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Carlo VII di Baviera

sovrano

BiografiaModifica

I primi travagliati anni di vitaModifica

 
Il principe-elettore Massimiliano II Emanuele di Baviera, padre di Carlo Alberto, si alleò coi francesi di Luigi XIV e creò le basi per i quindici anni di "prigionia dorata" del piccolo Carlo alla corte austriaca.

Carlo Alberto era figlio del principe-elettore Massimiliano II Emanuele di Baviera e della sua seconda moglie Teresa Cunegonda di Polonia, figlia del re polacco Giovanni III Sobieski. Nacque a Bruxelles, dal momento che suo padre si trovava in quella città come governatore dei Paesi Bassi spagnoli, ma già dal 1701, con lo scoppio della guerra di successione spagnola, fu costretto a riparare con la famiglia a Monaco di Baviera.

Fu in quell'anno, infatti, che suo padre si alleò con la Francia di Luigi XIV nella speranza di poter ottenere dei vantaggi per la Baviera e soprattutto di poter finalmente sconfiggere l'Austria: l'obiettivo principale era per proporsi come nuovo imperatore del Sacro Romano Impero ai principi tedeschi, presso i quali, però, riusci solo a guadagnarsi la nomea di traditore. La Baviera nel contempo venne occupata dall'Austria e Massimiliano II Emanuele dovette riparare in esilio in Francia. I suoi figli furono tenuti in ostaggio da Giuseppe I presso la corte austriaca e anche Carlo Alberto venne educato con i suoi fratelli a Klagenfurt e a Graz.

Al termine della guerra di successione spagnola nel 1715, Massimiliano II Giuseppe ottenne la grazia di poter rientrare come sovrano in Baviera, prestando giuramento di fedeltà all'Imperatore; vennero così liberati anche i suoi figli e la moglie.

A partire dal 3 dicembre 1715 il giovane Carlo Alberto, ormai in età formalmente da reggenza, intraprese il suo Grand Tour, recandosi in Italia. Fece ritorno in patria nel 1716, per poi partire con un contingente bavarese nel 1717 in una spedizione contro i turchi.

Soggiornando alla corte viennese, conobbe e poi sposò nel 1722 Maria Amalia d'Asburgo, figlia minore dell'Imperatore Giuseppe I e perciò cugina dell'arciduchessa d'Austria e Regina d'Ungheria-Boemia, Maria Teresa d'Austria. Per questo matrimonio vennero indette feste grandiose a Monaco di Baviera, anche perché esso era interpretato come segno di una riappacificazione tra Austria e Baviera. Il contratto matrimoniale, però, richiedeva anche che Carlo Alberto rinunciasse formalmente a qualsiasi pretesa sui possedimenti asburgici.

Nel settembre del 1725 si recò in rappresentanza ufficiale per la Baviera alle nozze di Luigi XV di Francia, occasione che gli consentì di riprendere i rapporti col regno francese, coerentemente con gli indirizzi della politica paterna.

Principe-ElettoreModifica

 
Carlo Alberto, principe-elettore di Baviera

Alla morte di suo padre, il 26 gennaio 1726 Carlo Alberto gli succedette come principe elettore di Baviera. Negli anni immediatamente successivi egli proseguì sostanzialmente la politica paterna di ritrovata fedeltà agli Asburgo d'Austria e si occupò attivamente dell'arricchimento e dell'abbellimento del proprio stato; in particolare, fece allestire il parco di Nymphenburg, in cui fece inserire il padiglione di caccia detto Amalienburg in onore della moglie. Per la propria amante, la baronessa Morawitzki Topor, fece costruire il Palais Porcia di Monaco e poi la fece sposare a un principe tedesco. Da un'altra delle sue amanti, Sophie Caroline von Ingelheim, ebbe nel 1723 un figlio illegittimo, Francesco Ludovico al quale venne riconosciuto il titolo di conte di Holstein e la disponibilità dell'omonimo palazzo, a Monaco di Baviera.

ImperatoreModifica

 
Allegoria dell'incoronazione di Carlo VII a Imperatore del Sacro Romano Impero
 
Ritratto dell'imperatore Carlo VII, opera di George Desmarées.

