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Bassano Romano

comune italiano
Bassano Romano
comune
Bassano Romano – Stemma
Bassano Romano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaStemma ufficiale provincia di viterbo.png Viterbo
Amministrazione
SindacoEmanuele Maggi (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate42°13′31″N 12°11′24″E / 42.225278°N 12.19°E42.225278; 12.19 (Bassano Romano)Coordinate: 42°13′31″N 12°11′24″E / 42.225278°N 12.19°E42.225278; 12.19 (Bassano Romano)
Altitudine360 m s.l.m.
Superficie37,55 km²
Abitanti4 791[1] (01-01-2019)
Densità127,59 ab./km²
Comuni confinantiTrevignano Romano (RM), Capranica, Oriolo Romano, Sutri, Vejano
Altre informazioni
Cod. postale01030
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056005
Cod. catastaleA704
TargaVT
Cl. sismicazona 3B (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 2 060 GG[2]
Nome abitantibassanesi
Patronosan Gratiliano
Giorno festivo12 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bassano Romano
Bassano Romano
Bassano Romano – Mappa
Posizione del comune di Bassano Romano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale
Madonna dei Monti
Santa Maria Assunta
San Gratiliano
Chiesa del monastero di San Vincenzo

Bassano Romano è un comune italiano di 4 791 abitanti della provincia di Viterbo; dista circa 36 km dal capoluogo e 35 km dal GRA di Roma.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Situato ad un'altitudine di 360 metri s.l.m., si colloca a metà strada tra il lago di Bracciano e il lago di Vico, entrambi di origine vulcanica. Il territorio, principalmente collinare, è immerso in un ambiente ricco di vegetazione lussureggiante, caratterizzata principalmente da alberi secolari di faggi, castagni e querce. Queste caratteristiche fanno in modo che, in particolare durante il periodo estivo, il clima sia apprezzato soprattutto per la sua aria salubre e fresca.

Nella parte sud del territorio comunale all'interno del Parco naturale regionale di Bracciano-Martignano sono presenti le Faggete di Monte Raschio e Oriolo, sito SIC IT6010034.[3]

ClimaModifica

StoriaModifica

Le origini sono datate attorno all'anno 1000, quando compaiono i primi agglomerati urbani al fine dello sfruttamento delle risorse naturali. Nel 1160 Enotrio Serco, ricco possidente terriero, decide di costruire quello che poi diventerà un palazzo principesco con affreschi di illustri artisti.[senza fonte]

Nel 1482 papa Sisto IV assegna agli Anguillara, famiglia patrizia romana, il "Foedus Bassani"; la crescita (demografica, culturale e artistica) di Bassano subisce però un'accelerazione solo a partire dal 1595, anno in cui, attraverso una concessione di papa Clemente VIII, viene ceduto alla famiglia Giustiniani del ramo De Banca[4], mercanti genovesi. Nel 1605 Bassano viene eretto a marchesato e prendono inizio molti lavori per la costruzione di una casina di caccia (denominata comunemente “La Rocca”), di granai, una chiesa (quella di san Vincenzo) e del ponte delle Vaschie. In questo periodo giungono a Bassano molti artisti come Francesco Albani, Domenico Zampieri e Antonio Tempesta.

Nel 1644, con bolla di papa Innocenzo X, il feudo di Bassano viene eretto a principato e iniziano così le visite del papa e di altri principi, tra cui Giacomo III Stuart, pretendente al trono d'Inghilterra. Nel 1735, proveniente da Siena, si trasferisce con la famiglia il maestro di maiolica artistica Bartolomeo Terchi. Si abbattono su Bassano numerose epidemie: nel 1709, nel 1770 e nel 1786. Nel 1799 i francesi, che per mezzo di Napoleone hanno creato in Italia la Repubblica Romana, si scontrano per ben quattro volte con gli insorti. Nel 1854 il principato di Bassano passa dai Giustiniani agli Odescalchi.

