Zzap!

rivista mensile italiana di videogiochi
Zzap!
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàmensile
GenereRivista di videogiochi
Fondazionemaggio 1986
Chiusuradicembre 1992 (come rivista autonoma), dicembre 1993 (come inserto)
EditoreEdizioni Hobby, Xenia Edizioni (da settembre 1991)
DirettoreRiccardo Albini (giugno 1986-aprile 1988), Bonaventura Di Bello (maggio 1988-marzo 1991), Stefano Gallarini (aprile 1991-1993)
CondirettoreElisabetta Broli (direttore responsabile 1986-1993)
Redattore capoBenedetta Torrani (giugno 1986-aprile 1988), Fabio Rossi (luglio 1988-maggio 1989), Stefano Gallarini (giugno 1989-febbraio 1990), Giorgio Baratto (marzo-novembre 1990), Marco Auletta (dicembre 1990-giugno 1991), Giancarlo Calzetta (ottobre 1991-dicembre 1992), Paolo Besser (gennaio-dicembre 1993)
Sito webweb.archive.org/web/19991012200832/http://www.xenia.it/zzap!/main.htm
 

Zzap! era una rivista italiana mensile dedicata ai videogiochi per gli home computer a 8 bit, principalmente il Commodore 64, e meno frequentemente per le console, nata nel 1986 come edizione italiana della rivista inglese Zzap!64. Le scansioni di tutti i numeri della rivista sono state pubblicate su internet con l'autorizzazione di Xenia sul sito web del "Progetto Zzap! Italia".[1]

StoriaModifica

Zzap! nacque nel maggio 1986, presentandosi come edizione italiana del mensile Zzap!64, autorizzata dall'editore originale Newsfield. Ne riprendeva il concetto di base e molti dei contenuti, ma a differenza della controparte inglese, fin dall'inizio era dedicata a tutti gli home computer e non solo al Commodore 64. Era realizzata inizialmente dallo Studio Vit, fino a quando l'editore decise di curare la rivista con il supporto della sola redazione interna, affidandola dal numero 23 (maggio 1988) alla direzione di Bonaventura Di Bello. Ci furono diversi altri cambi di redazione e di impaginazione.[2]

La rivista iniziò con molte limitazioni dal punto di vista grafico; il vero salto di qualità ci fu dal n° 14 (luglio/agosto 1987), con l'introduzione in redazione del Macintosh e di un programma di desktop publishing, e con l'effettivo passaggio alla quadricromia integrale per tutte le pagine.[3]

Probabilmente il periodo d'oro della rivista fu nel 1987-1989, quando anche la produzione di giochi per Commodore 64 e macchine analoghe era ai massimi livelli. Zzap! trattò anche i primi videogiochi per computer a 16 bit, finché l'editore non fondò la rivista The Games Machine (settembre 1988) a essi dedicata.[2]

Dal n° 59 del settembre 1991, attraverso un cambio di editore, Zzap! passò dalle insegne della Edizioni Hobby a quelle della Xenia Edizioni. Dal n° 60 dell'ottobre 1991 scompare dai dati editoriali il riferimento alla Newsfield, per cui presumibilmente la rivista era ormai del tutto indipendente da Zzap!64.

Con il numero 73 di dicembre 1992 terminò la pubblicazione della rivista, in seguito a un declino dei prodotti per i computer a 8 bit in favore di quelli a 16 e 32, nonostante si fosse tentato di dare spazio anche alle console. Gli ultimi numeri di Zzap!, dal 74 all'84 (gennaio-dicembre 1993), furono pubblicati come inserti di The Games Machine. Gli inserti erano spillati e composti da sole 16 e in seguito 8 pagine.[4]

Dal 1996 al 1999 Zzap! diventò una rivista online, un sito di videogiochi per PC della Xenia, con una "copertina" diversa ogni mese e la rubrica della posta, che recensiva i videogiochi con lo stesso stile della versione cartacea (stesso stile delle recensioni, stesse voci per il giudizio finale, caricature dei redattori).[5] Nel 2002 uscì uno speciale numero 85, dedicato ai sistemi a 8 bit, in formato PDF, realizzato non commercialmente su concessione della Xenia.

Dopo la fine delle pubblicazioni, la rubrica demenziale intitolata "L'angolo di Bovabyte" (curata da Paolo Besser e Davide Corrado) passò a The Games Machine, dove fu pubblicata fino a dicembre 2014 per poi essere soppressa.[6] Dopo la chiusura, Paolo Besser gestisce un blog che inizialmente riproponeva articoli di quella rubrica apparsi su entrambe le riviste, più articoli nuovi.[7] La rubrica è tornata sulle pagine di The Games Machine a luglio 2018.

