Charles Lindbergh

aviatore statunitense
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Charles Lindbergh
Col Charles Lindbergh.jpg
Charles A. Lindbergh (Jr) signatures.jpg
SoprannomeLucky Lindy
Lone Eagle
Slim
NascitaDetroit, 4 febbraio 1902
MorteMaui, 26 agosto 1974 (72 anni)
Luogo di sepolturaPalapala Ho'omau Church, Kipahulu, Maui, Hawaii
Dati militari
Paese servitoStati Uniti Stati Uniti
Forza armataUSAAC Roundel 1919-1941.svg United States Army Air Corps
US Army Air Corps Hap Arnold Wings.svg United States Army Air Forces
Seal of the United States Department of the Air Force.svg United States Air Force
Anni di servizio1925–1941,
1954–1974
GradoBrigadiere generale
Altre caricheAviatore, inventore, esploratore, attivista
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Charles Augustus Lindbergh (Detroit, 4 febbraio 1902Maui, 26 agosto 1974) è stato un aviatore statunitense.

BiografiaModifica

Era figlio di immigrati svedesi: il padre era avvocato e successivamente sarebbe stato membro del Congresso degli Stati Uniti e forte oppositore dell'intervento degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale mentre la madre era insegnante di chimica.

Nel 1924 fu ammesso al corso di pilota dell'aviazione dell'esercito e l'anno dopo fu uno dei 18 su 104 cadetti a diplomarsi, guadagnando così le ali di pilota, con il grado di secondo tenente. Scelse di essere istruttore di volo nell'aviazione civile, e fu posto nella riserva, in uno squadrone aereo della Guardia nazionale del Missouri, dove nel 1926 raggiunse il grado di capitano. Nell'aprile 1926 entrò nel servizio aereo postale statunitense, dove inaugurò alcune nuove rotte.

La prima trasvolata atlantica in solitariaModifica

 
Lindbergh in tenuta da aviatore

Il 20 maggio e 21 maggio 1927 Lindbergh compì la prima traversata aerea in solitario e senza scalo dell'Oceano Atlantico (gli aviatori britannici John Alcock ed Arthur Whitten Brown avevano già effettuato la traversata senza scalo dell'Oceano Atlantico nel 1919, tra l'altro in minor tempo, avendo percorso una tratta molto più breve tra l'estremità orientale della costa canadese e quella occidentale dell'Irlanda, ma non in solitario). Partito alle 7.52 del 20 maggio dal Roosevelt Field, vicino a New York, giunse a destinazione alle 22.00 del 21 maggio, dopo 33 ore e 32 minuti esatti, al Champs de Le Bourget, nei pressi di Parigi, a bordo del suo monoplano leggero, battezzato Spirit of Saint Louis. Dovendo ridurre al minimo i pesi a bordo dell'aeromobile, rinunciò alla radio ricetrasmittente per portarsi un thermos di caffè. In quanto massone[1], Lindbergh portò con sé in volo la bandiera della sua Loggia, "Keystone Lodge N. 243", Saint‑Louis, Missouri[senza fonte].

Quella magica impresa, compiuta ancora agli albori dell'aviazione, lo consegnò direttamente alla leggenda e a prestigiosi riconoscimenti. Il presidente Calvin Coolidge gli concesse la Distinguished Flying Cross e lo nominò colonnello della riserva dell'aviazione degli Stati Uniti. Il governo francese gli concesse invece la Legion d'onore. Nello stesso anno, Lindbergh venne eletto dal TIME «Man of the Year».

Il rapimento del figlio Charles Jr.Modifica

 
Un'altra foto di Charles Lindbergh
 Lo stesso argomento in dettaglio: Rapimento Lindbergh.