Durante il secondo conflitto mondiale, Bassano è teatro di duri scontri tra le forze naziste di occupazione e gli Alleati. Il paese è occupato interamente dal Genio Pontieri della Wehrmacht. I partigiani sono molto attivi, infatti compiono molte azioni di sabotaggio, primo fra tutti è da ricordare Mariano Buratti, medaglia d'oro al valor militare. Nel 1964 il nome cambia da Bassano di Sutri in Bassano Romano[5].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Monastero di San Vincenzo Martire
     Lo stesso argomento in dettaglio: Monastero di San Vincenzo (Bassano Romano).
    Situato in una posizione panoramica, comprende una chiesa, un Istituto Tecnico Industriale Statale, strutture ricettive, un piccolo campo da pallavolo e basket, un campo da calcio, due grandi pinete e varie sale per conferenze e per offrire ospitalità di ogni genere. L'attuale complesso di edifici è il risultato delle costruzioni avvenute negli anni '40 del XX secolo, come aggiunta alla chiesa preesistente, finita di costruire invece nella prima metà del XVII secolo per volere di Vincenzo Giustiniani. All'interno è conservata la statua del Primo Cristo della Minerva di Michelangelo.
  • Chiesetta di Santa Maria dei Monti: non molto distante dal centro storico, ma situata anch'essa in una posizione decisamente panoramica e molto vicina al parco del Palazzo Giustiniani, troviamo questa chiesetta eretta nel XV secolo su di un piccolo colle. Narrano le scritture contenute in un volume del 1600 dell'archivio storico che i campi e i pastori, che abitavano quelle zone, erano tormentati da un drago e da spiriti di ogni sorta; pare che la Vergine Maria abbia scacciato queste creature maligne, portando prosperità e pace. A seguito di questo evento, fu eretta questa piccola chiesa, a cui si accede per mezzo di una caratteristica scalinata e che al suo interno presenta degli affreschi in buone condizioni; in onore di Maria fin dal 1479 si celebra ogni hanno una processione (che inizialmente, alle sue origini, prevedeva anche dei giochi tra cavalieri e intrattenimenti di ogni tipo) la cui tradizione non è stata mai spezzata.
  • Chiesa di San Gratiliano: la chiesa del patrono si trova al centro della zona in cui i cittadini bassanesi sono soliti ritrovarsi. La collocazione non è ovviamente casuale. Narra infatti la tradizione che il santo martire fu giustiziato alle rive di un torrente tra Falerii e Falerii Novi (Civita Castellana) con una tragica decapitazione, era il 12 agosto del 313 d.C. Nel 1437 Capranica chiede a Civita Castellana la sua reliquia, che verrà poi posta in una chiesetta della Madonna del Ruscello, custodita da un eremita e venerata il 12 agosto di ogni anno. Il santo però apparve in sogno e ordinò di portare la sua testa nella cittadina di Bassano. Il monaco eremita si incamminò, giunse non molto lontano dal borgo e la testa rotolò tra i cespugli: lì oggi sorge la Chiesa di San Gratiliano, eretta nel 1546 per volere del popolo bassanese. All'interno troviamo numerosi affreschi, tra i quali, degni di nota, senz'altro quelli riguardanti le vicissitudini del santo; sono presenti anche delle pregevoli grottesche.
  • Chiesa della Madonna della Pietà: costruita attorno alla prima metà del '600, si trova alla fine del caratteristico borgo di San Filippo Neri, voluto dal principe Andrea Giustiniani. La facciata è semplicissima e non presenta decori architettonici. Tuttavia l'interno rappresenta un'eleganza e una raffinatezza eccezionali. Il soffitto ligneo è affrescato con l'ascensione di San Filippo Neri e gli stemmi della famiglia Odescalchi, che cancellarono quelli preesistenti della famiglia Giustiniani. Troviamo poi decorazioni in stucco e numerose tele: San Michele Arcangelo che poggia i piedi sul corpo di Lucifero; San Francesco di Paola, vestito del saio dei Cappuccini; Sant'Anna, il Bambino e San Giovannino; l'apparizione della Vergine a San Filippo Neri. L'altare è molto elegante, anche se non ridondante, e racchiude l'immagine della Madonna della Pietà, alla quale tutti i bassanesi sono molto devoti: la chiesa fu infatti dedicata alla Madonna della Pietà all'inizio del XIX secolo.
  • Chiesa di Santissima Maria Assunta: è questa la chiesa parrocchiale situata nel cuore del centro storico, infatti si trova proprio nella piazza principale, alla quale si affaccia anche il palazzo Giustiniani e il palazzo comunale. L'attuale chiesa è il risultato degli ampliamenti terminati nel 1703 sulla base di una struttura quattrocentesca, come si nota osservando stampe antecedenti a quella data e anche la struttura, lo stile e la composizione architettonica della chiesa stessa. La facciata si presenta semplice e rifinita, alla cui sommità si trovano due campanili contenenti un tempo delle pregiate campane di bronzo, poi sottratte dalle truppe tedesche durante il secondo conflitto mondiale; al centro dei due campanili si erge la statua marmorea della Assunta. All'interno sono presenti numerose tele del XVIII secolo: San Luigi Gonzaga; la "Mater dolorosa" ornata da una corona d'argento; San Pietro; il martirio di San Gratiliano; San Giovanni Evangelista; Sant'Antonio Abate e una statua lignea della Madonna col Bambino. L'altare principale è un trompe-l'oeil e contiene il quadro dell'Assunta, che colpisce per la delicatezza delle linee e dei colori. All'interno della chiesa parrocchiale sono contenute anche le reliquie dei santi Luciano e Gratiliano. Da notare la presenza di un organo del XVIII secolo, posto nel coro situato in fondo alla chiesa.
  • Chiesa della Madonna del Canale: questa piccola chiesetta si trova in quella che oggi è la piazza del mercato, situata proprio in basso allo sperone tufaceo dove sorge il borgo. In un piccolo angolo appartato si può scorgere questa stanzetta che nelle sue essenziali dimensioni ho per molto tempo costituito un rifugio per gli animi degli abitanti e dei contadini di quella zona, dove prima passava un piccolo corso d'acqua. Al suo interno infatti si possono scorgere degli oggetti preziosi, dono delle genti che desideravano ricevere una grazia dalla Madonna. Di questa chiesetta quello che colpisce molto è la sua intimità e riservatezza.
  • Chiesa dell'Ospedale: questa chiesetta si trova in via dell'Ospedale e presenta al suo interno delle raffigurazioni che si inseriscono però in un contesto molto semplice e scarno. Si narra che nel palazzo ci sia l'accesso per un cunicolo sotterraneo, che avrebbe come destinazione proprio questa piccola chiesetta, che in effetti è abbastanza distante dalla piazza, al di sotto della rupe tufacea e fuori dal borgo storico anticamente munito di strutture difensive.

