Guerra fredda

contrapposizione che venne a crearsi alla fine della seconda guerra mondiale
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Guerra fredda
Soviet Tanks near Checkpoint Charlie - Flickr - The Central Intelligence Agency (crop).jpg
Carri armati sovietici T-55 nei pressi del Checkpoint Charlie a Berlino il 28 ottobre 1961 fronteggiano i mezzi corazzati americani, nel momento più critico della Crisi di Berlino del 1961
Data1947-1991
LuogoEuropa, Africa, Asia e America Latina
Causa Organizzazione del potere mondiale dopo la seconda guerra mondiale
Esito Dissoluzione dell'Unione Sovietica, caduta del blocco orientale e fine dell'impero sovietico
Riunificazione della Germania
Schieramenti
URSS Unione Sovietica
Warsaw Pact Logo.svg Patto di Varsavia
e stati ideologicamente vicini al Blocco orientale
Stati Uniti Stati Uniti
NATO NATO
e stati ideologicamente vicini al Blocco occidentale
Comandanti
Voci di guerre presenti su Wikipedia

Con l'espressione guerra fredda si indica la contrapposizione politica, ideologica e militare che venne a crearsi intorno al 1947 (non tutti gli studiosi concordano), tra le due potenze principali emerse vincitrici dalla seconda guerra mondiale: gli Stati Uniti d'America e l'Unione Sovietica. Ben presto si giunse alla divisione dell'Europa in sfere di influenza e alla formazione di blocchi internazionali ostili, denominati comunemente come Occidente (gli Stati Uniti, gli alleati della NATO e i Paesi amici) ed Oriente, o "blocco comunista" (l'Unione Sovietica, gli alleati del Patto di Varsavia e i Paesi amici), oltre a tutti i Paesi non allineati del resto del mondo.

Questa suddivisione influenzò fortemente per decenni l'opinione pubblica mondiale ed ebbe il suo concreto emblema nella spaccatura della Germania in Germania ovest e Germania est tramite il muro di Berlino e l'immagine della cortina di ferro, usata per la prima volta da Winston Churchill. Si trattava sostanzialmente della contrapposizione tra due grandi ideologie politico-economiche: la democrazia-capitalista da una parte e il totalitarismo-comunista dall'altro, estraneo all'internazionalismo del mercato. La tensione che ne risultò, durata circa mezzo secolo, pur non concretizzandosi mai in un conflitto militare diretto (da cui il termine fredda quando in realtà la disponibilità di armi nucleari per entrambe le parti avrebbe potuto distruggere inesorabilmente l'intero pianeta in una guerra nucleare), si sviluppò nel corso degli anni incentrandosi sulla competizione in vari campi (militare, spaziale, tecnologico, ideologico, psicologico, sportivo) contribuendo almeno in parte allo sviluppo ed evoluzione della società stessa con l'avvento della terza rivoluzione industriale.

L'espressione era stata usata già nel 1945 da George Orwell[1] che, riflettendo sulla bomba atomica, preconizzava uno scenario in cui le due grandi potenze, non potendo affrontarsi direttamente (per il rischio di distruzione mutua assicurata), avrebbero finito per dominare e opprimere tutti gli altri. Nel 1947 fu ripresa dal consigliere presidenziale Bernard Baruch e dal giornalista Walter Lippmann per descrivere l'emergere delle tensioni tra i due alleati della seconda guerra mondiale.[2]

Le fasi più critiche e potenzialmente pericolose della guerra fredda furono due: la prima, compresa fra gli anni cinquanta e sessanta, e la seconda, circoscritta alla prima metà degli anni ottanta. La fine della guerra fredda viene convenzionalmente fatta coincidere con la caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989) e la successiva dissoluzione dell'Unione Sovietica (26 dicembre 1991).

Indice

Gli inizi della guerra fredda (1947-1953)Modifica

Containment e Dottrina TrumanModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Containment e Dottrina Truman.
Alleanze militari in Europa
Alleanze economiche in Europa

Nel 1947, il presidente americano Harry Truman si sentì oltraggiato dalla resistenza dell'Unione Sovietica alle richieste statunitense relative all'Iran, alla Turchia e alla Grecia, nonché dal rifiuto al piano Baruch sulle armi nucleari.[3][4] Nel febbraio 1947, il governo britannico annunciò che non poteva più permettersi di finanziare il Regno di Grecia nella sua guerra civile contro gli insorti comunisti.[5]

In risposta a questo annuncio, il governo degli Stati Uniti adotta il containment,[6] il cui scopo era fermare la diffusione del comunismo. Truman pronunciò un discorso in cui chiedeva l'assegnazione di 400 milioni di dollari per intervenire nella guerra e svelava la "dottrina Truman" che inquadrava il conflitto come una contesa tra popoli liberi e regimi totalitari.[6] I politici statunitensi accusarono l'Unione Sovietica di cospirare contro i realisti greci nel tentativo di espandere l'influenza sovietica, nonostante che Stalin avesse dichiarato che il Partito Comunista avrebbe cooperarato con il governo greco appoggiato dall'Inghilterra.[7] Gli insorti furono, infatti, aiutati dalla Repubblica Socialista Federale Jugoslava di Josip Broz Tito contro il volere di Stalin.[8][9]

