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Il prestanome

film del 1976 diretto da Martin Ritt
Il prestanome
Il prestanome.png
Woody Allen in una scena del film
Titolo originaleThe Front
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1976
Durata95 min
Dati tecniciB/N e a colori
rapporto: 1,85:1
Generedrammatico, commedia
RegiaMartin Ritt
SoggettoWalter Bernstein
SceneggiaturaWalter Bernstein
ProduttoreMartin Ritt
Produttore esecutivoCharles H. Joffe
Casa di produzioneDevon/Persky-Bright
Distribuzione in italianoColumbia C.E.I.A.D.
FotografiaMichael Chapman
MontaggioSidney Levin
MusicheDave Grusin
ScenografiaCharles Bailey
CostumiRuth Morley
TruccoRobert Jiras
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il prestanome (The Front) è un film del 1976 diretto da Martin Ritt, scritto da Walter Bernstein, che ha come attori principali Woody Allen e Zero Mostel.

Il film presenta una visione dell'industria dell'intrattenimento negli Stati Uniti nei giorni del Maccartismo, quando molti attori, sospettati per attività sovversive in seguito ad un'indagine della commissione per le attività antiamericane, furono scritti nelle liste nere, perdendo ogni possibilità di continuare il loro lavoro nel mondo dello spettacolo.

TramaModifica

Primi anni cinquanta, New York. Howard Prince lavora come cassiere in un ristorante e per arrotondare lo stipendio svolge anche il lavoro di allibratore. Alfred Miller, suo amico e sceneggiatore bandito dalle black list, avvicina Howard e gli propone di diventare un front man, un prestanome, chiedendogli di poter utilizzare il nome dell'amico per presentare le sue sceneggiature ad una stazione televisiva.

Howard, uomo politicamente "pulito" e bisognoso di soldi, accetta di aiutare Miller. Visto che questa tecnica funziona e Howard colleziona più di un successo in televisione, gli altri amici di Miller iniziano a loro volta a servirsi di lui come prestanome. Parallelamente la commissione per le attività antiamericane fa pressione su Hecky Brown, un attore affermato finito nelle blacklist e perciò rimasto senza soldi e senza più rispetto nel mondo dello spettacolo, affinché collabori e incastri qualche sceneggiatore. L'uomo, dopo aver tentato di far cadere nelle maglie della commissione Prince, prova un forte senso di vergogna, suicidandosi.

Nel contempo Howard diventa ricco e famoso in breve tempo, benché senza alcun merito, intessendo anche una relazione con una ragazza che si innamora di lui più per le sue qualità di scrittore che per la sua vera personalità. Il contatto quotidiano con persone di cultura e livello morale scuote però la coscienza di Prince, che, una volta finito a sua volta sotto inchiesta, è costretto ad andare di fronte al comitato dei “Freedom Information Services”, dove, nonostante le pressioni psicologiche subite, riesce a non farsi sopraffare dalla paura e a non fare nomi, pur sapendo di andare incontro alla prigione.

SceneggiaturaModifica

La sceneggiatura fu scritta da Walter Bernstein, lui stesso vittima delle Hollywood blacklist, così come lo furono Ritt e i membri del cast Mostel ed Herschel Bernardi. Walter Bernstein fu inserito nelle black list dopo che il suo nome venne elencato nel "Red Channels", un giornale pubblicato dall'FBI che elencava i nomi dei comunisti o dei simpatizzanti del comunismo.

Collegamenti esterniModifica

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