Omega (azienda)

azienda svizzera

Omega SA è un'azienda svizzera specializzata nella produzione di orologi di lusso.

Omega
Logo
Logo
Usain Bolt 2012 Olympics start.jpg
In secondo piano, un cronometro Omega durante i Giochi Olimpici di Londra 2012
StatoSvizzera Svizzera
Forma societariaSocietà anonima
Fondazione1848 a La Chaux-de-Fonds
Fondata da
  • Louis Brandt, fondatore del laboratorio di assemblaggio
  • Louis-Paul e Cesar Brandt, fondatori dell'azienda
Sede principaleBienne
GruppoThe Swatch Group
Persone chiaveStephan Urquhart
SettoreOrologeria, Gioielleria
ProdottiOrologi da polso e da taschino, gioielli
Sito webwww.omegawatches.com/

StoriaModifica

Dalla fondazione agli inizi del NovecentoModifica

Nel 1848 Louis Brandt apre a La Chaux-de-Fonds un laboratorio di assemblaggio di orologi. Alla morte del fondatore, nel 1879, i due figli Louis-Paul e Caesar rendono la manifattura industriale e optano per trasferire la sede a Bienne nel 1880, dove si trova tutt’ora[1]. Nel 1885 la casa realizza il suo primo movimento in-house, chiamato Labrador[2].

Il nome Omega non è così antico, ma verrà formalmente adottato dalla casa solo nel 1903, a seguito del famoso calibro 19[3], datato 1894, chiamato appunto Omega, che ottenne così successo da attribuire il nome alla Maison. Il nome Omega era comunque già apparso a partire dal 1895 in alcune pubblicità dell’epoca, recanti Crono, dio greco del tempo, troneggiare sul globo mentre impugna un Omega da tasca[4]. Questo logo è utilizzato ancor oggi sui fondelli di alcuni segnatempo della Casa.

1930: Omega cronometrista ufficiale delle Olimpiadi e il primo orologio subacqueoModifica

Nel 1930 Omega entra a far parte della SSIH, Società Svizzera per l’Industria Orologiera, assieme a Tissot e Lemania (entrata a farne parte due anni dopo), producendo anche diversi modelli con sia il marchio Omega sia quello Tissot impresso sul quadrante. Negli stessi anni la casa sviluppa un primo prototipo di movimento automatico.

Nel 1932 diventa cronometrista ufficiale dei Giochi Olimpici di Los Angeles, ruolo che mantiene fino ai giorni nostri, sviluppando, ogni quadriennio, una sempre maggior precisione nella rilevazione dei tempi: basti pensare che ai suoi esordi era in grado di misurare il decimo di secondo, mentre nel 1948 introduce un cronometraggio elettronico e oggi, grazie alle rilevazioni computerizzate, riesce a misurare il millesimo di secondo.

Sempre nel 1932 viene progettato il cosiddetto “Marine”[5], il primo orologio per così dire “subacqueo”, di forma rettangolare, che sfruttava due casse che “scivolavano” una sopra l’altra al fine di evitare che l’acqua penetrasse ed intaccasse il meccanismo. L’orologio venne testato a una profondità di oltre 70 metri e cinque anni dopo a 135 metri, ed in entrambi i casi ha superato i test risultando perfettamente funzionante. Tuttavia l’esigenza di dover “sfilare” la cassa superiore per poter accedere alla corona rendeva l’operazione piuttosto macchinosa e lo sfregamento costante rischiava di danneggiare le guarnizioni interne, così ben presto si passa a un nuovo segnatempo impermeabile per la casa di Biel: il più convenzionale Naiad, del 1937.

Negli anni ’30 inoltre la Maison di Biel ottiene numerosi attestati d’eccellenza cronometrica presso l’osservatorio di Kew, tra tutti spicca il calibro 47.7 di manifattura che ha vinto numerosi riconoscimenti, il più prestigioso dei quali è stato conseguito nel 1936, quando ha guadagnato 97.8 punti su 100. Ben presto Omega diventa la casa con più calibri certificati COSC al mondo: la celebrazione di queste vittorie verrà racchiusa nella collezione Constellation, lanciata sul mercato nel 1952, caratterizzata per l’appunto da molti segnatempo insigniti della certificazione cronometrica e raffiguranti sul fondello proprio la sede di un osservatorio con 8 stelle, simboleggianti gli 8 record conquistati negli anni passati.

