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Alberico Barbiano di Belgiojoso,
II principe di Belgioioso
Principe di Belgioioso
Stemma
In carica 1779 –
1813
Predecessore Antonio Barbiano di Belgiojoso
Successore Rinaldo Alberico Barbiano di Belgiojoso d'Este
Trattamento Sua grazia
Nascita Milano, 20 ottobre 1725
Morte Belgioioso, 27 agosto 1813
Dinastia Barbiano di Belgiojoso
Padre Antonio Barbiano di Belgiojoso
Madre Barbara d'Adda
Consorte Anna Ricciarda d'Este
Religione cattolicesimo

Il principe Alberico Barbiano di Belgiojoso, noto anche come Alberico XII e coi cognomi di Barbiano di Belgiojoso d'Este che acquisì col matrimonio, II principe di Belgioioso (Milano, 20 ottobre 1725Belgioioso, 27 agosto 1813), è stato uno scrittore e militare italiano.

BiografiaModifica

Alberico nacque a Milano il 20 ottobre 1725, figlio di Antonio Barbiano di Belgiojoso e di sua moglie, la contessa Barbara D'Adda.

Beneficiando della ricca posizione raggiunta da suo padre che era da poco stato nominato consigliere privato dell'imperatore a Milano dopo aver ricoperto numerosi incarichi per la città e come ambasciatore, nel 1753 Alberico iniziò la sua carriera pubblica con l'elezione a decurione di Milano. Avviato dal padre in contemporanea al mestiere delle armi, ebbe il proprio battesimo del fuoco nel 1757 quando prese parte insieme a lui alla guerra dei Sette anni e venne poi affidato come aiutante di campo del principe Carlo di Rohan-Soubise col quale prese parte alla battaglia di Roßbach contro i prussiani (il 5 novembre di quell'anno) e grazie al quale si avvicinò notevolmente agli ambienti di corte francesi dell'epoca. Successivamente rientrato a Milano, tornò a Parigi con degli incarichi militari, rimanendovi per tutto l'inverno e frequentando assiduamente i migliori salotti della società aristocratica parigina.

Grazie all'esperienza accumulata ed ai prestigiosi legami intessuti con la Francia e la sua corte, al suo ritorno a Milano, Alberico poteva dirsi tra i patrizi milanesi più in vista alla corte austriaca dove ottenne l'incarico di capo della casa militare del giovanissimo arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este sino a divenire comandante degli alabardieri svizzeri in servizio nell'esercito milanese. Legatosi quindi con successo anche alla corte del governatore di Milano, gli vennero affidati incarichi di rappresentanza: nel 1773 quando venne nominato maggiordomo maggiore del duca di Cumberland (figlio di re Giorgio II d'Inghilterra) e di sua moglie, durante la loro permanenza a Milano in quell'anno; tre anni più tardi venne incaricato di recarsi a Torino per invitare ufficialmente il duca di Chiablese Benedetto di Savoia, in occasione delle nozze imperiali e quindi di scortarlo verso il territorio del Ducato di Milano. Nel 1790, in riconoscenza dei servigi prestati alla monarchia asburgica ed allo stato di Milano venne nominato cavaliere dell'ordine del Toson d'oro.

Con la venuta di Napoleone Bonaparte durante la sua prima campagna in Italia nel 1796 e la successiva conquista di Milano, venne arrestato il 24 maggio in quanto giudicato collaborazionista del governo austriaco, ma venne presto rilasciato in virtù dei suoi notevoli agganci con la società ed egli per tutta risposta decise di allontanarsi dalla vita pubblica, rifugiandosi nella propria residenza di campagna, il castello di Belgioioso, nei pressi di Pavia. Napoleone tornò a ricordarsi di lui in occasione dei Comizi di Lione del 1802 e, prescelto come membro del collegio elettorale milanese tra le file dei possidenti, accettò questo nuovo incarico conferitogli dal governo francese.[1] Malgrado ciò, resta difficile ancora oggi interpretare in maniera inequivocabile il suo atteggiamento nei confronti dei napoleonici e del loro governo della città di Milano in quanto, sebbene nel 1806 ricevette la medaglia di cavaliere dell'Ordine della Corona ferrea e nel 1808 venne proposto da Eugenio di Beauharnais come senatore del Regno d'Italia[2], si mantenne sempre estraneo a tutti gli avvenimento politici del periodo, probabilmente cercando semplicemente di mediare con gli occupanti senza renderseli ostili. Fu proprio presso il suo castello di Belgioioso che dal 1812 al 1813 soggiornò il poeta Ugo Foscolo come suo ospite ed amico, presenziando alla sua morte che lo colse il 27 agosto del 1813.

 
Palazzo Belgioioso, fatto erigere su commissione di Alberico a Giuseppe Piermarini.

Uomo colto ed amante delle lettere e delle arti, presso la sua residenza di Belgioioso raccolse una grandiosa biblioteca personale con preziosi manoscritti antichi e pergamene di notevole valore che in seguito sono state donate alla Biblioteca Trivulziana di Milano. Nel 1772 incaricò il noto architetto del neoclassicismo milanese Giuseppe Piermarini di costruire per la sua famiglia un grande palazzo nel centro storico di Milano, palazzo Belgioioso, concluso nel 1782.

