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Belmonte in Sabina

comune italiano
(Reindirizzamento da Belmonte Sabino)
Belmonte in Sabina
comune
Belmonte in Sabina – Stemma Belmonte in Sabina – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoDanilo Imperatori (lista civica) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate42°19′N 12°54′E / 42.316667°N 12.9°E42.316667; 12.9 (Belmonte in Sabina)Coordinate: 42°19′N 12°54′E / 42.316667°N 12.9°E42.316667; 12.9 (Belmonte in Sabina)
Altitudine756 m s.l.m.
Superficie23,65 km²
Abitanti627[1] (30-4-2017)
Densità26,51 ab./km²
Comuni confinantiLongone Sabino, Rieti, Rocca Sinibalda, Torricella in Sabina
Altre informazioni
Cod. postale02020
Prefisso0765
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057005
Cod. catastaleA765
TargaRI
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Nome abitantibelmontesi
PatronoMaria SS. della Croce
Giorno festivo10 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Belmonte in Sabina
Belmonte in Sabina
Belmonte in Sabina – Mappa
Posizione del comune di Belmonte in Sabina nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Belmonte in Sabina (Bermòntë in dialetto sabino[2]) è un comune italiano di 627 abitanti della provincia di Rieti, in Lazio.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Belmonte in Sabina sorge a 756 metri di altezza sul livello del mare, su un costone dei monti Sabini.

ClimaModifica

Classificazione climatica: zona E, 2741 GR/G

StoriaModifica

A Belmonte in Sabina sorgeva Palatium, antica città degli Aborigeni (mitologia), riportata da Dionigi di Alicarnasso appena 4,5 km a sud di Rieti[3], lungo la Via Quinzia (corrispondente al tratto della Salaria compreso tra il capoluogo reatino e Passo Corese)[4]. La città di Palatium era compresa tra Reate e Trebula (oggi Monteleone in Sabina) ed è stata recentemente localizzata[5]. In località Grotte Zoccani (presso la frazione di Seconde Ville) è venuto alla luce un insediamento in grotta di epoca pre-protostorica, con reperti pertinenti ad una lunga frequentazione del sito tra l’Eneolitico e l’età del Bronzo[6]. In località Guardiola, presso la Valle del Turano, era presente un antico luogo di culto, con tanto di menhir (oggi rotolato a valle).

La località continuò ad essere frequentata anche in epoca romana. Non lontano da Belmonte, in località Terze Ville, è presente un muraglione in opera poligonale di III - IV maniera, lungo circa 20 metri ed alto 4, databile tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C. Queste mura dovevano sostenere un terrazzamento soprastante a destinazione agricola oppure abitativa. Queste strutture in opera poligonale attestano una continuità di vita del sito ancora in età repubblicana, confermando l’espressione di Dionigi che riporta Palatium “abitata dai Romani fino ai miei giorni”.

La vicina chiesetta di Sant’Elena venne eretta al di sopra di un precedente tempietto romano, di cui si conservano sul posto alcuni elementi architettonici in marmo.

Le origini del borgo sono medievali, anche se i documenti disponibili non consentono di fissarne la data certa. I primi che citano un castrum Belmontis risalgono agli inizi del XIV secolo, quando un centro fortificato era già sicuramente costituito. Si trattava comunque di una piccola comunità che, sulla scorta del consumo del sale, si stima di sole 250 anime. Nato come rocca di difesa, Belmonte appartenne alla Chiesa e divenne feudo di varie famiglie. Dai feudatari iniziali, i Brancaleoni, passò ai Cesarini. Di questa casata fu Gabriele a governare nei momenti più critici: fu lui a ricostruire un feudo unitario, se così può dirsi, con l’acquisto di varie porzioni alienate ad altre famiglie. Con il suo atteggiamento autoritario provocò nel 1483 la ribellione dei massari locali, che chiesero l’aiuto di Rieti. L’assedio che ne derivò fu respinto, se è vero che nel 1501 Gabriele Cesarini otteneva addirittura la protezione di papa Borgia, Alessandro VI.

