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BiografiaModifica

Conseguita la maturità classica, entrò nel Seminario di Vicenza, dove compì gli studi di filosofia e di teologia. Inviato a Roma per seguire i corsi della Pontificia Università Gregoriana, fu ordinato sacerdote e si laureò in Diritto canonico.

Nel 1938 iniziò il diretto servizio alla Santa Sede, svolgendo il suo lavoro nelle nunziature apostoliche di El Salvador, della Bolivia, del Venezuela, della Colombia, dove, in qualità di incaricato di affari, curò tra l'altro l'organizzazione, a Cali, del congresso eucaristico dei paesi latinoamericani.

Nel periodo di attività presso la Segreteria di Stato (1946-1948) e poi come sostituto della Congregazione Concistoriale (1950-1953), come già durante la permanenza in America Latina, egli svolse sempre un intenso lavoro pastorale, esercitando il ministero nella parrocchia di Casal Bertone, dedicandosi all'assistenza dei bambini di Villa Nazaret.

Fu sempre legato allo scautismo, sul quale teneva conferenze e scriveva articoli di formazione spirituale, firmati con il nome di caccia Condor de los Andes. Fu assistente generale dell'Associazione Scouts Cattolici Italiani (ASCI).[1] In seguito, nel 1976, si spese per ottenere il riconoscimento dell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI, l'associazione che aveva preso da poco il posto dell'ASCI) da parte della Conferenza Episcopale Italiana.[2]

Nel 1953 papa Pio XII lo nominò nunzio apostolico in Cile, ove rimase per sei anni, affiancando l'episcopato del Cile nella promozione di varie iniziative pastorali, specialmente in aiuto alle popolazioni più bisognose. Nel 1959 fu nominato delegato apostolico in Canada, dove visitò tutte le diocesi, curando in modo speciale l'assistenza agli immigrati portoghesi e italiani; nel 1964 divenne nunzio apostolico in Brasile, e in questa immensa nazione svolse un'attività intensa, promuovendo l'erezione di diciassette nuove diocesi e visitando le zone più povere e disagiate e aiutando in ogni modo i missionari.

Nel 1969, durante il concistoro pubblico per la creazione dei nuovi cardinali di Santa Romana Chiesa, papa Paolo VI lo elevò a cardinale, nominandolo poi arcivescovo metropolita di Cagliari e Primate di Sardegna e Corsica, lo insignì del pallio e successivamente, nel 1973, lo nominò prefetto della Congregazione per i Vescovi. In questa veste seguì il processo di riorganizzazione delle diocesi in Italia appoggiando la linea che ne favoriva la riduzione del numero mediante l'accorpamento su base provinciale.[senza fonte] Successivamente fu nominato anche presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina, e della Commissione per la Pastorale delle Migrazioni e del Turismo. Fu anche "patrono" del Sovrano Militare Ordine di Malta e, per alcuni anni, presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano. Fu nominato camerlengo di Santa Romana Chiesa e sottodecano del Collegio cardinalizio, oltre che membro di diverse congregazioni romane.

Nei conclavi del 1978 fu considerato "papabile" da alcuni giornalisti, ma lui considerava la cosa improbabile.[1]

Per la profonda conoscenza dei problemi dell’America Latina, Baggio fu scelto da papa Paolo VI e confermato da papa Giovanni Paolo II tra i tre presidenti della riunione del Consiglio episcopale latinoamericano a Puebla nel 1979.[1]

Morì nel Policlinico Agostino Gemelli di Roma il 21 marzo 1993 per una emorragia cerebrale. Riposa nella tomba di famiglia nel cimitero di Rosà.

OnorificenzeModifica

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Il Cardinale Sebastiano Baggio, su AGESCI Cagliari, 21 marzo 2013. URL consultato il 5 agosto 209.
  2. ^ Massimo Faggioli, Sorting Out Catholicism, , Lithurgical Press, Minnesota, 2014, p. 85 "sebastiano+baggio"+agesci&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjHsdHUq9_jAhWoxaYKHXsDBTEQ6AEIKzAA#v=onepage&q="sebastiano%20baggio"%20agesci&f=false

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Collegamenti esterniModifica

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