Il nome di Lindbergh è legato anche alla triste vicenda del rapimento e dell'uccisione del figlioletto Charles August, uno dei primi casi di rapimento ad aver avuto risonanza internazionale. Il piccolo, di due anni d'età, fu rapito in circostanze misteriose il 1º marzo 1932 dall'abitazione di campagna dei Lindbergh, nel paese natio della moglie. Anche se fu pagato il riscatto, il piccolo non venne restituito alla famiglia e fu ritrovato, privo di vita, il 12 maggio a Hopewell, una località del New Jersey a poche miglia di distanza da casa Lindbergh.

Del rapimento di Baby Lindbergh fu accusato Bruno Hauptmann, un immigrato tedesco, carpentiere ed ex detenuto, che venne processato tre anni più tardi. Malgrado si fosse sempre proclamato innocente, Hauptmann venne giustiziato sulla sedia elettrica il 3 aprile 1936. Per difendere la propria privacy, nel dicembre del 1935 i Lindbergh si trasferirono in Europa con i loro due bambini piccoli e, fino al loro ritorno nella primavera del 1939, risiedettero principalmente in Inghilterra.

Le simpatie per il nazionalsocialismoModifica

Su invito dell'esercito americano, Lindbergh si recò in Germania per raccogliere informazioni sugli sviluppi dell'aviazione nazista; a tale scopo, compì ripetute visite fra il 1936 ed il 1939. Assistette alle Olimpiadi di Berlino del 1936, che si svolsero alla presenza di Adolf Hitler e più tardi scrisse di Hitler ad un amico: «È sicuramente un grand'uomo, e credo che abbia fatto molto per il popolo tedesco».

Nell'ottobre del 1938, durante una cena all'ambasciata americana di Berlino, per ordine del Führer, il Maresciallo dell'Aria Hermann Göring offrì a Lindbergh la Croce di Servizio dell'Ordine dell'Aquila tedesca (un medaglione d'oro con quattro piccole svastiche), concesso agli stranieri per servizi prestati al Terzo Reich.

Nel 1939 Lindbergh, di ritorno negli Stati Uniti, entrò in servizio attivo come colonnello nell'aviazione militare americana.

Volo sopra Bruxelles di Lindbergh

Nella primavera del 1940, alla Yale University, venne fondato l'America First Committee - di cui Lindbergh fu il portavoce e che arrivò ad avere più di 800.000 iscritti paganti, tra cui anche i giovani futuri presidenti John F. Kennedy e Gerald Ford - per contrastare la linea interventista di Franklin Delano Roosevelt e promuovere l'isolazionismo; in ottobre Lindbergh, a Yale, parlò a tremila persone chiedendo che gli Stati Uniti riconoscessero "le nuove potenze europee" e dichiarando che "la razza ebraica" era tra coloro che con più forza ed efficacia spingevano gli Stati Uniti, "per ragioni che non sono americane", verso l'intervento nella guerra. La moglie Anne Morrow Lindbergh pubblicò il suo terzo libro, The Wave of the Future, definito dall'allora Ministro degli Interni Harold Ickes "la Bibbia di ogni nazista americano".

Durante il suo viaggio in Germania Lindbergh aveva ammirato la potenza militare e l'organizzazione tecnologica dell'aviazione tedesca, vedendo nel Terzo Reich il vero baluardo contro il comunismo di Stalin. Si batté affinché l'America restasse neutrale nella seconda guerra mondiale, anche quando fu chiaro quali fossero i propositi di Hitler, arrivando ad accusare gli ebrei di aver portato l'Europa nel conflitto e di esserne una delle cause.[2]

Invitato da Roosevelt a restituire la decorazione nazista, rifiutò, definendola «una inutile offesa alla leadership tedesca». Il presidente mise in dubbio apertamente la sua lealtà e ciò spinse Lindbergh a presentare le dimissioni da colonnello pilota al Ministro della Guerra.

Nella seconda guerra mondialeModifica

Parlò ancora a vasti pubblici contro l'intervento americano nella guerra europea fino al dicembre del 1941 quando, in seguito all'attacco giapponese a Pearl Harbor, gli Stati Uniti dichiararono guerra all'Impero giapponese. Pochi giorni dopo la Germania dichiarò guerra agli Usa, seguita dall'Italia.

