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Claudio Graziano

generale italiano

BiografiaModifica

Carriera personaleModifica

Claudio Graziano ha frequentato l'Accademia militare di Modena dal 1972 al 1974, passando quindi alla Scuola di applicazione di Torino, dove è rimasto dal 1974 al 1976, conseguendo la laurea in scienze strategiche militari.[1]

Il suo primo incarico, giunto nel 1976, è stato quello di comandante di un plotone fucilieri del Battaglione alpini "Susa", a Pinerolo, quindi, nel 1977, è diventato vice comandante della compagnia controcarri della Brigata alpina "Taurinense", con cui ha compiuto delle esercitazioni in Danimarca e Norvegia. Dal 1980 è stato comandante di una compagnia mortai e poi di una compagnia alpini presso il Battaglione alpini "Trento", allora parte della Brigata alpina "Tridentina". Nel 1983 è stato nominato comandante della compagnia allievi ufficiali della Scuola militare alpina, di cui ha comandato la compagnia comando fino al 1986.[1]

Dopo aver partecipato al corso di stato maggiore, terminato nel 1987, è stato trasferito allo Stato maggiore dell'Esercito dove è stato ufficiale addetto presso l'ufficio programmi di approvvigionamento. Promosso maggiore nel 1988, dall'anno successivo al 1990 ha frequentato il corso superiore di stato maggiore, al termine del quale è avanzato al grado di tenente colonnello. Con questo grado è stato destinato all'ufficio del capo di stato maggiore dell'Esercito italiano in qualità di capo della segreteria.[1]

Nel 1992 è stato nominato comandante del Battaglione alpini "Susa"; in questa veste ha partecipato alla missione ONUMOZ in Mozambico. Alla fine del 1993 Graziano è stato designato caposezione presso l'ufficio del capo di stato maggiore dell'Esercito. Diventato colonnello nel 1996, ha quindi guidato il 2º Reggimento alpini, per poi passare di nuovo allo stato maggiore come capo ufficio pianificazione. Nel 2001 il colonnello Graziano divenne addetto militare all'ambasciata d'Italia a Washington, dove ha ricevuto la promozione a generale di brigata il 1º gennaio 2002.[1]

Dopo essere tornato in Italia, il 27 agosto 2004 ha assunto il comando della Brigata alpina "Taurinense", incarico che ha mantenuto fino al 2 marzo 2006. Pochi giorni dopo, il 15 marzo, è stato nominato caporeparto operazioni del Comando operativo di vertice interforze della difesa. Contemporaneamente, dal 20 luglio 2005 è stato anche comandante della Brigata multinazionale "Kabul" in Afghanistan, con conseguente responsabilità operativa nella provincia di Kabul fino al 6 febbraio 2006, quando era già avanzato al grado di generale di divisione il 1º gennaio precedente. Il 29 gennaio 2007 il segretario generale delle Nazioni Unite lo ha nominato comandante della forza e capo della missione UNIFIL in Libano, quindi con responsabilità anche della componente civile. Ha mantenuto questa posizione per tre anni, ricevendo il 1º gennaio 2010 la promozione a generale di corpo d'armata. Il 10 febbraio seguente è stato nominato capo di gabinetto del ministro della difesa Ignazio La Russa.[1]

Il 14 ottobre 2011 è stato nominato capo di stato maggiore dell'Esercito Italiano[2] e ha assunto ufficialmente l'incarico il 6 dicembre.[3]

Il 24 dicembre 2014 viene designato Capo di Stato Maggiore della Difesa[4], lasciando il precedente incarico al generale Danilo Errico, ed ha assunto il comando delle Forze Armate italiane dal 28 febbraio 2015 al 5 novembre 2018.

Il 7 novembre 2017 viene designato quale nuovo presidente del Comitato militare dell’Unione europea, incarico che ricopre dal 6 novembre 2018[5].

Vita privataModifica

Il generale Claudio Graziano è anche istruttore militare di sci. Ha frequentato, oltre agli studi militari in Italia, anche l'United States Army War College dal 1996 al 1997. In Italia ha poi conseguito la laurea in scienze diplomatiche e internazionali all'Università degli Studi di Trieste e in scienze sociali all'Accademia agostiniana di Roma, la stessa dove ha ottenuto il master in scienze strategiche.[6]

Vive a Roma assieme alla moglie Marisa Lanucara.[6]

