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Art Attack
Art Attack.jpg
Il logo del programma
PaeseRegno Unito, Italia
Anno1999-2005, 2011-2014
Generetutoriale, per bambini, per ragazzi, artistico
Edizioni2
Puntate291
Durata30 min (puntata)
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreGiovanni Muciaccia
Rete televisivaDisney Channel (ed. 1)
Rai 2 (ed. 1 in chiaro)
Disney Junior (ed. 2)
Rai Yoyo (ed. 2 in chiaro)

«Questo è un Art Attack... questo è un Art Attack... QUESTO È ART ATTACK!»

(Voce fuori campo nella sigla iniziale fino al 2011)

«Ciao ragazzi! Benvenuti ad Art Attack! Questo è il programma che vi farà scoprire che non bisogna essere dei grandi artisti per fare dell'arte, e allora andiamo subito all'attacco!»

(Presentazione di apertura di Giovanni Muciaccia.)

Art Attack è un programma televisivo andato in onda sui canali Disney Channel e Disney Junior e presentato da Giovanni Muciaccia. Il programma prende spunto da un format britannico ed è stato venduto in molti paesi del mondo con gli stessi contenuti, dove va in onda. Il programma conta attualmente due stagioni: la prima trasmessa su Disney Channel dal 1999 al 2005 e in chiaro su Rai 2, la seconda invece è stata trasmessa su Disney Junior dal 2011 al 2014 e in chiaro per la prima volta su Rai Yoyo dal 2013, poi replicata anche su Rai Gulp.

DescrizioneModifica

Durante il programma, destinato ai bambini ma apprezzato anche da altre fasce d'età, viene presentata la realizzazione di piccoli lavori di bricolage con materiali tutti (più o meno) facilmente reperibili: scatole, nastro adesivo, pennarelli, carta igienica, fogli di giornale, colla vinilica e molto altro. Viene inoltre insegnata una tecnica di rappresentazione pittorica. Il conduttore spiega quindi come creare un oggetto o un disegno mentre scorrono le immagini delle sue mani al lavoro. In realtà le mani sono molto spesso quelle del presentatore dell'edizione originale britannica, Neil Buchanan.

Vecchio format (1999-2005)Modifica

La versione italiana della trasmissione era divisa in quattro rubriche, i cui risultati venivano chiamati attacchi d'arte.

  • Un lavoretto iniziale;
  • Un "Attacco dall'alto" con Neil "il grande artista" (Neil Buchanan);
  • Insegnamento di tecniche di disegno;
  • Un lavoretto finale.

Tra un attacco d'arte e l'altro c'è il commento del Capo, una testa parlante di un busto in un museo. Dopo gli attacchi d'arte dall'alto di Neil, Muciaccia chiedeva ai telespettatori il punto in cui Neil aveva usato un particolare oggetto; se l'"attacco dall'alto" era stato realizzato con l'uso di polveri o semi, il disegno di Neil era commentato dal Capo.

Gli "attacchi dall'alto"Modifica

Un momento molto popolare e presente in ogni puntata del programma era rappresentato dagli "attacchi d'arte dall'alto" di Neil "il grande artista" (Neil Buchanan), filmati durante i quali, di volta in volta, l'artista disponeva su pavimenti variegati (palestre, giardini, edifici vari ecc.) oggetti di uso comune in modo da formare, viste dall'alto, delle immagini (ad esempio navi sul mare al tramonto, pinguini su un iceberg, ballerini e via dicendo). Oltre ad oggetti di uso comune, in alcuni "attacchi" Neil utilizzava invece polveri di diverso colore (come ad esempio sale, sabbia, semi di sesamo o papavero) sparse su un pavimento di colore scuro (o chiaro) uniforme.

Nell'edizione originale britannica, alla fine di ogni "attacco dall'alto" Buchanan pronunciava la frase Try It Yourself! ("Provaci tu!").

Il CapoModifica

«Ciao ciao, sono sempre io, il vostro Capo!»