A fine anni '30 viene lanciata la linea di movimenti meccanici che ha come capostipite il calibro Omega 240[6]: si tratta di meccanismi di forma rettangolare che avrà grande successo e che verranno incassati in circa un milione e mezzo di modelli, perlopiù da donna.

Anni Quaranta: i calibri da 30 mm e la nascita del SeamasterModifica

Tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ‘40 nasce la famiglia dei calibri da 30mm[7], che riscuote un grandissimo successo grazie anche all’ottima tenuta del tempo e alla facilità di riparazione. Denominati inizialmente 30, ne seguono numerose evoluzioni con più rubini e con i secondi centrali, e dal 1949 viene cambiata la denominazione: il 30T2 PC, il capostipite di questa serie di movimenti, viene rinominato calibro 260[8]. L’ultimo movimento di questa serie, il 286[9] con secondi centrali, è datato 1963. Complessivamente, sono stati prodotti quasi 3 milioni di calibri da 30 mm da parte di Omega, che li ha sostituiti soltanto a metà circa degli anni Sessanta, a testimonianza dell’elevatissima affidabilità degli stessi, molti dei quali sono anche stati certificati cronometro.

 
Calibro Omega 30T2 PC (Omega 260), fine anni '40

Contemporaneamente vengono prodotti anche movimenti di forma (calibri 210[10], 240, 300[11] ed altri), adatti in particolar modo ad animare segnatempo di dimensioni ridottissime, i cosiddetti “nanette” in voga negli anni Cinquanta e Sessanta, o per orologi con casse di forma.

 
Omega 244, primi anni '50

Ad inizio anni ’40 la Maison rilascia i propri movimenti calibri automatici con bumper, in cui la massa oscillante viene spinta in direzione opposta a quella del suo movimento da due piccole molle respingenti: trattasi dei calibri 330[12], 340[13] e dei loro derivati.

 
Omega 266, metà anni '50

Nella Seconda Guerra Mondiale, Omega ha equipaggiato gli eserciti degli alleati e il personale medico da campo con i suoi segnatempo, e nel ’45 la Maison stipula un’importante commessa con l’esercito inglese per la fornitura di orologi da polso con precisione cronometrica.

Nella seconda metà degli anni Quaranta nasce il Cosmic, il primo segnatempo Omega con funzione di calendario e fasi lunari.

Nel 1947 Omega realizza il suo primo toubillon da polso[14] per partecipare alle competizioni di precisione e mai entrati in commercio. Nel 1948 nasce la prima collezione della casa chiamata Seamaster[15], accompagnata dal simbolo dell’ippocampo, presente tutt’ora, e caratterizzata da robustezza e da versatilità. Ben presto l’orologio, sia meccanico che automatico, viene proposto anche con datario nella versione chiamata Seamaster Calendar.

Anni Cinquanta: nasce lo SpeedmasterModifica

 
Omega dress watch, metà anni '50

Negli anni Cinquanta, Omega espande notevolmente il suo catalogo inserendo numerose nuove collezioni: nel 1953 la linea Genève viene lanciata sul mercato per celebrare lo stretto rapporto tra la Maison e l’Osservatorio di Ginevra.

A metà decennio esordisce la famiglia di calibri automatici Omega 470[16], prodotta nel periodo 1955-1960 ed evolutasi nella serie 500, alcuni dei quali con datario[17].

Nel 1955 viene prodotto il Ladymatic, il calibro automatico con rotore centrale e certificato di cronometro più piccolo al mondo.

Nel 1957 nascono segnatempo professionali come il Seamaster 300, il Railmaster, resistente ai campi magnetici, e il cronografo Speedmaster. Questi tre modelli sono stati riproposti a distanza di sessant’anni sia separatamente, sia acquistabili come trio, in versione fedelissima agli originali.