Secondo le disposizioni di Leopoldo I, padre degli imperatori Giuseppe I e Carlo VI, in caso di mancanza di successori maschi le figlie di Giuseppe I avrebbero dovuto prevalere su quelle di Carlo VI. Ma nell'atto del matrimonio Maria Amalia aveva rinunciato ai suoi diritti e Carlo Alberto aveva riconosciuto la Prammatica Sanzione, che annullava le disposizioni di Leopoldo I. Tuttavia Carlo VII protestò contro la Prammatica Sanzione e alla morte di Carlo VI avanzò pretese sugli stati ereditari d'Austria. Conquistata con l'aiuto francese Praga, il 7 dicembre 1741 venne nominato re di Boemia e il 12 febbraio 1742 incoronato Imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di Carlo VII, dopo due anni di vacanza della carica, seguiti al decesso di Carlo VI. Subito dopo l'incoronazione, però, gli austriaci occuparono la Baviera ed egli dovette fuggire, ritrovandosi, a dispetto dei titoli, in condizioni tali da indurlo a paragonarsi al biblico Giobbe.[1] La sua ascesa al trono imperiale fu favorita dal maresciallo Belle-Isle.[2]

L'anno successivo Carlo Alberto affidò l'esercito bavarese al feldmaresciallo Friedrich Heinrich von Seckendorff. L'intervento di Federico II di Prussia, che aprì la seconda guerra di Slesia nell'agosto del 1744, sembrò dare un po' di respiro alla Baviera, dalla quale le truppe austriache dovettero ritirarsi consentendo il rientro di Carlo Alberto. Tuttavia si trattò solo di una breve pausa, poiché poco dopo gli austriaci la rioccuparono e Carlo Alberto si sottrasse a mala pena alla cattura da parte del nemico. La Baviera fu però liberata nel 1744 dagli alleati francesi e Carlo VII poté così ritornare alla sua capitale.

Alla sua morte, avvenuta il 20 gennaio 1745 venne sepolto nella Chiesa dei Teatini di Monaco di Baviera, mentre il suo cuore venne sepolto nella Gnadenkapelle di Altötting.

Fu il figlio Massimiliano Giuseppe, suo successore come elettore e duca di Baviera, a chiudere il conflitto con l'Austria sottoscrivendo, pochi mesi dopo la morte del padre, il trattato di Füssen (22 aprile 1745).

CulturaModifica

Il regno di Carlo Alberto fu il culmine dell'era rococò bavarese. Il castello di Nymphenburg fu completato durante il suo regno: il gran circolo (Schlossrondell) delle dimore barocche erette lì era inteso come punto di partenza per una nuova città (Carlstadt), ma questo non avvenne. Carlo Alberto dimorò lì e il palazzo divenne la residenza estiva preferita dei sovrani di Baviera. Per la Residenza di Monaco, Carlo Alberto ordinò la costruzione della Galleria Ancestrale e delle Sale Ornate. Acquistò il Palazzo Porcia nel 1731 e fece restaurare la villa in stile rococò nel 1736 per una delle sue amanti, la contessa Topor-Morawitzka; la villa prese il nome dal marito della contessa, il principe Porcia. Ordinò anche a François de Cuvilliés, capo architetto della corte, di costruire il Palazzo Holnstein per un'altra sua amante, Sophie Caroline von Ingenheim, la contessa Holnstein, tra il 1733 e il 1737. Cuvilliés costruì l'Amalienburg a Monaco anche per Carlo Alberto e sua moglie Maria Amalia, un elaborato casino di caccia progettato in stile rococò tra il 1734 e il 1739. Tra gli artisti bavaresi più dotati ai tempi di Carlo Alberto vi furono Johann Michael Fischer, Cosmas Damian Asam e Egid Quirin Asam, Johann Michael Feuchtmayer, Matthäus Günther, Johann Baptist Straub e Johann Baptist Zimmermann.

