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Ivo Mej

scrittore e giornalista italiano


Ivo Mej (Roma, 15 giugno 1961) è uno scrittore e giornalista italiano. Attualmente è Curatore del talk show di attualità politica de La7 'Coffee Break', in onda quotidianamente dalle 9.45 alle 11.00. Collaboratore del Blog de il Fatto quotidiano; dal 2018 official host del TEDXROMA.

Divulgatore di nuove tecnologie e teorie della sostenibilità, è stato autore e conduttore del programma de La7 Innovation, in onda dal 2009 al 2012. Precedentemente, caposervizio del settore cultura e spettacoli del TG La7.


BiografiaModifica

Inizia la sua carriera giornalistica nel 1981 presso Novaradio Roma e Radio città futura. Nel 1983 si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia con una tesi sul rapimento di Aldo Moro. Nello stesso anno inizia a lavorare alla Rai: è programmista regista per Linea verde (con Federico Fazzuoli), Italia Mia (con Jocelyn e Gigi Marzullo), 30 anni della nostra storia (con Paolo Frajese), Almanacco del giorno dopo, per il quale redige i testi.

Nel 1986 comincia a collaborare con Telemontecarlo dove viene assunto nel 1987. Qui cura le rubriche Oggi Musica, Attualità, Ivo fallo tu, sia per il Tg che in Tv Donna (con Carla Urban). Nel 1990 gli viene affidato il programma Domenica Montecarlo, una diretta di sette ore che collega i vari appuntamenti della giornata televisiva ed è inviato ai Mondiali di calcio, nell'ambito dei quali si occupa dei servizi "di colore" inventando il personaggio del Tirolese in occasione della partita inaugurale Italia-Austria e le interviste citofoniche. Nel 1991 passa stabilmente alla Rete per la quale realizza come autore e conduttore programmi vari: Ivo a Rio, Carnevale '91, Cosa farò da grande, P...assaggio e cura tre edizioni de La più bella sei tu (con Luciano Rispoli). Nel 1994 è di nuovo inviato per i Mondiali di calcio negli Stati Uniti, dove, tra gli altri, intervista Bill Clinton, omonimo del Presidente Usa. Nello stesso anni è inviato per il programma Domino (con Corrado Augias) e curatore della serie su Gino Bramieri, Applausi. Nel 1995 inventa e scrive la sitcom Sole! e cura una serie di programmi: Per chi suona la campanella, Non è mai troppo presto, Casa, Cosa. Nel 1996 realizza, tra gli altri, gli speciali Io, Evita (sul film con Madonna), Il nostro West (sul film con Leonardo Pieraccioni Il mio west), Moda a Go Go (sulla settimana della moda a Milano). Nel 1997 inizia la prima serie di Altromondo, programma da lui creato, scritto e condotto insieme a Verena Buratti e Gabriele Gresta, alias Bibop. Si tratta del primo campionato italiano televisivo di videogiochi con concorrenti in studio. Per la prima e unica volta in tv appare Luther Blissett, il personaggio inventato dal movimento situazionista ed interagisce con il conduttore ed i suoi due aiutanti.

Negli anni successivi Altromondo avrà diverse altre edizioni e speciali che culmineranno nel 2000 nel reportage in 65 puntate sull'Expo di Hannover.

Dal 2000 al 2001 diventa responsabile dello sviluppo online dei programmi della neonata La7. Il neodirettore di Rete Roberto Giovalli interrompe la sperimentazione. Dal 2001 diventa conduttore e inviato del tg di MTV del quale diventa caposervizio nel 2003. Dal 2004 è al TG La7, prima in cronaca e attualmente nella redazione spettacoli e cultura. È autore della rubrica Cose dell'altro mondo che nel telegiornale della domenica esplora la rete scovando i video più bizzarri e insoliti. Nel 2005, 2006 e 2007 ha realizzato alcune rubriche per il programma Niente di personale di Antonello Piroso, Direttore del TG La7, tra le quali Lapidi, che presentava le più belle tombe e iscrizioni di tutta Italia.

Ivo Mej è anche autore di libri. Tra questi Melassa P. le acrobazie sessuali di un'adolescente appiccicosa (solo online) e Le nuove Mille e una notte, (Barbera Editore).

Il suo ultimo libro, sempre per Barbera Editore, è un saggio sul comportamento dei media il giorno del rapimento di Aldo Moro (16 marzo 1978) dal titolo Moro Rapito!.[1]

Nel 2016 si candida all'Assemblea Capitolina in lista col Movimento 5 Stelle, ma ottiene solo 243 preferenze non venendo quindi eletto.

NoteModifica