Per molto tempo fu erroneamente ritenuto il vero destinatario del poemetto Il giorno del Parini in quanto la figura del "giovin signore" ben si adattava alla sua persona, arrivando persino a ritenere molti che lo stesso poeta milanese tardasse nella pubblicazione del testo in quanto il Belgiojoso vi si era troppo riconosciuto e minacciava ritorsioni contro di lui. Il primo a sollevare dubbi su tale diceria, fu Giosuè Carducci che ebbe modo di studiarne gli scritti ed in particolare il ricco carteggio intrattenuto da Alberico stesso con suo fratello Ludovico (perdurato dal 1765 al 1789, periodo durante il quale anch'egli fu militare) che ad oggi costituisce uno spaccato unico, dettagliato, a tratti irriverente e satirico, della società milanese dell'epoca.[3]

Matrimonio e figliModifica

Il 10 giugno 1757 a Milano, Alberico sposò la principessa Anna Ricciarda d'Este, figlia di Carlo Filiberto II d'Este, principe di San Martino in Rio ed ultimo discendente della linea sigismondina degli Este di San Martino e di Maria Teresa Grimaldi di Monaco. La coppia ebbe insieme cinque figli:

  • Barbara (1759-1833), sposò Antonio Litta Visconti Arese, I duca Litta
  • Rinaldo Alberico (1760-1823), III principe di Belgioioso, sposò la contessa Elisabetta Mellerio
  • Maria Beatrice Ricciarda Teresa Vittoria Gioacchina (1763-1782), sposò Giuseppe Alfonso dal Pozzo della Cisterna. Fu nonna paterna della principessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, regina di Spagna e moglie del duca Amedeo di Savoia-Aosta.
  • Francesco Ludovico (1767-1805), sposò Amalia Canziani
  • Ercole (1771-1847), sposò Carolina Pessina. La coppia ebbe sei figli tra cui la contessa Ricciarda Barbiano di Belgiojoso d'Este (1802 - 1879) che fu ritrattista in miniatura.

OnorificenzeModifica

AscendenzaModifica

Alberico Barbiano di Belgiojoso Padre:
Antonio Barbiano di Belgiojoso, I principe di Belgioioso
Nonno paterno:
Giovanni Barbiano di Belgiojoso
Bisnonno paterno:
Carlo Barbiano di Belgiojoso, V conte di Belgioioso
Trisnonno paterno:
Alberico Barbiano di Belgiojoso, IV conte di Belgioioso
Trisnonna paterna:
Giulia Affaitati
Bisnonna paterna:
Francesca Malombra
Trisnonno paterno:
Filippo Malombra
Trisnonna paterna:
Bianca Lucia Castiglioni
Nonna paterna:
Isabelle von Wolkenstein-Trostburg
Bisnonno paterno:
Gaudenz Fortunat von Wolkenstein-Trostburg
Trisnonno paterno:
Albrecth von Wolkenstein
Trisnonna paterna:
Giovanna Madruzzo
Bisnonna paterna:
Margaretha Anna Maria von Altemps
Trisnonno paterno:
Giovanni Pietro d'Altemps, III duca di Gallese
Trisnonna paterna:
Isabella Lante Montefeltro Della Rovere
Madre:
Barbara D'Adda
Nonno materno:
Costanzo D'Adda, V conte di Sale, I marchese di San Giovanni di Pomesana
Bisnonno materno:
Francesco D'Adda, IV conte di Sale
Trisnonno materno:
Costanzo D'Adda, III conte di Sale
Trisnonna materna:
Anna Cusani
Bisnonna materna:
Antonia Taverna di Landriano
Trisnonno materno:
Costanzo Taverna, VIII conte di Landriano
Trisnonna materna:
Anna Camilla Moroni
Nonna materna:
Antonietta Visconti Aicardi
Bisnonno materno:
Giuseppe Visconti Aicardi, VIII conte di Bronno
Trisnonno materno:
Alfonso Visconti Aicardi, VII conte di Bronno
Trisnonna materna:
Isabella Cornazzano
Bisnonna materna:
?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?

NoteModifica

  1. ^ U. Da Como, I Comizi nazionali in Lione per la Costituzione della Repubblica Italiana, Bologna 1935, II, p. 241.
  2. ^ E. Veggetti, Note inedite di E. Beauharnais sui candidati al Senato del Regno Italico, in Rassegna storica del Risorgimento, XX (1933), p. 125
  3. ^ G. Carducci, Studi su G. Parini, in Opere, ed. naz., XVII, pp. 178 e seguenti

BibliografiaModifica

  • A. Giulini, Il preteso "Giovin Signore", in Curiosità di storia milanese, Milano 1933, pp. 127–138
  • U. Foscolo, Epistolario, a cura di P. Carli, III, Firenze 1953
  • A. Rillosi, U. Foscolo nel castello di Belgioioso, in Studi su U. Foscolo, Torino 1977, pp. 333–342
  • P. Ghìnzoni, Ugo Foscolo e il principe Alberico Barbiano di Belgioioso, in Rivista minima di scienze lettere e arti, X (1880), pp. 288–304, 350-357

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN56919260 · ISNI (EN0000 0000 4699 7169 · LCCN (ENno2002078547 · GND (DE122775708 · BNF (FRcb15518412z (data) · CERL cnp00571518 · WorldCat Identities (ENno2002-078547