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William Friedkin (Chicago, 29 agosto 1935) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

Esponente della New Hollywood, spesso soprannominato "il regista del Male", Friedkin è considerato un profondo innovatore del poliziesco e dell'horror.[1]

Indice

BiografiaModifica

GiovinezzaModifica

Di origine ebraiche (i nonni immigrati in America dall'Ucraina cambiarono il loro cognome), figlio di un'infermiera e di un ex marinaio mercantile (divenuto poi giocatore di softball, e infine venditore di abbigliamento in un grande magazzino), William visse un'infanzia economicamente disagiata: riuscendo ad ottenere alcuni piccoli lavori part-time, come barista e pulitore di vetri, senza guadagnare più di 50 dollari la settimana.[2]

Dopo aver lasciato nel 1959 il liceo della sua città, iniziò a lavorare come fattorino per la stazione televisiva di Chicago WGN, passando nel giro di qualche anno, dall'ufficio corrispondenza a ruoli di produttore e poi alla regia, dirigendo più di 2000 ore di tv dal vivo.

Primo documentario e trasferimentoModifica

Quasi per caso, egli decise di girare, nel 1962, The People Vs. Paul Crump, un documentario sul caso di un uomo di colore condannato a morte; grazie al film la sentenza venne rimessa in discussione[3]. Il film vinse il premio Golden Gate al Festival del cinema di San Francisco.

Nel 1965 Friedkin si trasferì a Los Angeles, dove diresse diversi programmi televisivi, incluso un episodio della famosa serie presentata da Alfred Hitchcock.

Primi lavoriModifica

Il primo film realizzato da William Friedkin, Good Times (1967), è un musical romantico che ha come protagonisti Sonny Bono e Cher. Il buon risultato ottenuto al botteghino convince il produttore Norman Lear ad affidare al giovane regista la direzione di Quella notte inventarono lo spogliarello (1968), con Britt Ekland e Jason Robards. Il buon giudizio della critica permise a Friedkin di ottenere anche la direzione di Festa di Compleanno (1968) e Festa per il compleanno del caro amico Harold (1970), tratto dalla commedia di Mart Crowely.

Il braccio violento della leggeModifica

 
William Friedkin nei primi anni settanta

Ma è con Il braccio violento della legge del 1971 che raggiunse il successo a Hollywood, vincendo cinque premi Oscar: miglior regia, miglior film, miglior montaggio, miglior sceneggiatura e miglior attore protagonista (Gene Hackman).

Insieme al successivo L'esorcista, resta il suo maggior successo, che influenzò profondamente non solo il poliziesco, ma anche il nuovo cinema americano anni settanta.[senza fonte]

L'EsorcistaModifica

Con L'esorcista (1973) William Friedkin divenne noto al grande pubblico, che lo ribattezzò subito come il regista del male[senza fonte]. Tratto dal romanzo di William Peter Blatty (anche produttore e sceneggiatore) L'esorcista diventerà una pietra miliare del cinema horror.

Il film più terrificante di tutti i tempi (come annunciava la sua locandina) ha incassi sensazionali e vince due premi Oscar (miglior sceneggiatura e miglior sonoro).

Altri lavoriModifica

Da quel momento in poi non raggiunse più gli stessi livelli: Il salario della paura, remake di Vite vendute di Henri-Georges Clouzot, fu un insuccesso commerciale.

Nel 1980 esce Cruising sul mondo omosessuale, con Al Pacino. Il film fu pesantemente attaccato da tutte le associazioni gay americane dell'epoca.[senza fonte]

Tutte le sue opere successive sono state caratterizzate da un deludente riscontro economico e da un livello tecnico e artistico non paragonabile alle sue prime opere: fa eccezione l'eccellente Vivere e morire a Los Angeles del 1985 con William Petersen e Willem Dafoe.

Anni recenti e progetti futuriModifica

Invitato al Torino Film Festival del 2003, ha così risposto ad un giornalista che gli chiedeva notizie sui progetti per il futuro: "Prima di tutto un thriller basato sulla vera storia di un serial killer intitolato Serpentine e poi sto preparando la regia di alcune opere: il Tannhäuser nel 2005 a Los Angeles, Sansone e Dalila sempre nel 2005 a Tel Aviv e Salomè nel 2006 a Monaco di Baviera".[4] Oltre alle sopracitate regie, vi sono il suo debutto come regista d'opera nel Wozzeck di Alban Berg diretto da Zubin Mehta (Maggio Musicale Fiorentino, 1998) e il l'allestimento dell'Aida di produzione del Teatro Regio di Torino nella stagione lirica 2005-2006.

A dispetto delle sue dichiarazioni, il regista torna al cinema con due film: Bug (2006) e Killer Joe (2011), entrambi tratti da opere teatrali del premio Pulitzer Tracy Letts.

Nel 2013, alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, sotto pressione del direttore Alberto Barbera, gli viene attribuito il Leone d'Oro alla carriera.

Nel 2017, alla 74ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, presenta il documentario The Devil and The Father Amorth, in cui viene filmato un esorcismo praticato dal noto esorcista su una donna "Cristina" della città di Venafro.

Vita privataModifica

William Friedkin è stato sposato tre volte:

RiconoscimentiModifica

Premio OscarModifica

Golden GlobeModifica

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

CortometraggiModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Daniela Catelli, Friedkin. Il brivido dell'ambiguità, Transeuropa, 1997. ISBN 88-7828-146-8
  • Roy Menarini, William Friedkin, Il Castoro Cinema n. 209, Editrice Il Castoro, 2003, ISBN 88-8033-244-9

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN100235701 · ISNI (EN0000 0001 1816 380X · LCCN (ENn77007077 · GND (DE11899915X · BNF (FRcb13894172x (data)