Musée du Petit Palais

museo francese
Musée du Petit Palais
Avignon petit palais.JPG
Musée du Petit Palais
Ubicazione
StatoFrancia Francia
LocalitàAvignone
Caratteristiche
TipoPinacoteca
Apertura1976
Visitatori33 116  35 063  34 673  30 022  30 384  26 857  31 295  47 629  58 733  40 353  29 258  33 039  32 397  28 130  29 746  33 907 e 25 083 (2003), (2006), (2004), (2005), (2011), (2015), (2017), (2010), (2009), (2002), (2016), (2012), (2008), (2014), (2001), (2007) e (2013)
Sito web

Coordinate: 43°57′09.5″N 4°48′23″E / 43.952639°N 4.806389°E43.952639; 4.806389

Il Musée du Petit Palais è un museo e galleria di arte antica che si trova ad Avignone, in Francia. È stato inaugurato nel 1976 e conserva di una ricchissima collezione di dipinti e di sculture fino al primo Rinascimento.

Storia del palazzoModifica

Nel museo è conservata la parte medievale della collezione Campana, già al Louvre.

CollezioniModifica

 
Madonna col Bambino, Taddeo di Bartolo.

Le collezioni del museo, esposte attraverso diciannove sale distribuite su tre livelli, provengono in prevalenza dalle collezioni del Museo del Louvre e di altri musei minori francesi, trattandosi prevalentemente di opere d'arte un tempo raggruppate nella grande collezione Campana, una delle più importanti per quanto riguarda la pittura italiana e non solo, e acquistata per la maggior parte dallo Stato francese nel 1861. Più di 300 "primitivi" italiani, su 325 presenti al museo, derivano dalla collezione Campana. L'altra fonte dalla quale il museo ha attinto per le sue collezioni è il Museo Calvet di Avignone, dal quale sono stati collocati nel museo opere della Scuola di Avignone, circa sessanta dipinti e 600 sculture. La collezione permanente del museo presenta opere che occupano un arco temporale dal XIII al XVI secolo, alcune di artisti poco conosciuti al grande pubblico e in Italia, altre realizzati da figure molto importanti come Sandro Botticelli o Vittore Carpaccio.

PitturaModifica

Tra il XIII e il XIV secoloModifica

Nel museo si contano opere di Simone Martini, Paolo Veneziano, Lippo Memmi, Taddeo Gaddi, Agnolo Gaddi, Ambrogio Lorenzetti, Bartolo di Fredi, Giovanni Baronzio, Lorenzo di Bicci, Maestro del 1310, Jacopo del Casentino, Mariotto di Nardo, Jacopo di Cione, Puccio di Simone, Paolo di Giovanni Fei, Turino Vanni, Barnaba da Modena, Simone dei Crocifissi, Angelo Puccinelli, Girolamo Marchesi, Niccolo di Pietro Gerini, Niccolò di Tommaso, Francescussio Ghissi.

Tra il XV e il XVI secoloModifica

Gran parte dei dipinti risale a questo periodo. Sebbene gli artisti italiani costituiscano essenzialmente tale collezione, non mancano testimonianze della Scuola di Avignone. Si trovano opere di Sandro Botticelli, Vittore Carpaccio, Lorenzo Monaco, Carlo Crivelli, Vittore Crivelli, Sano di Pietro, Matteo di Giovanni, Benvenuto di Giovanni, Taddeo di Bartolo, Andrea di Bartolo, Bartolomeo Bonone, Benozzo Gozzoli, Lorenzo di Credi, Antonio Vivarini, Bartolomeo Vivarini, Liberale da Verona, Pesellino, Jacopo del Sellaio, Neri di Bicci, Cima da Conegliano, Vecchietta, Giovanni di Paolo, Jacopo di Paolo, Cosimo Rosselli, Ludovico Mazzolino, Ridolfo del Ghirlandaio, Giovanni da Udine, Biagio di Antonio Tucci, Benvenuto di Giovanni, Bartolomeo Veneto, Ambrogio Bergognone, Francesco Botticini, Antoniazzo Romano, Bonifacio Bembo, Marco Palmezzano, Bernardino Fungai, Maestro di Tavarnelle, Ludovico Brea e per la Scuola di Avignone Josse Lieferinxe e Enguerrand Quarton.

SculturaModifica

La scultura avignonese del periodo medievale, in particolare nel periodo della cattività avignonese, è ben rappresentata. Il periodo romanico si caratterizza, nel museo, per la presenza di capitelli scolpiti provenienti dalle chiese di Avignone, in particolare quelli del chiostro della Cattedrale di Avignone (del XII secolo). Molte opere risalgono al XIV secolo: si tratta soprattutto di statue provenienti da monumenti funebri realizzati nelle varie chiese di Avignone durante il papato (tomba di Papa Giovanni XXII, le cui spoglie furono disperse dai rivoluzionari nel 1793, tomba di Papa Innocenzo VI, gisant di Papa Urbano V, tomba del cardinale Filippo di Cabassoles, monumento funebre al cardinale Jean La Grange). Degne di nota sono poi le sculture di Antoine Le Moiturier e Jean de la Huerta, in grado di testimoniare la raffinatezza raggiunta dalla statuaria avignonese del XV secolo.

Ripartizione delle opere nelle sale d'esposizioneModifica

Sala 1: Avignone nel XV secolo, capitale della cristianitàModifica

Sala 2: Tomba del cardinale Jean La GrangeModifica

Sala 3: La pittura in Italia nel XIII e nel XIV secoloModifica

Sala 4: Scuola seneseModifica

Nella sala è presente una selezione di dipinti di scuola senese dal 1350 al 1420.

Sala 5: Firenze: produzione pittorica dal 1370 al 1420Modifica

Sala 6: La pittura a Firenze alla fine del XIV secoloModifica

Sala 7: La pittura a Venezia dal 1370 al 1410Modifica

L'influenza della pittura bizantina perdura a Venezia più che negli altri regni della penisola. Anche se, dalla seconda metà del XIV secolo, si comincia a manifestare interesse anche per lo stile gotico. Le opere esposte in questa sala testimoniano sia il legame con la tradizione bizantina, sia l'apertura verso lo stile gotico.

Sala 8: Il gotico internazionale nel XV secoloModifica

Sala 9: La pittura a Firenze, in Toscana e a Perugia dal 1420 al 1490Modifica

Sala 10: Botticelli e la sua bottegaModifica

Sala 11: La pittura a Firenze e in Umbria nella seconda metà del XV secoloModifica

Sala 12: Padova, Venezia e le Marche dal 1440 al 1490Modifica

Sala 13: L'Italia centro-settentrionale dal 1460 al 1510Modifica

Sala 14: La pittura a Firenze e a Lucca dal 1470 al 1500Modifica

Sala 15: La pittura a Firenze nel XVI secoloModifica

Maestro di Tavernelle: Arianna a Nasso (69 x 155 cm); Presa di Atene da parte di Minosse (69 x 183 cm); gli amori di Pasifae (69 X 182 cm); Teseo e il Minotauro (69 x 155 cm). Tali dipinti sono stati realizzati su legno di pioppo, intorno al 1510 circa.

Sala 16: La pittura a Firenze nel XVI secoloModifica

Sala 17: La Scuola di Avignone nel XV secoloModifica

Sala 18: Le ultime fasi della Scuola di Avignone. Fine del XV secoloModifica

Sala 19: Le sculture funerarie del XV secoloModifica

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Collegamenti esterniModifica

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