07/12/24 (versione ricamerata della Schwarzlose M.07/12), la Vickers in calibro 7,92 mm e una versione migliorata della ckm wz. 25 presentata dalla Hotchkiss[4]. Il modello della Browning risultò vincitore di tutte le prove di valutazione, che vennero ripetute nel 1928 e vinte nuovamente dal modello americano. Il ministero decise quindi di acquistare la licenza di produzione dell'arma. Tuttavia, il prezzo richiesto era molto elevato (450.000 USD) e la Colt chiedeva un ordine di 3.000 armi da realizzare nei propri stabilimenti[4]. Nel frattempo era emerso che né la Colt né il suo rappresentante europeo, la Vickers-Armstrongs, avevano registrato il brevetto dell'arma in Polonia. Inoltre, la documentazione per la licenza di produzione del Browning wz. 1928, recentemente acquistata (attraverso la belga Fabrique Nationale de Herstal, agente della Colt), risultava difettosa e le consegne tardarono, scoraggiando i polacchi dall'effettuare ulteriori ordini all'estero. Per questi motivi, il Ministero della guerra dercise di ordinare lo sviluppo di una versione locale della Brownig M1917 alla Fabryka Karabinow di Varsavia[4].

ModificheModifica

A metà degli anni trenta i primi modelli di prove erano pronti e vennero testati su vari poligoni. A marzo 1931 vennero consegnati 200 modelli di pre-serie a unità di prima linea per ulteriori test sul campo, con la denominazione ckm wz. 30[4]. La produzione di serie iniziò alla fine dello stesso anno. Le principali differenze tra la copia polacca e l'originale americano erano le seguenti:

 
ckm wz. 30 montata su motocicletta Sokół 1000 dell'esercito polacco, con calcio e mire adattate per il tiro antiaereo. Fotografia precedente al 1 settembre 1939
  1. differente calibro, adattato alla munizione d'ordinanza polacca 7,92 × 57 mm Mauser
  2. mire ad anello sostituiti da mire a V
  3. calcio allungato per un più agevole trasporto
  4. canna allungata per migliore precisione
  5. sistema di bloccaggio modificato per una sostituzione della canna più semplice
  6. azione modificata per un più semplice maneggio
  7. nuovo affusto con un'asta per il tiro antiaereo
  8. mire e calcio adattate per il tiro antiaereo
  9. spegnifiamma

Vennero sviluppati e utilizzati tre tipi di affusto a tripode. Il primo modello fu il wz. 30 per la fanteria pesava 29,3 kg, poi sostituito dal wz. 34, migliorato e alleggerito a 26,3 kg. La cavalleria utilizzava il wz. 36, più moderno e pesante soli 17 kg. Tutti e tre i tipi di affusto potevano essere utilizzati per il tiro antiaereo, montando un'asta aggiuntiva trasportata nella gamba posteriore degli affusti da fanteria o ripiegato sotto la canna e funzionante anche da freno di sparo nell'affusto da cavalleria[4].

VariantiModifica

In seguiti ai primi test, venne introdotta una serie di ulteriori modifiche. Nel 1938 il meccanismo del grilletto venne completamente sostituito con uno più affidabile e il sistema di sparo venne modificato per un più facile utilizzo e una maggiore durata dell'arma. La nuova versione venne denominata ckm wz. 30a e costituì la base per la versione da esportazione destinata alla Turchia, la ckm wz. 30/39T, nel calibro d'ordinanza turco 7,65 × 53 mm Mauser. Il modello non venne mai prodotto in grandi serie a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, che bloccò la competizione turca. Alla fine degli anni trenta Wilniewczyc e Skrzypinski progettarono delle canne sperimentali a rigatura ovale ("rigatura Lancaster"), estremamente costose da produrre ma significativamente più precise e durature.

