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Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il comune si estende su una conca posta ai piedi delle Pale di San Martino la quale, degradando ripidamente verso sud lungo la valle dei Molini - a ovest - e la valle Paganin - a est -, si apre sulla parte superiore del canale del Mis. Si spiega così la notevole escursione altimetrica, che passa dai 482 m della località Stua, nel canale del Mis, ai 2849 m della cima Croda Granda, con una differenza complessiva di 2367 m.

Le vette più elevate appartengono al sottogruppo della Croda Granda, alla quale si aggiungono il Sass d'Ortiga, 2634 m, la Pala della Madonna, 2524 m, e gli Sforcelloni, 2450 m. Degne di nota sono però anche le montagne poste a sud, comprese nel gruppo del Cimonega (Cimon del Piz, 2325 m) e nel gruppo del Pizzocco (monte Brandol, 2160 m, monte Agnellezze, 2140 m), nonché quelle a est, parte dei Feruc.

I corsi d'acqua della zona appartengono tutti al bacino del torrente Mis, a sua volta affluente del Piave. Oltre allo stesso Mis, si citano il Gosalda (valle dei Molini), il Laonèi (val Paganin) e il Pezzei (val delle Moneghe - Vallalta)[4][5].

Il rischio idrogeologico è molto elevato nel territorio di Gosaldo e alcuni centri abitati (Don, Selle, Stalliviere, Sarasin) risultano particolarmente esposti a fenomeni franosi. Gli stessi fenomeni interessano anche le principali vie di comunicazione, ovvero la SR 347 all'altezza di Don e Sarasin e la SP 3 presso Tiser[6].

Buona parte del comune, in particolare la zona meridionale, ricade nel Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Anche le Pale di San Martino sono protette come sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale, così come l'area umida delle torbiere di Lac Torond, appena oltre il confine con Voltago Agordino[6].

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Gosaldo.

Le abbondanti nevicate e i versanti scoscesi aggravano il rischio valanghe, ma non si ravvisano situazioni di pericolosità per i centri abitati[6].

StoriaModifica

Attestato dal 1148 come Agosaltum, il toponimo potrebbe derivare dal nome germanico, nello specifico longobardo, Gausoald[3].

In passato rappresentò una località di confine tra il Bellunese e il Primiero (già parte della contea vescovile di Feltre, più tardi annesso al Tirolo) e vi furono costruite delle fortificazioni[5].

Il paese è stato investito pesantemente dall'alluvione del 4 novembre 1966, quando contava oltre duemila abitanti. L'alluvione spazzò via frazioni intere come California, poi abbandonata dagli abitanti, le vie di comunicazione furono interrotte ed alcune di queste ripristinate dopo trent'anni. Il paese sia per la posizione che per l'effetto di questi eventi subì un rapido calo demografico.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Parrocchiale di GosaldoModifica

Intitolata alla Vergine Addolorata, sorge nella piazza di Don. Iniziata il 16 agosto 1858 e consacrata il 17 agosto 1863, conserva varie opere di pregio artistico[4]: si ricordano una tela del Cinquecento attribuita a Francesco Frigimelica e lavori più recenti di Antonio Lazzarini, Giuseppe Angeli, Antonio De Bittio, Liberale Cozza (I santi Andrea e Lorenzo davanti al Santissimo Sacramento, 1818) e Girolamo Moech[7].

Chiesa di San GiacomoModifica

Vecchia parrocchiale del capoluogo, si trova di fronte alla precedente. Costruita in stile gotico nella prima metà del XVII secolo (la consacrazione avvenne il 2 agosto 1635), è stata di recente restaurata grazie a un finanziamento regionale[4].

Chiesa di San BartolomeoModifica

È la parrocchiale di Tiser, realizzata nel Trecento e più volte rimaneggiata (l'ultima ricostruzione è del 1697[7])[4]. Vi si trovano opere di Tomaso Da Rin (1921)[7], nonché due statue lignee (San Pietro e San Paolo) realizzate nel 1855 da Valentino Besarel[8]. L'altare maggiore (1685) e quello della Madonna del Rosario (1705) sono attribuiti a Fioravante Costa, mentre un altro altare laterale (1752) potrebbe essere opera del figlio Antonio[9].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[10]

 

Il comune di Gosaldo ha fortemente risentito del fenomeno dell'abbandono montano, aggravato dalla crisi dell'attività mineraria e dall'alluvione del 1966: nel periodo 1971-2001 la popolazione è passata da 1.825 a 787 abitanti, con un vertiginoso calo del 57%. A ciò si accompagna un indice di vecchiaia in costante aumento: nel 2001 aveva raggiunto un valore di 306,7, contro una media provinciale (già molto elevata) di 171,2[6].

Etnie e minoranze straniereModifica

La marginalità geografica ed economica del comune di Gosaldo è alla base della bassissima percentuale di cittadini stranieri residenti: sono appena 12 (1,6% del totale), provenienti perlopiù dall'Est Europa[11].

