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Manlio Oddone

L'uccisione di Manlio Oddone, capo manipolo della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, avvenne ad opera dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP) il 28 ottobre 1943, e viene ricordata per esser stata la prima azione partigiana a Genova.

Manlio Oddone fu ferito mortalmente con cinque colpi di rivoltella esplosi alle spalle[1], dai gappisti guidati da Giacomo Buranello, assieme ad un suo commilitone, alle ore 17 del 28 ottobre 1943 mentre entrava nella centrale telefonica di via Ernesto Rayper (ora via Dattilo) nel quartiere genovese di Sampierdarena[2][3]. Venne ricoverato all'Ospedale Militare di Quarto dei Mille, dove morì il 31 ottobre.

È stato il primo caduto della Repubblica Sociale Italiana a Genova, tuttavia altri morti seguirono nei giorni successivi[4], confermando la nascita di un forte movimento partigiano nel genovese.

Oddone, impiegato della Ansaldo e iscritto al partito fascista, aveva partecipato alla Marcia su Roma del 1922. Decorato con la Sciarpa Littoria, è divenuto Capo Manipolo nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Aveva due figli, il maggiore dei quali si arruolò volontario nelle "Fiamme Bianche".

Via Rayper venne ribattezzata in suo nome dal dicembre 1943 al maggio 1945.

È stato tumulato nel cimitero monumentale di Staglieno nel sacrario militare della RSI.

NoteModifica

  1. ^ Carlo Silvestri (1949), p. 145:il capomanipolo Manlio Oddone mentre percorre una via di Sampierdarena (Genova) viene colpito alle spalle da cinque colpi di rivoltella e rimane ucciso.
  2. ^ ANPI Giacomo Buranello
  3. ^ Cfr Gimelli (2005)
  4. ^ Cfr. Pisano' (1965)

BibliografiaModifica

  • Carlo Silvestri, Mussolini, Graziani e l'antifascismo, 1943-1945, Longanesi, 1949,
  • Giorgio Gimelli, Franco Gimelli, La Resistenza in Liguria, Carocci, 2005, ISBN 8843033735
  • Giorgio Pisanò, Fulvio Bellini, Paolo Pisanò, Storia della guerra civile in Italia, 1943-1945, Edizioni FPE, 1965

Voci correlateModifica