Nel XVII secolo il feudo veniva venduto insieme a Rocca Sinibalda ai fratelli Ciriaco e Asdrubale Mattei. Dai Mattei, insieme ad Antuni e a Rocca Sinibalda, passò ai Lante della Rovere. Nel 1681 Belmonte fu eletto a marchesato da papa Innocenzo XI e infine venne acquistato e infeudato con chirografo di papa Pio VII del 1781 al Marchese Amanzio Lepri insieme al feudo di Rocca Sinibalda. Un periodo di grande crescita il paese lo registrò tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, quando raggiunse il massimo storico della sua popolazione, con 1250 abitanti circa. Una crescita che presto fu “compensata” dall’emigrazione, che ebbe il suo punto più alto nel periodo 1951-81, quando la popolazione si dimezzò.

Da un punto di vista artistico, nel paese è interessante la Parrocchiale di San Salvatore, che custodisce nell’abside un affresco raffigurante San Giovanni Battista, ascrivibile al primo Cinquecento, ed una copia di ottima qualità del San Michele Arcangelo di Guido Reni (la copia fu ordinata a spese dei fedeli nel XVIII secolo). Apparteneva alla parrocchiale anche una bellissima croce astile creata da un orafo abruzzese del Cinquecento che ora, però, si trova a Rieti.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 28 persone[8] (4,40%).

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

A valle del paese, circa due chilometri a sud di esso, scorre la strada provinciale n. 34 "Turanense", che collega Belmonte da un lato alla Salaria, in località "Hotel Salario", e dall'altro al Lago del Turano.

Belmonte è collegato alla Turanense da una breve diramazione, la provinciale 34/a di Belmonte. Questa strada continua anche oltre il paese, in direzione nord, con il nome di "Via Ville"; la strada termina sulla Salaria, in località Maglianello Basso, e rappresenta la via più diretta per il capoluogo Rieti sebbene sia molto stretta.

La Strada statale 4 Via Salaria è l'arteria di maggiore importanza, che collega il comune a Roma e al capoluogo Rieti, nonché alle città di L'Aquila e Ascoli Piceno.

FerrovieModifica

Belmonte non è servito da alcuna linea ferroviaria; la stazione più vicina è quella di Rieti, che dista circa 15 km, posta sulla linea secondaria Terni-L'Aquila. Il paese avrebbe dovuto essere collegato dalla Ferrovia Salaria (Roma-Rieti-Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto), che fu più volte progettata sin dalla fine dell'Ottocento, ma mai realizzata. La costruzione della ferrovia Rieti-Passo Corese, che completerebbe il tratto Rieti-Roma, è prevista dalla legge obiettivo[9] ed è tuttora oggetto di discussione.

AmministrazioneModifica

Nel 1923, Belmonte in Sabina passò dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio.

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Belmonte in Sabina passò dalla provincia di Roma a quella di Rieti.

Periodo Primo Cittadino Partito Carica
2004 2009 Maria Castellani lista civica Sindaco
2009 2013 Maria Castellani lista civica Sindaco
2013 2018 Danilo Imperatori insieme per Belmonte Sindaco
2018 in carica Danilo Imperatori insieme per Belmonte Sindaco

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 71.
  3. ^ Dionigi di Alicarnasso, Storia di Roma arcaica (Le antichità romane), I, 14: “Palazio, che dista venticinque stadi (4,5 km) da Rieti, città abitata dai Romani fino ai miei giorni, vicino alla via Quinzia”. Ne parla anche Varrone, De lingua latina, V, 53: aborigines ex agro Reatino, qui appellatur Palatium, ibi consederunt
  4. ^ Secondo altri studiosi invece la Via Quinzia corrisponde grossomodo all’odierna Via Turanense. F. Martelli, Le antichità de’ Sicoli, L'Aquila, 1830-35, pagg. 194-195, 201 e 301
  5. ^ Christian Mauri, La Sabina prima dei Sabini: gli Aborigeni e l’età del Bronzo. I santuari romani in opera poligonale, Aracne editrice 2018, pagg. 13-17
  6. ^ M. Firmani, Panorama archeologico sabino alla luce di recenti acquisizioni, in Preistoria, storia e civiltà dei Sabini, Rieti 1985, pagg. 99-124 ed anche M. Firmani, Ricerche nella Sabina velina e tiberina, in Archeologia Laziale II, 1979, pag. 18
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dati ISTAT
  9. ^ Nuova linea ferroviaria Passo Corese-Rieti (scheda n. 68), su Sistema Informativo Legge Opere Strategiche. URL consultato il 16 marzo 2016.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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