Lingue e dialettiModifica

Gosaldo si ritiene un comune di lingua ladina, sebbene la parlata locale sia particolarmente influenzata dal veneto bellunese. Da ricordare, a questo proposito, l'Union Ladin da Gosalt (unione ladina di Gosaldo), associazione che si impegna a diffondere la cultura e il folklore locale.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

MuseiModifica

In uno stabile comunale localizzato nel centro di Don è stato allestito il Museo Etnografico e del seggiolaio. L'esposizione si articola in tre sezioni dedicate, rispettivamente, alla produzione lattiero-casearia, all'artigianato della sedia e alla lavorazione del legno e dei metalli.[12]

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Peculiarità del comune è la presenza di decine di borgatelle (qualcuno ne ha contate novantanove) gravitanti attorno ai due centri più importanti, Don (sede comunale) e Tiser[13][14]. Questi agglomerati hanno dimensioni molto modeste e sono sorti un po' ovunque tra i 500 e 1000 m di altitudine, preferibilmente sui versanti più esposti e spesso in funzione dei giacimenti minerari della valle del Mis. In seguito alla chiusura delle miniere e al più generalizzato abbandono della montagna risultano in gran parte disabitati[6].

DonModifica

Don (1.141 m s.l.m., 216 abitanti) è il principale centro del comune ed è la sede del municipio. È posta a metà strada tra Agordo e Fiera di Primiero, sull'incrocio delle SP 347 e 3. La chiesa di San Giacomo fu costruita verso il 1630 e consacrata il 2 agosto 1635; è stata recentemente restaurata dal comune grazie ad un contributo regionale. La parrocchiale, una delle uniche due che si trovano nel comune, è la chiesa della Vergine Addolorata, presso la piazza principale del capoluogo. Sostituì la precedente e venne consacrata il 17 agosto 1863; conserva pregevoli sculture e dipinti.

TiserModifica

Tiser (940 m s.l.m., 52 abitanti) si trova 6 km più a sud di Don, all'incrocio tra le SP 3 (che conduce alla vicina Rivamonte Agordino) e 2. Il paese è ubicato nella alta Valle del Mis, a ridosso del parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Tiser viene citata per la prima volta in un documento del 1148. Rappresentò una regola indipendente anche se spesso associata a quella della vicina Rivamonte. Divenne parrocchiale nella prima metà del Seicento e contava, allora, oltre 1.000 abitanti.

L'economia del luogo fu in passato legata all'attività estrattiva con le miniere di Vallalta (cinabro) e della Valle Imperina (calcopirite): sin dal XV secolo si ha notizia di ricerche minerarie ad opera di operai tedeschi.

Vi si trova l'altra parrocchia del comune, dedicata a San Bartolomeo, costruita attorno al XIV secolo ma più volte rimaneggiata. Conserva i santi Pietro e Paolo, sculture lignee di Valentino Panciera Besarel considerate fra le prime opere autonome dell'artista zoldano (1855-1856)[15].

SarasinModifica

La frazione di Sarasin conta 73 abitanti e si trova a quota 1.160. Dista 3,5 km da Don ed è immediatamente prima del confine con il Trentino, quasi in continuità con l'abitato di Mis. Il paese, che non è molto compatto e si suddivide in diversi villaggi minori, sorge su una collina molto esposta al sole e ben arieggiata durante tutto l'anno. Gli abitanti sono soprannominati del Cantón, cioè "dell'angolo".

Villa Sant'AndreaModifica

La frazione si trova a nord di Don a quota 1.256 mt. Dista 0,65 km da Don e conta 128 abitanti. A Villa Sant'Andrea furono assegnati terreni agli sfollati dell'alluvione del 4 Novembre 1966 provenienti dalla frazione di California.

EconomiaModifica

Lo stato economico attuale del comune è tutt'altro che roseo. Analizzando il periodo 2000-2007, si è osservato un drastico calo delle imprese in quasi tutti gli ambiti, a testimonianza di un'economia molto fragile con gravi squilibri tra i vari settori: agricoltura -63%, costruzioni -27%, terziario -20%. Solo l'industria ha visto un incremento del 40%, tenendo conto comunque che il numero delle imprese è estremamente basso[16].

Gosaldo è risultato tra i comuni montani più "svantaggiati" del Veneto, pertanto può usufruire dei finanziamenti straordinari messi a disposizione dalla legge regionale n. 30 del 26 ottobre 2007 "Contributi ai Comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna"[17].

AgricolturaModifica

Fino a qualche decennio fa i paesi del Gosaldino vantavano di un'economia basata in particolar modo sui prodotti tradizionali, in particolare quelli caseari. L'alluvione del 1966 e la mancanza di fondi ha fatto decadere l'allevamento: gli abitanti hanno dovuto vendere il bestiame e i pascoli, che giungevano un tempo sin sotto le montagne, sono stati "divorati" dai boschi. Fino a qualche anno fa c'erano ancora alcuni allevatori che portavano il latte al piccolo caseificio di Sarasin, ma le difficoltà economiche hanno impedito l'ammodernamento del caseificio sino a portarlo alla chiusura.[senza fonte]

Attività estrattiveModifica

Come nei comuni limitrofi di Sagron Mis e Rivamonte Agordino, l'economia di Gosaldo si è retta per secoli su una fiorente attività mineraria, riguardante principalmente l'estrazione di mercurio. Il sito più rappresentativo era la miniera di Vallalta, nella quale si lavorò, tra alterne vicende, dal 1770 al 1963. Nella seconda metà dell'Ottocento, periodo di massima attività, essa risultava la sesta miniera di mercurio più importante d'Europa[18].