L'enunciazione della dottrina Truman segnò, negli Stati Uniti, l'inizio di una intesa bipartisan tra democratici e repubblicani, per quanto riguarda la difesa nazionale e la politica estera che andò a indebolirsi solamente durante e dopo la guerra del Vietnam, ma che comunque persistette anche in seguito.[10][11] I partiti moderati e conservatori europei, così come i socialdemocratici, fornirono un sostegno praticamente incondizionato all'alleanza occidentale,[12] mentre i comunisti europei ed americani, finanziati dal KGB e coinvolti nelle sue operazioni di spionaggio,[13] aderirono alla linea di Mosca nonostante fosse apparso un dissenso dopo il 1956. Ulteriori critiche alla politica di consenso arrivarono dagli attivisti contro la guerra contro il Vietnam, dalla campagna per il disarmo nucleare e dal movimento anti-nucleare.[14]

Piano Marshall e colpo di stato cecoslovaccoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Piano Marshall, Blocco occidentale e Colpo di Stato in Cecoslovacchia del 1948.
 
Mappa dell'Europa nell'epoca della Guerra Fredda in cui sono mostrate le nazioni che hanno ricevuto aiuti dal Piano Marshall. Le colonne rosse indicano il totale dei finanziamenti ricevuti per ciascuna nazione.

All'inizio del 1947, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti tentarono senza successo di raggiungere un accordo con l'Unione Sovietica riguardo ad un piano che prevedeva una Germania economicamente autosufficiente, compresa una contabilità dettagliata degli impianti industriali, dei beni e delle infrastrutture già rimosse dai sovietici.[15] Nel giugno 1947, in accordo con la Dottrina Truman, gli Stati Uniti promulgarono il Piano Marshall, un programma di assistenza economica per tutti i paesi europei disposti a partecipare, inclusa l'Unione Sovietica.[15] Nell'ambito del piano, firmato dal presidente Harry Truman il 3 aprile 1948, il governo degli Stati Uniti donò ai paesi dell'Europa occidentale oltre 13 miliardi di dollari del tempo (equivalenti a 189,39 miliardi di dollari del 2016) per ricostruire la propria economia distrutta dagli esiti del secondo conflitto mondiale. Successivamente, il programma portò alla creazione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

L'obiettivo del piano fu quello di ricostruire i sistemi democratici ed economici dell'Europa e contrastare le possibili minacce agli equilibri di potere del vecchio continente.[16] Il piano, inoltre, affermava che la prosperità europea dipendeva dalla ripresa economica tedesca.[17] Un mese dopo, Truman firmò il National Security Act del 1947 creando così il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America, la Central Intelligence Agency (CIA) e il National Security Council (NSC). Queste diventarono i principali enti per la politica statunitense nella Guerra Fredda.[18]

 
Ricostruzione di Berlino Ovest grazie agli aiuti portati dal Piano Marshall

Stalin riteneva che l'integrazione economica con l'Occidente avrebbe permesso ai paesi del blocco orientale di sfuggire al controllo sovietico e che gli Stati Uniti stavano cercando di conquistare un riallineamento europeo verso di loro.[19] A fronte di ciò, Stalin impedì alle nazioni facente parti del blocco orientale di ricevere aiuti dal piano Marshall.[19] L'alternativa dell'Unione Sovietica al Piano Marshall divenne nota come Piano Molotov (successivamente istituzionalizzato nel gennaio 1949 come Consiglio di mutua assistenza economica).[19] Stalin si dimostrò anche timoroso a proposito di una Germania ricostituita, preferendo che non gli venisse data la possibilità di riarmarsi o di rappresentare alcun tipo di minaccia per l'Unione Sovietica.[20]

Agli inizi del 1948, in seguito a rapporti che raccontavano di rafforzamenti di "elementi reazionari", gli agenti sovietici compirono un colpo di stato in Cecoslovacchia, l'unico stato del blocco orientale a cui i sovietici avevano permesso di mantenere un ordinamento democratico.[21][22] La brutalità di tale intervento scioccò le potenze occidentali più di ogni altro evento accaduto fino a quel punto scatenando la diffusa paura dell'imminente scoppio di una guerra e questo spazzò via le ultime opposizioni al Piano Marshall da parte del Congresso degli Stati Uniti.[23]

Le politiche perpetrate secondo la Dottrina Truman e il Piano Marshall, portarono aiuti economici e militari per miliardi di dollari ai paesi dell'Europa occidentale, alla Grecia e alla Turchia. Con l'assistenza degli Stati Uniti, l'esercito greco vinse la guerra civile.[18] Sotto la guida di Alcide De Gasperi, il partito italiano della Democrazia Cristiana sconfisse la potente alleanza comunista-socialista nelle elezioni del 1948.[24] Allo stesso tempo, aumentarono le attività di intelligence e di spionaggio, le defezioni ed emigrazioni dal blocco orientale e le espulsioni diplomatiche.[25]

Cominform e la rottura Tito-StalinModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cominform e Conflitto sovietico-jugoslavo.