Architetture civiliModifica

 
Palazzo Giustiniani-Odescalchi
  • Villa Giustiniani Odescalchi
     Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Giustiniani Odescalchi.
    È questa la struttura più importante e affascinante del borgo di Bassano Romano, dimora estiva della famiglia Giustiniani e in seguito di quella Odescalchi. Inizialmente era un maniero feudale, costruito da Enotrio Serco attorno alla seconda metà del XII secolo poi lavori di ristrutturazione e abbellimento, avvenuti a partire dal 1603 ad opera del grande collezionista il marchese Vincenzo Giustiniani, gli hanno donato l'attuale aspetto.
  • Casina di Caccia: all'interno del parco adiacente al palazzo si trova questa residenza di caccia, disposta su tre livelli e ricca di decorazioni. Denominata dagli abitanti locali "La Rocca", per il suo aspetto precedentemente deteriorato, essa conserva un fascino del tutto particolare. Architettonicamente ricalca lo stile del palazzo, ma è munita di un'altana merlata e di una torre centrale, precedentemente circondata da altre quattro, poi distrutte dalla famiglia Odescalchi per rivalità: questo edificio originariamente ricalcava infatti in modo pressoché perfetto quello contenuto nello stemma Giustiniani sormontato da un'aquila. Al suo interno sono presenti decorazioni e stucchi di vario tipo; mancano affreschi degni di nota.

