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Dante Lafranconi
vescovo della Chiesa cattolica
Mons Dante Lafranconi.JPG
Monsignor Lafranconi il 4 maggio 2008
Stemma Lafranconi.jpg
Afflante Spiritu
 
TitoloCremona
Incarichi attualiVescovo emerito di Cremona (dal 2015)
Incarichi ricoperti
 
Nato10 marzo 1940 (79 anni) a Mandello del Lario
Ordinato presbitero28 giugno 1964 dal vescovo Felice Bonomini
Nominato vescovo7 dicembre 1991 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo25 gennaio 1992 dal vescovo Alessandro Maggiolini
 

Dante Lafranconi (Mandello del Lario, 10 marzo 1940) è un vescovo cattolico italiano, dal 16 novembre 2015 vescovo emerito di Cremona.

BiografiaModifica

Nasce a Mandello del Lario, in provincia di Lecco e diocesi di Como, il 10 marzo 1940.

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Dopo gli studi ginnasiali e teologici, compiuti nel seminario diocesano, è ordinato presbitero il 28 giugno 1964 dal vescovo Felice Bonomini nella cattedrale di Como.

Completa gli studi teologici a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana dove ottiene la licenza in storia ecclesiastica, e presso l'Accademia alfonsiana dove consegue il diploma di teologia morale.

Ritorna nella diocesi di Como, dove è vicerettore del seminario, dal 1968 al 1969 e successivamente come docente di teologia morale, di storia della Chiesa e patrologia. Negli anni settanta è collaboratore presso la parrocchia di Ronago, di cui nel 2005 diventa cittadino onorario. Nel 1986 venne nominato delegato episcopale per la pastorale della famiglia e nel 1991 vicario episcopale per la cura dei sacerdoti nel primo decennio di ordinazione.

Ministero episcopaleModifica

Il 7 dicembre 1991 è nominato vescovo di Savona-Noli da papa Giovanni Paolo II; succede a Roberto Amadei, precedentemente nominato vescovo di Bergamo. Riceve l'ordinazione episcopale il 25 gennaio 1992 nella cattedrale di Como dal vescovo Alessandro Maggiolini, coconsacranti l'arcivescovo Franco Festorazzi ed il vescovo Teresio Ferraroni. Prende possesso della diocesi il 23 febbraio seguente.

Nel 2001 pubblica, insieme al giornalista vaticanista Luigi Accattoli, il libro-intervista Non stancatevi del Vangelo. Un vescovo e un papà ai catechisti e agli educatori.

L'8 settembre 2001 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Cremona; succede a Giulio Nicolini, deceduto il 19 giugno. Prende possesso della diocesi il 4 novembre successivo.

In occasione della Pasqua 2006, concede in via straordinaria a tutti i sacerdoti della sua diocesi la temporanea facoltà di amministrare l'assoluzione per chi confessava di aver commesso o aiutato a procurare un aborto; tale facoltà è di norma riservata ai soli vescovi in quanto l'aborto comporta la scomunica. La notizia ha suscitato un certo scalpore sulla stampa accendendo un lungo dibattito.

Nell'aprile dello stesso anno a seguito delle questioni sollevate dal cardinale Carlo Maria Martini in merito alla fecondazione assistita è l'unico membro della Conferenza Episcopale Italiana che si esprime pubblicamente sul "caso Martini"[1].

Il 26 maggio 2009, in occasione della solennità di Nostra Signora di Caravaggio, compatrona della diocesi di Cremona, viene pubblicata la sua supplica alla Vergine che affianca quelle scritte dai vescovi Danio Bolognini, nel 1962, e Fiorino Tagliaferri, nel 1982.

Nel settembre 2011, in un'intervista al Quotidiano Nazionale, dichiara che «non c'è nessuno ostacolo dogmatico all'ordinazione di un uomo di provata fede che abbia una moglie e dei figli. È un'ipotesi che si può discutere come una delle soluzioni possibili per arginare la crisi delle vocazioni in Europa»[2].

