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EtimologiaModifica

Il nome della sottotribù deriva dal suo genere tipo Nepeta L., nome dedicato a "Nepet" una città dell'antica Etruria. L'etimologia di questo nome si fa risalire alla parola etrusca "nepa" ( = acqua). Il primo ad usare questo nome è stato Gaio Plinio Secondo (Como, 23 – Stabiae, 25 agosto 79]), scrittore, ammiraglio e naturalista romano, per descrivere una pianta aromatica originaria dell'Etruria.[4][5][6]

Il nome scientifico della sottotribù è stato definito per la prima volta dai botanici francesi Ernest Saint-Charles Cosson (1819-1889) e Jacques Nicolas Ernest Germain de Saint-Pierre (1815-1882) nella pubblicazione "Fl. Desc. Anal. Paris: 311, 324. 22 Feb 1845" del 1845.[7]

DescrizioneModifica

 
Il portamento
Glechoma hirsuta
  • Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule[9][11]
  • Calice: il calice è gamosepalo con base tubulosa (o cilindrica o campanulata) diritta o lievemente curva o in alcuni casi fortemente obliqua (Nepeta), terminante con 5 lobi più o meno uguali. I lobi formano due labbra (a volte anche poco evidenti = calice attinomorfo) con raggruppamento 3/2 (calice zigomorfo); il lobo mediano del labbro posteriore in genere è più ampio. I lobi hanno forme da lineari a triangolari talvolta a consistenza membranosa-scariosa o aristati e colorati di rosa o purpureo. La superficie del calice è percorsa da 15 nervi mentre la parte interna può essere ricoperta da un anello di peli. In alcune specie il calice è accrescente alla fruttificazione.
  • Corolla: la corolla, gamopetala è zigomorfa, e terminante in modo fortemente bilabiato con 5 lobi con raggruppamento 2/3. Il labbro posteriore è diritto, concavo, subintero o bifido; quello anteriore ha il lobo mediano più ampio, patente con margini interi o ondulati, mentre quelli laterali sono diritti. I colori sono blu, violetto, rosa, viola o bianco.
  • Androceo: l'androceo possiede quattro stami didinami con i due anteriori più lunghi dei posteriori; raramente il paio anteriore è assente (Nepeta). Gli stami sono inclusi nel tubo corollino oppure talvolta emergono dalla corolla stessa (specialmente nei fiori ermafroditi delle specie diodiche). I filamenti sono adnati alla corolla (nel mezzo o vicino alla gola), sono tutti paralleli e ascendenti sotto il labbro posteriore. Le antere hanno due teche parallele o talvolta divergenti di 90° o anche di 180°, pubescenti o glabre. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il disco nettario è formato da 4 lobi o 4 corni ed è ricco di sostanze zuccherine.
  • Il frutto è uno schizocarpo composto da 1 - 4 nucule (talvolta ridotte a una per aborto delle altre) con forme da ellittiche a oblunghe, anche trigone, raramente sono ricurve o globose. All'apice possono essere troncate o leggermente piatte. La superficie è liscia con pubescenza apicale oppure ricoperta di mucillagini oppure tubercolata oppure papillosa. La colorazione è marrone anche scuro. I frutti in alcuni casi rilasciano i semi con facilità (sono fragili).

RiproduzioneModifica

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti tipo ditteri e imenotteri (impollinazione entomogama).[11][13]
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).[14] I semi hanno una appendice oleosa (elaisomi, sostanze ricche di grassi, proteine e zuccheri) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.[15]

Distribuzione e habitatModifica

La distribuzione di questa sottotribù è prevalentemente euroasiatica con circa 100 specie distribuite nell'areale del Mediterraneo. L'habitat in parte è temperato con preferenza per le zone montuose e aride.[2]

TassonomiaModifica

La famiglia di appartenenza della sottotribù (Lamiaceae), molto numerosa con circa 250 generi e quasi 7000 specie,[9] ha il principale centro di differenziazione nel bacino del Mediterraneo e sono piante per lo più xerofile (in Brasile sono presenti anche specie arboree). Per la presenza di sostanze aromatiche, molte specie di questa famiglia sono usate in cucina come condimento, in profumeria, liquoreria e farmacia. La famiglia è suddivisa in 7 sottofamiglie; la sottotribù Nepetinae appartiene alla sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae).[1][2][3]

FilogenesiModifica

 
Cladogramma della sottotribù

La sottotribù è monofiletica e nell'ambito della tribù Mentheae ha una posizione interna ed è "gruppo fratello" della sottotribù Menthinae. All'interno della sottotribù il genere Cedronella è "gruppo fratello" del resto dei generi divisi in due cladi principali (A e B). Il cale A è formato dai generi Agastache, Dracocephalum, Glechoma, Hyssopus, Lallemantia, Meehania e Schizonepeta ed ha una ampia distribuzione con almeno tre linee distinte verso il Nord America. Il clade B formato dai generi Drepanocaryum, Nepeta, Hymenocrater, Lophanthus e Marmoritis probabilmente ha avuto origine nel Mediterraneo/Asia centrale con diffusione nell'Asia orientale.[16]

Il cladogramma a lato, tratto dallo studio citato[3] e semplificato, mostra la struttura interna attuale (2016) della sottotribù.