AltroModifica

All'interno del borgo, che si snoda in più zone comunque situate su rupi tufacee per ovvie esigenze difensive, sono presenti numerosi altri edifici che presentano architetture interessanti e destinati a vari usi.

Si possono scorgere anche delle torri difensive, oggi trasformate in abitazioni, molto massicce, come quella situata a una testa del ponte delle Vaschie, costruito per volere di Vincenzo Giustiniani nella prima metà del XVII secolo e dal quale si ha una bella vista del Palazzo Giustiniani-Odescalchi.

A metà di questo ponte si trova, "incastonata" in una pessima edicola di cemento, la Madonna col Bambino, dipinta su ceramica dal noto maestro di maiolica Bartolomeo Terchi, che presenta una delicatezza e una morbidezza delle linee davvero apprezzabili.

Si scorgono poi piccole e numerose edicole contenenti ritratti scultorei o dipinti della Madonna in tutto il paese, sia nelle vie del centro storico, sia nelle strade di campagna; sono stati ritrovati anche resti di ville romane e le origini etrusche sono testimoniate dalla presenza di ambienti scavati nel tufo, nel tempo rimaneggiati e oggi destinati a vari usi.

Aree naturaliModifica

La Zona Speciale di ConservazioneModifica

Nel dicembre 2016 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha promosso il sito SIC IT6010034 Faggete di Monte Raschio e Oriolo, individuato nel giugno 1996,[6] a Zona Speciale di Conservazione (ZSC). Le Faggete di Monte Raschio e Oriolo, sono un bosco di faggi che si estende per 712 ha, tra i comuni di Bassano Romano ed Oriolo Romano, interessando i rilievi di monte Termine (591 m s.l.m.), Poggio Stracciacappello (567 m s.l.m.), monte Lungo (530 m s.l.m.), i Valloni di Fonte Vitabbia (450 m s.l.m.) e monte Raschio (552 m s.l.m.). Il SIC era stato candidato al riconoscimento di sito naturale UNESCO. Attualmente, l'area protetta comprende al suo interno il sito UNESCO della Faggeta vetusta depressa di monte Raschio di Oriolo Romano, entrata a far parte nel 2017 dei siti UNESCO Patrimonio Mondiale Naturale dell'Umanità, mentre la candidatura della faggeta nel territorio di Bassano Romano è stata rigettata dal World Heritage Committee causa i tagli indiscriminati di 440 faggi avvenuti nel 2012 tra monte Termine e i Valloni di Fonte Vitabbia.[7] Nonostante l'esclusione, i tagli dei faggi non si sono fermati e sono continuati fino ad ottobre 2017, secondo quanto stabilito nel Piano di assestamento forestale (2005-2015) adottato dall’Università agraria di Bassano Romano; sono stati sospesi solo con l'intervento della Regione Lazio[8] peraltro su sollecitazione dalla nuova consigliatura della locale UA.[9]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[10]

 

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

La stazione di Bassano Romano posta sulla linea Viterbo-Roma era a servizio del centro abitato fino al 2000. Vi transitano i treni diretti a Roma e a Viterbo, ma nessun treno effettua fermata. Le stazioni attive più vicine sono quelle di Capranica-Sutri (6 km) e di Oriolo (9 km).