Nel settembre 1947, i sovietici crearono il Cominform, il cui scopo era quello di rafforzare l'ortodossia all'interno del movimento comunista internazionale e rafforzare il controllo politico sui paesi satelliti sovietici attraverso il coordinamento dei partiti comunisti nel blocco orientale.[19] Cominform dovette affrontare una battuta d'arresto imbarazzante nel giugno successivo, quando la rottura tra Stalin e Tito obbligò l'espulsione della Jugoslavia, che rimase comunque un paese a matrice comunista ma adottò una posizione non allineata.[26]

Blocco di Berlino e ponte aereoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Blocco di Berlino.
 
C-47 all'Aeroporto di Berlino-Tempelhof durante il Blocco di Berlino.

Il 1° gennaio 1947, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna unirono le loro zone di occupazione della Germania occidentale in un'unica "Bizonia" (in seguito "Trizonia" con l'aggiunta della zona francese avvenuta nell'aprile 1949).[27] Come parte della ricostruzione economica della Germania, all'inizio del 1948, i rappresentanti di un certo numero di governi dell'Europa occidentale e degli Stati Uniti annunciarono un accordo per la fusione delle aree della Germania occidentale in un sistema governativo federale.[28]. Inoltre, in accordo con il Piano Marshall, iniziarono a reindustrializzare e ricostituire l'economia tedesca. Venne introdotta una nuova moneta, il marco tedesco, in sostituzione della vecchia valuta del Reichsmark che i sovietici avevano svalutato.[29]

Poco dopo, Stalin istituì il Blocco di Berlino (durato dal 24 giugno 1948 al 12 maggio 1949), una delle prime grandi crisi che hanno caratterizzato la Guerra Fredda, con cui venne impedito che cibo, materiali e rifornimenti arrivassero a Berlino Ovest.[30] Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda e molti altri paesi dettero vita all'imponente "ponte aereo per Berlino" con permisero la fornitura di beni ai cittadini di Berlino Ovest.[31]

I sovietici organizzarono una campagna di pubbliche relazioni contro il cambiamento di politica. Ancora una volta i comunisti di Berlino Est tentarono di interrompere le elezioni municipali della città (come avevano fatto nelle elezioni del 1946)[27], che comunque si svolsero il 5 dicembre 1948 con un'affluenza dell'86,3% e una vittoria schiacciante per i partiti non comunisti.[32] I risultati elettorali divisero effettivamente la città in est e ovest. 300.000 berlinesi dimostrarono a favore del proseguimento del ponte aereo internazionale.[33] Nel maggio del 1949, Stalin fece ritirare il blocco.[34][35]

Nel 1952, il leader sovietico propose a più riprese un piano per unificare la Germania dell'Est e dell'Ovest sotto un unico governo scelto tramite elezioni controllate dalle Nazioni Unite a patto che la nuova Germania così costituita rimanesse fuori dalle alleanze militari dei paesi occidentali. Le potenze di quest'ultimi, tuttavia, si opposero a tale proposta.[36]

Inizio della NATO e della Radio Free EuropeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: NATO, Radio Free Europe e Mass media nel blocco orientale.
 
Il Presidente Truman firma il Trattato Nord Atlantico nello Studio Ovale.

Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Canada e altri otto paesi dell'Europa occidentale firmarono, nell'aprile del 1949, il Trattato Nord Atlantico, dando così vita all'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (NATO).[34] Nell'agosto dello stesso anno, venne fatto detonare il primo ordigno nucleare sovietico presso la località di Semipalatinsk, nella Repubblica Socialista Sovietica Kazaka.[8] A seguito dei rifiuti sovietici di partecipare a uno sforzo di ricostruzione tedesco promosso dai paesi dell'Europa occidentale nel 1948,[28][37] Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia guidarono l'insediamento della Germania occidentale dalle tre zone occidentali di occupazione nell'aprile 1949.[38] L'Unione Sovietica proclamò la sua zona di occupazione in Germania, nella Repubblica Democratica Tedesca, quell'ottobre.[39]

I media nel blocco orientale erano un organo dello stato, completamente dipendente e asserviti al partito comunista. Le emittenti radiotelevisive erano di proprietà statale, mentre la stampa solitamente apparteneva ad organizzazioni politiche, in gran parte delle quali facevano capo al partito comunista locale.[40] La propaganda sovietica utilizzava la filosofia marxista per attaccare il capitalismo, sostenendo che lo sfruttamento del lavoro e l'imperialismo erano inerenti al sistema.[41]

