Fernanda Pivano

traduttrice italiana
Fernanda Pivano, 1949

Fernanda Pivano, detta Nanda (Genova, 18 luglio 1917Milano, 18 agosto 2009), è stata una traduttrice, scrittrice, giornalista e critica musicale italiana.

Indice

BiografiaModifica

 
Fernanda Pivano, 2006

Pivano nasce in una famiglia che lei definiva vittoriana a Genova il 18 luglio 1917, da Riccardo Newton Pivano e Mary Smallwood, di origini scozzesi. Ha un fratello maggiore, Franco.

La sua formazione avviene a Torino dove nel 1929 si trasferisce con la famiglia. Frequenta il liceo classico Massimo d'Azeglio dove ha come compagno di classe in quarta e quinta ginnasio Primo Levi e come supplente di Italiano Cesare Pavese. Pivano e Levi non vengono ammessi agli orali dell'esame di maturità perché i loro temi per lo scritto sono giudicati "Non idonei". Nel 1938 Pavese le porta quattro libri in inglese che segnarono il suo destino di scrittrice e traduttrice, facendola appassionare alla Letteratura statunitense: Addio alle armi di Ernest Hemingway – che tradusse clandestinamente in lingua italiana –, Foglie d'erba di Walt Whitman, Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e l'autobiografia di Sherwood Anderson.

Nel 1940 consegue il diploma in pianoforte al Conservatorio di Torino, diretto da Franco Alfano. Il 17 giugno 1941 si laurea in Lettere, con una tesi su Moby Dick di Herman Melville. Il 22 giugno 1943 si laurea in filosofia ad indirizzo pedagogico sotto la guida di Nicola Abbagnano con una tesi dal titolo "Il valore della simpatia nell'educazione"[1].

L'inizio della sua carriera letteraria risale al 1943, quando pubblica per Einaudi la sua prima traduzione della Antologia di Spoon River, sotto la guida di Cesare Pavese, a Torino viene arrestata perché si reca al comando delle SS dove era trattenuto il fratello Franco, catturato poiché in una precedente retata presso la sede dell'Einaudi di Torino era stato trovato il contratto, erroneamente intestato al fratello, per la traduzione del romanzo di Ernest Hemingway Addio alle armi.[2] Questo romanzo non sarà pubblicato in Italia fino al 1949 perché ritenuto lesivo dell'onore delle Forze Armate dal regime fascista, sia per la descrizione della disfatta di Caporetto, sia per un certo antimilitarismo sottinteso nell'opera. Il fratello viene immediatamente rilasciato ma la Pivano viene arrestata e interrogata a lungo da due ufficiali tedeschi e poi rilasciata.[2]

Nel 1949 sposa l'architetto e designer Ettore Sottsass junior e si trasferisce quindi a Milano. Nel 1956 compie il primo viaggio negli Stati Uniti che sarà seguito da numerosi altri viaggi in America e in molti altri paesi di tutto il mondo. Dopo aver tradotto e studiato i lavori dei maggiori classici statunitensi tra cui Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, William Faulkner, promuove la valorizzazione in Italia degli scrittori della Beat Generation tra cui Allen Ginsberg[3], Jack Kerouac, William Burroughs e Gregory Corso. Lo stesso per autori come Henry Miller e Charles Bukowski. In anni più recenti, continua a segnalare al pubblico e alla critica italiani gli scrittori statunitensi di talento che si sarebbero presto imposti sulla scena letteraria internazionale tra cui Erica Jong, Jay McInerney e Bret Easton Ellis.

Forte interessamento verso la poesia beat italiana, che sviluppò negli anni sessanta, grazie anche al progetto editoriale East 128 (dal numero della camera di Sottsass, ricoverato per un'infezione renale al centro medico della Stanford di Palo Alto) e alla rivista di tendenza psichedelica e pacifista da lei creata e diretta, "Pianeta Fresco", il cui progetto grafico venne ideato e curato da Roberto Pieracini, progettista grafico assieme a Sottsass, nello studio di quest'ultimo. In quel periodo incentivò la crescita di alcuni giovani poeti, tra i quali il torinese Gianni Milano e il lucano Antonio Infantino.

Il 16 dicembre 1998 viene inaugurata in Corso di Porta Vittoria, 16 a Milano la struttura destinata ad accogliere il patrimonio librario e documentario di Fernanda Pivano e i volumi del padre Riccardo. La Biblioteca Riccardo e Fernanda Pivano è una sezione staccata della Biblioteca/Centro documentazione della Fondazione Benetton Studi e Ricerche di Treviso che oggi ha sede presso la Fondazione del Corriere della Sera insieme al patrimonio storico letterario lasciato dalla stessa scrittrice per mano del suo erede, l'editore Michele Concina.