AmministrazioneModifica

Nel 1964 Bassano di Sutri cambia denominazione in Bassano Romano.

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Bassano Romano fa parte del Servizio Associato di Vigilanza della Bassa Tuscia con i comuni di Oriolo Romano, Vejano, Barbarano Romano e Canale Monterano.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Faggete di Monte Raschio e Oriolo, su Natura 2000, 15 marzo 2018. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  4. ^ I Giustiniani di Genova - BASSANO ROMANO "L'ANTICO FEUDO DEI GIUSTINIANI" Giustiniani.info
  5. ^ D.P.R. n. 4 del 6 gennaio 1964 “Mutamento della denominazione del comune di Bassano di Sutri in quella di Bassano Romano in provincia di Viterbo”[collegamento interrotto], GU n40 pag 683, 15 febbraio 1964.
  6. ^ Decreto ministeriale 6 dicembre 2016, n. , articolo 1, in materia di "Designazione di una zona speciale di conservazione (ZSC) della regione biogeografica alpina, di una ZSC della regione biogeografica continentale e di 140 ZSC della regione biogeografica mediterranea insistenti nel territorio della Regione Lazio, ai sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357" in GU SG n.301 27 dicembre 2016, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  7. ^ Sulla questione dei tagli dei faggi a Bassano Romano si è occupata a lungo la stampa locale riportando la cronaca ed ospitando interventi di associazioni di protezione ambientale, si veda gli articoli: Enza Ferri, Alessandro Moroni, Salviamo la Faggeta, in TusciaWeb, 7 settembre 2011. URL consultato il 14 ottobre 2019. Enzo Calevi (delegato sezione LIPU Viterbo), “Stanno distruggendo la faggeta”, in TusciaWeb, 8 novembre 2011. URL consultato il 14 ottobre 2019. Redazione, Tagli alla faggeta di Bassano Romano: indagini a spron battuto, in Corriere di Viterbo, 7 gennaio 2013. URL consultato il 14 ottobre 2019. Fulco Pratesi, Il taglio del bosco (di Biancaneve), in Corriere della Sera - Roma, 22 febbraio 2013. URL consultato il 14 ottobre 2019.; Enza Ferri, responsabile sez. Tutela Ambiente Prociv-Arci Bassano Romano, A rischio la Faggeta monumento millenario, in faggetalagodivico.it, 25 febbraio 2013. URL consultato il 14 ottobre 2019.; Circolo di Rifondazione comunista di Bassano Romano – Oriolo, La faggeta di Bassano Romano fuori dall’Unesco, in TusciaWeb, 25 febbraio 2016. URL consultato il 14 ottobre 2019.; Redazione, Tagli alla faggeta di Bassano: un crimine contro l'umanità, in Corriere di Viterbo, 12 marzo 2016. URL consultato il 14 ottobre 2019. Esistono, inoltre, filmati che documentano il taglio della faggeta disponibili sul canale YouTube “sentinellebassano”:   Sentinelle dei boschi Prociv-Arci Bassano Romano, Fonte Vitabbia Riserva integrale e Crimine ambientale, su YouTube, 27 marzo 2012. URL consultato il 14 ottobre 2019.;  Sentinelle dei boschi Prociv-Arci Bassano Romano, C'era una volta il bosco, su YouTube, 27 marzo 2012. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  8. ^ Ugo Baldi, Bassano Romano, la Regione Lazio blocca il taglio boschivo della faggeta, in Il Messaggero - Viterbo, 26 ottobre 2017. URL consultato il 14 ottobre 2019. Gino De Paolis, capogruppo “Insieme per il Lazio”, “Faggeta Bassano, sospesi i tagli boschivi”, in TusciaWeb, 26 ottobre 2017. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  9. ^ Redazione, “I boschi di Bassano Romano non si toccano”, in ViterboPost, 23 ottobre 2017. URL consultato il 14 ottobre 2019.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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