Composizione della sottotribùModifica

La sottotribù attualmente è formata da 16 generi e circa 370 specie:[1][2][3]

Genere Numero specie Numero Cromosomico Distribuzione Habitat tipico
Agastache
Gronov., 1762
Circa 22 2n = 18 Nord America e Asia occidentale Montagne e deserti
Cedronella
Moench, 1794
Una specie:
Cedronella canariensis (L.) Webb. & Berth.
2n = 10 Macaronesia
Dracocephalum
L., 1753
Circa 46 2n = 10, 12, 14, 18, 20, 36 e 72 Eurasia e Nord America In prevalenza zone montane
Drepanocaryum
Pojark., 1954
Una specie:
Drepanocaryum sewerzowii (Regel) Pojark.
Asia occidentale e centrale Zone montagnose
Glechoma
L., 1753
10 2n = 18, 24 e 36 Eurasia Perlopiù praterie ai margini delle foreste e zone temperate
Heterolamium
C.Y. Wu, 1965
Una specie:
Heterolamium debile (Hemsl.) C.Y. Wu
Cina
Hymenocrater
Fisch. & C.A. Mey., 1835
Circa 12 2n = 18 Iran e Afghanistan Ambienti secchi
Hyssopus
L., 1753
5 2n = 12 Areale del Mediterraneo, Asia occidentale e centrale fino alla Cina Zone rocciose e steppiche
Kudrjaschevia
Pojark., 1953
4 Asia centrale Zone montane semidesertiche e steppe
Lallemantia
Fisch. & C.A. Mey., 1839
5 2n = 14 Dalla Turchia all'Asia centrale (Himalaya)
Lophanthus
Adans., 1763
2 2n = 16 Afghanistan, Asia centrale, Mongolia e Cina Habitat montuosi
Marmoritis
Benth., 1833
5 Dal Pakistan alla Cina Pendii sassosi dell'Himalaya
Meehania
Britton, 1894
2 2n = 18 Asia orientale Habitat temperati e subtropicali
Nepeta
L., 1763
Circa 250 2n = 14-54 Eurasia e Magreb Zone montane, aree semidesertiche e steppe dell'Eurasia
Pitardia
Batt. ex Pit., 1918
2 Magreb
Schizonepeta
(Benth.) Briq., 1896
3 2n = 12 Siberia meridionale, Mongolia e Cina Zone steppiche

Generi e specie della flora europeaModifica

In Europa (in Italia e nell'areale del Mediterraneo) sono presenti i seguenti generi e specie:

Genere Specie areale
Euro-Mediterraneo[17]
Specie Italia[18]
Cedronella Cedronella canariensis
(L.) Webb & Berthel.
Dracocephalum 9 Dracocephalum austriacum L.
Dracocephalum ruyschiana L.
Glechoma 4 Glechoma hederacea L.
Glechoma hirsuta Waldst. & Kit.
Glechoma sardoa (Beg.) Beg.
Hyssopus 1 Hyssopus officinalis L.
Lallemantia 4
Nepeta Circa 80-90 7 (tra cui Nepeta cataria L.
Nepeta nuda L.)

Alcune specieModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Olmstead 2012.
  2. ^ a b c d e Kadereit 2004, pag. 237.
  3. ^ a b c d DrewSytsma 2012.
  4. ^ a b Motta 1960, Vol. 2 - pag. 78.
  5. ^ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  6. ^ David Gledhill 2008, pag. 271.
  7. ^ Crescent Bloom Database, su crescentbloom.com. URL consultato il 9 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2008).
  8. ^ Pignatti 1982, Vol. 2 - pag. 470.
  9. ^ a b c Judd, pag. 504.
  10. ^ Strasburger, pag. 850.
  11. ^ a b c dipbot.unict.it, https://web.archive.org/web/20160304200501/http://www.dipbot.unict.it/sistematica/Lami_fam.html (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  12. ^ Musmarra 1996.
  13. ^ Pignatti 1982, Vol. 2 - pag. 437.
  14. ^ Kadereit 2004, pag. 181.
  15. ^ Strasburger, pag. 776.
  16. ^ DrewSytsma 2012, pag. 937.
  17. ^ EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 9 gennaio 2016.
  18. ^ Conti et al. 2005.

BibliografiaModifica

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