Io la conoscevo bene

film del 1965 diretto da Antonio Pietrangeli
Io la conoscevo bene
Io la conoscevo bene.png
Stefania Sandrelli in una scena del film
Titolo originaleIo la conoscevo bene
Paese di produzioneItalia, Francia, Germania Ovest
Anno1965
Durata115 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico
RegiaAntonio Pietrangeli
SoggettoAntonio Pietrangeli, Ruggero Maccari, Ettore Scola
SceneggiaturaAntonio Pietrangeli, Ruggero Maccari, Ettore Scola
ProduttoreTuri Vasile
Casa di produzioneUltra Film, Les Films du Siècle, Roxy Film
Distribuzione in italianoMedusa
FotografiaArmando Nannuzzi
MontaggioFranco Fraticelli
MusichePiero Piccioni
ScenografiaMaurizio Chiari
CostumiMaurizio Chiari
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Io la conoscevo bene è un film del 1965 diretto da Antonio Pietrangeli.

Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare[1].

TramaModifica

Adriana è una ragazza molto giovane e di umili origini della provincia di Pistoia che si trasferisce a Roma, dove cerca di farsi strada nell'ambiente dello spettacolo. La sua ricerca, talora faticosa, la porterà a conoscere numerosi personaggi che, con maggiore o minore fortuna, fanno parte di quel mondo. I quali, chi più chi meno, si approfitteranno anche sessualmente di lei senza mantenere le promesse fatte e lasciandola sola, al suo destino.

ProduzioneModifica

Prodotto da Turi Vasile e Mario Ferrari per la ULTRA Film, la pellicola venne girata tra Roma, Faleria, Mazzano Romano (precisamente alle cascate del fiume Treja), Orvieto (presso il Duomo, nel Teatro Mancinelli e nella stazione ferroviaria) e gli studi della Titanus alla Circonvallazione Appia a Roma.

Per la parte della sfortunata Adriana Astarelli i tre sceneggiatori pensarono inizialmente anche a Natalie Wood, Silvana Mangano e Brigitte Bardot. Pietrangeli però si impose e scelse Stefania Sandrelli, che nonostante la giovane età e la poca esperienza compariva per la prima volta in un ruolo da vera protagonista ed interpretando un personaggio, complesso e articolato, che è rimasto assolutamente memorabile.[2]

Nel film appare per la prima volta al cinema una quindicenne (e doppiata) Loretta Goggi che, pur non essendo accreditata nei titoli del film, interpreta il fugace ruolo della imbarazzata figlia della titolare di uno stabilimento balneare denominato "Calypso".

Colonna sonoraModifica

Il commento musicale è opera di Piero Piccioni, tuttavia nel sonoro hanno un ruolo fondamentale anche numerose canzoni dell'epoca[3], eseguite rispettivamente da[4]: Mina (Eclisse twist, Addio e E se domani), Peppino di Capri (Le stelle d'oro e Roberta), Sergio Endrigo (Oggi è domenica per noi, Mani bucate e Dimmi la verità), Millie (Sweet William e What Am I Living For?), Gilbert Bécaud (More e Toi), Mia Gemberg (Ogni giorno che passa), Gino Marinacci e i suoi solisti (Surf della frusta), le Gemelle Kessler (Lasciati baciare col letkiss), Ornella Vanoni (Abbracciami forte) e Yvar Sauna e la sua Orchestra (Letkiss).

AccoglienzaModifica

CriticaModifica

«.. Nulla da eccepire sulle intenzioni letterarie di questo ritratto, che forse ripetendo vecchi temi, mirava a polemiche più profonde di quelle sin qua tentate da Pietrangeli, nell'ambito soprattutto di un'osservazione acuta e dolorosa del nostro costume contemporaneo. Purtroppo queste intenzioni non sono state adeguatamente servite né dal testo, né in molti casi dalla regia. Fra gli interpreti merita lodi Stefania Sandrelli, le si alternano a fianco anche se spesso fugacemente Nino Manfredi nella caricatura di un talent scout, Ugo Tognazzi umanissimo e persino patetico...» Gianluigi Rondi ne Il Tempo del 4 dicembre 1965.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Rete degli Spettatori
  2. ^ [1]
  3. ^ dalla recensione di Angela Ramaccioni sul sito Onda Cinema [2].
  4. ^ dai titoli di coda del film.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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