Oltre alle trasmissioni della British Broadcasting Corporation (BBC) e della Voice of America[42], un importante sforzo di propaganda iniziato nel 1949 fu la Radio Free Europe/Radio Liberty, nata con l'intenzione di provocare la pacifica scomparsa del sistema comunista nel blocco orientale.[43] Radio Free Europe tentò di raggiungere questi obiettivi servendo come stazione radio locale sostitutiva, un'alternativa alla stampa di regime controllata e dominata dal partito.[43] Radio Free Europe era un prodotto di alcuni dei più importanti strateghi statunitensi della Guerra Fredda, specialmente di coloro che ritenevano che tale conflitto si sarebbe dovuto combattere tramite mezzi politici piuttosto che militari, come George Frost Kennan.[44]

I politici americani, tra cui Kennan e John Foster Dulles, riconobbero che la guerra fredda era essenzialmente una guerra di idee.[44] Gli Stati Uniti, agendo attraverso la CIA, finanziarono una lunga lista di progetti per contrastare l'attrattiva che rappresentava il comunismo tra gli intellettuali in Europa e nel mondo in via di sviluppo.[45] La CIA intraprese segretamente anche una campagna di propaganda domestica chiamata Crusade for Freedom.[46]

Nei primi anni 1950, gli Stati Uniti lavorarono per favorire il riarmo della Germania occidentale e, nel 1955, ottennero la piena adesione alla NATO.[39] Nel maggio del 1953, Berija, che a quel tempo ricopriva una carica governativa, aveva fatto una proposta infruttuosa per consentire la riunificazione di una Germania neutrale al fine di impedire l'incorporazione della Germania occidentale nella NATO.[47]

Guerra civile cinese e SEATOModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra civile cinese e Southeast Asia Treaty Organization.
 
Mao Zedong e Joseph Stalin a Mosca nel dicembre 1949.

Nel 1949, l'Esercito Popolare di Liberazione di Mao Zedong sconfigge il Partito Nazionalista Cinese di Chiang Kai-shek, appoggiato dagli Stati Uniti. Prontamente l'Unione Sovietica stipulò un'alleanza con la neonata Repubblica popolare cinese.[48] Chiang e il suo governo dovettero fuggire sull'isola di Taiwan. Di fronte alla rivoluzione comunista in Cina e alla fine del monopolio statunitense sulle armi atomiche, l'amministrazione Truman dovette estendere la politica del contenimento.[8] Nel NSC-68, un documento segreto del 1950,[49] il Consiglio di sicurezza nazionale propose di rafforzare i sistemi di alleanza filo-occidentali e quadruplicare la spesa nella difesa.[8]

I funzionari degli Stati Uniti si trasferirono successivamente per espandere il containment in Asia, Africa e America Latina, al fine di contrastare i movimenti nazionalisti rivoluzionari, spesso guidati da partiti comunisti finanziati dall'Unione Sovietica, combattendo contro il ripristino degli imperi coloniali europei nel Sud-Est asiatico e altrove.[50] Agli inizi degli anni 1950, gli Stati Uniti hanno formalizzarono una serie di alleanze con Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Tailandia e Filippine (in particolare il patto ANZUS del 1951 e il SEATO del 1954), garantendo così agli statunitensi un certo numero di basi militari per un lungo periodo.[39]

Guerra di CoreaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra di Corea.
 
Marines statunitensi impegnati in combattimenti di strada durante la liberazione di Seoul nel settembre 1950.

Uno degli impatti più significativi del containment fu lo scoppio della guerra di Corea. Nel giugno 1950, l'esercito popolare nordcoreano di Kim Il-sung invase la Corea del Sud.[51] Stalin approvò l'azione e inviò consiglieri per pianificare l'invasione.[52] Con sorpresa di Stalin,[8] il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite appoggiò la difesa della Corea del Sud, nonostante che i sovietici avessero boicottato le riunioni come protesta per il seggio permanente al Consiglio assegnato a Taiwan e non alla Cina comunista[53] Nel frattempo, su mandato delle Nazioni Unite, si creò una forza internazionale costituita dalla Corea del Sud, Stati Uniti, Regno Unito, Turchia, Canada, Colombia, Australia, Francia, Sud Africa, Filippine, Paesi Bassi, Belgio, Nuova Zelanda e altri paesi per fermare l'invasione.[54]

 
Il generale Douglas MacArthur, comandante della forza internazionale, osserva il bombardamento navale di Incheon dalla USS Mount McKinley, 15 settembre 1950.

Tra gli altri effetti, la guerra di Corea stimolò la NATO a sviluppare una struttura militare.[55] L'opinione pubblica nei paesi coinvolti, come la Gran Bretagna, era divisa tra coloro che erano a favore e contrari alla guerra. Molti temevano un'escalation in una guerra generale contro la Cina comunista e persino lo sfociare in una guerra nucleare. La forte opposizione alla guerra mise spesso messo a dura prova le relazioni anglo-americane. Per questi motivi, i funzionari britannici cercarono una rapida conclusione del conflitto, sperando di arrivare all'unione della Corea sotto gli auspici delle Nazioni Unite e il ritiro di tutte le forze straniere.[56]

Sebbene i cinesi e i nordcoreani fossero stremati dalla guerra e fossero pronti a metterlo fine al conflitto già nel tardo 1952, Stalin insistette perché continuassero a combattere. Così l'Armistizio venne concluso solamente nel luglio del 1953, dopo la morte del leader sovietico.[39] Il leader nordcoreano Kim Il Sung mise in piedi una dittatura totalitaria altamente centralizzata, che al 2017 ancora persiste, attribuendo a se stesso un potere illimitato e dando origine ad un formidabile culto della personalità.[57][58] In Corea del Sud Syngman Rhee deteneva il potere di un regime molto meno brutale ma profondamente corrotto e autoritario.[59]

La corsa agli armamenti e la corsa allo spazioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Corsa agli armamenti e corsa allo spazio.
 