ContenutiModifica

A differenza della rivista originale inglese, Zzap! dedicava ampio spazio, oltre che al Commodore 64, anche ad altri home computer come lo ZX Spectrum, i sistemi MSX, il Commodore 16/Plus4, in un secondo tempo anche l'Amstrad CPC, e più raramente gli Atari 8-bit e il Commodore 128, prendendo in esame il panorama videoludico dei computer a 8-bit più diffusi in Italia. Prima della fondazione di The Games Machine sono stati recensiti anche una ventina di giochi per Amiga e una ventina per Atari ST (computer a 16 bit). Nei primi numeri sono recensiti anche alcuni videogiochi arcade. Anche le console da gioco hanno trovato, successivamente, ampio spazio nelle recensioni di Zzap!, soprattutto Nintendo Entertainment System, Game Boy e PC Engine, fino a quando la Xenia Edizioni decise di inaugurare una rivista a loro interamente dedicata, Consolemania.

Talvolta vennero recensiti anche giochi amatoriali realizzati dai lettori con Shoot'Em-Up Construction Kit e inviati appositamente alla redazione[4].

Zzap! riprese da Zzap!64 britannica alcune caratteristiche innovative sul modo di recensire i videogiochi e sull'atteggiamento generale dei redattori. Questi non erano più semplici descrittori, ma gli veniva data maggiore personalità. Presso ogni recensione sono visibili i loro ritratti disegnati in bianco e nero, con le iniziali sulle magliette, e con espressioni facciali adeguate alla qualità del gioco. Ogni recensione comprende la descrizione generale e finestre dedicate ai rispettivi commenti personali di ciascun recensore, per concludere con la pagella. Questa comprende di solito le caratteristiche Presentazione, Grafica, Sonoro, Appetibilità e Longevità, e infine il giudizio Globale. Per ciascuna voce c'è un voto in percentuale e un breve commento testuale.[4]

Importante era anche la rubrica della posta dei lettori. Era caratterizzata da personaggi ricorrenti, tra i quali MBF (Matteo Bittanti) che da lettore poi divenne redattore della rivista. Non mancavano gli spazi dedicati a soluzioni e trucchi. L'iniziale rubrica sui migliori punteggi dei giocatori scomparve presto, proprio perché l'esistenza dei trucchi rendeva difficile verificare l'onestà delle segnalazioni.[4]

Elenco dei numeri pubblicatiModifica

Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
1986 1 2 3 4 5 6 7
1987 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18
1988 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29
1989 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40
1990 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51
1991 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62
1992 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73
1993 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84
1994
1995
1996 85 86
1997 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97
1998 98 99 100 101 102 103 104 105
1999 106[8]
2000
2001
2002 85[9]

I numeri del 1996-1999 uscirono su sito Web.

Le medaglie d'oroModifica

La redazione di Zzap! era solita (ma non sempre) premiare uno o più giochi recensiti con una "medaglia d'oro" in qualità di miglior gioco del mese. Questa usanza derivava dall'edizione inglese. I giochi che ricevettero tale riconoscimento furono (tra parentesi il numero della rivista e la valutazione):

1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
Speciale 2002
  • Enforcer (85, 95%)
  • The Newcomer (85, 98%)

Pesci d'aprileModifica

Zzap! (contemporaneamente a The Games Machine) inaugurò tra le riviste italiane del settore la tradizione di inventarsi una falsa notizia legata al mondo dei videogiochi nel numero di aprile.[10]

Sulla rivista cartacea
Sulla rivista online
  • 1997 - Kasthamir: Fallen Religions - gioco di ruolo fantasy con grafica renderizzata in stile Myst[12]
  • 1998 - Mercenary IV - The Eleventh Planet - quarto episodio della saga spaziale di Mercenary, con trama ispirata al libro Il dodicesimo pianeta[13] e screenshot provenienti in realtà da un livello di Duke Nukem 3D creato dall'ideatore stesso del pesce d'aprile e dalla versione per PC (mai uscita) di Damocles[14]

NoteModifica

  1. ^ Progetto Zzap! Italia
  2. ^ a b Pachetti 2007, p. 40.
  3. ^ Besser 2002, pp. 20-21.
  4. ^ a b c d Pachetti 2007, p. 41.
  5. ^ Zzap! - il sito dei videogiochi (versione online 1996-1999), su xenia.it, gennaio/febbraio 1999 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 1999).
  6. ^ Oggi si è chiusa un'epoca, su thegamesmachine.it (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  7. ^ Il sito di Bovabyte, su bovabyteblog.blogspot.it.
  8. ^ Versione archiviata dell'ultimo numero di Zzap! come rivista online
  9. ^ Solo in formato elettronico PDF
  10. ^ Besser 2002, p. 22.
  11. ^ Zak McKracken 2: The Mindbenders Are Back
  12. ^ Kasthamir: Fallen Religions
  13. ^ Mercenary IV - The Eleventh Planet
  14. ^ Mercenary IV - The Eleventh Planet: dietro le quinte

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica