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Oriolo Romano

comune italiano
Oriolo Romano
comune
Oriolo Romano – Stemma
Oriolo Romano – Veduta
Palazzo Altieri, Piazza Umberto I
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaStemma ufficiale provincia di viterbo.png Viterbo
Amministrazione
SindacoEmanuele Rallo (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate42°09′28.08″N 12°08′16.08″E / 42.1578°N 12.1378°E42.1578; 12.1378 (Oriolo Romano)Coordinate: 42°09′28.08″N 12°08′16.08″E / 42.1578°N 12.1378°E42.1578; 12.1378 (Oriolo Romano)
Altitudine420 m s.l.m.
Superficie19,32 km²
Abitanti3 819[1] (1-1-2019)
Densità197,67 ab./km²
Comuni confinantiBassano Romano, Bracciano (RM), Canale Monterano (RM), Manziana (RM), Vejano
Altre informazioni
Cod. postale01010
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056041
Cod. catastaleG111
TargaVT
Cl. sismicazona 3B (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 166 GG[2]
Nome abitantioriolesi
Patronosan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
MottoIn hoc consistit verus amor
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Oriolo Romano
Oriolo Romano
Oriolo Romano – Mappa
Posizione del comune di Oriolo Romano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Oriolo Romano è un comune italiano di 3 819 abitanti della provincia di Viterbo, distante circa 37 km dal capoluogo di provincia e circa 56 km dalla capitale. Fa parte dei "Borghi autentici d'Italia"[3] e della "Associazione dei comuni virtuosi"[4]: per i risultati conseguiti nella gestione e raccolta dei rifiuti il comune dal 2010 è stato infatti riconosciuto da Legambiente come "Comune Riciclone";[5] grazie alla gestione dei rifiuti che avviene integrando la raccolta differenziata porta a porta con le tecniche della strategia Rifiuti Zero. Negli anni 2010 e 2013 l'Accademia Kronos ha inoltre riconosciuto al paese il premio Un bosco per Kyoto[6] per essersi distinto nella difesa dell’ambiente e della qualità dell’aria.[7]

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il territorio comunale fa parte del Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano e si estende sui Monti Sabatini, una zona collinare ricca di boschi ceduo e d'alto fusto, in particolare castagno, cerro e faggio. Nonostante Oriolo Romano abbia una estensione di poco superiore ai 19 km2 e si trovi a circa 22 km dal mare, il territorio collinare presenta ambienti naturali ed ecosistemi assai eterogenei e di elevato pregio: si va dalla macchia mediterranea all'ambiente maremmano per arrivare a quello montano delle faggete, presenti negli Appennini a quote superiori ai 900 m. Il territorio è attraversato dal fiume Mignone e dall'affluente Biscione.

In età romana il territorio era attraversato dalla via Clodia, antica strada che congiungeva il nord dell'Agro romano con la Tuscia, oggi in parte parallela alla Strada statale 493 Via Claudia Braccianese e alla via Cassia.

ClimaModifica

StoriaModifica

Testimonianze di presenza e frequentazione del luogo da parte dell'uomo non ancora organizzati in insediamenti stanziali sono presenti già in epoca protostorica risalente al periodo villanoviano-etrusco e romano: in località "La Mola" sono stati rinvenuti da F. Enei frammenti ceramici con decorazioni di tipo appenninico databili al Bronzo medio[8]; al periodo villanoviano-etrusco appartegono tre tombe a camera in località Campetto, delle pestarole ed una tomba in località Pascolaro,[9] mentre sono databili al periodo romano una strada che collega la località Campetto alla Mola del Biscione,[10] resti di una cisterna in località Muraccio ed una seconda a Monte Rosano, un colombario in via Aldo Moro.[11]

Sulla facciata del palazzo Santacroce, oggi noto come Palazzo Altieri, si leggono alcune parole che possono essere considerate l'atto di nascita del paese: "Giorgio Santacroce quinto signore di Viano, figlio di Onofrio, disboscò la selva di Manziana, e condottovi i coloni nell'anno 1562, rese frequentata la strada Claudia, dotò di mura il castello di Oriolo, edificò la chiesa di San Giorgio (1570), edificò questo palazzo".

Nel 1562 Giorgio III Santacroce, ricevuto il feudo in donazione dalla famiglia Orsini, chiamò Oriolo il nuovo insediamento sorto dal disboscamento del 1560. Il signore invitò nelle sue terre contadini e boscaioli, detti capannari, provenienti soprattutto dalla Toscana e dall'Umbria, da Pistoia e Siena in particolare. Concesse enfiteusi e mise a disposizione case per gli abitanti con l'obbligo di disboscare macchie e di coltivare terre, corrispondendo il "quinto" di quanto raccolto. Nel "Primo libro dei Consigli" redatto nel 1575 viene riportato l'elenco dei residenti[12] da dove risulta la presenza di 106 persone; oltre la metà dei residenti, 64 persone, giunsero dall'Umbria, in particolare da Parrano 37, da Orvieto 10, da Gubbio 6, da Fabro 4, da Piegaro e Castel Viscardo 2, altre 27 persone dalla Toscana di cui 21 da Ficulle e 3 da Arezzo, 4 dall'Emilia Romagna. L'origine umbra dei primi abitanti di Oriolo Romano, risulta ancora oggi, a distanza di secoli, in talune inflessioni dialettali, usi culinari e folcloristici che si possono osservare nell'attuale popolazione.[13]

A seguito della decapitazione di Onofrio II Santacroce avvenuta il 31 gennaio 1604 a castel Sant'Angelo, nel 1606 i feudi di Viano e Oriolo ritornarono alla famiglia Orsini che rivendette nel 1671 alla famiglia Altieri. Il feudo restò agli Altieri fino al 1927, anno in cui fu definitivamente smembrato in base alla legge che facilitava l'affrancamento degli "usi civici".[14]

L'Università agraria[15], associazione di contadini residenti riconosciuta come personalità giuridica dal 1894,[16] in seguito all'emanazione della legge sull'affrancamento degli usi civici distribuì le terre affrancate ai residenti, mantenendo l'unitarietà dei terreni. Oggi l'ente Università agraria, i cui organi amministrativi sono eletti dagli utenti dell'Ente, controlla e gestisce il comprensorio agricolo di Oriolo Romano. Nei primi decenni del secolo, inoltre, ha partecipato con i suoi fondi alla costruzione dell'edificio scolastico, alla ristrutturazione dell'ambulatorio medico di proprietà comunale, e ha sostenuto finanziariamente famiglie disagiate.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Chiesa di san Giorgio

Architetture civiliModifica

 
Fontana di Villa Altieri
 
La Mola del Biscione
  • Colombario romano. La struttura, situata originariamente nelle vicinanze della via Clodia e datata tra il I-II sec. d.C. fu ripulita e scavata dal prof. Livio Gasperini durante gli scavi nel 1973 dell’Associazione Forum Clodii. All’interno dell’edificio di pianta quadrata e volta a crociera è ancora presente parte di un mosaico a grandi tessere bianche e nere e lungo le pareti sono disposte su due registri 24 nicchie, a forma di edicola quelle in alto mentre sono ad arco quelle in basso.[19]
  • Bastioni. Nel progetto originario per la fondazione di Oriolo, l'abitato e le mura civiche sarebbero stati edificati lungo l'asse nord-sud e ad est dell'asse stradale della Via Clodia, mentre si prevedeva un duplice accesso all'abitato attravero due porte: provenendo da Roma, attraversando Porta Romana si entrava nella parte bassa del paese (Borgo), mentre per accedere alla parte alta (Poggio) e al palazzo Altieri si attraversava una seconda Porta.[20] Le porte cittadine e mura civiche progettate nella forma di bastioni non avevano funzioni difensive bensì scenografiche e manieristiche. Il progetto del paese e la realizzazione dei bastioni iniziato da Giorgio Santacroce nel 1562 non arrivò a compimento: alla data 1585 erano costruiti le porte e i bastioni ad est la Via Clodia,[21] mentre la realizzazione della restante parte dei bastioni, lato ovest, venne abbandonata in favore delle mura delle case rivolte verso il declivio della campagna.
  • Palazzo Altieri
     Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Altieri (Oriolo Romano).
    era una residenza della famiglia Altieri in stile tardo manierista. Il palazzo ha pianta ad U ed ha una facciata che si eleva per tre piani con al centro una loggia che affaccia su piazza Umberto I. Edificato dalla famiglia Santacroce tra il 1578 e il 1585 fu ampliato dalla famiglia Altieri nel 1674 sotto la direzione di Carlo Fontana, durante il papato di Clemente X, l'esponente più rilevante della famiglia. L'interno contiene molti affreschi attribuiti alla scuola di Taddeo Zuccari: sette immagini di Roma, storie dell'Antico Testamento e paesaggi che rappresentano luoghi appartennuti agli Altieri nel XVIII secolo: la Mola del Biscione, Vicarello, Castello di Rota, Monterano, Vejano. Il palazzo contiene nell'ala est anche la Galleria dei papi, una collezione di dipinti a olio su tele iniziata dal cardinale Paluzzo Albertoni Altieri raffigurante tutti i papi che si sono succeduti nella storia da San Pietro a Benedetto XVI. La pinacoteca è particolarmente importante perché è l’unica completa esistente al mondo e servì da modello per i ritratti dei papi di San Paolo fuori le mura che erano andati distrutti dopo l'incendio del 1823. Oggi il Palazzo Altieri è sede di un museo appartenente al Polo Museale del Lazio.[22] Lo storico dell'arte Costantino D'Orazio ha dedicato al palazzo un episodio della tramissione AR - Frammenti d'ARte.[23]
  • Villa Altieri. Annesso al Palazzo Altieri è il giardino di circa 8 ettari dove già nel XVII secolo invece del giardino formale erano state realizzate ampie aree di campagna, anticipando di oltre un secolo la tipologia del giardino all'inglese. Con un atto di donazione dell'allora proprietario avvocato Petrucci all'Amministrazione comunale, dal 20 maggio 2010 la Villa Altieri è parco comunale.[24] Di particolare interesse è la Palazzina della Prospettiva, nota come Casino di caccia. Il giardino ad aprile 2017[25] è stato iscritto nella Rete delle dimore storiche del Lazio[26] istituita con L.R. 20 Giugno 2016, n. 8.[27]
  • Fontana delle Picche, realizzata nel 1782 da Giuseppe Barbieri[28] per celebrare il matrimonio tra Emilio Carlo Altieri con Livia Borghese avvenuto nel 1749.
  • Municipio, edificato nel 1780 su progetto dell'archietto Giuseppe Barbieri.
  • Palazzo del Governatore. Sorge sopra le mura civiche nei pressi del Municipio, tra le via Altieri e dei Bastioni. La facciata su via Altieri è mista in pietra e muratura con cornici, pilatri e lesene mentre quella su via dei Bastioni assume l'aspetto di un fortilizio. Era la residenza del Governatore nominato dagli Altieri per l'amministrazione e la giustizia del feudo. Nel seminterato vi erano le carceri.
  • Casa della Comunità, è il primo edificio pubblico costruito nel paese. Soprannominato il Palazzaccio è collocato tra le vie Altieri n.58 e Vittorio Emanuale III n.57. Dal 1588 vi si tennero le prime riunioni del Consiglio, inoltre, al suo interno vi si conservava il grano per la comunità, vi lavorava il barbiere-chirurgo e il maestro di scuola.
  • Fontana vecchia, situata fuori dal centro abitato all'inizio del fosso della Fiora è la più vecchia fonte del paese. Ancora oggi presenta immutata la particolare struttura raffigurata in un affresco della loggia parete est di Palazzo Altieri che Arnaldo Bruschi riconduce al periodo di Santacroce (1579-1585).[29]
  • Mola del Biscione, antico mulino ad acqua costruito nel 1573 da Giorgio III Santacroce alla confluenza del fosso del Biscione con il fiume Mignone. Nel 2010 il suddetto mulino è stato restaurato nella parte esterna e nel tetto, ricostruendo quello che era delle antiche mura perimetrali. Sono ancora ben visibili le opere idrauliche, diga di sbarramento del Mignone, condotti di adduzione e le aperture/chiusure dei condotti, che servivano per regolare il flusso dell'acqua al bottaccio. Il mulino ad acqua permetteva agli abitanti la macinazione dei cereali e la filatura della lana.[30]

Architetture civili scomparseModifica

 
Lavori per la costruzione della Fontana del Gigante (1908 circa). Sullo sfondo la Fontana delle Palle.

Nei secoli il tessuto urbano ha subito numerose trasformazioni per rendere il paese più vivibile, in particolare sono stati demoliti alcune fonti ed una porta della mura per dare al paese l'attuale assetto urbanistico.

  • Forno Altieri
  • Meridiana di Palazzo Altieri
  • Porta Romana. Costruita a sud del paese, era la porta di entrata al paese provenendo da Roma.
  • Porta Viterbo. Costruita a nord del paese, era la porta di entrata al paese provenendo da Viterbo, superata vi era un grandioso viale ornato da quattro file di olmi simile alle Olmate. La Porta fu distrutta nel 1894 per allargare l'attuale Via della Stazione.[31]
  • Fontana del Gigante
  • Fontana delle Palle
  • Vecchio lavatoio

Architetture industrialiModifica

 
Stabilimento Giampieri, 1908

Stabilimento Giampieri. Lo stabilimento rappresenta un caso di notevole interesse sia per la storia industriale dei primi del '900 della bassa Tuscia sia per il recupero dei capannoni e degli spazi avvenuto a partire dal 1990. Lo stabilimento fu realizzato da Francesco Giampieri nei primi anni del XX secolo fuori dal paese e prospiciente la stazione della ferrovia Roma-Capranica-Viterbo. Destinato alla produzione di ceramiche, lo stabilimento costruito lungo l'asse sud-nord, era formato da due capannoni separati da un accesso carrabile ed un edificio adibito ad uffici mentre a sud, adiacenti al capannone, furono realizzate cinque case in linea, per accogliere i rispettivi figli. A seguito di un incendio lo stabilimento venne parzialmente distrutto e la produzione delle ceramiche fu interrotta. Solo nel 1936 Angelo Giampieri, figlio del proprietario, riusci con la complicità del principe Ludovico Altieri, podestà del paese, ad eludere il divieto governativo di insediare attività industriali in piccoli centri di campagna ed ottenere i permessi e ricostruire le strutture.[32] Inoltre, riconvertì la produzione di ceramiche e le strutture alla lavorazione della ghisa grazie ad un innovativo sistema basato sulla colata centrifuga producendo tubi lunghi fino a 3 metri.[33] Nello stabilimento vi lavoreranno circa 170 operai. L'8 settembre 1943 la fonderia sarà requisita dall'esercito tedesco ed adibita a ricoveri per le truppe; al termine del conflitto, la fonderia riprese la consolidata produzione dei tubi in ghisa aggiungendo anche quella di vasche da bagno. Nel 1953, con la morte di Angelo Giampieri, la guida dello stabilimento passò ai figli; dopo vicende alterne, la fonderia fallirà e lo stabilimento sarà acquistato da una ditta di Anagni, la "ITM, Industrie Termiche Meridionali", che una volta incamerati i contributi statali per la riconversione, lo chiuse definitivamente collocando gli operai in cassa integrazione. Le strutture in completo abbandono furono acquistate negli anni novanta dalla MO.CO.GI.VA., società immobiliare oriolese, che dopo il cambio di destinazione d'uso dell'area industriale ad uso commerciale (capannoni lato nord) ed artigianale (capannoni lato sud) rivendendette aree e strutture ad artigiani e commercianti locali.[34]

Aree naturaliModifica

  Bene protetto dall'UNESCO
  Patrimonio dell'umanità
Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio
(EN) Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe
TipoNaturale
Criterio(ix)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal2017
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Le Zone Speciale di ConservazioneModifica

Nel dicembre 2016 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha promosso a Zona Speciale di Conservazione (ZSC) due siti SIC presenti nel territorio individuati nel giugno 1996[35].

  • Faggete di Monte Raschio e Oriolo, SIC IT6010034,[36] un bosco di faggi che si trova ad est del borgo e si estende per 712 ha, crescendo a quote comprese tra i 400 m s.l.m. del Fosso di Fontevitabbio e i 591 m s.l.m. di monte Termine, nel comune di Bassano Romano. L'area protetta comprendente al suo interno il sito UNESCO della Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio.
  • Mola di Oriolo o del Biscione, SIC IT6010033,[37] Si estende per 175,8 ha, e presenta un territorio tipico della forra, creatosi per mezzo dell'erosione dei banchi tufacei operata dal Mignone, con vegetazione mesofila unitamente alla presenza di sorgenti solfuree con presenza di gas quali anidride carbonica e idrogeno solforato in concentrazioni anche superiori alla soglia di letalità,[38] e vaste aree di inversione termica. La Mola di Oriolo è anche un'area di notevole interesse storico, per la presenza di resti archeologici romani ed un mulino ad acqua edificato nel 1573.

Il Sito UNESCO, Patrimonio Mondiale Naturale dell'UmanitàModifica

  • La Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio è un bosco di faggio con una estensione di 73.73 ha che fa parte del Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano ed ha la peculiarità di crescere tra i 450 m s.l.m. e i 552 m s.l.m. di Monte Raschio, quote molto inferiori rispetto alle faggete degli Appennini che crescono oltre i 900 m s.l.m..[39] Il 2 febbraio 2015 la faggeta è stata proposta, dalla delegazione permanente italiana presso l'UNESCO, nella tentative list per l'inclusione tra i siti Patrimonio Mondiale Naturale dell'Umanità (criterio di selezione (IX): "per essere un esempio eccezionale di significativo corso dei processi ecologici e biologici nell'evoluzione e lo sviluppo degli ecosistemi terrestri, di acqua dolce, costieri e marini e le comunità di piante e animali marini". Il 7 luglio 2017 il World Heritage Committee, riunito a Cracovia[40], ha ricosciuto la faggeta depressa vetusta di Monte Raschio come sito UNESCO Patrimonio Mondiale Naturale dell'Umanità inserendola nella UNESCO's World Heritage List[41] all'interno del sito seriale Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa. La faggeta è uno cinque siti italiani iscritti come patrimonio naturale nella lista del Patrimonio Mondiale che, nonostante la vicinanza agli insediamenti abitati, conserva una natura incontaminata, con la presenza di alberi con 500 anni, come ad es. un Carpino, esemplari di lupo, avvistati dal personale guardiaparco, e di Rosalia alpina un coleottero a rischio di estinzione.[42]. Nel 2019 Rai Cultura in collaborazione con il MiBAC, ha prodotto un documentario dedicato ai 5 siti italiani iscritti come patrimonio naturale nella lista del Patrimonio Mondiale in cui sono presenti tra gli interventi anche quelli del direttore e del responsabile del servizio vigilanza del Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano[43].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[44]

 

CulturaModifica

Il paese ospita il "Centro di documentazione archivio Flamigni"[45], dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio il 27 luglio 2003.[46] L'archivio conserva e rende accessibile per lo studio e la ricerca la documentazione costituita dall'archivio personale del senatore Sergio Flamigni e da altri archivi donati da Emilia Lotti, Piera Amendola, Giuseppe Zupo e dalla famiglia di Aldo Moro. Inoltre è presente una documentazione a stampa e audiovisiva sui temi del terrorismo, delle stragi, della mafia e da una biblioteca di circa ventimila volumi.

EventiModifica

Location FilmModifica

Sono riportate le location dei film girati nel paese.[51]

Anno Titolo Regia Location
1950 Francesco, giullare di Dio Roberto Rossellini
1954 Gli amori di Manon Lescaut Mario Costa Palazzo Altieri
1963 I giorni contati Elio Petri Piazza Umberto I
1966 L'armata Brancaleone Mario Monicelli Palazzo Altieri
1970 Waterloo Sergej Fëdorovič Bondarčuk Piazza Umberto I
1970 Nel giorno del Signore Bruno Corbucci Convento S. Antonio da Padova
1971 Il segno del comando Daniele D'Anza Piazza Umberto I
1973 La mano nera Antonio Racioppi Piazza Umberto I
1974 Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno Luciano Salce Piazza Umberto I
1975 Fantozzi Luciano Salce Palazzo Altieri, Largo Santacroce
1975 La liceale Michele Massimo Tarantini Mola del Biscione
1976 Gli esecutori Maurizio Lucidi Convento S. Antonio da Padova
1977 Emanuelle e gli ultimi cannibali Joe D'Amato Mola del Biscione
1978 Solamente nero Antonio Bido Convento S. Antonio da Padova
1978 Il balordo (miniserie televisiva) Pino Passalacqua Piazza Umberto I
1978 Madame Bovary Daniele D'Anza Palazzo Altieri, Piazza Umberto I
1978 Corleone Pasquale Squitieri Piazza Umberto I
1979 Dimenticare Venezia Franco Brusati Mola del Biscione
1980 Fico d'India Steno Convento S. Antonio da Padova
1981 Murder Obsession (Follia omicida) Riccardo Freda Mola del Biscione
1981 Il Marchese del Grillo Mario Monicelli Palazzo Altieri
1983 Il diavolo e l'acquasanta Bruno Corbucci Convento S. Antonio da Padova, Piazza Claudia, Piazza Umberto I
1983 Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio Sergio Martino Piazza Umberto I
1984 Claretta Pasquale Squitieri Piazza Umberto I
1984 Ator 2 - L'invincibile Orion David Hills Mola del Biscione
1985 Assisi Underground Alexander Ramati Largo Santacroce
1986 Speriamo che sia femmina Mario Monicelli Piazza Umberto I, municipio
1986 La monaca del peccato Joe D'Amato Convento S. Antonio da Padova
1987 Quel ragazzo della curva B Romano Scandariato Convento S. Antonio da Padova
1988 Nuovo Cinema Paradiso Giuseppe Tornatore Via Guglielmo Marconi
1995 I laureati Leonardo Pieraccioni Convento S. Antonio da Padova
1995 Il grande Fausto Alberto Sironi Largo Giorgio Santacroce
2000 C'era un cinese in coma Carlo Verdone Convento S. Antonio da Padova, Piazza Umberto I
2000 Padre Pio Carlo Carlei Convento S. Antonio da Padova
2001 Il mandolino del capitano Corelli John Madden Piazza Umberto I
2002 Pinocchio Roberto Benigni Mola del Biscione
2004 De reditu - Il ritorno Claudio Bondì Mola del Biscione
2007 Decameron Pie David Leland Mola del Biscione
2009 Intelligence - Servizi & segreti Alexis Sweet Convento S. Antonio da Padova
2018 Parasitic Twin Claudio Zamarion Mola del Biscione[52]
2019 Il signor Diavolo Pupi Avati Convento S. Antonio da Padova[53]
2019 Cetto c'è, senzadubbiamente Giulio Manfredonia Convento S. Antonio da Padova[54][55]
2019 Il primo Natale Ficarra e Picone Convento S. Antonio da Padova[54]
2019 Gli anni più belli Gabriele Muccino Casa Persi e via Altieri[54]

Geografia antropicaModifica

UrbanisticaModifica

L'assetto urbanistico originario di Oriolo Romano presenta una spartitura geometrica ben definita con un centro ideale rappresentato dal Palazzo Altieri, la famiglia di Papa Clemente X e del cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri Degli Albertoni. Basandosi sullo schema della rosa dei venti, dal centro ideale si irradiano tre larghe vie con case a schiera parallele all'asse dei punti cardinali Nord-Sud occupando una superficie di circa 30 ettari. Lo schema della rosa dei venti viene ripreso nelle facce dei mascheroni della fontana delle Picche: ciascuna rappresenta uno dei quattro venti principali (Borea, Euro, Noto e Zefiro).[56] Come scrive l'architetto Rosa Gemma Cipollone: "La peculiriarità di Oriolo, tuttavia, è la sua fondazione civica "ex-novo" che ne fa uno dei primi esempi di pianificazione urbana moderna".[57] Nel 2012 l’architetto Patrizia Di Filippo dopo uno studio condotto sui simboli del cristianesimo, in particolare il pellicano, la donna, il buon pastore, l’aquila e la fenice, a cui si rifanno i Santacroce, del significato del numero 3 in numerologia, della scelta del nome e della pianificazione urbanistica voluta da Giorgio III nell’edificare il paese (palazzo Altieri, chiesa di san Rocco, chiesa di san Giorgio, convento di san Antonio, le Olmate e la costruzione di strade per accedere alla faggeta e la Mola) in base alla posizione delle stelle della costellazione di Orione, pubblicò un breve saggio[58] in cui si avanza l’ipotesi che Oriolo Romano sia non solo città di fondazione ma anche città ideale con la peculiarità di discostarsi nettamente dagli schemi planimetrici realizzati in quell’epoca. La pianificazione urbanistica del paese avvenne, quindi, secondo un progetto che seguiva ideali e concetti precisi dell’urbanistica del Cinquecento della città ideale e del manierismo.

Suddivisioni storicheModifica

La tradizione, seppure non avvalorata da documenti di archivio, vuole che Giorgio III Santacroce si sia avvalso, per la costruzione del suo palazzo-castello e per la pianificazione dell'abitato, dell'opera del Vignola, un architetto del tardo Rinascimento. Il centro storico del paese è diviso in due rioni da un rilevante dislivello del piano urbano: il Poggio, la parte alta del paese cinta dalle mura rinascimentali, e il Borgo, il primo insediamento edificato dai capannari e la parte bassa del paese. Dal Borgo si arriva alla "faggeta". Ad ovest del paese oltre la via Braccianese, si arriva alla "Mola del Biscione".

Suddivisioni recentiModifica

Nel secondo dopoguerra sono state edificate due nuove aree residenziali contigue al centro storico: "Convento", l'area compresa tra Piazza Porta Romana e il convento di Sant'Antonio da Padova, e "Stazione", da Piazza Clemente X alla stazione ferroviaria. A seguito dell'approvazione del PRG del 1977 e delle successive varianti al PRG,[59] a partire dagli anni '80 sono sorte nelle vicinanze del paese, nelle località "Colle degli Olmi", "Croce Nuova", "San Ianni", "Castellina", "Poggio Palombino", "Mola" , "Terrafredda", "Fornetto", "Chiusa", nuove zone residenziali in grado di ospitare oggi più di duemila persone contro le circa novecento dimoranti nel centro storico. Dall'analisi dei dati a disposizione e delle interviste è emerso che ad abitare la periferia di Oriolo Romano sono da una parte famiglie di origine oriolese che abbandonano il centro storico per occupare case acquistate o costruite nelle campagne vicine e dall'altra i nuovi arrivati. Le nuove edificazioni e il conseguente aumento di popolazione hanno comportato un cambiamento dell'assetto urbanistico con il trasferimento delle attività commerciali ed artigianali dal centro storico al rione "Stazione".

EconomiaModifica

TurismoModifica

Sia la "faggeta" che la "mola" sono due luoghi di attrazione turistica. Il Parco Regionale di Bracciano-Martignano ha realizzato una rete di percorsi escursionistici e MTB che collegano Oriolo Romano con la faggeta vetusta depressa di Monte Raschio, il lago di Bracciano ed i comuni di Trevignano Romano e Bracciano. Per godere delle bellezze di questa faggeta è possibile seguire due itinerari.

  • Sentiero dei faggi. Dal centro del paese seguendo un facile percorso escursionistico/MTB di 8 km, è possibile arrivare alla vetta di Monte Raschio;[60]
  • Ciclovia dei boschi. Partendo dalla stazione ferroviaria seguendo un facile percorso escursionistico/MTB che attraversa le faggete di Monte Raschio e Monte Termine si giunge dopo 18 km a Trevignano Romano.[61]
  • Di particolare rilievo è l'annuale edizione della Sagra del Fungo Porcino.[50]

ArtigianatoModifica

Tra le attività economiche più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte dell'intaglio.[62]

Infrastrutture e trasportiModifica

CollegamentiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Oriolo.

È possibile raggiungere il paese da Roma e Viterbo tramite collegamenti ferroviari ed stradali:

 È raggiungibile dalla stazione di: Oriolo.

  Linee Cotral

AmministrazioneModifica

Oriolo a partire dalla sua fondazione amministrativamente fu inserito nel Patrimonio di San Pietro, una provincia dello Stato Pontificio.

In seguito alla presa di Roma avvenuta il 20 settembre 1870 e la conseguente fine dello Stato Pontificio, il 31 dicembre dello stesso anno Oriolo viene annesso al Regno d'Italia ed inserito nella provincia di Roma.[63]

Dal 6 ottobre 1872 Oriolo cambia denominazione in Oriolo Romano.[64]

Il 2 dicembre 1928, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927[65], per volontà del governo Mussolini che istituiva la provincia di Viterbo, Oriolo Romano passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.[66]

Il sindaco è dal 5 giugno 2016 Emanuele Rallo eletto con la lista "Insieme per Oriolo".[67]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1870 1873 Domenico Menghini Sindaco
1873 1875 Giuseppe Persi Sindaco
1875 1885 Modesto Wlderk Sindaco
1885 1902 Giuseppe Persi Sindaco
1902 1914 Antonio Persi Sindaco
1915 1924 Ludovico Altieri Commissario
1924 1944 Ludovico Altieri Podestà
1945 1946 Francesco Persi Sindaco
1946 1950 Antonio Persi Sindaco
1950 1970 Pietro Filesi Centro-destra Sindaco
1971 1975 Fernando Bucci Centro-sinistra Sindaco
1975 1980 Vincenzo De Santis Centro-sinistra Sindaco
1980 1982 Gemma Pepe Sinistra Sindaco
1982 1991 Aldo Imperatori Centro-destra Sindaco
1991 1993 Galliano De Angelis Centro-sinistra Sindaco
1993 2001 Saverio Russo Centro-sinistra Sindaco
2001 2011 Italo Carones Centro-sinistra Sindaco
2011 2016 Graziella Lombi Centro-sinistra Sindaco

Ad aprile 2014 viene istituito il Consiglio Comunale dei giovani, un organo democratico di rappresentanza di tutti i giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni.

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

SportModifica

Le società sportive dilettantistiche esistenti sono:

CuriositàModifica

 
Esperimento trasmissione primo marconigramma

Il 27 maggio 1903 dai tecnici del 3º reggimento Genio Telegrafisti del Regio Esercito venne sperimentata la trasmissione senza fili di un messaggio radiotelegrafico (marconigramma) dalla collina del Campaccio verso Roma Monte Mario inviando il seguente messaggio: “R. Prefetto Roma - Gradisca vossignoria riverente saluto popolazione Oriolo Romano che mi onoro di inviarle col telegrafo Marconi qui funzionante per esperimenti genio militare - Il Sindaco Persi”.

L'amministrazione comunale, dato l'esito positivo dell'importante esperimento, intitolò a Guglielmo Marconi una via del Poggio e fece realizzare una teca dove vennero riposti i nastri originali del marconigramma, il saluto del Sindaco, la risposta del Prefetto di Roma e la fotografia dell’evento, apponendo la seguente didascalia “Ricordo del primo marconigramma che il 27 maggio 1903 dai colli oriolesi sulle onde hertziane raggiunse l’alma Roma, messaggero al capo della provincia del fervido rispettoso saluto di questa popolazione”.

Il giorno 11 ottobre 2009, in occasione del centenario del Premio Nobel di Guglielmo Marconi, il Gruppo AIRE di Roma e Lazio ha rievocato dalla collina del "Campaccio" la trasmissione del 1903[70] mentre le strisce del primo marconigramma trasmesso dall'esercito italiano, dopo il restauro effettuato dal Centro di Fotoriproduzione e Restauro degli Archivi di Stato[71] grazie all'interessamento del Museo delle Poste e Telecomunicazioni, sono state ricollocate nella teca.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2019 (dato provvisorio).
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Associazione borghi autentici d’Italia, su borghiautenticiditalia.it. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  4. ^ Associazione comuni virtuosi, su comunivirtuosi.org. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  5. ^ Classifica migliori risultati nella raccolta e gestione dei rifiuti, su ricicloni.it. URL consultato il 2 febbraio 2018.
  6. ^ Un bosco per Kyoto, su Accademia Kronos. URL consultato l'8 luglio 2019.
  7. ^ Barbara Conti, Oriolo riceve il premio "Un Bosco per Kyoto", in L’Agone, 28 gennaio 2013. URL consultato l'8 luglio 2019.
  8. ^ Di Gennaro Francesco, Fosso Biscione. Sorgente sulfurea, p. 311.
  9. ^ Panichi Paolo, Ricerche archeologiche nel territorio di Canale Monterano, pp. 96-106.
  10. ^ Roberta Ferini, Il diverticolo della via Clodia per Fontiloro, su INCASS, 11 febbraio 2016. URL consultato il 17 gennaio 2018.
  11. ^ Programma sociale agosto 1973 associazione Forum Clodii Ripulitura Colombario romano Oriolo Romano, su forumclodii.org. URL consultato il 17 gennaio 2018.
  12. ^ Rotili Giuseppe, Stefani Francesco, Descrizione dell’origine e principio del Castello detto Oriolo, p. 20-22.
  13. ^ I modi di dire non appartengono alla cultura di queste zone – dice il dottor Marcello Piccioni – perché i paesi qui intorno sono stati fondati da persone che provenivano dall'orvietano. Ad esempio "ai garbo" è un'espressione intraducibile che corrisponde più o meno all'espressione italiana "dio lo voglia" o "se dio vuole", molto frequente in Umbria. Queste forme dialettali si stanno perdendo per vari motivi, immigrazioni, emigrazioni ma soprattutto a causa della televisione che ha imposto un linguaggio unificato. Rimangono modi di dire caratteristici nei toponimi, ad esempio un monte che a Canale è chiamato "la bandifera" nella parte che guarda ad Oriolo Romano è chiamato "scialimate" che significa la "cosa franata."
  14. ^ R.D.L. 16 giugno 1927, n. 1766, in materia di "Conversione in legge del R. decreto 22 maggio 1924, n. 751, riguardante il riordinamento degli usi civici nel Regno, del R. decreto 28 agosto 1924, n. 1484, che modifica l'art. 26 del R. decreto 22 maggio 1924, n. 751, e del R. decreto 16 maggio 1926, n. 895, che proroga i termini assegnati dall'art. 2 del R. decreto-legge 22 maggio 1924, n. 751." consultabile su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 228 del 3 ottobre 1927 parte prima (PDF), su AU.GU.STO. Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, Agenzia per l'Italia Digitale. URL consultato il 10 ottobre 2019.
  15. ^ Università agraria Oriolo Romano, su uniagrariaorioloromano.altervista.org. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  16. ^ R.D.L. 4 agosto 1824, n. 397, in materia di "Ordinamento dei dominii collettivi nelle provincie dell'ex Stato pontificio" consultabile su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 209 del 5 settembre 1894 (PDF), su AU.GU.STO. Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, Agenzia per l'Italia Digitale. URL consultato il 29 ottobre 2019.
  17. ^ Per un maggior approfondimento si veda Chiesa di San Giorgio <Oriolo Romano>, su Le Chiese delle diocesane italiane. URL consultato il 27 settembre 2019.
  18. ^ Per un maggior approfondimento si veda Chiesa di Sant′Anna <Oriolo Romano>, su Le Chiese delle diocesane italiane. URL consultato il 27 settembre 2019.
  19. ^ a b Ferrini R., Oriolo Romano. Lungo la via Clodia.
  20. ^ Bruschi A., Oltre il Rinascimento. Architettura, città, territorio nel secondo Cinquecento, figg. 102-103.
  21. ^ Bruschi A., Oltre il Rinascimento. Architettura, città, territorio nel secondo Cinquecento, p. 182.
  22. ^ Polo Museale del Lazio, Palazzo Altieri, su polomusealelazio.beniculturali.it. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  23. ^ Costantino D'Orazio, AR: Oriolo Romano: Palazzo Altieri da favola, 2019, Rai News24, 14 giugno 2019. URL consultato il 16 giugno 2019.
  24. ^ Comune di Oriolo, Donata al Comune di Oriolo Romano “Villa Altieri”, in L’Agone, 9 giugno 2010. URL consultato l'8 luglio 2019.
  25. ^ Determina Area valorizzazione del patrimonio culturale della Regione Lazio n. G05365 del 24/04/2017
  26. ^ Parco Villa Altieri, su retedimorestorichelazio.it. URL consultato il 5 novembre 2019.
  27. ^ Interventi di valorizzazione delle dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico e culturale della Regione Lazio e disposizioni a tutela della costa laziale, su regione.lazio.it. URL consultato il 5 novembre 2019.
  28. ^ Caporossi L., Gestione ed uso delle acque a Oriolo Romano tra XVI e XX secolo
  29. ^ Bruschi A., Oltre il Rinascimento. Architettura, città, territorio nel secondo Cinquecento
  30. ^ Ferrini R., Raccuia S., Gestione ed uso delle acque a Oriolo Romano tra XVI e XX secolo, pp. 24-33.
  31. ^ Piccioni M., Giuseppe Barbèri un architetto per Oriolo 1746-1809, p. 10.
  32. ^ Borrelli G., Marchetti A., Città sostenibile per i prossimi decenni: Oriolo Romano. Atti del Seminario Europeo di Simulazione Partecipativa, p. 7.
  33. ^ Ciccioli E., Conoscere Oriolo Romano, p. 96-99.
  34. ^ Di particolare interesse è il saggio Le donne nella fabbrica Giampieri di Emilia Lotti del Centro documentazione Archivio Flamigni, Donne a Oriolo Romano tra età moderna e contemporanea, p. 85-93, che riporta una serie di testimonianze di lavoratrici sulle condizioni di lavoro a partire dal 1938 oltre documenti, fotografie inedite ed articoli di stampa pubblicati su Il Tempo e Il Messaggero circa la vertenza sincale del 1963 sul salario ed il rispetto del CCNL metalmeccanico.
  35. ^ Decreto ministeriale 6 dicembre 2016, n. , articolo 1, in materia di "Designazione di una zona speciale di conservazione (ZSC) della regione biogeografica alpina, di una ZSC della regione biogeografica continentale e di 140 ZSC della regione biogeografica mediterranea insistenti nel territorio della Regione Lazio, ai sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357" in GU SG n.301 27 dicembre 2016, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  36. ^ Faggete di Monte Raschio e Oriolo, su Natura 2000, 15 marzo 2018. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  37. ^ Mola di Oriolo, su Natura 2000, 15 marzo 2019. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  38. ^ Barbara Conti, Oriolo, chiuse le vasche termali del Parco della Mola. Emissioni di anidride carbonica e idrogeno solforato, in L’Agone, 12 maggio 2010. URL consultato l'8 luglio 2019.
