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Dyan Cannon

Dyan Cannon, nome d'arte di Samille Diane Friesen (Tacoma, 4 gennaio 1937), è un'attrice statunitense, vincitrice di un Golden Globe per la migliore attrice non protagonista grazie alla sua interpretazione nel film Il paradiso può attendere.

Ha avuto anche due nomination all'Oscar alla miglior attrice non protagonista, una per Bob & Carol & Ted & Alice e l'altra per Il paradiso può attendere.

BiografiaModifica

Studiò antropologia all'Università dello stato di Washington, per poi trasferirsi a Los Angeles e lavorare come modella[1]. Venne sottoposta a un provino grazie all'interessamento del produttore Jerry Wald e debuttò sul piccolo schermo con una parte nella serie antologica Playhouse 90.

Bionda, sinuosa e con un atteggiamento disincantato[1], nel 1960 recitò in un paio di pellicole, Jack Diamond gangster (1960) di Budd Boetticher, nel ruolo di Dixie, e Asfalto selvaggio (1960), di Richard L. Bare. Nello stesso periodo ebbe una parte a Broadway in The Fun People, accanto a Jane Fonda[1], Bradford Dillman e Ben Piazza, una commedia che però ebbe soltanto tre repliche[2].

Il 22 luglio 1965, a Las Vegas[3], sposò l'attore Cary Grant, più anziano di lei di 33 anni, con il quale conviveva già da tre anni. La cerimonia, svoltasi in segretezza, venne scoperta dai giornalisti solo alcuni giorni più tardi[3]. Dalla loro unione nacque una figlia, Jennifer, nata nel 1966, ma il matrimonio finì con un tempestoso divorzio nel 1968[1][4].

Nel 1969 l'attrice riprese la carriera cinematografica e apparve nel film Bob & Carol & Ted & Alice (1969) di Paul Mazursky, che la consacrò definitivamente come interprete protagonista. La sua carriera fu però discontinua: nel 1973, dopo il film Un rebus per l'assassino, smise di recitare per alcuni anni, ma al suo ritorno sul set ebbe cura di scegliere ruoli variati e più interessanti, e diresse il suo primo cortometraggio, Number One (1976)[1]. La grande occasione giunse con il ruolo di protagonista femminile in Il paradiso può attendere (1978), diretto e interpretato da Warren Beatty, remake della commedia Il cielo può attendere, diretta nel 1943 da Ernst Lubitsch[5].

Altra interpretazione di rilievo fu quella di Myra Bruhl, moglie di un commediografo in crisi (Michael Caine), nel film giallo Trappola mortale (1982), per la regia di Sidney Lumet[5]. Tra gli anni ottanta e gli anni novanta recitò in diversi sceneggiati televisivi e diresse un altro film, La fine dell'innocenza (1990), di cui curò anche la sceneggiatura[5]. Tra i successivi impegni, il film giallo Il bacio di uno sconosciuto (1999)[5], e la partecipazione alle serie televisive Ally McBeal (1997-2000) e Three Sisters, trasmesso dal 2001-2002.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatrici italianeModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Dyan Cannon è stata doppiata da:

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Il chi è del cinema, De Agostini, vol. I, 1984, pag. 81
  2. ^ Jerry Vermilye, Cary Grant, Milano Libri Edizioni, 1982. pag. 129
  3. ^ a b Jerry Vermilye 1982, p. 132
  4. ^ Jerry Vermilye 1982, p. 135
  5. ^ a b c d Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2002, p. 165

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN107199132 · ISNI (EN0000 0000 7824 2123 · LCCN (ENn95059274 · GND (DE140509151 · BNF (FRcb138921190 (data) · WorldCat Identities (ENn95-059274
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