Ricopre anche l'incarico di vicepresidente della Conferenza episcopale lombarda, con delega alla famiglia e alla vita, ed è membro della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi.

Il 16 novembre 2015 papa Francesco accetta la sua rinuncia al governo pastorale della diocesi di Cremona per raggiunti limiti d'età[3]. Il 30 gennaio 2016 nella cattedrale di Cremona consacra vescovo il suo successore Antonio Napolioni.

Procedimenti giudiziariModifica

Nel febbraio 2012 viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Savona con l'accusa di aver coperto atti di pedofilia e abusi sessuali compiuti, negli anni novanta, da sacerdoti della diocesi ligure poi condannati. Secondo il codice penale si tratta di omertà, ovvero di mancata segnalazione di un comportamento illecito ai superiori affinché provvedessero. Il procuratore della Repubblica e il sostituto hanno successivamente avanzato al giudice per le indagini preliminari la richiesta di archiviazione per prescrizione dei reati[4]. La richiesta di archiviazione è respinta[5]. L'8 maggio 2012 si tiene l'udienza preliminare, a seguito della quale il giudice per le indagini preliminari dispone l'archiviazione del fascicolo in quanto i reati contestati risultano tutti prescritti[6].

Genealogia episcopaleModifica

AraldicaModifica

Stemma Descrizione Blasonatura
Dante Lafranconi
Vescovo di Savona-Noli (dal 7 dicembre 1991 all'8 settembre 2001)
Vescovo di Cremona (dall'8 settembre 2001 al 16 novembre 2015)
Al capo una barca sulla cui vela appare una croce, mentre nel campo inferiore vi è un'aquila bicipite. L'imbarcazione, tipica barca del lago di Como, zona di provenienza di mons. Lafranconi, usata un tempo per il trasporto di merci, ha l'intento di comunicare il senso della stabilità e della sicurezza, ciò che il cristiano deve sentire nella Chiesa, guidata dallo Spirito. Nella vela è impressa una croce, a significare il compito della Chiesa: proclamare il Cristo crocifisso e risorto. Vi è poi una stella, evidente riferimento a Maria. L'aquila bicipite nella parte inferiore dello stemma è lo stemma della famiglia Lafranconi. Lo scudo, accollato a una croce astile d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3. Sotto lo scudo, nella lista svolazzante, il motto in lettere maiuscole di nero: AFFLANTE SPIRITU, scelto dal vescovo con l'intento di richiamare l'importanza per un pastore di vivere e camminare sotto l'azione dello Spirito Santo. Per un vescovo, il compito più impegnativo, infatti, non è quello di creare, suscitare e organizzare, ma discernere l'azione dello Spirito. È lui, infatti, a governare la Chiesa ed occorre avere gli occhi per cogliere i suoi interventi, imparando ad adeguarsi a esso anziché cercare di imporre delle scelte[7].

NoteModifica

  1. ^ Sandro Magister, I sì e i no del vescovo Lafranconi (L'Espresso), 28 aprile 2006. URL consultato il 18 marzo 2009.
  2. ^ Cremona, il vescovo: sì al sacerdozio per uomini sposati e con figli (Affaritaliani.it)[collegamento interrotto], 15 settembre 2011. URL consultato il 15 settembre 2011.
  3. ^ Rinuncia del Vescovo di Cremona e nomina del successore.
  4. ^ Giovanni Ciolina, Il vescovo Lafranconi indagato dalla Procura (Il SecoloXIX), 10 febbraio 2012. URL consultato il 10 febbraio 2012.
  5. ^ Pedofilia nel clero, udienza preliminare a maggio per Lafranconi. Non c'è archiviazione, cremonademocratica.org. URL consultato il 9 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  6. ^ Alberto Sofia, Le Iene e il prete pedofilo coperto dal cardinale a Savona (giornalettismo.com), 4 marzo 2013. URL consultato il 4 marzo 2013.
  7. ^ Lo stemma episcopale di mons. Dante Lafranconi, su diocesidicremona.it. URL consultato il 29 luglio 2013.

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Collegamenti esterniModifica

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