Apri il menu principale

Viaggio al centro della Terra

romanzo scritto da Jules Verne
(Reindirizzamento da Viaggio al centro della Terra (romanzo))
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Viaggio al centro della Terra (disambigua).
Viaggio al centro della Terra
Titolo originaleVoyage au centre de la Terre
'Journey to the Center of the Earth' by Édouard Riou 38.jpg
Illustrazione di Édouard Riou per l'edizione originale del romanzo
1ª ed. originale1864
1ª ed. italiana1874
Genereromanzo
Sottogenereromanzo scientifico, avventura, fantascienza
Lingua originalefrancese

Viaggio al centro della Terra (Voyage au centre de la Terre) è un romanzo scientifico avventuroso di Jules Verne del 1864. Narra di un Viaggio immaginario nelle profondità del mondo. Come altre opere dello stesso autore, è considerato un romanzo scientifico, precursore della fantascienza. È inoltre uno dei primi esempi del filone avventuroso del "mondo perduto".

Indice

TramaModifica

Il 24 maggio del 1863, una domenica, il professor Lidenbrock, rientra in gran fretta nella sua casa d’Amburgo. Ha fra le mani un preziosissimo libro originale, in lingua islandese, di un autore del XII secolo; si dirige subito nel suo studio e, chiamato Axel, il suo fedele nipote, comincia a tessere le lodi a quel meraviglioso volume; cominciano a discutere quando un incidente venne a sviare il corso della conversazione: davanti agli occhi di Axel e del professore scivolò fuori dal libro una pergamena e cadde a terra; su di essa si schieravano caratteri incomprensibili, questi segni bizzarri indussero il professor Lidenbrock e suo nipote ad intraprendere la più singolare spedizione del XIX secolo. Si trattava di un crittogramma in runico, i cui simboli erano disposti su tre colonne e il professore riuscì a ricostruire il testo originale in latino; con un lampo d’intelligenza, Axel trovò anche la chiave per interpretarlo, bastò leggerlo dalla fine all’inizio. Nella traduzione però comparve un nome islandese: Arne Saknussemm, per giunta quello di uno scienziato del XVI secolo; il testo riportava le istruzioni per compiere l’impresa che costui aveva fatto, vale a dire un viaggio al centro della Terra, e il professore lette tali parole non fu capace di trattenere l’entusiasmo e, dopo pochi giorni, era già in viaggio con Axel verso l’Islanda.

Il 10 giugno arrivarono a Reykjavik, capitale dell’Islanda, e furono ospitati, per alcuni giorni, dal signor Fridriksson, studioso di scienze; il professor Lidenbrock approfittò per indagare sulla vita di Arne Saknussemm ma non trovò nessuna sua opera. Fridriksson gli presentò una guida islandese che avrebbe dovuto accompagnali fino ai piedi dello Sneffels, il vulcano che, secondo il crittogramma, conduceva al centro della Terra; era un uomo di nome Hans, ed insieme con lui stabilirono il giorno della partenza: il 16 giugno. In quei giorni, Axel aiutò suo zio nella preparazione dei bagagli e, quando arrivò il momento prefissato, tutto era pronto ed i tre partirono per il loro incredibile viaggio di cui Hans non sapeva nulla.

Dopo circa otto giorni di cammino arrivarono al cratere del vulcano, ormai spento da oltre un secolo, e vi si addentrarono; lì il professore trovò una scritta: Arne Saknussemm, quella era la prova che lo scienziato aveva davvero esplorato le viscere della Terra. In quel momento cominciò il loro vero viaggio. Per prima cosa si calarono in un pozzo verticale e si trovarono di fronte ad un bivio: sfortunatamente, scelsero la “strada” sbagliata e dovettero tornare indietro perdendo così alcuni giorni. L’acqua iniziò a scarseggiare, ma grazie ad Hans trovarono un ruscello che chiamarono Hansbach che li accompagnò per tutta la loro spedizione. Il 7 agosto successe una cosa molto strana, Axel guidava il gruppo ma, ad un certo punto, si ritrovò da solo e, per giunta, senza il fiumiciattolo; si sentì perso e per la disperazione svenne molte volte. Dopo alcune ore, sentì suo zio che lo chiamava e cominciò ad andargli incontro; sbadatamente però, finì in lungo tunnel che, per fortuna, lo portò fra le braccia di Hans.