Sul finire del decennio viene lanciata la linea Tresor, contraddistinta da linee pulite e materiali preziosi adoperati per la cassa.

 
Omega da donna a carica manuale, metà anni '50
 
Omega da polso a carica manuale, anni '50-'60

Anni Sessanta: la conquista della Luna e i primi orologi al quarzoModifica

Nel 1960 viene presentata la De Ville, collezione che inizialmente fa parte della collezione Seamaster, ma che verso la fine del decennio assume una propria autonomia e contraddistinguerà orologi particolarmente eleganti e che più recentemente raggrupperà al suo interno la collezione Tresor.

 
Calibro Omega 284, 1960

In questo decennio la Marina Militare britannica adotta il Seamaster 300.

Nel 1962 l’astronauta Wally Schirra effettua diversi voli spaziali con al polso il suo orologio privato, uno Speedmaster, modello che tre anni più tardi partecipa alla selezione effettuata dalla NASA per equipaggiare gli astronauti che atterreranno sul suolo lunare: insieme ad Omega, a partecipare al concorso c’erano Elgin, Hamilton, Bulova, Rolex (con la referenza 6238) e Longines-Wittnauer. Lo stesso anno gli Speedmaster, migliorati secondo le direttive della stessa NASA, diventano ufficialmente gli orologi spaziali americani, uscendo anche dall’astronave.

Nel 1967 nasce la linea Dynamic, pensata per un pubblico giovane e vivace, con casse monoblocco per lo più ellittiche, a televisore o a cuscino, bracciali integrati e colori inconsueti. Sempre concepita come sottocategoria di altre collezioni, ottiene un notevole successo tanto da aver consentito a Omega di sopravvivere anche durante gli anni più bui della crisi dell’orologeria meccanica. Oltre al capostipite di questa linea, la referenza 165 0039, è da citare anche il famoso Seamaster Dynamic cosiddetto “Spider”.

Nel 1968 nasce il movimento Omega 1000[18], il quale si svilupperà in altri modelli (come il 1010[19] e 1020[20]), i quali verranno prodotti fino a metà anni Ottanta. Trattasi degli ultimi movimenti meccanici automatici realizzati dall'azienda.

Sul finire del decennio viene proposto il Memomatic, lo svegliarino della casa di Biel con suoneria regolabile al minuto, alimentato da un meccanismo Lemania.

Il 21 luglio 1969, infine, lo Speedmaster, animato dal calibro 861 Lemania, diventa il primo orologio ad arrivare sulla luna, al polso di Buzz Aldrin. Da quel momento verrà chiamato anche “Moonwatch”[21]. Sul fondello dello "Speedmaster" è incisa la dicitura "The first watch worn on the Moon" (il primo orologio indossato sulla Luna) e "Flight-qualified by NASA for all manned space missions" (riconosciuto idoneo dalla NASA per il volo in tutte le missioni spaziali con equipaggio umano).

 
L'Omega Speedmaster, o "Moonwatch"

L’esperienza Omega al polso degli astronauti, però, non si limita al primo allunaggio: l’anno seguente, durante la sfortunata missione Apollo XIII, a seguito dell’esplosione di una bombola d’ossigeno, gli astronauti hanno dovuto affidarsi ai loro cronografi da polso per calcolare i tempi di accensione del motore del velivolo al fine di poter rientrare sulla Terra. Il fondamentale contributo di Omega ha valso alla Maison l’attribuzione del “Silver Snoopy Award”, e tutt’oggi si sprecano le edizioni celebrative degli Speedmaster, dedicate sia al premio ricevuto dalla casa, sia alle singole missioni spaziali[22]. Passano gli anni e si moltiplicano le case orologiere interessate ad equipaggiare gli astronauti, ma i segnatempo Omega continuano a vestire i polsi degli astronauti fino all’ultima missione Apollo, la XVII, del 1972, al polso dell’ultimo uomo atterrato sulla luna, il Comandante Gene Cernan[23].

