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Alessandrina di Prussia

Alessandrina di Prussia, (in tedesco Friederike Wilhelmine Luise Elisabeth Alexandrine Prinzessin von Preußen) (Berlino, 1 febbraio 1842Potsdam, 26 marzo 1906), nata principessa di Prussia[1] divenne granduchessa di Meclemburgo-Schwerin per matrimonio.

Indice

Famiglia d'origineModifica

 
Alessandrina e la sorella maggiore Carlotta

Alessandrina era la figlia del principe Alberto di Prussia[1], figlio del re Federico Guglielmo III di Prussia, e i sua moglie, la principessa Marianna di Orange-Nassau[1], figlia del re Guglielmo I dei Paesi Bassi. Venne battezzata con il nome di Alessandrina in onore di sua zia, Alessandrina di Prussia[2].

Il matrimonio dei suoi genitori fu sciolto il 28 marzo 1849[3]. Suo padre si risposò in seguito nel 1853 con una delle damigelle d'onore della corte, Rosalia von Rauch, che fu creata Contessa di Hohenau. La coppia ebbe due figli. La madre si risposò morganaticamente con Johannes van Rossum, un ex cocchiere, avendo dei figli.

A causa del matrimonio travagliato dei suoi genitori, Alessandrina era a tutti gli effetti la figlia adottiva dei suoi zii, il re Federico Guglielmo IV di Prussia e della regina Elisabetta Ludovica di Baviera, andando a vivere con loro, crescendo come se fosse stata la loro figlia[3].

MatrimonioModifica

Come ogni giovane donna, Alessandrina fu considerata come sposa per Alberto Edoardo, Principe di Galles, ma non è stata considerata "intelligente o abbastanza" da sua sorella, la principessa Vittoria[2][4]. In seguito il principe sposò Alessandra di Danimarca. Nonostante il suo commento, Vicky aveva una predilezione per Alessandrina, scrivendo a sua madre che era "come una ragazza eccellente e molto ammirata". C'erano anche dei vantaggi finanziari per un matrimonio con Alessandrina; aveva già un milione di dollari attraverso sua madre e ne avrebbe avuto ancora più quando si sarebbe sposata[2]. Di conseguenza, Vicky cercò ancora una volta di sposare la ragazza con un altro parente inglese, il principe Giorgio, duca di Cambridge[2].

Il 9 dicembre 1865 Alessandrina sposò il cugino Guglielmo di Meclemburgo-Schwerin[1], figlio ultimogenito del granduca Paolo Federico di Meclemburgo-Schwerin e della principessa Alessandrina di Prussia.

Dal loro matrimonio nacque una figlia:[1]

Il matrimonio fu infelice: Guglielmo aveva la fama di avere un carattere dissoluto ed era quasi sempre ubriaco, quindi fu sorprendente che la regina Elisabetta, estremamente pia e recentemente vedova, diede il suo consenso alla fidanzamento[3]. In due occasioni Guglielmo era stato privato del suo comando nell'esercito prussiano e aveva recentemente proposto in matrimonio la celebre ballerina Maria Taglioni; di conseguenza era generalmente considerato la "pecora nera" della famiglia[3]. Indipendentemente da ciò, la regina le donò un grande corredo di sontuosi vestiti e gioielli[5]. L'altro zio, l'imperatore Guglielmo I, le regalò una collana di diamanti opulenti, mentre la madre, la principessa Marianna, le regalò una collana di ametiste siberiane e un diadema di smeraldi[5].

Durante il loro matrimonio, la coppia visse a Palazzo Bellevue a Berlino. Alessandrina visse poco a Meclemburgo[3].

Cercò di scappare più volte, solo per essere costretta a tornare dalla pressione dal sua potente zia Alessandrina[2]. Guglielmo riuscì con difficoltà a garantire un comando poco importante nell'esercito prussiano durante la guerra franco-prussiana. È stato gravemente ferito da un'esplosione durante la guerra.

MorteModifica

Dopo la morte del marito, Alessandrina si dedicò alla figlia, e ha giocato un ruolo minore nella vita pubblica. Morì il 26 marzo 1906 a Schloss Marley, nei pressi di Potsdam, Brandeburgo, Germania[1][6]. Bellevue successivamente è stato occupato dal principe Eitel Friedrich di Prussia e dalla duchessa Sofia Carlotta di Oldenburg.

AntenatiModifica

Alessandrina di Prussia Padre:
Alberto di Prussia
Nonno paterno:
Federico Guglielmo III di Prussia
Bisnonno paterno:
Federico Guglielmo II di Prussia
Trisnonno paterno:
Augusto Guglielmo di Prussia
Trisnonna paterna:
Luisa Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonna paterna:
Federica Luisa d'Assia-Darmstadt
Trisnonno paterno:
Luigi IX d'Assia-Darmstadt
Trisnonna paterna:
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Nonna paterna:
Luisa di Meclemburgo-Strelitz
Bisnonno paterno:
Carlo II di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonno paterno:
Carlo Ludovico Federico di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonna paterna:
Elisabetta Albertina di Sassonia-Hildburghausen
Bisnonna paterna:
Federica Carolina Luisa d'Assia-Darmstadt
Trisnonno paterno:
Giorgio Guglielmo d'Assia-Darmstadt
Trisnonna paterna:
Maria Luisa Albertina di Leiningen-Dagsburg-Falkenburg
Madre:
Marianna di Orange-Nassau
Nonno materno:
Guglielmo I dei Paesi Bassi
Bisnonno materno:
Guglielmo V di Orange-Nassau
Trisnonno materno:
Guglielmo IV di Orange-Nassau
Trisnonna materna:
Anna di Hannover
Bisnonna materna:
Guglielmina di Prussia
Trisnonno materno:
Augusto Guglielmo di Prussia
Trisnonna materna:
Luisa Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
Nonna materna:
Guglielmina di Prussia
Bisnonno materno:
Federico Guglielmo II di Prussia
Trisnonno materno:
Augusto Guglielmo di Prussia
Trisnonna materna:
Luisa Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonna materna:
Federica Luisa d'Assia-Darmstadt.
Trisnonno materno:
Luigi IX d'Assia-Darmstadt
Trisnonna materna:
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld

OnorificenzeModifica

Onorificenze prussianeModifica

  Dama dell'Ordine di Luisa

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Darryl Lundy, Genealogia della principessa Alessandrina di Prussia, thePeerage.com, 10 maggio 2003. URL consultato il 18 agosto 2010.
  2. ^ a b c d e The Royal Forums, Alexandrine, su theroyalforums.com. URL consultato il 6 settembre 2010.
  3. ^ a b c d e Romances of a Royal House, in The Washington Post, 20 aprile 1906.
  4. ^ Christopher Hibbert, Edward VII: The Last Victorian King, New York, Palgrave Macmillan, 2007, p. 41.
  5. ^ a b A Princess's Trousseau, in The Manchester Guardian, 20 dicembre 1865.
  6. ^ The Duchess of Mecklenburg, in The Irish Times, 26 marzo 1906.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica