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La guardia bianca

romanzo scritto da Michail Afanas'evič Bulgakov
La guardia bianca
Titolo originaleБелая гвардия
Белая-гвардия-1927.jpg
AutoreMichail Afanas'evič Bulgakov
1ª ed. originale1924
1ª ed. italiana1930
GenereRomanzo
Lingua originalerusso
Preceduto daAppunti sui polsini
Seguito daDiavoleide

La guardia bianca (in russo: Белая гвардия?) è un romanzo di Michail Afanas'evič Bulgakov, pubblicato sulla rivista Rossija nel 1924.

Indice

TramaModifica

Il romanzo narra le vicende dei tre fratelli Turbin (Aleksej, Nikolka ed Elena) nella Kiev del convulso inverno 1918-1919, durante la guerra civile russa. La città di Kiev, nelle mani dell'avventuriero Simon Petljura, è altresì nella morsa di un duplice accerchiamento, quello dell'atamano Shoropadskij e dei bolscevichi. Numerosi altri personaggi, pur nella rapidità di uno stile futurista, intrecciano le loro disavventure a quelle dei protagonisti e concorrono a creare un affresco di grande impatto emotivo, epico e lirico nello stesso tempo.

Dal romanzo deriva il dramma teatrale, scritto dallo stesso Bulgakov, I giorni dei Turbin, molto apprezzato da Stalin. Le vicende della trasposizione teatrale del romanzo per il Teatro d'arte di Mosca sono raccontate dallo stesso Bulgakov nell'opera satirica incompiuta Romanzo teatrale, dove il titolo viene trasformato in La neve nera[1].

PersonaggiModifica

  • Aleksej Vasil'evič Turbin, ufficiale bianco e medico di malattie veneree. Ferito e colpito da tifo petecchiale, agonizza per giorni. Un (apparente) miracolo, ottenuto dalle convulse preghiere della sorella, lo riporta alla vita.
  • Elena Turbin, innamorata del marito, lo sacrifica nelle sue preghiere per ottenere la salvezza dell'amato fratello.
  • Nikolka Turbin, il fratello adolescente, combatte con eroismo disperato e mette a repentaglio la sua vita per recuperare e restituire alla famiglia il corpo del suo colonnello Naj-Turs, finito nel teatro anatomico sotto una catasta di cadaveri. Ciò gli permette di conoscere Irina, la giovane sorella del colonnello.
  • Sergej Ivanovič Tal'berg, marito di Elena. Abbandonerà la moglie per mettersi in salvo all'estero e, divorziato, sposerà una donna ricca.
  • Tenente Viktor Victorovič Myslaevskij, compare alla porta dei Turbin stremato e assiderato, dopo aver difeso i confini della città. Lascia presagire quanto sia debole e mal organizzato l'esercito bianco.
  • Leonid Jur'evič Šervinskij, aiutante di battaglia nello Stato maggiore. È innamorato di Elena e durante le visite a casa dei Turbin darà prova delle sue abilità canore.
  • Stepanov Fëdor Nikolaevič, conosciuto come "Karas" per via del suo aspetto piccolo e compatto che ricorda quello di una carpa.
  • Malyšev, colonnello dell'esercito bianco
  • Bolbotum, colonnello dell'esercito di Petljura
  • Colonnello Feliks Naj-Turs, comandante delle scuola militare di Kiev, cade eroicamente, mentre tenta di salvare i suoi allievi dalle cariche dei soldati di Petljura.
  • Julija Aleksandrovna Rejss. Salva Aleksej Turbin ferito, nascondendolo in casa e curandolo. Abita nella Malo-Provalnaja, dove pure si trova la casa dei Naj-Turs. Come prevede Aleksej, i fratelli continueranno a recarvisi, e ne verrà fuori qualcosa (finalmente) di lieto.
  • Larion Larionovič, parente di campagna che si installa nella casa dei fratelli e vi porta simpatia e un po' di benessere economico.
  • Vasilij Ivanovič Lisovič e la moglie, padroni di casa dei Turbin

CommentoModifica

Bulgakov si dimostra un degno erede della grande narrativa russa, in particolare di Tolstoj, e del suo profondo sentimento religioso della vita.

CitazioneModifica

«Tutto passerà. Le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame e la pestilenza. La spada sparirà, ma le stelle resteranno anche quando le ombre dei nostri corpi e delle nostre opere non saranno più sulla terra. Non c’è uomo che non lo sappia. Perché dunque non vogliamo rivolgere il nostro sguardo alle stelle? Perché?»

Edizioni italianeModifica

NoteModifica

  1. ^ Michail Afanas'evič Bulgakov, Introduzione, in Milli Martinelli (a cura di), Romanzo teatrale, Milano, Rizzoli, 1992, ISBN 8817168866.

Voci correlateModifica

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