Nel 1969 un consorzio di circa venti case orologiere, chiamato CEH (Centro Elettronico Orologiero) di cui fa parte anche Omega, dà alla luce il primo movimento al quarzo svizzero: si tratta del Beta21, oscillante a 8192 Hz e montato l’anno successivo proprio su un Omega, il cosiddetto Electroquartz. La casa di Biel continuerà ad utilizzare questi calibri quasi fino alla fine degli anni Settanta, seppure si rivelino molto più costosi e più difficili da produrre rispetto a quelli della concorrenza asiatica, nonostante siano stati adottati alcuni accorgimenti nel corso degli anni al fine di renderli maggiormente funzionali. Inoltre la particolare forma del movimento rendeva difficile incassarlo in una cassa rotonda.

Anni Settanta: lo sviluppo dello Speedmaster e lo sviluppo del quarzoModifica

Agli inizi degli anni Settanta Omega inizia anche ad utilizzare i movimenti a diapason. Inizialmente la Maison provvede a realizzarli in house: si tratta dei calibri 1220[24] e 1230[25], i cosiddetti Megasonic, il cui sviluppo inizia già nel 1969 grazie a Max Hetzel. Questi sono più precisi ed evoluti dei Bulova Accutron, grazie anche a frequenze più elevate a cui oscillavano (pari a 720 Hertz), ma delicati e di difficile manutenzione, motivo per cui vennero abbandonati in luogo dei più convenzionali e affidabili movimenti a diapason forniti da ESA, i quali andranno ad animare segnatempo di diverse collezioni, tra cui anche alcuni Speedmaster ribattezzati Speedsonic.

Nel 1972 nasce il 1040[26], il primo calibro cronografico automatico di manifattura Omega, realizzato in collaborazione con Lemania partendo dalla base del Lemania 1340.

Il successo e la robustezza dello Speedmaster gli hanno consentito di essere declinato in numerose altre versioni, come il Mark II, con cassa a cuscino e bracciale integrato, il Racing, famoso nella versione bi-compax, così come il recente Chronoscope con scale tachimetrica, telemetrica e pulsometrica, una versione creata in collaborazione con la FIFA sul finire degli anni ‘70, il Reduced con calibro modulare (volgarmente chiamato “sandwich” dai suoi detrattori), lo Skywalker X-33 al quarzo con display LCD e dotato di innumerevoli funzioni quali sveglia, durata del tempo di una missione e calendario perpetuo, e l’estremo Alaska Project, un prototipo studiato con la NASA e lanciato a inizio anni ’70, che grazie a una protezione della cassa avrebbe dovuto resistere a temperature comprese tra -148 e 260 gradi centigradi.

 
Omega Seamaster degli anni sessanta, con cassa in oro e caricamento automatico

L’evoluzione del calibro 861 finito sulla Luna ha inoltre trovato altre applicazioni (nella sua versione chiamata 865) come nel caso del Chronostop, un tre lancette in grado di misurare un tempo cronometrato per un massimo di un minuto attraverso la sfera secondi centrale e un apposito pulsante a ore 2. Nato come chronostop, ma in grado di cronometrare tempi fino a mezz’ora, è anche il Bullhead, così soprannominato per avere i pulsanti cronografici a ore 11 e 1. Proposto come orologio per piloti automobilistici, all’epoca non ha riscontrato grande successo, ma anche per via delle sue forme piuttosto inconsuete è stato riproposto recentemente fedele all’originale.

Seguendo le richieste degli aviatori, viene lanciato il Flightmaster, un robusto cronografo concepito per essere impermeabile, resistere al vuoto spaziale e indicare un secondo fuso orario. Questo segnatempo è stato anche al polso del cosmonauta sovietico Aleksey Leonev durante la missione spaziale congiunta USA/URSS del 1975, la Apollo/Soyuz Test Project.