Matrimonio ed erediModifica

Dal matrimonio con Maria Amalia d'Asburgo nacquero i seguenti figli:

Nome Ritratto Nascita Morte Note
Massimiliana 1723 Morì durante l'infanzia
Maria Antonia di Baviera
Elettrice di Sassonia
  18 luglio 1724 23 aprile 1780 Sposò nel 1747 Federico Cristiano di Sassonia, ebbe figli
Teresa Benedetta di Baviera   6 dicembre 1725 29 marzo 1743 Morì nubile
Massimiliano III Giuseppe
Elettore di Baviera
  28 marzo 1727 30 dicembre 1777 Sposò nel 1747 Maria Anna Sofia di Sassonia, senza figli
Giuseppe Luigi Leone 25 agosto 1728 2 dicembre 1733 Morì durante l'infanzia
Maria Anna Giuseppa di Baviera
Margravina di Baden-Baden
  7 agosto 1734 7 maggio 1776 Sposò nel 1755 Luigi Giorgio, Margravio di Baden-Baden, senza figli
Maria Giuseppa di Baviera
Imperatrice del Sacro Romano Impero
  30 marzo 1739 28 maggio 1767 Sposò nel 1765 Giuseppe II, Imperatore del Sacro Romano Impero, senza figli

Ebbe inoltre anche un figlio illegittimo da Sophie Caroline von Ingelheim:

  • Francesco Ludovico von Holstein (1723-1780), che sposò Anna Marie zu Löwenfeld, figlia illegittima di Clemente Augusto di Baviera, arcivescovo di Colonia.

AscendenzaModifica

Carlo VII, Sacro Romano Imperatore Padre:
Massimiliano II Emanuele, Elettore di Baviera
Nonno paterno:
Ferdinando Maria, Elettore di Baviera
Bisnonno paterno:
Massimiliano I, elettore di Baviera
Trisnonno paterno:
Guglielmo V di Baviera
Trisnonna paterna:
Renata di Lorena
Bisnonna paterna:
Maria Anna d'Asburgo
Trisnonno paterno:
Ferdinando II del Sacro Romano Impero
Trisnonna paterna:
Maria Anna di Baviera
Nonna paterna:
Enrichetta Adelaide di Savoia
Bisnonno paterno:
Vittorio Amedeo I di Savoia
Trisnonno paterno:
Carlo Emanuele I di Savoia
Trisnonna paterna:
Caterina Michela d'Asburgo
Bisnonna paterna:
Maria Cristina di Borbone-Francia
Trisnonno paterno:
Enrico IV di Francia
Trisnonna paterna:
Maria de' Medici
Madre:
Teresa Cunegonda Sobieska di Polonia
Nonno materno:
Giovanni III Sobieski
Bisnonno materno:
Jakub Sobieski
Trisnonno materno:
Marek Sobieski
Trisnonna materna:
Jadwiga Snopkowska
Bisnonna materna:
Zofia Teofillia Daniłowicz
Trisnonno materno:
Jan Daniłowicz
Trisnonna materna:
Zofia Żółkiewska
Nonna materna:
Maria Casimira Luisa de la Grange d'Arquien
Bisnonno materno:
Henri Albert de La Grange d'Arquien
Trisnonno materno:
Antoine de La Grange d'Arquien
Trisnonna materna:
Anne d'Ancienville
Bisnonna materna:
Françoise de La Châtre
Trisnonno materno:
Baptiste de La Châtre
Trisnonna materna:
Gabrielle Lamy

NoteModifica

  1. ^
    (DE)

    «Meine Krönung ist gestern vor sich gegangen, mit einer Pracht und einem Jubel ohne gleichen, aber ich sah mich zur gleichen Zeit von Stein- und Gichtschmerzen angefallen. Krank, ohne Land, ohne Geld, kann ich mich wahrlich mit Job, dem Mann der Schmerzen vergleichen [...]»

    (IT)

    «La mia incoronazione è avvenuta ieri, con magnificenza e giubilo senza pari, ma io mi vedo nel contempo assalito dalla calcolosi e dalla gotta. Ammalato, senza patria, senza denaro, posso veramente paragonarmi a Giobbe, all'Uomo dei Dolori [...]»

    (dal diario giornaliero di Carlo Alberto di Baviera)
  2. ^ James Bryce, Il Sacro Romano Impero, a cura di Paolo Mazzeranghi, D'Ettoris Editori, pp. 439 e 442, ISBN 978-88-9328-032-7.

BibliografiaModifica

OnorificenzeModifica

Altri progettiModifica

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