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Galileo Galilei (avviso)

avviso ad elica della Regia Marina
Galileo Galilei
Avviso Galilei1.jpg
Foto ufficiale del Galilei
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipoavviso ad elica
ClasseArchimede
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CostruttoriRegio Arsenale, Venezia
Impostazione1º settembre 1885
Varo3 maggio 1887
Entrata in servizio1º ottobre 1888
Radiazione14 dicembre 1913
Destino finaledemolito nel 1915-1916
Caratteristiche generali
Dislocamentocarico normale 776 t
pieno carico 886 t
Lunghezza(tra le perpendicolari) 70 m
(fuori tutto) 77 m
Larghezza8,03 m
Pescaggio3,75 m
Propulsione4 caldaie cilindriche a ritorno di fiamme
1 macchina alternativa a vapore verticale a triplice espansione
potenza 1384 CV
1 elica
armamento velico a goletta
Velocità11,9-12 nodi
Equipaggio73 tra ufficiali, sottufficiali e marinai
Armamento
Artiglieria4 pezzi da 120 mm

dati presi principalmente da Marina Militare, Agenziabozzo e Navyworld

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Il Galileo Galilei è stato un avviso ad elica della Regia Marina.

StoriaModifica

Progettato dal generale ispettore del Corpo del genio navale Carlo Vigna[1][2][3], il Galilei, unità con scafo in acciaio, fu uno degli ultimi avvisi della Regia Marina, nonché uno dei migliori: alle prove in mare raggiunse la velocità di 15,9 nodi, anche se quella effettiva una volta in servizio si rivelò di 11,9-12 nodi, non molto elevata[1][2][3]. Oltre all'apparato motore la nave disponeva anche di due alberi a vele auriche (armamento velico a goletta) con pennone e picco[1].

 
Il Galilei a La Spezia, con colorazione coloniale, 1910 circa.

Tra il 1895 ed il 1897 il Galilei venne sottoposto a lavori di incremento dell'armamento: in aggiunta ai preesistenti quattro cannoni da 120 mm vennero imbarcati due cannoni da 57/43 mm e due cannoni a revolver da 37 mm[1][3].

Tra il settembre 1896 ed il maggio 1898 l'avviso fu stazionario nel Bosforo, nel Mar di Marmara e nel Mar Nero, dove venne visitato dal principe Federico di Bulgaria[2].

Il 14 settembre 1898 la nave trasportò da Messina a Napoli 201 artiglieri che successivamente, imbarcati sul piroscafo Washington, vennero inviati a Candia, dov’erano in corso gravi disordini[4].

Il 15 agosto 1901 l'avviso trasportò a Palermo, per i funerali di Francesco Crispi, i rappresentanti del re d’Italia, l'ammiraglio De Libero, e dell'imperatore di Germania, von Rekowsky, nonché rappresentanti dei comuni di Roma e Napoli e di associazioni politiche, veterani, reduci e parecchi giornalisti (la nave giunse nelle acque del capoluogo siciliano a mezzogiorno)[5].

Dal dicembre 1901 al gennaio 1902 il Galilei fu operativo in Mar Rosso, dove tornò poi nel luglio 1903, permanendovi sino al 1905[2]. Nel novembre 1903 fu ad Aden, mentre il mese precedente era a Massaua[2]. Il servizio in Mar Rosso includeva, tra l'altro, attività diplomatica ed idrografica e contrasto al contrabbando di armi ed al commercio degli schiavi[2].

 
Un’altra foto della nave nel golfo di La Spezia, intorno al 1900

Nel 1906 l'armamento del Galilei venne ridotto a quattro cannoni da 57/43 mm ed una mitragliera "MG"[1]. Nel 1910 l'equipaggio, che dagli originari 73 uomini, era salito ad 8 ufficiali e 77 tra sottufficiali e marinai[2], venne ridotto a 76 unità[1].

Tra il giugno 1907 e l'ottobre 1911 la nave stazionò nuovamente nel Bosforo[2]. Il 24 aprile 1909, durante gli scontri tra truppe turche e macedoni a Costantinopoli, il Galilei, al comando del capitano di corvetta Pepe (che in novembre sarebbe stato rimpiazzato dal parigrado Cipriani[6]), contribuì alla difesa dell'ambasciata italiana, del consolato e dell'ospedale italiano con alcuni reparti di marinai che vennero schierati a terra[7]. Quello stesso giorno il marinaio scelto Archimede Guidi, che si trovava a bordo dell'avviso, rimase mortalmente ferito alla testa da una fucilata partita accidentalmente, spirando poco dopo nell'ospedale italiano di Costantinopoli[7][8].

Nuovamente dislocato in Mar Rosso, il Galilei fu attivo in quelle acque anche durante la guerra italo-turca[2]. Rientrato in Italia nel novembre 1912, fu disarmato il 1º novembre 1913[2].

Radiato il 14 dicembre 1913, il vecchio Galilei venne venduto per demolizione alla ditta “Bruno” di Genova il 22 febbraio 1915 e smantellato tra il 1915 ed il 1916[1][9].

NoteModifica

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