OnorificenzeModifica

Onorificenze italianeModifica

  Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 24 novembre 2011[7][8]
  Grande ufficiale dell'Ordine militare d'Italia
«Comandante delle Unita Militari e Capo della missione UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon), in un contesto operativo complesso ed altamente sensibile, ha condotto con valore, abnegazione, perizia ed altissimo senso di responsabilità gli oltre 13.000 soldati a lui affidati, di cui 2.000 italiani. Con il proprio instancabile, impeccabile e diuturno operato, la grande Unità Multinazionale dava prova di forte coesione, notevole professionalità ed efficienza, raggiungendo gli obiettivi assegnati dalle Nazioni Unite, dimostrando fermezza e lungimiranza nelle differenti, rischiose, a volte imprevedibili, situazioni operative. Sotto la sua incisiva e carismatica azione di comando, improntata alla sintesi e all'equilibrio consentiva, anche nelle circostanze più critiche, il conseguimento di risultati pregevolissimi, unanimemente riconosciuti dalle parti in causa, dalle autorità di vertice dell'O.N.U. e dalla Comunità Internazionale. Chiarissima figura di Ufficiale Generale e leader militare, ha contribuito in modo significativo ad esaltare il prestigio del Paese e delle sue Forze Armate in un teatro operativo ad alta visibilità internazionale. Naqoura (Libano), febbraio 2007 - gennaio 2010.»
— 2 agosto 2010[9]
  Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
«Comandante del contingente nazionale a Kabul e della brigata multinazionale Kabul, impegnato nell'ambito della "International Security and Assistance Force" in Afghanistan, operava con elevatissima professionalità, incondizionato impegno ed altissimo senso del dovere in un difficile contesto ambientale ed operativo. La sua limpida ed efficace azione di comando ed i risultati di altissima valenza operativa conseguiti permettevano di raggiungere completamente i molteplici e delicati compiti affidati alla grande unità alle sue dipendenze. Ufficiale Generale che, grazie al suo encomiabile operato ed ai brillanti risultati conseguiti, ha meritato il plauso della comunità internazionale, assicurando grande lustro all'Italia e alle sue Forze Armate. Kabul (Afghanistan), 20 luglio 2005 - 6 febbraio 2006.»
— 8 giugno 2007[10]
  Croce d'argento al merito dell'Esercito
«Comandante di Battaglione Alpini nella Missione di Pace ONU in Mozambico, si prodigava con impareggiabile slancio e professionalità interiorizzata nello studio, pianificazione, organizzazione, condotta e controllo delle diversificate e complesse attività operative, condividendo sempre in prima persona i disagi ed i pericoli con i propri uomini, intervenendo dove maggiori erano i rischi o i pericoli. Con una intelligente ed incisiva azione di comando, profusa con autentico coraggio nel corso di tutto il periodo d'impiego, costituiva esempio di spirito di sacrificio e di fortissimo attaccamento al dovere suscitando nei suoi alpini genuino entusiasmo, collaborazione sincera ed ammirevole dedizione al servizio, in un contesto di situazione particolarmente difficile. Contribuiva in tal modo in misura determinante al pieno ed ottimale assolvimento di tutti gli onerosi compiti operativi assegnati al proprio battaglione, tanto da accrescere in modo evidente il prestigio dell'Esercito Italiano e del Paese tutto all'estero. Chiaro esempio di eccezionale capacità di comando, profondo attaccamento al dovere e sincera, incondizionata dedizione al Servizio. Regione Centro (Mozambico), 23 marzo - 12 ottobre 1993.»
— 12 maggio 1995[7]
  Medaglia Mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare
  Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa
  Lungo comando (20 anni)
  Croce per anzianità di servizio militare (40 anni)
  Croce commemorativa operazioni in Afghanistan
  Croce commemorativa unificata per le missioni di pace all'estero (4 o più missioni)
  Medaglia d'onore interforze dello Stato Maggiore Difesa
  Ufficiali di diretta collaborazione con il Ministro della Difesa
  Distintivo di merito per ufficiale che ha conseguito un master
  Istruttore militare scelto di sci e di combattimento in montagna
  Istruttore militare di difesa personale e tecnica del disarmo
  Pattugliatore scelto

Onorificenze straniereModifica

  Ufficiale della Legion d'onore (Francia)
  Medaglia d'oro al merito della difesa (Stato Maggiore Francese)
  Medaglia al merito dell'esercito tedesco per la missione di pace in Afghanistan
  Commendatore dell'Ordine Nazionale del Cedro (Libano)
  Medaglia commemorativa NATO Articolo 5 Operazione Active Endeavour
  Croce al merito della difesa per operazioni di pace dello Stato maggiore difesa norvegese
  Medaglia "in the Service of Peace" UNIFIL (Forza d'interposizione in Libano)
  Medaglia "in the Service of Peace" ONUMOZ (Operazione ONU in Mozambico)
  Medaglia di bronzo delle Forze Armate polacche
  Medaglia 1ª Classe "D. Alfonso Henriques" dell'Esercito portoghese
  Comandante della Legion of Merit (USA)
— 11 febbraio 2013[11]
  Commendatore dell’Ordine Nazionale della "Stella di Romania"
— 20 marzo 2019[12]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Biografia del generale di c.a. Claudio Graziano, in Folgore, nº 11-12, Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia, novembre/dicembre 2011, pp. 23-24.
  2. ^ Governo.it.
  3. ^ D.P.R. 17 ottobre 2011.
  4. ^ Tullio Del Sette comandante Carabinieri. Claudio Graziano capo di Stato Maggiore.
  5. ^ Unione Europea: Generale Claudio Graziano designato quale Presidente del Comitato Militare, su www.difesa.it. URL consultato il 13 novembre 2017.
  6. ^ a b L'ammiraglio Giampaolo Di Paola nuovo Ministro della Difesa, in Folgore, nº 11-12, Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia, novembre/dicembre 2011, p. 24.
  7. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  8. ^ In precedenza grande ufficiale il 2 giugno 2010, ufficiale il 2 giugno 2006 e cavaliere il 2 giugno 1992.
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  11. ^ http://www.cybernaua.it/rubriche/rubricadett.php?idnews=3839•
  12. ^ http://www.askanews.it/esteri/2019/03/20/romania-onorificenza-a-generale-graziano-eccezionale-contributo-pn_20190320_00180/

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