I due schieramenti nel 1959.

     Paesi facenti parte della NATO

     Altri alleati degli USA

     Paesi colonie

     Paesi facenti parte del Patto di Varsavia

     Altri alleati dell'URSS

     Paesi neutrali (non allineati)

Nel conflitto strategico tra Stati Uniti d'America e Unione Sovietica uno degli elementi principali fu la supremazia tecnologica come il miglioramento e il rafforzamento di armi di distruzione di massa nucleari d'inaudita potenza (bomba H) o il progresso in campo spaziale.

La guerra fredda si concretizzò di fatto nelle preoccupazioni riguardanti le armi nucleari; entrambe le parti auspicavano che la loro semplice esistenza fosse un deterrente sufficiente a impedire la guerra vera e propria. Non era certo da escludere che la guerra nucleare globale potesse scaturire da conflitti su piccola scala, e ognuno di questi aumentava le preoccupazioni che ciò potesse verificarsi. Questa tensione influì significativamente non solo sulle relazioni internazionali, ma anche sulla vita delle persone in tutto il mondo.

Durante tutta la guerra fredda gli arsenali nucleari delle due superpotenze vennero costantemente aggiornati e ingranditi fino ad arrivare agli ultimi anni del conflitto (1979-1989), nei quali vennero negoziati gli accordi SALT, che portarono a sostanziali riduzioni del numero di ordigni strategici.

 
Bomba nucleare statunitense esplosa durante un test a Bikini, 1954. L'incubo nucleare fu una costante durante tutta la Guerra Fredda
 
Soldato statunitense interrogato da un ufficiale nordvietnamita, 1973

Ma la contrapposizione tra una corsa al riarmo apparentemente irrefrenabile e continui tentativi di controllo degli armamenti negoziati tra USA ed URSS o nell'ambito dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) fu costante.

Furono necessarie molte attenzioni e una buona dose di diplomazia per sedare sul nascere alcuni conflitti armati, al fine di prevenire una "guerra calda" che avrebbe rischiato di estendersi e intensificarsi.

Solo in alcune occasioni la tensione tra i due schieramenti prese la forma di conflitti armati, come la guerra di Corea, le guerre in Africa, la guerra del Vietnam, l'invasione sovietica dell'Afghanistan e gli scontri in America Centrale. Gran parte della guerra fredda si svolse invece attraverso conflitti indiretti, contro "nazioni surrogate"; in tali conflitti, le potenze maggiori operavano in buona parte armando o sovvenzionando i surrogati.

Altri conflitti erano ancor più sotterranei, perpetrati attraverso atti di spionaggio, con spie e traditori che lavoravano sotto copertura da entrambe le parti; in molti casi l'attività comportava reiterate uccisioni di individui delle rispettive compagini perpetrate dai vari servizi segreti.

La guerra tra agenti, nello spionaggio reciproco di obiettivi civili e militari potrebbe aver causato la maggior parte delle vittime della guerra fredda. Gli agenti venivano inviati sia dall'Est che dall'Ovest, e le spie venivano anche reclutate sul posto o costrette al servizio. Quando scoperte, a seconda della convenienza politica o pratica del momento, venivano uccise immediatamente o arrestate e successivamente scambiate con altri agenti, oltre a poter essere lasciate libere di agire, anche se sotto controllo, sia per poter individuare altri componenti che necessariamente costituivano la serie di contatti esistente della rete spionistica avversaria, sia per fornire false informazioni create ad hoc.

 
Su questo graffito del muro di Berlino ci sono Brežnev ed Honecker che si baciano. La frase in alto in cirillico dice: "Signore! Aiutami a sopravvivere a questo amore letale".

Gli aerei spia e altri apparecchi da ricognizione venivano invece subito abbattuti al momento dell'individuazione.

Tali aspetti della guerra fredda, debolmente percepiti anche dai media, hanno avuto scarso impatto sull'opinione pubblica delle rispettive potenze. Va notato che URSS e USA non ruppero mai le relazioni diplomatiche nel corso della guerra fredda e che anzi queste furono intense e quasi mai apertamente conflittuali. Ad esempio il 30 agosto 1963 entrò in funzione la 'linea rossa', ovvero il primo collegamento telefonico tra Mosca e Washington.