Nel 1974 viene presentato il movimento Megaquartz con frequenza di 2.4 Mega Hertz, capace di accumulare uno scarto giornaliero di soli 0.002 secondi. Grazie alla sua precisione viene certificato come “Cronometro Marino”, e tutt’oggi è l’unico orologio da polso a potersi fregiare di questo riconoscimento[27]. Viene venduto al pubblico ad una cifra molto importante: basti pensare che uno Speedmaster era reperibile a 125 sterline, mentre un Marine Chronometer ne costava 760. Altri calibri Megaquartz, come il 1340[28] o il 1346[29] con certificazione cronometro vengono prodotti da Omega, seppur con oscillazioni molto inferiori (pari a 32 KHz) e su altri modelli della casa, come i Seamaster o i Genève, spesso all’interno di casse di forma, o con le ormai in voga linee gentiane. Questi ultimi modelli sono abbastanza riconoscibili per avere, al posto dell’indice a ore 12, un riquadro, spesso di colore rosso, con all’interno il logo della casa.

Nel 1976 viene presentato il Seamaster Chrono Quartz, cosiddetto “Albatros”, primo cronografo al mondo ad essere sia analogico, sia digitale e l’anno seguente la tencnologia LCD viene importata anche sullo Speedmaster, seguendo la moda del periodo.

Dello stesso periodo è anche l’Equinoxe, un segnatempo al quarzo con bracciale integrato e cassa rettangolare scorrevole, tecnica adoperata già da decenni dal Jaeger-LeCoultre Reverso: in questo caso, però, i due quadranti sono l’uno analogico e l’altro digitale.

A fine anni ’70 la linea Genève viene abbandonata da Omega, dopo che, anche grazie alla sotto-collezione Dynamic, ha contribuito a trainare le vendite della Maison per quasi quindici anni.

Anni Ottanta: nasce la SMHModifica

La tecnologia degli orologi al quarzo con display LCD progredisce a grandi passi e nel 1980 viene presentato il Seamaster Sensor Quartz, dotato di molteplici funzioni.

È risalente al 1981 l’Omega La Magique, asceso alle luci della ribalta poiché indossato da Al Pacino nel film Scarface. Il segnatempo, dalla forma rettangolare ultrasottile ed animato da un movimento al quarzo, ha un quadrante trasparente in cui sembra che le lancette si muovano sospese.

Nel 1982 la SSIH di Omega-Tissot (Lemania nel frattempo era stata venduta a un gruppo di azionisti) si fonde con ASUAG, consorzio raggruppante oltre 100 aziende del settore, tra cui anche ETA e Longines. Nasce così la SMH, Società di Microelettronica ed Orologeria, guidata da Nicolas Hayek, che fonda anche il marchio Swatch, il quale contribuisce in maniera fondamentale a riaffermare l’industria orologiera svizzera grazie a un aspetto giocoso e a prezzi modici.

Nella seconda metà degli anni Ottanta la collezione Seamaster si arricchisce del Polaris, in versione due toni (alcuni dei quali in titanio) con il particolare disegno “a ragnatela” sulla cassa. È proposto in diverse versioni, sia al quarzo multifunzione anche con display LCD, sia automatico. Contestualmente, anche la linea Speedmaster viene ampliata con nuovi modelli, come il cosiddetto “Speedymoon” con fasi lunari, un automatico e un calendario perpetuo.

Nel 1988, con le Olimpiadi di Seul, Omega festeggia la sua ventesima olimpiade da cronometrista ufficiale.

A fine anni Ottanta lo Speedmaster viene reinterpretato e la collezione si amplia con lo Speedmaster Classic: si tratta di una rivisitazione in chiave elegante del famoso orologio che è andato sulla luna: il "Classic" è proposto con cassa in oro 18 carati, movimento automatico e calendario completo, mentre i numeri, romani, sono applicati e anch'essi in oro.

Altra collezione del medesimo periodo è la Louis Brandt, comprendente una molteplicità di segnatempo molto classici e per lo più con cassa in oro, solo tempo o cronografi, alcuni dei quali riportanti la replica della firma del fondatore della Maison. Sebbene i calibri montati non siano in house, viene mantenuta una certa cura nella loro rifinitura, dal momento che sono cesellati a mano. La collezione Louis Brandt si afferma, agli inizi degli anni Novanta, come la collezione di punta della Maison di Biel.

