Nova Levante

comune italiano
Nova Levante
comune
Nova Levante/Welschnofen
Nova Levante – Stemma
Nova Levante – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaStemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
SindacoMarkus Dejori (SVP) dal 10-5-2010 (2º mandato)
Territorio
Coordinate46°25′44.36″N 11°32′21.91″E / 46.42899°N 11.53942°E46.42899; 11.53942 (Nova Levante)Coordinate: 46°25′44.36″N 11°32′21.91″E / 46.42899°N 11.53942°E46.42899; 11.53942 (Nova Levante)
Altitudine1 182 m s.l.m.
Superficie51,1 km²
Abitanti1 945[1] (31-3-2017)
Densità38,06 ab./km²
Comuni confinantiCornedo all'Isarco, Moena (TN), Nova Ponente, Pozza di Fassa (TN), Predazzo (TN), Tires, Vigo di Fassa (TN)
Altre informazioni
Cod. postale39056
Prefisso0471
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT021058
Cod. catastaleF949
TargaBZ
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 4 301 GG[2]
Nome abitanti(IT) novalevantini
(DE) Schuffener o Welschnof(e)ner
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nova Levante
Nova Levante
Nova Levante – Mappa
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Nova Levante (Welschnofen in tedesco) è un comune italiano di 1 945 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il comune comprende anche la località di Carezza al Lago (ted.: Karersee), rinomata località turistica estiva ed invernale, posta a 1 620 m s.l.m., base di partenza per le escursioni nei gruppi del Catinaccio e del Latemar.

Origini del nomeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Welsche.

Il toponimo è attestato come Noue nel 1177, come Nofalatina nel 1295, come Welschennofen nel 1370 e come Wälischnofe nel 1388 e deriva dal latino nova ("terreno messo a coltura da poco"). Welsch o Welschtiroler sta per i tirolesi di lingua ladina o italiana (trentini). Quindi Welschnofen, originalmente abitato dai tirolesi di lingua ladina, e Deutschnofen / Nova Ponente, originalmente abitato dai tirolesi di lingua tedesca.[3]

StoriaModifica

OriginiModifica

Nel corso dei secoli i pastori della val di Fassa edificarono case nei pressi dei loro pascoli estivi per poter svolgere le loro attività durante tutto l'anno e bonificarono sempre di più i boschi verso valle. Nova Levante viene citata per la prima volta nell'anno 1177 sotto il nome "Noue" (= dissodamento, terra nuova).[4] Il nuovo quadro in porfido e pietra calcare che si incontra all'entrata del paese testimonia l'origine. Il piccolo stemma è quello del convento di Novacella, al quale per numerosi secoli è stato sottoposto Nova Levante.

La comunità di Welschnofen è originalmente ladina e fino al 1600 la maggioranza della popolazione manteneva un dialetto ladino proprio, di tipo badiotto. La parlata dell'area fu germanizzata naturalmente durante i secoli seguenti e il ladino originale è scomparso.

CronologiaModifica

  • 1177 Welschnofen/Nova Levante viene menzionata per la prima volta
  • 1300 ca. a Welschnofen/Nova Levante sorge la prima chiesa
  • 1604 fondazione della propria prima parrocchia
  • 1860 Costruzione della strada che attraversa la Val d'Ega
  • 1870 Con la separazione dall'esteso comune di Cornedo all'Isarco,
  • Welschnofen/Nova Levante diviene un comune autonomo
  • 1889 Fondazione della pro-loco
  • 1896 Apertura dell'Hotel Carezza
  • 1896 Ultimazione della strada sul Passo Costalunga/Karerpass
  • 2006 Socio di fondazione "Perle delle Alpi"

StemmaModifica

Lo stemma è inquartato: nel 1º e nel 4º è rappresentato il leone rampante di colore oro su sfondo nero, stemma del giudice Bartlmä von Pretzenberg che aveva proprietà nel comune; nel 2º e 3º è rappresentato un monte di colore celeste sormontato dal tipico brezel di colore argento su sfondo rosso. Lo stemma è stato adottato nel 1967. [5]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

La prima chiesa cristiana di Nova Levante risale probabilmente all'XI secolo. La leggenda narra che i primi abitanti del luogo si erano insediati "Im Loch" e sul "Zischgl" (due zone del paese), dove avrebbero voluto costruire una chiesa. Alla fine preferirono però convertire in chiesa un antico tempio pagano, che già insisteva sul luogo in cui si trova la chiesa attuale.

Appena nel 1298 comunque la chiesa viene citata nei testi storici, e nel 1365 si parla di una "cappella di S. Ingenuino", santo presentato come patrono di questa chiesa (e patrono del vescovado di Bressanone). Evidenti lavori di ristrutturazione si possono datare alla prima metà del XVIII secolo, mentre risale al 1827-1828 la realizzazione di una chiesa nuova, poi interamente smantellata (fatta eccezione per il campanile) nel 1965 e sostituita da una struttura nuova.

L'attuale chiesa parrocchiale fu consacrata nel maggio 1967, dopo due anni di lavori. Si tratta di una costruzione moderna, caratterizzata dalla bassa navata laterale e dal tetto a falde assai spioventi. Il campanile parrocchiale, alto 37 metri, è la struttura architettonica più antica del luogo.

SocietàModifica

Appartenenza linguisticaModifica

La sua popolazione è in larga maggioranza di madrelingua tedesca:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
94,00% madrelingua tedesca
5,53% madrelingua italiana
0,47% madrelingua ladina

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 

EconomiaModifica

TurismoModifica

Nova Levante per la sua attenzione a favorire il turismo sostenibile e la mobilità dolce fa parte del consorzio delle Perle delle Alpi.[7]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Elmar Pattis SVP Sindaco
2010 in carica Markus Dejori SVP Sindaco

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 534s. ISBN 88-7014-634-0
  4. ^ Georg Kugler (a cura di), Die Urkunden des Augustiner-Chorherrenstiftes Neustift bei Brixen von 1143 bis 1299 (Fontes rerum Austriacarum II/77), Vienna, Öster. Akad. d. Wiss., 1965, n. 6.
  5. ^ (EN) Heraldry of the World: Welschnofen-Nova Levante
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Sito ufficiale Perle delle Alpi Archiviato il 20 dicembre 2012 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

  • (DE) Ignaz Kircher, Der Alltag (Welschnofen, 1), Bolzano-Vienna-Nova Levante, Folio-Cassa Raiffeisen, 1994.
  • (DE) Franz Kohler, Kleriker & Laien (Welschnofen, 2), Bolzano-Vienna-Nova Levante, Folio-Cassa Raiffeisen, 1994.
  • (DE) Eduard Pichler, Herrschaft und Untertan (Welschnofen, 3), Bolzano-Vienna-Nova Levante, Folio-Cassa Raiffeisen, 2003. ISBN 3-85256-229-5

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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