Dopo un giorno di riposo Axel si svegliò e, di fronte a sé, trovò un vasto lago che suo zio chiamò Mar Lidenbrock. Per un po’ di tempo esplorarono le coste trovandosi davanti funghi enormi ed ossa gigantesche; ma il loro viaggio doveva riprendere, infatti, Hans stava terminando una zattera e con essa iniziarono a navigare salutando quella terra da cui stavano salpando con il nome di Porto Graüben, in onore della fidanzata di Axel. Fu proprio lui a cominciare a scrivere un giornale di bordo per annotare le più piccole osservazioni, i fenomeni interessanti e tutti i loro incidenti; una volta provarono a pescare e presero persino un pesce molto strano, ma non era nulla in confronto a ciò che stava per capitare accanto alla loro piccola imbarcazione; si scatenò una vera e propria lotta fra due animali antidiluviani giganteschi che, però, non colpirono la zattera ma la fecero andare più veloce. Passati alcuni giorni di tranquillità, in cui esplorarono un’isola che chiamarono Axel, ecco che si ritrovarono in mezzo ad un uragano che li trascinò via con sé; quando si svegliarono si accorsero che erano vicini ad una sponda del mare, credendo, ovviamente, che fosse quell’opposta, invece non erano molto lontani dal Porto Graüben. Il professor Lidenbrock, seguito da Axel, cominciò ad esplorare quella zona e, nel frattempo, Hans riparò la zattera. Sotto i loro piedi trovarono centinaia di ossa e, fra quello splendido ossario, addirittura un cranio di un uomo dell’era quaternaria, ma più in là un intero scheletro. Il professor Lidenbrock era contentissimo, da molto tempo si scavava per trovare uno scheletro di quel tipo e lui fu il primo a scoprirlo.

La sua felicità però si moltiplicò quando Axel ritrovò un coltello con due iniziali: A. S.; Arne Saknussemm, infatti, li stava guidando passo per passo e loro iniziarono a cercare una spaccatura fra quelle rocce di granito. Scovarono una sporgenza con inciso sopra il nome di Arne Saknussemm e, chiamato Hans, i tre ricominciarono il viaggio, ma furono interrotti da un masso posto al centro di quella galleria; presero la decisione di farlo saltare con della polvere da sparo, ma si formò una voragine in cui tutto il Mar Lidenbrock si riversò. Tutti e tre si ritrovarono nelle tenebre di un lungo abisso e, non potendo più governare la loro imbarcazione, si lasciarono portare da quella gran quantità d’acqua. Ad un certo punto il professor Lidenbrock si accorse che invece di sprofondare ora stavano risalendo in un canale secondario di un vulcano; fra lo sgomento di tutti, sotto la loro zattera non c’era più acqua ma, bensì, lava incandescente. Era il 29 giugno e, dopo più di due mesi, stavano per abbandonare le profondità della terra; infatti, furono espulsi dalla forza del magma e rividero la luce del sole. Erano finiti sull’isola di Stromboli, ai piedi del vulcano.

Dopo due giorni erano già in viaggio per Amburgo, per ritornare a casa, dove vennero accolti con sorpresa e lodati per molto tempo; ma, soprattutto, Axel poté riabbracciare la sua piccola Graüben.

PersonaggiModifica

  • Otto Lidenbrock: professore di mineralogia ad Amburgo, è irascibile e intraprendente, dotato di un'immensa cultura, parla fluentemente molte lingue.
  • Axel: nipote adottivo di Lidenbrock, a prima vista appare troppo normale, pieno di paura e di buon senso, tenta di dissuadere lo zio dal tentare il viaggio, ma infine il suo entusiasmo lo contagerà e lo aiuterà nell'impresa.
  • Hans Bjelke: guida islandese assunta dal professore, è inumanamente impassibile e fedele. Salverà il gruppo da molte difficili situazioni senza pretendere più di ciò che gli spetta. Rimane sempre calmo durante il viaggio.
  • La buona Marta: domestica della casa.
  • Graüben: fidanzata di Axel e nipote del professore.

Il messaggio cifratoModifica

 
Le rune del messaggio cifrato che appare nel cap. II del romanzo

Il messaggio cifrato consiste in una serie di parole di sei o sette lettere, scritte in alfabeto runico, la cui traslitterazione è:

«
m.rnlls esreuel seecJde
sgtssmf unteief niedrke
kt,samn atrateS Saodrrn
emtnaeI nuaect rrilSa
Atvaar .nscrc ieaabs
ccdrmi eeutul frantu
dt,iac oseibo KediiI[1]
»

Il crittogramma in chiaro diventa un testo scritto in latino: In Sneffels Yoculis craterem kem delibat umbra Scartaris Julii intra calendas descende, audas viator, et terrestre centrum attinges. kod feci. Arne Saknussem ("Nel cratere Yökull dello Snæffels che l'ombra dello Scartaris tocca alle calende di luglio, scendi, coraggioso viaggiatore, e raggiungerai il centro della terra. Ciò che feci. Arne Saknussemm").

Precedenti letterariModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Romanzo scientifico, Mondo perduto (genere) e Viaggio immaginario.

Il romanzo di Verne, oltre a notevolissimi elementi di novità, contiene spunti che rivelano chiari collegamenti con la letteratura precedente. Edgar Allan Poe, ad esempio, aveva anticipato in alcuni racconti fantastici quella tipica commistione di elementi scientifici e immaginari che caratterizza Verne. Un altro precedente viaggio al centro della Terra era stato inoltre descritto da Giacomo Casanova, nel suo Icosameron e si potrebbe citare anche Dante, con la sua discesa all'Inferno che culmina al centro del globo[2].

Contesto scientificoModifica

In questo romanzo Verne probabilmente sapeva di fare molta più fantasia che scienza. Era infatti già ben noto che il centro della Terra doveva giungere temperature insopportabili per gli esseri umani, sebbene la cosa fosse ancora in discussione tra molti scienziati dell'epoca. Era anche ben noto che più ci si avvicinava e più si avevano scosse sismiche di magnitudo molto più potenti di quelle ad oggi conosciute per via dello scivolamento delle placche oceaniche e continentali. Verne, nel complesso, tiene molto più in considerazione l'esigenza di presentare una trama spettacolare che quella di fornire corrette informazioni scientifiche o di formulare congetture ragionevoli sulla struttura dell'interno del pianeta.

FilmografiaModifica

 
Viaggio al centro della Terra (Journey to the Center of the Earth, 1959)

TelevisioneModifica

VideogiochiModifica

NoteModifica

 
Copertina della rivista statunitense Amazing Stories dedicata al romanzo
  1. ^ Voyage au centre de la Terre (Cap.3) da fr.wikisource, su fr.wikisource.org. URL consultato il 25 gennaio 2015.
  2. ^ Fruttero & Lucentini (a cura di), Scendendo. Romanzi e racconti di fantascienza sotterranea, Milano, Arnoldo Mondadori, 1977.

EdizioniModifica

  • Viaggio al centro della Terra, Biblioteca di Educazione e di Ricreazione, Milano, Tipografia Editrice Lombarda, 1874.
  • Viaggio al centro della Terra, traduzione di Gino Cornali, Milano-Messina, Principato, 1955.
  • Viaggio al centro della Terra, traduzione di Maria Gallone, BUR, Milano, Rizzoli, 1960. - Fabbri Editori.
  • Viaggio al centro della Terra, traduzione di G. Mina, Collana Hetzel, Milano, Mursia, 1967-2016.
  • Viaggio al centro della Terra, traduzione di Tina Simonetti, Ginevra, Ferni, 1977.
  • Viaggio al centro della Terra, traduzione di Elisabetta Cocanari, introduzione e cura di Luciano Erba, Collana I nuovi racconti pulp, Roma, Theoria, 1983, ISBN 978-88-241-0013-7.
  • Viaggio al centro della Terra, traduzione di Lucio Chiavarelli, Roma, Newton Compton, 1976.
  • Viaggio al centro della Terra, traduzione di Maria Bellonci, Giunti, 1983. - Oscar Mondadori; Poligrafici Editoriale.
  • Viaggio al centro della Terra (traduzione parziale), traduzione di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, Torino, Einaudi, 1989.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN181861005 · GND (DE4835489-2 · BNF (FRcb12342582t (data)