Nel gennaio del 1942 Lindbergh si recò a Washington per cercare di farsi reinserire nell'aeronautica militare, ma l'amministrazione americana e la stampa l'osteggiarono e Roosevelt inizialmente oppose il suo netto rifiuto. Fallirono anche diversi tentativi di trovare lavoro nell'industria aeronautica fino alla primavera del 1942, quando, con l'approvazione del governo, diventò consulente al programma di sviluppo dei bombardieri della Ford.

Nel 1943 divenne istruttore dei piloti del Vought F4U Corsair dell'Aviazione di Marina e nel 1944, dopo un periodo di lavoro in Florida per collaudare diversi tipi di nuovi aerei, tra cui il bombardiere B-29 Superfortress della Boeing, ricevette il permesso di recarsi nell'Oceano Pacifico per studiare i Corsair in azione. Passato a fare da consulente sul campo per i Lockheed P38 Lightning, sviluppò nuove tecniche di pilotaggio per il volo su lunghe distanze, Quindi iniziò con questi a svolgere missioni di combattimento e bombardamento contro obiettivi giapponesi di base in Nuova Guinea. Partecipò a 50 missioni ed abbatté un aereo da attacco giapponese del tipo Ki 51 Sonia.

Nel dopoguerraModifica

Alla fine della guerra riprese il lavoro al programma di sviluppo dei caccia per la United Aircraft. Nel 1954 il suo libro The Spirit of St. Louis ebbe il Premio Pulitzer per la biografia e autobiografia. Sempre quell'anno, su raccomandazione del presidente Dwight D. Eisenhower, Lindbergh fu nominato generale di brigata nella riserva dell'U.S. Air Force.

Nel 1967 fu inserito nella National Aviation Hall of Fame. Lindbergh morì nel 1974 e venne sepolto nel cimitero di Kipahulu, sull'isola di Maui, Hawaii.

OnorificenzeModifica

Onorificenze statunitensiModifica

  Medal of Honor
«Per aver mostrato eroico coraggio e qualità di navigatore, a rischio della propria vita, nel volo senza soste con il suo aeroplano, lo "Spirit of St. Louis" dalla città di New York a Parigi in Francia il 20-21 maggio 1927, con il quale il Capitano Lindbergh non solo ha raggiunto il più grande trionfo di ogni cittadino Americano, ma ha anche dimostrato che è possibile l'attraversamento dell'oceano tramite aereo[3]»
— Oceano Atlantico - 20-21 maggio 1927
  Medaglia d'oro del Congresso
— 4 maggio 1928
  Distinguished Flying Cross

Onorificenze straniereModifica

  Cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
  Cavaliere con Stella dell'Ordine dell'Aquila Tedesca (Germania nazista)
  Royal Air Force Cross (Regno Unito)

Influenza culturale di LindberghModifica

Dopo l'epica trasvolata atlantica, egli divenne una delle più grandi celebrità apparse nella prima metà del Novecento, tra i primi a essere esposto al bagliore inesorabile dei moderni mass media. Il suo nome e la sua faccia apparvero sugli schermi dei film, in radio, nei libri, sui giornali, magazines e quotidiani, trasformando un timido e quieto giovane uomo del Minnesota in un'icona nazionale degli USA, emblema della modernità e apostolo dei valori tradizionali. Il rapimento e l'uccisione del piccolo Lindbergh avvenne durante gli anni della Grande Depressione, destando un enorme impatto internazionale. Quando in Europa scoppiò la guerra, egli usò la propria celebrità per promuovere in appassionati discorsi la causa dell'isolazionismo contro ogni coinvolgimento degli USA, incoraggiando a suo rischio e pericolo tensioni sociali e politiche.

LetteraturaModifica

Agatha Christie traspose la crudele vicenda del rapimento e assassinio del figlio di Lindbergh nel celeberrimo romanzo poliziesco Assassinio sull'Orient Express. Qui, l'assassinio di una bambina rapita, Daisy Armstrong, trova giustizia nell'uccisione rituale del misterioso Mister Ratchett, alias dell'italiano Cassetti, reo del nefando delitto. A risolvere il caso è Hercule Poirot.