Il punto caldo del conflitto in ambito europeo fu la Germania, e in particolare Berlino. Uno dei simboli più vividi della guerra fredda fu proprio il Muro di Berlino, che separava Berlino Ovest (controllata dalla Germania Ovest, assieme agli alleati di Francia, Regno Unito e Stati Uniti) dalla Germania Est, che la circondava completamente. Ad un tentativo di disimpegno iniziale intorno al 1950 con il ritiro di circa 30.000 uomini dalla Germania, gli USA e la NATO fecero seguire delle esercitazioni annuali, denominate Reforger (REturn FORces to GERmany), per mantenere una elevata capacità di risposta in caso di attacco convenzionale delle forze del Patto di Varsavia (alleanza militare tra gli alleati di Berlino Est).

Il 1º aprile 1954, l'URSS chiese ai capi di Governo di Francia, Stati Uniti e Regno Unito (con telegrammi separati) di “prendere in esame l'entrata dell'Unione Sovietica nel Trattato dell'Atlantico del Nord“, seguita alla proposta russa alle Nazioni Unite di un patto per il disarmo nucleare e per la riduzione delle armi di distruzione di massa.

La Russia propone un General European Treaty, alternativo alla NATO, di cui non era firmataria, poiché alla conferenza di Berlino i portavoce di Francia, USA e Regno Unito ribadirono che la NATO è un patto difensivo, non diretto contro alcun Paese o gruppo di Paesi, ignorando in questo modo la minaccia sempre attuale di un attacco da parte della Germania[60]. La proposta suggeriva la creazione di un Esercito di Difesa Europeo, sotto l'egida delle forze armate di sei Paesi (Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Germania Ovest), incorporando soprattutto la Germania Ovest nella Comunità di Difesa Europea anche per prevenire il pericolo di un riarmo e la rinascita del militarismo tedesco, che i vincitori della guerra si erano impegnati a contrastare (USA, UK, Russia e Francia).

La Russia riteneva che la NATO -di cui non era firmataria ma dal quale era anche esclusa - fosse un patto anti-russo a carattere aggressivo, e chiedeva di entrarne a far parte[61]. La Russia auspicava che la NATO assumesse un carattere di alleanza difensiva, non offensiva, con l'attenzione rivolta a prevenire la rinascita di qualsiasi gruppo armato in Germania, aperta agli altri Paesi europei per realizzare in questo modo il sistema di sicurezza collettivo nel continente, in accordo con lo Statuto delle Nazioni Unite, e muovendo dal presupposto che le due guerre mondiali erano state precedute e favorite da alleanze militari contrapposte tra Paesi che divisero l'Europa in due gruppi nemici.

Dopo una discussione accesa e con esiti negativi a Berlino, la risposta fu secca: ‘la richiesta è per sua natura surreale e non merita una discussione': secondo il documento russo, la principale divergenza a Berlino era dovuta alla partecipazione degli USA ad un General European Treaty, chiesta dal governo USA e sostenuta con forza dagli alleati Francia e Regno Unito, a cui ora la Russia dava il suo nulla-osta.

StudiModifica

 
Equipaggio USA di un M-24 sul fronte del Fiume Naktong durante la guerra in Corea, 17 agosto 1950

Negli studi occidentali sulla Guerra Fredda vengono solitamente individuati tre distinti periodi. Per più di un decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale, pochi storici americani videro qualche ragione per sfidare l'interpretazione ufficiale statunitense sull'inizio della guerra fredda: ovvero che il deterioramento fosse il risultato diretto della violazione, da parte di Stalin, degli accordi di Jalta, dell'imposizione di governi dominati dai sovietici su un'Europa Orientale riluttante e di un aggressivo espansionismo sovietico.

 
Squadra speciale del KGB durante l'invasione sovietica in Afghanistan, 1982-1983 circa

Ad ogni modo, storici successivi, in particolar modo William Appleman Williams nel suo La tragedia della diplomazia americana (1959) e Walter LaFeber in 'America, Russia and the Cold War, 1945-2006 (1966) (10th ed. 2006), dettagliarono una preoccupazione preponderante: l'impegno statunitense a mantenere una "porta aperta" per il commercio americano nei mercati mondiali. Alcuni storici hanno sostenuto che le provocazioni e le ambizioni imperiali statunitensi furono da condannare parimenti, se non maggiormente. Secondo Zbigniew Brzezinski[62], la Guerra Fredda sarebbe stata l'immediata e ininterrotta continuazione della II guerra mondiale con la Russia, unica superpotenza rimasta in campo nello scacchiere mondiale a poter contendere con gli Stati Uniti l'egemonia militare ed economica planetaria.

