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Don Gnocchi
L'angelo dei bimbi
PaeseItalia
Anno2004
Formatominiserie TV
Generebiografico, religioso
Puntate2
Durata115 min (puntata), 230 min (totale)
Lingua originaleitaliano
Rapporto16:9
Crediti
RegiaCinzia TH Torrini
Soggettoliberamente ispirato al libro Don Carlo Gnocchi di Giorgio Rumi e Edoardo Bressan
SceneggiaturaSimone De Rita, Roberta Colombo
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
FotografiaAlessandro Pesci
MontaggioAnna Rosa Napoli
MusicheGuido e Maurizio De Angelis
ScenografiaGiada Calabria
CostumiClaudio Cordaro
Effetti specialiFranco Galiano
ProduttoreGuido e Maurizio De Angelis
Produttore esecutivoRemo Angioli
Casa di produzioneNimar Studios, Together Production International, RTI
Prima visione
Dal29 novembre 2004
Al30 novembre 2004
Rete televisivaCanale 5

Don Gnocchi - L'angelo dei bimbi è una miniserie televisiva che narra la vita di don Carlo Gnocchi.

Indice

DescrizioneModifica

La fiction è diretta da Cinzia TH Torrini, e scritta da Simone De Rita. È andata in onda per la prima volta in Italia su Canale 5 il 29 e il 30 novembre 2004.

È la storia vera di don Carlo Gnocchi, sacerdote che riesce nell'Italia del dopo guerra, al suo ritorno dal fronte russo dove ha partecipato come cappellano militare degli alpini, a costruire un'opera di carità ancora oggi attiva e che porta il suo nome. Due puntate da 100' raccontano la sua vita da quando, trentaquattrenne, diventa responsabile spirituale dell'Istituto Gonzaga di Milano, fino alla morte avvenuta nel 1956.

La miniserie è tratta dalla biografia scritta da Giorgio Rumi e Edoardo Bressan, Don Carlo Gnocchi, vita e opere di un grande imprenditore della carità, Arnoldo Mondadori Editore, 2002.

Prodotto da Remo Angioli, fotografia di Alessandro Pesci, costumi di Claudio Cordaro, scenografia di Giada Calabria, montaggio di Anna Napoli.

TramaModifica

Ripercorriamo in questo racconto la vita di Carlo Gnocchi, il sacerdote che dedicò gran parte della sua vita a prendersi cura dei bambini rimasti vittime della guerra: era considerato il prete dei bambini mutilati. La storia ha inizio quando don Gnocchi decide di partire per il fronte e si unisce agli alpini, diretti in Albania, in qualità di padre confessore. Al fronte conosce un milite di nome Giuseppe Esposito anche noto come Margherita (interpretato da Pietro Taricone). Conosce parecchi bravi ragazzi al fronte, alcuni dei quali non sanno né leggere né scrivere e per i quali sarà un supporto speciale. Ma dopo aver visto l'orrore della guerra, successivamente alla morte di un militare di cui era molto amico, decide di ritornare a casa, lasciando quei poveri uomini al loro destino. Una volta rientrato, don Gnocchi ritorna dai suoi ragazzi nella sua scuola. Lì scopre che i suoi ragazzi sono stati presi nell'esercito per andare a combattere: sono stati presi tutti come volontari. Don Gnocchi cerca allora di fare qualcosa, ma inutilmente. L'unica cosa di concreto che può fare è seguirli, andare con loro e cercare di riportarli a casa vivi, tutti quanti. Una volta arrivati in Russia, Don Carlo ritrova il suo vecchio amico Margherita, nel frattempo divenuto sergente e capo di quella squadra di uomini. Ma anche qui il dolore affliggerà don Gnocchi e colpirà molti dei suoi ragazzi uccidendoli o lasciandoli paralizzati. In un'imboscata, intanto, Margherita viene gravemente ferito e muore, secondo sua volontà, da alpino, mentre giaceva sul suolo ghiacciato della Russia della Seconda Guerra Mondiale. Don Gnocchi e i suoi ragazzi rientrano a casa chi prima, chi dopo. Lungo il cammino, don Carlo raccoglie oggetti appartenenti ai cadaveri che giacciono per terra per riconsegnarli alle proprie famiglie, dando loro la triste notizia. Anche di Margherita raccoglie qualche oggetto che consegnerà al figlio di Margherita e che gli descriverà come un eroe. Ma proprio mentre consegna uno degli ultimi oggetti raccolti lungo il cammino che si accorge quanta sofferenza può arrecare vedere un bambino che non può camminare, che non può più vedere. Decide quindi di portare quel bambino via con sé, rasserenando sua nonna, dicendole che l'avrebbe tenuto nella sua grande casa in cui accoglierà tutti i bambini mutilati, vittime della guerra. Matteo, il miglior ex-studente di don Gnocchi, ritorna a casa e riconosce don Gnocchi, la sua vecchia fidanzata e il suo vecchio migliore amico i quali nel frattempo si sono sposati. Don Gnocchi, grazie ad un grande amico, Giovanni Battista Montini riesce ad ottenere un incontro col pontefice, Papa Pio XII, per chiedere di accettare l'idea di espandere questi centri d'accoglienza per bambini mutilati in tutto il mondo. Nel dicembre del 1955, Don Gnocchi, da tempo gravemente malato, ha una forte crisi che lo costringe a stare a letto sino alla sua morte avvenuta il 14 febbraio del 1956; ma prima di morire, Don Gnocchi fece il suo ultimo atto: il dono delle cornee. Nel frattempo, Matteo il quale fino ad allora non era riuscito a spegnere questo suo rancore per il male della guerra che riversava su tutti quelli che gli stavano attorno, cerca di parlare con Don Carlo prima di morire ma non ce la fa. È allora che ha la vera vocazione e diventa così sacerdote, l'erede del suo maestro da cui ha imparato tutto.

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