Nell'estate 2001 la Pivano gira per Fandango il film A Farewell To Beat scritto da Andrea Bempensante per la regia di Luca Facchini. Il documentario racconta il viaggio in America per ritrovare amici e luoghi cari. Nel 2003 viene istituito il premio Fernanda Pivano che vene assegnato ogni anno a chi si è distinto per avere svolto ricerche, scritti o portato contributi eccezionali alla società e nel mondo della cultura con l'assegnazione di un'opera del maestro Arnaldo Pomodoro eseguita appositamente per la grande scrittrice.

Nel corso della sua attività si è anche occupata di musica, scrivendo nel 1966 il primo articolo giornalistico su Bob Dylan[4], collaborando negli anni settanta con la rivista Muzak[5] ed occupandosi spesso di cantautori. Importante da ricordare la collaborazione inoltre con Fabrizio De André, che prese spunto per il suo album e testi Non al denaro, non all'amore né al cielo dalle memorabili traduzioni di Spoon River della Pivano che realizzò anche l'intervista al cantautore pubblicata sul retro di copertina[6]. A De André consegnò, nel 1997, il Premio Lunezia.

Morte e omaggiModifica

 
Fernanda Pivano e il marito Ettore Sottsass (Milano, 1969)

Fernanda Pivano muore all'età di 92 anni la sera del 18 agosto 2009 nella clinica milanese Don Leone Porta, dove era ricoverata da qualche tempo[7][8]. I funerali si svolgono il 21 agosto nella stessa Basilica di Carignano a Genova, dove erano stati celebrati dieci anni prima i funerali di Fabrizio De André: una delle ultime apparizioni della Pivano era stata proprio l'11 gennaio di quell'anno, nello speciale della trasmissione Che tempo che fa dedicato a "Faber". L'orazione funebre viene officiata, in una chiesa gremita, da don Andrea Gallo con una vibrante commemorazione[9]. Dopo la cremazione è sepolta nel cimitero di Staglieno a Genova, accanto alla madre.

Nel marzo 2010 esce edito da Bompiani il secondo volume dell'autobiografia che raccoglie gli anni che vanno dal 1974 al 2009.

Il 4 settembre 2011 viene presentato alla 68ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Controcampo italiano, il docu-film Pivano blues - Sulla strada di Nanda, con Fernanda Pivano e Abel Ferrara, Lorenzo Cherubini "Jovanotti", Piero Pelù, Vasco Rossi, Francesco Guccini, Luciano Ligabue, Fabrizio De André, Dori Ghezzi, Marco Castoldi "Morgan", Premiata Forneria Marconi, Vinicio Capossela, Jay McInerney, Erica Jong, Patti Smith, Lou Reed.

La cantante statunitense Patti Smith si esibisce sul tappeto rosso in ricordo dell'amica Nanda. In questa occasione, viene presentata l'Associazione Culturale Fernanda Pivano Generation, voluta dalla Pivano stessa.

Premio Fernanda PivanoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Premio Fernanda Pivano.

Nel 2003 la stessa Fernanda Pivano con un iniziale contributo della giornalista Fiorella Minervino ha l'idea di creare il Premio Fernanda Pivano che consiste in un'opera esclusiva del grande maestro ed artista Arnaldo Pomodoro. Tra i premiati ci sono Renzo Piano, Riccardo Muti, Vasco Rossi, Erica Jong, Joyce Carol Oates e Michael Cunningham e la manifestazione si tiene da allora a Milano ogni anno.

PartecipazioniModifica

Ha partecipato al video musicale del brano Almeno Credo del cantante Luciano Ligabue.

La Pivano è presente nel brano Danni collaterali di Ricky Gianco.