Negli ultimi anni della guerra fredda ci furono tentativi di forgiare una sintesi post-revisionista da parte degli storici. Dalla fine della guerra fredda, la scuola post-revisionista è quella dominante. Prominenti storici post-revisionisti includono John Lewis Gaddis e Robert Grogin. Essi, piuttosto che attribuire l'inizio della guerra fredda a una delle due superpotenze, si concentrano sulla mutua errata percezione, sulla mutua reattività e sulla responsabilità condivisa tra le superpotenze. Prendendo a prestito dalla scuola realista delle relazioni internazionali, i post-revisionisti essenzialmente accettano le politiche statunitensi in Europa, come l'aiuto alla Grecia nel 1947 e il Piano Marshall, sebbene non con pari enfasi accolgano gli analoghi interventi economici sovietici.

 
Buzz Aldrin passeggia sulla Luna, 20 luglio 1969

Secondo questa sintesi, le "attività comuniste" non furono la radice delle difficoltà dell'Europa Occidentale, ma piuttosto furono gli effetti deleteri della guerra sulle strutture economiche, politiche e sociali dell'Europa. In aggiunta, il Piano Marshall ricostruì un sistema economico occidentale funzionante, che contrastò il fascino elettorale della sinistra radicale. Per l'Europa l'aiuto economico pose fine alla carenza di denaro e stimolò l'investimento privato nella ricostruzione del dopoguerra. Per gli USA il piano li risparmiò da una crisi di sovrapproduzione e mantenne sostenuta la domanda per le esportazioni americane.

L'alleanza della NATO sarebbe servita per integrare l'Europa occidentale in un sistema di patti di mutua difesa, fornendo quindi una salvaguardia contro la sovversione o la neutralità all'interno del blocco. Rigettando l'assunto che il comunismo fosse un monolito internazionale con disegni aggressivi sul "mondo libero", la scuola post-revisionista ciononostante accetta le politiche statunitensi in Europa come una reazione necessaria per affrontare l'instabilità europea, la quale minacciava di alterare drasticamente l'equilibrio del potere in maniera favorevole all'URSS e di devastare il sistema politico ed economico occidentale.

Molti osservatori di varie fedi politiche pensano oggi che gli Stati Uniti agirono in modi che né la loro costituzione né il sentimento nazionale potrebbero supportare[63] (come combattere guerre non dichiarate senza l'esplicito supporto del Congresso). I capi degli Stati Uniti, sia politici che militari, citano comunemente la minaccia percepita alla loro sicurezza come giustificazione per le loro azioni. In molte zone del mondo, la popolazione locale sentì di essere manipolata ed abusata da entrambe le potenze. Gran parte dell'anti-americanismo di nazioni come l'Afghanistan viene attribuito ad azioni portate avanti dagli Stati Uniti stessi. Durante il conflitto con l'Unione Sovietica, gli USA sovvenzionarono e armarono i Mujaheddin, nella loro lotta per respingere l'occupazione sovietica, ma si tirarono fuori e li abbandonarono al loro destino una volta che l'URSS si era ritirata dalla regione.

Dopo la fine della guerra freddaModifica

Il 28 giugno 1991 viene dichiarato sciolto il Comecon ed il 1º luglio il Patto di Varsavia; questi due eventi sanciscono quantomeno simbolicamente la fine dell'influenza della Russia sovietica nell'Europa orientale e quindi la fine della guerra fredda comunemente intesa.

Nonostante la guerra fredda si sia conclusa con la caduta dell'Unione Sovietica, non ha avuto fine, tuttavia, il rapporto di strisciante sfiducia fra il blocco occidentale e la Federazione Russa, che, pur in una situazione di integrazione economica sempre più marcata, ha registrato, durante gli anni 2000, alcuni episodi di vera e propria contrapposizione, in particolar modo tra USA e Russia.

La guerra in Iraq, portata avanti nel 2003 da USA, Regno Unito e altri alleati (fra cui l'Italia) è stata vivamente osteggiata dalla Federazione Russa.

Attorno agli anni 2006 e 2007 i rapporti tra USA e Russia sono diventati ancor più tesi per questioni riguardanti lo Scudo spaziale e il Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa.

La proposta statunitense di installare basi di difesa missilistica a terra in Polonia e Repubblica Ceca, nonché la prospettata creazione di basi militari in Romania e Bulgaria ha visto una forte opposizione russa, la quale denunciò i piani statunitensi come la violazione del Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa. La situazione è culminata il 26 aprile 2007, quando il presidente russo Vladimir Putin annunciò l'intenzione di porre una moratoria al Trattato fino a che tutti i paesi non lo avessero ratificato e avessero iniziato ad implementarlo. Nel dicembre 2007 la Duma votò favorevolmente alla sospensione del trattato. Verso agosto 2007 la Russia per la prima volta dallo scioglimento dell'Unione Sovietica ripristinò su Europa, Pacifico e Atlantico voli strategici permanenti di aerei militari a lungo raggio.

Nell'agosto 2008, a causa della guerra nell'Ossezia del Sud, i rapporti tra la Russia e il mondo occidentale, in particolar modo gli Stati Uniti, diventarono ancora più tesi. Il 20 agosto 2008 la firma dell'accordo sullo scudo antimissile tra USA e Polonia[64] crea ancora più tensione internazionale. Il giorno successivo Mosca annuncia l'intenzione di voler interrompere ogni collaborazione con la NATO[65]. Malgrado gli eventi negativi, l'ascesa alla Casa Bianca del Presidente Barack Obama e l'avvento della sua nuova linea di politica estera ricominciò a rendere più amichevoli i contatti fra le due superpotenze.

