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Ernest Ralph Tidyman (Cleveland, 1º gennaio 1928Londra, 14 luglio 1984) è stato uno scrittore, sceneggiatore, giornalista, produttore cinematografico e produttore televisivo statunitense, vincitore del premio Oscar alla migliore sceneggiatura non originale nel 1972 per Il braccio violento della legge.

BiografiaModifica

Ernest Ralph Tidyman nasce a Cleveland, nell'Ohio, il 1º gennaio 1928[1].

Lasciata la scuola a quattordici anni, intraprende giovanissimo l'attività di reporter di cronaca nera arrivando a scrivere per importanti testate quali The Detroit News e The New York Times[2].

In seguito diventa un apprezzato scrittore (è autore di una quindicina di romanzi) e sceneggiatore per il cinema e la televisione ottenendo l'Oscar alla migliore sceneggiatura non originale e il Premio Edgar per la migliore sceneggiatura nel 1972 per Il braccio violento della legge[3].

Muore a Londra il 14 luglio 1984 in seguito alle complicazioni di un'ulcera perforata[4].

John ShaftModifica

Il personaggio più popolare creato da Tidyman resta il detective privato nero John Shaft, creato nel 1970 come risposta afro-americana a James Bond protagonista di sette romanzi, tre film e una serie televisiva[5].

Opere principaliModifica

RomanziModifica

  • The Anzio Death Trap (1968)
  • Flower Power (1968)
  • Absolute Zero (1971)
  • High Plains Drifter (1973)
  • Dummy (1974)
  • Line of Duty (1974)
  • Starstruck (1975)
  • Table Stakes (1978)
  • Big Bucks (1982)

Serie ShaftModifica

Filmografia parzialeModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Profilo dello scrittore, su goodreads.com. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  2. ^ (EN) Ernest Tidyman: the white man behind the black hero, su stevealdous.co.uk. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  3. ^ (EN) Ernest Tidyman's personal information overview [collegamento interrotto], su spokeo.com. Testo "10 gennaio 2018" ignorato (aiuto)
  4. ^ (EN) Ernest R. Tidyman, screewriter, dies at 56, su nytimes.com. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  5. ^ Quando con "Shaft" i neri diventarono nerissimi su repubblica.it

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN71579566 · ISNI (EN0000 0001 0914 4180 · LCCN (ENn50011827 · GND (DE124497306 · BNF (FRcb13900446j (data) · WorldCat Identities (ENn50-011827