ArtigianatoModifica

La crisi dell'attività mineraria obbligò molti gosaldini a ricercare nuove fonti di sussistenza. Dalla fine dell'Ottocento al secondo dopoguerra assunse grandissima importanza la produzione di sedie, vendute, grazie alle abitudini seminomadi degli artigiani, in tutto il Norditalia e all'estero. Il seggiolaio aveva caratteristiche sociali e culturali del tutto particolari a partire dal suo gergo, lo scabelament del contha[19].

IndustriaModifica

Ora Gosaldo vive prevalentemente grazie alla Luxottica di Agordo visto che i tentativi di creare una località turistica non sono andati a buon fine.[senza fonte]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
11 luglio 1985 26 maggio 1990 Giovanni Marcon PSI, PSDI Sindaco [20]
6 maggio 1990 23 aprile 1995 Giovanni Marcon PSI, PSDI Sindaco [21]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giorgio Serafini lista civica Sindaco [22]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giorgio Serafini lista civica Ancora Insieme per Gosaldo Sindaco [23]
14 giugno 2004 15 novembre 2004 Alessandro Tortorella - Comm. pref [24]
15 novembre 2004 14 febbraio 2005 Alessandra Spedicato - Comm. pref
14 febbraio 2005 5 aprile 2005 Veniero Dal Mas - Comm. pref
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Giorgio Serafini lista civica Ancora Insieme per Gosaldo Sindaco [25]
30 marzo 2010 1º giugno 2015 Giocondo Dalle Feste lista civica Gosaldo Oggi per Domani Sindaco [26]
1º giugno 2015 in carica Giocondo Dalle Feste lista civica Gosaldo Oggi per Domani Sindaco [27]

GemellaggiModifica

SportModifica

Gosaldo ha una squadra di calcio a 5, il Calcio Gosaldo, che gioca il campionato CSI della provincia di Belluno.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 368.
  4. ^ a b c d Comune e dintorni[collegamento interrotto], Comune di Gosaldo. URL consultato il 15 ottobre 2011.
  5. ^ a b Paola Colombini (a cura di), Veneto, 6ª edizione, Milano, Touring Editore, 1992, p. 809, ISBN 88-365-0441-8.
  6. ^ a b c d e P.A.T.I. Conca Agordina - Relazione tecnica preliminare (PDF), Comuni di Gosaldo, La Valle Agordina, Rivamonte Agordino, 2007. URL consultato il 15 febbraio 2012.
  7. ^ a b c Provincia di Belluno, Gosaldo, su provincia.belluno.it. URL consultato il 16 ottobre 2011.
  8. ^ Massimo De Grassi (a cura di), Valentino Panciera Besarel (1829-1902). Storia e arte di una bottega d'intaglio in Veneto (PDF)[collegamento interrotto], Provincia di Belluno. URL consultato il 29 gennaio 2011.
  9. ^ Andrea Bacchi, Luciana Giacomelli (a cura di), Scultura in Trentino. il Seicento e il Settecento, Vol. 1, Trento, Provincia autonoma di Trento, 2003, p. 132.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Residenti stranieri al 31 dicembre 2010, ISTAT. URL consultato il 15 ottobre 2011.
  12. ^ Gosaldo – Museo Etnografico e del Seggiolaio (PDF), GAL Alto Bellunese. URL consultato il 30 gennaio 2012.
  13. ^ Roberto Bona, Raduno di «amici» a Gosaldo, in Corriere delle Alpi, 12 luglio 2012. URL consultato il 30 gennaio 2012.
  14. ^ Pro Loco Gosaldo.
  15. ^ Massimo De Grassi, Valentino Panciera, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 80, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014. URL consultato il 25 luglio 2014.
  16. ^ Attività (PDF), Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  17. ^ Regione Veneto - Contributi e Finanziamenti
  18. ^ Miniere e cave, Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  19. ^ Museo dei Seggiolai di Rivamonte Agordino[collegamento interrotto], Comune di Rivamonte Agordino.
  20. ^ Eletto il 12 maggio 1985.
  21. ^ Eletto il 6 maggio 1990.
  22. ^ Eletto il 23 aprile 1995.
  23. ^ Eletto il 13 giugno 1999.
  24. ^ Nominato dopo che alle elezioni del 13 giugno 2004 (per le quali si era candidato il solo Mario Pongan con la lista Ancora Insieme per Gosaldo) non si era raggiunto il quorum del 50%.
  25. ^ Eletto il 3 aprile 2005.
  26. ^ Eletto il 28 marzo 2010.
  27. ^ Eletto il 31 maggio 2015.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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