(Frase ricorrente del Capo all'inizio di ogni sua prima apparizione nel programma)

Al termine di ciascun attacco d'arte si mostrava il "Capo", un pupazzo che riproduceva una testa di marmo parlante in una galleria d'arte. Egli in genere riassumeva quanto detto dal conduttore. Il Capo si cimentava anche lui in tentativi di riprodurre le opere presentate, tentativi che finivano quasi sempre disastrosamente. In Italia è stato doppiato da Luigi Chappini (stagione 1), Andrea Piovan (stagioni 2-5) e Teo Bellia (stagioni 6-7).[1]

Nuovo format (2011-2014)Modifica

Il 14 maggio 2011, con la metamorfosi di Playhouse Disney in Disney Junior, vengono create 26 nuove puntate di Art Attack con alcune novità. Tra un attacco d'arte e l'altro vanno in onda dei piccoli spunti chiamati Scatti d'arte. Oltre al conduttore, i personaggi sono ora Vincent Van Cocco, una palma da cocco che sostituisce lo storico personaggio del Capo, sottolineando ai telespettatori l'importanza di prendersi cura del pianeta attraverso il riciclaggio dei materiali. Neil inoltre viene sostituito con Alexiev Gandman, detto Alex. Fra un attacco d'arte e l'altro vengono aggiunte delle sigle e anche nuovi motivetti di sottofondo. Alla fine del programma vengono fatti vedere tutti i lavoretti svolti: nel format precedente veniva infatti mostrato solo il lavoro di Neil. Viene cambiata la grafica, come anche lo studio, e le puntate durano 30 minuti.[2]

AlexievModifica

Alexiev "Alex" Gandman, latino-americano, sostituisce Neil dalla tredicesima stagione, 4 anni dopo la chiusura del programma nel Regno Unito. Il suo modus operandi è lo stesso di quello di Neil, e anche i suoi lavori vengono chiamati "Attacchi dall'alto". Nella 6ª puntata usa per la prima volta dello zucchero colorato.

Vincent Van CoccoModifica

Sostituisce il Capo, è prodotto in Italia e dice che l'isola su cui si trova è situata nei Caraibi. È più serio del Capo e fornisce delle pillole di storia dalla sua isola e, essendo un ecologista, insegna ai telespettatori gli aspetti naturalistici o scientifici degli attacchi d'arte.

StoriaModifica

Il programma nasce come una produzione della Television South (TVS), ideata da due dipendenti di quest'ultima: il già citato Neil Buchanan e Tim Edmunds. Buchanan e Edmunds si erano incontrati per la prima volta proprio alla Television South nel 1979, e avevano già lavorato insieme per i programmi No. 73 e Do It!.

I primi Art Attacks comparirono come una rubrica all'interno di No. 73. Essi divennero in breve tempo così popolari, che Nigel Pickard, il produttore esecutivo della programmazione per bambini alla TVS, diede il via libera per un programma apposito. L'episodio pilota del programma Art Attack fu girato in una piscina in disuso a Gillingham, nel Kent, nel 1989; Art Attack iniziò ufficialmente l'anno successivo (1990).

Quando successivamente la TVS perse il suo franchise, Edmunds e Buchanan acquistarono i diritti per lo spettacolo e realizzarono Art Attack attraverso la loro società, la The Media Merchants.

Nel 1993, un altro dipendente ex-TVS, Peter Urie istituì una società di gestione della produzione, la Television Support Services. Lo stesso anno questa società cominciò a gestire tutte le produzioni della Mass Media Merchants. Lo show cominciò ad essere filmato dalla The Maidstone Studios a Maidstone. Dal 1998, la serie è andata in onda anche su Disney Channel, senza tuttavia smettere di essere trasmessa anche sul canadese TVO come faceva dal 1995.

L'ITV cancellò il programma nel luglio 2007.[3] A partire dall'agosto 2013, nel Regno Unito lo spettacolo viene comunque mandato in replica su CITV ogni anno, di solito nei pomeriggi del fine settimana.

Nel 2010, la Disney annunciò che una nuova versione del programma sarebbe andata in onda su Disney Junior in Messico e Regno Unito. La nuova versione, in onda dal 6 giugno 2011, è condotta da Jassa Ahluwalia.

RiconoscimentiModifica

L'edizione italiana del programma è stata premiata con due Telegatti come miglior programma tv per ragazzi.[4]

La rivistaModifica

Il successo del programma televisivo ha dato origine ad una sua conversione in rivista, nella quale vengono illustrati ulteriori "attacchi d'arte". La rivista omonima viene stampata in cadenza mensile ogni giorno 25.

Diffusione internazionaleModifica

NoteModifica

  1. ^ Art Attack, su Il mondo dei doppiatori, AntonioGenna.net. URL consultato il 3 marzo 2019.
  2. ^ Mediaset premium - BAMBINI - Art Attack Archiviato il 19 maggio 2011 in Internet Archive.
  3. ^ Joanne Oatts, Art Attack axed after 18 years, in Digital Spy, 13 luglio 2007. URL consultato il 13 luglio 2007.
  4. ^ Premi vinti da Art Attack, su latvdeiragazzi.rai.it (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2007).

Collegamenti esterniModifica

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