  39. ^ Estensione Faggio in Italia
  40. ^ Faggete vetuste d’Europa Patrimonio Mondiale dell’Umanità: il DAFNE c’è!, su UniTuscia DAFNE. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  41. ^ UNESCO World Heritage Centre, Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe (ID. 1133ter-048), su whc.unesco.org. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  42. ^ Dario Calvaresi, Oriolo: il coleottero Rosalia alpina nei boschi di monte Raschio, in L’Agone, 6 ottobre 2018. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  43. ^ Siti italiani del Patrimonio Mondiale UNESCO: episodio 5, Patrimonio naturale, Rai 5, 10 gennaio 2019, a 0 h 52 min 18 s. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  44. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  45. ^ Centro documentazione Archivio Flamigni, su archivioflamigni.org. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  46. ^ Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio. Elenco degli archivi dichiarati di interesse storico particolarmente importante, su sa-lazio.beniculturali.it. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  47. ^ PassioneSport, su passionesport.net. URL consultato il 28 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2015).
  48. ^ Associazione Culturale Pellicano, su festadelpellicano.it. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  49. ^ Associazione Culturale "I MUSI", su muso.it. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  50. ^ a b Sagra del fungo porcino, Associazione Culturale Oriolo Romano, su sagraoriolo.it. URL consultato il 1º febbraio 2019.
  51. ^ La fonte di riferimento delle informazioni, salvo dove sia espressamente indicata una diversa, si intende Il Davinotti, location provincia di Viterbo, su davinotti.com. URL consultato il 1º febbraio 2019."
  52. ^ Redazione, Il lago, la Caldara e il bosco Macchia Grande set del film Parasitic Twin, in L'Agone, 12 febbraio 2018. URL consultato il 14 febbraio 2018.
  53. ^ I motivi per cui si è scelta questa location li racconta il regista Pupi Avati nell'intervista concessa a Dario Calvaresi, Il convento di S. Antonio di Padova set de “Il signor diavolo” di Pupi Avati, in L'Agone, 6 ottobre 2018. URL consultato il 5 ottobre 2019.
    «D: perché la scelta della chiesa del Convento di S. Antonio come location? R: Per la sua bellezza, nonostante il difficile momento che l’edificio ha vissuto diversi anni fa, la sua architettura, i suoi superbi interni e perché, senza ombra di dubbio, essa può essere annoverata tra i pochissimi luoghi di culto italiani che ancora oggi mantengono intatte le loro peculiarità storiche, artistiche e religiose.
  54. ^ a b c Dario Calvaresi, Oriolo Romano come Cinecittà: Quattro film girati negli ultimi due mesi, in L'Agone, 7 agosto 2019. URL consultato il 5 ottobre 2019..
  55. ^ Anche nel videoclip   Io Sono il Re (feat Gué Pequeno), su YouTube, Wildside, Fandango, Vision Distribution, 1º novembre 2019. URL consultato il 26 novembre 2019. un brano rap colonna sonora del film, vi sono delle scene girate nel chiostro del Convento di Sant'Antonio di Padova a ridosso dell’antico pozzo francescano: un gruppo di suore che balla e canta al ritmo del brano imitando al famoso Sister act con Whoopi Goldberg del 1992.
  56. ^ Sull’argomento si veda anche il saggio “Fondazioni cinquecentesche nell’Alto Lazio, tra sviluppo e utopia” di Giada Lepri, Atlante delle città fondate in Italia dal tardo Medioevo al Novecento. Parte prima: Italia centro-meridionale e insulare, p. 113
  57. ^ Cipollone R.G., Palazzo Altieri. Oriolo Romano. Restauro e la valorizzazione dell'area museale di Palazzo Altieri, p. 4.
  58. ^ Di Filippo P., Oriolo Romano un luogo, un simbolo, un messaggio, p. 58-92.
  59. ^ Elenco PRG provincia Viterbo (PDF), su Regione Lazio. URL consultato l'8 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2003).
  60. ^ Anello nella faggeta di Monte Raschio (Patrimonio UNESCO), su parcobracciano.it. URL consultato il 20 agosto 2019.
  61. ^ Ciclovia dei Boschi, su parcobracciano.it. URL consultato il 20 agosto 2019.
  62. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.
  63. ^ R.D.L. 31 dicembre 1870, n. 6165, articolo 1, in materia di "Annessione del comune al Regno d'Italia. Inizio validità a seguito dell'annessione di Roma e provincia al Regno d'Italia" consultabile su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 359 del 31 dicembre 1870 (PDF), su AU.GU.STO. Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, Agenzia per l'Italia Digitale. URL consultato l'8 ottobre 2019.
  64. ^ R.D. 29 ottobre 1872, n. 1047, in materia di "Nuova denominazione Oriolo Romano assunta dal comune di Oriolo in provincia di Roma" consultabile su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 299 del 29 ottobre 1872 (PDF), su AU.GU.STO. Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, Agenzia per l'Italia Digitale. URL consultato l'8 ottobre 2019.
  65. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, in materia di "Riordinamento delle circoscrizioni provinciali" consultabile su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 7 del 11 gennaio 1927 parte prima (PDF), su AU.GU.STO. Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, Agenzia per l'Italia Digitale. URL consultato il 9 ottobre 2019.
  66. ^ R.D.L. 2 dicembre 1928, n. 2735, in materia di "Ampliamento della provincia di Viterbo" consultabile su Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 291 del 15 dicembre 1928 parte prima (PDF), su AU.GU.STO. Automazione Gazzetta Ufficiale Storica, Agenzia per l'Italia Digitale. URL consultato l'8 ottobre 2019.
  67. ^ Ministero dell'Interno, Archivio storico delle elezioni, 5 giugno 2016. URL consultato l'8 agosto 2019.
  68. ^ Vedi Albo pretorio Comune Oriolo Romano, su comune.orioloromano.vt.it. URL consultato l'11 aprile 2019.
  69. ^ ASD polisportiva Oriolo, su polisportivaoriolo.it. URL consultato il 7 agosto 2019.
  70. ^ AIRE di Roma e Lazio, Commemorazione Nobel Marconi, 30 maggio 2016. URL consultato l'8 agosto 2019.
  71. ^ Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro degli Archivi di stato, su icpal.beniculturali.it. URL consultato l'8 agosto 2019.

BibliografiaModifica

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