Ma nel febbraio 2014 iniziò la crisi della Crimea, dove gli abitanti, in maggioranza di etnia russa, si opposero al nuovo governo ucraino chiedendo l'indipendenza per poi potersi associare alla Federazione russa. Nei primi giorni di marzo la Russia inviò truppe regolari in aiuto dei filorussi, e pose il blocco al porto di Sebastopoli con la sua Marina. L'11 marzo la Crimea si proclamò indipendente come Repubblica autonoma di Crimea, e ciò venne confermato dal referendum del 16 marzo. Infine il 18 marzo essa venne annessa alla Russia, come distretto federale. Tuttavia l'Unione Europea e gli Stati Uniti dichiararono questa annessione illegittima, in quanto contraria alle leggi internazionali e alla sovranità ucraina. Tale situazione conflittuale si è acuita in tempi recenti a causa della contrapposizione fra l'Ucraina e la Russia circa il destino dell'Oblast' di Donec'k che, con l'aiuto militare della Russia, si è reso parzialmente indipendente dall'autorità ucraina e avrebbe optato, tramite referendum, per l'unione con la Federazione russa.

Cronologia degli eventi principaliModifica

 
L'iniziale vantaggio sovietico nella corsa allo spazio venne sfruttato propagandisticamente dai partiti comunisti occidentali ancora allineati a Mosca

La guerra fredda e la cultura statunitenseModifica

 
Parata della Nationale Volksarmee a Berlino Est per il XXV anniversario della costruzione del muro di Berlino, 1986, Bundesarchiv

Assieme alla guerra del Vietnam, la Guerra fredda ha segnato profondamente la cultura e l'immaginario collettivo degli Stati Uniti e oltre. Negli anni cinquanta, la popolazione civile in America venne costretta a esercitazioni contro i raid aerei e incoraggiata a costruirsi dei rifugi antiatomici personali. Questo atteggiamento di paura raggiunse i livelli più alti durante la crisi missilistica di Cuba, risolta in extremis da Kennedy (poi assassinato) e Chruščëv (successivamente sostituito e ritiratosi a vita privata) e col passare degli anni svanì; comunque, la consapevolezza della guerra e delle sue potenziali conseguenze fu una costante. Le indicazioni per i rifugi nei grossi edifici, le proteste sul posizionamento di missili nucleari a corto raggio in Germania, Cuba e Turchia, lo spesso citato orologio dell'apocalisse nucleare, le fotografie di cadaveri impigliati nel filo spinato del Muro di Berlino, così come film tipo A prova di errore, Wargames - Giochi di guerra, Alba rossa e The Day After - Il giorno dopo mantennero alta la consapevolezza.

 
Durante il maccartismo i servizi di sanità pubblica (vaccinazione, assistenza psicologica, fluorizzazione dell'acqua) vennero bollati come strumenti "comunisti" per il lavaggio del cervello.

La principale conseguenza diretta del particolare clima creatosi negli Stati Uniti con la guerra fredda, fu il maccartismo, una serie di inchieste politico-giudiziarie svoltesi fra gli anni quaranta e cinquanta, tese a colpire qualunque possibile "influenza comunista" negli apparati dello Stato, e persino nei comportamenti di singoli individui. Tali inchieste, condotte spesso anche in palese contrasto con i principi costituzionali e giuridici statunitensi, colpirono numerosi soggetti, in molti casi soltanto sulla base di un semplice sospetto.

Fra di essi vi furono anche famosi personaggi della cultura e dello spettacolo, tanto che la paura di incappare nelle maglie delle inchieste anticomuniste finì per condizionare anche le scelte artistiche di scrittori, registi e produttori cinematografici che, salvo eccezioni, dovettero sempre tenersi, in quegli anni, su una linea "politicamente corretta". Il maccartismo fu figlio del clima di tensione e paura creatosi a partire dai tardi anni quaranta, ma certamente, con i suoi processi accusatori e la sua caccia spesso immotivata al traditore, finì per essere al tempo stesso moltiplicatore di tale clima di paura, grazie anche alla risonanza che tali vicende avevano presso i mass media.

La guerra fredda ispirò molte case cinematografiche e molti scrittori, risultando in un enorme numero di libri e film, alcuni più fantasiosi (come la serie dedicata a James Bond), altri più realistici e dettagliati; in particolare Tom Clancy, e più tardi con ancora maggiore realismo tecnico e politico il britannico John Le Carré, furono maestri nel descrivere vividamente gli agenti segreti e la guerra di spionaggio che avveniva sotto la superficie. Anche Rocky IV ebbe la sua valenza simbolica, circa la rappresentazione vittoriosa e buona degli Stati Uniti.

FilmografiaModifica

NoteModifica

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BibliografiaModifica

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Voci correlateModifica

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