Lo scrittore statunitense Philip Roth pubblicò nel 2004 il suo romanzo Il complotto contro l'America, ponendo al centro la figura di Lindbergh. Ipotizzando una storia alternativa (o ucronica), egli si candida alla presidenza degli USA nel 1940, sconfiggendo il presidente in carica Franklin Delano Roosevelt. Dietro un programma isolazionista di facciata - a quel tempo approvato dalla maggioranza degli americani - il leader Lindbergh porta avanti un'alleanza con la Germania nazista di Adolf Hitler e con il Giappone.

Dallo stesso romanzo è stata tratta una miniserie tv, Il complotto contro l'America (2020).

CinemaModifica

L'exploit transoceanico di Lindbergh è stato raccontato nel film L'aquila solitaria (The Spirit of St. Louis, 1957) diretto da Billy Wilder e con James Stewart nella parte del protagonista.

Il rapimento del piccolo Lindbergh ispirò il film Il caso Lindbergh (The Lindbergh Kidnapping Case, 1976), diretto da Buzz Kulik e interpretato da Cliff De Young, Anthony Hopkins, Joseph Cotten, Martin Balsam, Tony Roberts.

Dal romanzo di Agatha Christie fu tratto il film omonimo Assassinio sull'Orient Express.

Viene inoltre marginalmente trattato nel film J. Edgar (2011), diretto da Clint Eastwood ed interpretato da Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts, Ed Westwick.

Nella serie TV timeless, puntata 14 della prima stagione, si parla della sua storia. È uno dei personaggi della serie tv della HBO Il complotto contro l'America.

MusicaModifica

Il ragazzo del cielo (Lindbergh) è il titolo di una canzone dei Pooh contenuta nell'album Boomerang del 1978 e dedicata alla famosa impresa. Il brano comincia in un'atmosfera onirica, con un immaginario dialogo notturno tra Lindbergh e la luna in cui l'aviatore racconta alla luna la sua missione e la prega di aiutarlo a non addormentarsi; nella seconda parte, molto più ritmata, si racconta il compimento dell'impresa, con l'arrivo, all'alba, in Francia. Il brano si conclude con la luna che sorride per l'esito dell'impresa del "ragazzo del cielo".

Lindbergh - Lettere da sopra la pioggia è un album musicale di Ivano Fossati uscito nel 1992 e contenente tra le altre la canzone Lindbergh.

In onore alla sua impresa, nel 1928 il ballerino Shorty Snowden battezzò dei nuovi passi di una nuova famosissima danza Jazz con il nome "Lindy Hop" (salto di Lindbergh).

NoteModifica

  1. ^ (FR) Massoni celebri.
  2. ^ Silvio Bertoldi, Grandi voli e cadute dell'aquila Lindbergh, Corriere della Sera, 16 giugno 1999, pag.39.
  3. ^ Originale: "For displaying heroic courage and skill as a navigator, at the risk of his life, by his nonstop flight in his airplane, the "Spirit of St. Louis," from New York City to Paris, France, 20-21 May 1927, by which Capt. Lindbergh not only achieved the greatest individual triumph of any American citizen but demonstrated that travel across the ocean by aircraft was possible".

OpereModifica

  • New-York Parigi senza scalo. La vita straordinaria e l'ardimento atlantico del "Pazzo Volante". Suoi pronostici sull'avvenire dell'aviazione, Milano, Mondadori, 1928, pp. 242.
  • Spirit of St. Louis. La prima trasvolata atlantica, traduzione di Bruno Nappelli, Collana Nuova Atlantide n.3, Torino, Einaudi, 1955, pp. 460.

BibliografiaModifica

  • A. Scott Berg, Lindbergh. L'aquila solitaria, traduzione di Carla Lazzari, Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 1999, pp. 584.

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