Complessivamente, tra il 1931 e il 1939 la Fabryka Karabinow produsse 8.401 ckm wz. 30 per l'esercito polacco, oltre alle 200 di pre-serie. I dati sulla produzione sono disponibili fino a marzo 1939 e altre centinaia di esemplari vennero probabilmente realizzate fino a settembre 1939[4]. A questi bisogna aggiungere oltre 1.700 esemplari esportati dal sindacato SEPEWE alla Spagna repubblicana durante la guerra civile[4]. Following the first tests, a series of additional modifications was introduced. In 1938 the trigger mechanism was replaced with a completely new, more reliable system. In addition, the lock was replaced for easier handling and keeping the weapon in good condition. The modified design received the designation of ckm wz.30a, though the name was rarely used by the soldiers themselves. The new version was also the basis of a ckm wz.30/39T design, designed for export to Turkey and adepte to Turkish standard 7.65×53mm Argentine ammunition. However, the design was never introduced in large numbers as the Turkish competition was halted after World War II broke out. In the late 30s, designed experimental barrels with a rifled oval barrel bore ("Lancaster rifling"). The barrels were very expensive to produce, but gave a significant increase of the accuracy and longevity of the barrel. Altogether, between 1931 and 1939, the [[]] ("Rifle Factory") in Warsaw built at least 8,401 ckm wz.30 for the Polish Army, in addition to 200 of information series (available are only data until March 1939, and several hundreds more were probably built by September 1939). In addition, quite a big number - over 1,700 - was exported by the SEPEWE syndicate to Republican Spain.> There were trials to sell them also to other countries, like Romania, Bulgaria, Estonia, Yugoslavia and Argentina, but in spite of favourable participation in contests, the state factory had no resources to credit deliveries.[4] Among others, in 1936 in Argentina the wz.30 machine gun was evaluated as more reliable and accurate than original Browning M1928, but Colt could ensure more favourable conditions of delivery.[4] In 1938 Turkey ordered 500 wz.30/39T machine guns and probably at least part of this contract was fulfilled.[4] Captured weapons were used by Nationalist Spain, Nazi Germany and Romania. After 1939, many preserved wz.30 machine guns were used by Polish partisan units (mainly Home Army), among others during Warsaw Uprising.



StoriaModifica

Il fucile venne sviluppato nella prima metà degli anni trenta dall'ingegnere polacco Józef Maroszek. Dopo iniziali problemi di rapida usura della canna, il fucile iniziò la sperimentazione con l'esercito polacco nell'ottobre del 1935. Dopo alcune modifiche, nel 1939 il ministero della guerra ordinò 7610 fucili, dei quali almeno 6500 consegnati entro il settembre dello stesso anno. L'arma era coperta dalla massima segretezza, tanto da essere conservata, insieme a tre canne di ricambio e tre caricatori in casse sigillate da aprire solo su ordine del ministro della guerra. Ebbe diversi nomi in codice, tra i quali kb Urugwaj (anche abbreviato in kb Ur), dal nome dell'ipotetico paese di destinazione.

L'arma fu estesamente impiegata dalle unità polacche contro l'invasore tedesco e quello sovietico nel 1939. Dopo la rapida fine delle ostilità, molti esemplari nuovi, conservati nelle armerie, caddero nelle mani della Wehrmacht, che li utilizzò ribattezzandoli Panzerbüchse 35 (polnisch), abbreviato in PzB 35(p), affiancandoli ai più semplici Panzerbüchse 39 monocolpo di produzione tedesca. Di questi PzB 35(p) di preda bellica, 800 pezzi furono ceduti al Regio Esercito italiano[7], che li immise in servizio a fianco dei Solothurn S-18/1000 con la denominazione Fucile controcarro Mod. 35(P). Per i sovietici fu invece di ispirazione per la progettazione del loro PTRD-41, in particolare per quanto riguarda il blocco di chiusura.

Impiego tatticoModifica

 
Profilo destro dell'arma: risalta la lunga canna

Il fucile è stato la principale arma anticarro del plotone di fanteria polacco. Ogni compagnia di fanteria e squadrone di cavalleria doveva essere equipaggiato con tre fucili, ognuno gestito da una squadra di due soldati. Poiché l'esistenza dell'arma era un'informazione classificata, le squadre vennero addestrate in strutture militari segrete poco prima della guerra, a partire dal luglio 1939, e dietro giuramento di segretezza.

L'arma era trasportata a spalla dal caposquadra, mentre il secondo membro forniva supporto e copertura durante le operazioni di ricarica. Generalmente l'arma era impiegata da terra, con il tiratore in posizione prona e con l'arma poggiata al bipiede. Anche se la portata effettiva era di 300 metri, l'arma si dimostrò efficace contro tutti i carri armati tedeschi del periodo (Panzer I, II e III, Panzer 35(t) e Panzer 38(t)) a 100 metri e contro i mezzi blindati fino a 400 metri. La capacità di penetrazione su corazzatura inclinata a 30° era di 15 mm a 300 metri e di 33 mm a 100 m (40 mm sul manuale italiano). Dopo il 1940, con lo sviluppo di corazzature sempre più pesanti, l'arma divenne totalmente inutile.