OpereModifica

  • La balena bianca e altri miti, Milano, A. Mondadori, 1961.
  • Poesia degli ultimi americani, a cura di, Milano, Feltrinelli, 1964.
  • America rossa e nera, Firenze, Vallecchi, 1964.
  • L'altra America negli anni Sessanta. Antologia in due volumi, a cura di, Roma, Officina-Lerici, 1971-1972.
  • Beat hippie yippie. Dall'underground alla controcultura, Roma, Arcana, 1972; Bompiani, Milano, 1996-2017, ISBN 978-88-452-8357-4.
  • Mostri degli anni Venti, Milano, Il Formichiere, 1976; BUR, Rizzoli, 1982; con l'aggiunta di un brano, La Tartaruga, Milano, 1994-2002; ora col titolo Leggende Americane[10], Bompiani, Milano, 2011-2017, ISBN 978-88-452-9289-7.
  • C'era una volta un beat. 10 anni di ricerca alternativa, Roma, Arcana, 1976.
  • L'altra America negli anni Sessanta, a cura di, 5 voll., Milano, Il Formichiere, 1978-1979.
  • Charles Bukowski. Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle, intervista di, Milano, SugarCo, 1982.
  • Hemingway, Milano, Rusconi, 1985-1996, ISBN 88-18-23004-2; Bompiani, Milano, 2001-2017, ISBN 978-88-452-8356-7.
  • Cos'è più la virtù. Romanzo quasi d'amore, Milano, Rusconi, 1986. ISBN 88-18-06017-1.
  • La mia kasbah. Romanzo, Milano, Rusconi, 1988. ISBN 88-18-06043-0.
  • Amici scrittori. Quarant'anni di incontri e scoperte con gli autori americani, Milano, A. Mondadori, 1995. ISBN 88-04-38452-2.
  • Altri amici, altri scrittori, Milano, Mondadori, 1997. ISBN 88-04-42215-7.
  • Viaggio americano, Milano, Bompiani, 1997-2017, ISBN 978-88-452-9287-3.
  • Album americano. Dalla generazione perduta agli scrittori della realtà virtuale, Milano, Frassinelli, 1997. ISBN 88-7684-418-X.
  • I miei quadrifogli, prefazione di Jovanotti, Milano, Frassinelli, 2000. ISBN 88-7684-591-7.
  • Dopo Hemingway. Libri, arte ed emozioni d'America, Napoli, Pironti, 2000. ISBN 88-7937-225-4.
  • Una favola, illustrata da Fiorenza Casanova, Capriasca, Pagine d'Arte, 2001. ISBN 88-86995-43-1.
  • Un po' di emozioni, Roma, Fandango, 2002. ISBN 88-87517-35-5.
  • De André il corsaro, con Cesare G. Romana e Michele Serra, Novara, Interlinea, 2002. ISBN 88-8212-354-5.
  • The beat goes on, Milano, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-51202-4.
  • Contro la guerra, Collana Frecce, Milano, Mondadori, 2005, ISBN 978-88-045-4507-1.
  • Pagine americane. Narrativa e poesia, 1943-2005, Collana Saggi, Milano, Frassinelli, 2005, ISBN 88-7684-864-9.
  • I miei amici cantautori, Milano, A. Mondadori, 2005. ISBN 88-04-55051-1.
  • Beat & Pieces. A complete story of the beat generation, with photographs by Allen Ginsberg, Milano, Photology, 2005. ISBN 88-88359-16-8.
  • Spoon river, ciao, pictures by William Willingthon, Milano, Dreams Creek, 2006. ISBN 88-89906-00-6.
  • Ho fatto una pace separata, Milano, Dreams Creek, 2006. ISBN 88-89906-02-2.
  • Lo scrittore americano e la ragazza perbene. Storia di un amore: Nelson Algren e Simone de Beauvoir, Napoli, Pironti, 2007. ISBN 88-7937-394-3.
  • Complice la musica. 30+1 cantautori italiani si raccontano a Fernanda Pivano, Milano, BUR, 2008. ISBN 978-88-17-02359-7.
  • Diari (1917-1973), Milano, Bompiani, 2008. ISBN 978-88-452-6013-1.
  • Farewell to Beat, con il libro Un po' di emozioni, con DVD, Roma, Fandango libri, 2009. ISBN 978-88-6044-010-5.
  • Diari/2 (1974-2009), Milano, Bompiani, 2010. ISBN 978-88-452-5971-5.
  • Libero chi legge, Milano, Mondadori, 2010. ISBN 978-88-04-60124-1.
  • Medaglioni, Milano, Skira, 2014. ISBN 978-88-572-2585-2.
  • Lo zio Tom è morto, Prefazione di Masolino D'Amico, Collana I Grandi tascabili, Milano, Bompiani, 2015, ISBN 978-88-452-8039-9.
  • Il racconto lo racconti tu. Diari di viaggio (1969-1979), Collana Varia, Milano, Bompiani, 2017, ISBN 978-88-452-9286-6.

Onorificenze e PremiModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Fernanda Pivano, a cura di Guido Harari, The Beat Goes On, Milano, Mondadori, 2004 ISBN 88-04-51202-4

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