TecnicaModifica

 
La munizione 7,92 mm DS ed il suo pacchetto.

L'arma, basata sul Mauser Karabiner 98k, si presenta come un tipico fucile dell'epoca, con cassa in legno ma con canna particolarmente lunga. L'azione, a ripetizione manuale con otturatore girevole-scorrevole, è modificata per sopportare le alte pressioni di sparo. La canna, subito davanti al fusto, presenta un bipiede d'appoggio pieghevole, in metallo. L'alimentazione avviene tramite caricatore amovibile da 4 colpi. La canna, che inizialmente non durava più di 20 colpi, fu migliorata fino a raggiungere una vita utile di 300 colpi e poteva essere rapidamente sostituita con una delle canne di ricambio usando un'apposita chiave. La volata presentava un voluminoso freno di bocca, capace di assorbire il 65% dell'energia di rinculo, rendendo l'arma gestibile quasi come un normale moschetto (a differenza della maggior parte dei fucili anticarro dell'epoca).

L'arma era camerata per una munizione sviluppata contestualmente, la 7,92 mm DS (o 8 × 107 mm DS), basata sulla 7,92 × 57 mm Mauser impiegata sia sul Mauser Gewehr 98 che sul suo derivato polacco Kbk wz.29. Le modifiche consistevano in un allungamento della cartuccia a 131,2 millimetri e la sostituzione del rame del bossolo con l'ottone (67% rame/23% zinco), per un peso complessivo di 64,25 grammi. Diversamente dagli altri proiettili perforanti, la pallottola DS non era in tungsteno o altro metallo duro, ma aveva un nucleo in piombo (come le pallottole ordinarie) ma incamiciata in acciaio. L'effetto non era quindi la penetrazione della corazza da parte del nucleo in metallo duro ma era dato dall'appiattimento della pallottola sulla piastra corazzata e dal conseguente trasferimento di energia cinetica. Questo provocava una bugna di 20 mm circa di diametro (maggiore quindi del calibro) che staccava frammenti e schegge sul lato interno della corazza, i quali danneggiavano le apparecchiature o mettevano fuori combattimento l'equipaggio. La chiave del successo di questa tecnica, la stessa alla base del moderno HESH, era data alla velocità molto elevata del proiettile.

NoteModifica

  1. ^ La produzione ammonta a 200 esemplari di pre-serie, 8.401 di serie consegnati all'Esercito polacco da mrzo 1939, 1.787 prodotti di surplus tra il 1936 e il 1938 (Erenfeicht, Leszek (2013), p.33-34).
  2. ^ In polacco: "mitragliatrice pesante modello 1930".
  3. ^ Errore nelle note: Errore nell'uso del marcatore <ref>: non è stato indicato alcun testo per il marcatore Jaryczewski
  4. ^ a b c d e f g h i j k Erenfeicht, Leszek (2013). Ckm wz.1930
  5. ^ Errore nelle note: Errore nell'uso del marcatore <ref>: non è stato indicato alcun testo per il marcatore WEU
  6. ^ Leszek Erenfeicht, CKM Browning wz.30 – Klon lepszy od oryginału ("Clone better than original") (in polacco) Magnum-X.pl, 2008; reprint.
  7. ^ Pignato, op. cit., pag. 10.

BibliografiaModifica

  • Dodatek do instrukcji o broni piechoty. Część I. Karabin wzór 35, Ministero della guerra, Dipartimento delle armi di fanteria, 1938.
  • Zbigniew Gwóźdźe e Piotr Zarzycki, Polskie konstrukcje broni strzeleckiej, 1993.
  • Aleksander Smoliński, Wybrane problemy z historii karabinu przeciwpancernego wz. 35, MWP bulletin, 1992.
  • Jerzy Sadowski, Karabin przeciwpancerny wz.35 w fortyfikacjach II RP, Nowa Technika Wojskowa, 1995.
  • Tadeusz Nowakowski, Karabin przeciwpancerny wz. 35, Nowa Technika Wojskowa, 1995.
  • Nicola Pignato, Armi della fanteria italiana nella seconda guerra mondiale, Ermanno Albertelli Editore, 1979.

Voci correlateModifica

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