Anni Novanta: nasce Swatch Group, inizia la partnership con 007 e nasce il movimento Co-AxialModifica

Nel 1994, per celebrare il centesimo anniversario dall’utilizzo del nome Omega, la Maison di Biel realizza una serie di orologi commemorativi in edizioni limitata e alimentati dai celebri calibri della serie 30mm. Lo stesso anno viene presentato un segnatempo con tourbillon al centro del quadrante, il primo al mondo, reinterpretato oggi nella collezione De Ville ed animato dal movimento 2640[30].

A metà anni ’90 inizia la partnership tra Omega e 007: in “Golden Eye” del 1995, infatti, al polso di Pierce Brosnan c'èun Seamaster 300 metri al quarzo[31]. La collezione Seamaster diventa la compagna perfetta al polso dell’agente segreto britannico e lo accompagna fino ai giorni nostri: nel recente “No Time to Die”, infatti, Daniel Craig indossa un Seamaster 300 metri in titanio[32]. Oltre a far indossare a James Bond diversi modelli, la Maison ne ha creati anche alcuni celebrativi dell'agente segreto e in edizione limitata.

Risale al 1997 l’ultimo Omega Dynamic prodotto: si tratta di un cronografo bi-compax con calibro modulare su base ETA 2892 declinato anche in un’edizione limitata dedicata alla competizione automobilistica siciliana Targa Florio.

Nel 1998 la SMH cambia nome in “Swatch Group”. Nel posizionamento aziendale, chiaramente piramidale, Omega viene posta un gradino sopra Longines, ma al di sotto delle varie Breguet, Blancpain, Glashütte Original, Jaquet-Droz che nel frattempo entrano a far parte della holding.

Nel 1999 la Maison acquista il progetto dell’orologiaio inglese George Daniels relativo allo scappamento co-assiale (Co-Axial) ed inizia a montarlo sui suoi orologi: si tratta di un’innovazione straordinaria, in quanto questo scappamento, rispetto a quello ad ancora, richiede molta meno manutenzione e lubrificazione, in quanto si riduce il tempo in cui le parti vengono a contatto, e garantisce maggior precisone di marcia.

Il Nuovo MillennioModifica

 
Omega speedmaster variante fondo a vista in zaffiro

Nasce la linea Museum, nata con lo scopo di riproporre in edizione limitata sul mercato segnatempo iconici, alcuni dei quali molto rari, che hanno fatto la storia di Omega nei decenni passati: tra gli orologi presentati troviamo vari cronografi che affondano le radici negli anni Trenta e Quaranta, diversi solo tempo con cassa a cuscino (come il Cosmic) o tonneau (il Petrograd) e la riproduzione del "Marine".

Dal 2008 Omega ha iniziato a montare sui propri segnatempo spirali in silicio, materiale antimagnetico e che garantisce una maggior precisione cronometrica.

Nel 2013 la casa lancia il primo Seamaster resistente a campi magnetici fino a 15.000 Gauss, grazie all’impiego, nel movimento, di materiali non ferrosi.

Nel 2015 Omega concepisce un nuovo processo di certificazione dell’eccellenza orologiera: presso il METAS, l’Istituto Svizzero di Metrologia, gli orologi subiscono test rigorosi per ottenere un riconoscimento più prestigioso di quello fornito dal COSC: si parla così di orologi Omega certificati Master Chronometer.

Nel 2016, Omega presenta la propria collezione di occhiali in collaborazione con Marcolin.[33]

Nel 2017 la casa di Biel lancia la collezione Trilogy, che prevede tre segnatempo proposti nel 1957 e riproposti in un set da tre pezzi in edizione limitata per celebrare i 60 anni dalla nascita delle re icone del marchio. Gli orologi in questione sono un Seamaster 300, un Railmaster e uno Speedmaster, anche acquistabili separatamente.

Nel 2022 Omega ha collaborato con Swatch per la realizzazione di una collezione di cronografi al quarzo con cassa in bioceramica dal design molto simile a quello dello Speedmaster. Il nome con cui questi orologi vengono chiamati è "MoonSwatch", con l'intento di celebrare il famoso Speedmaster Moonwatch. I "MoonSwatch" sono stati presentati in 11 modelli (chiamati "Missioni"), uno per ogni pianeta del sistema solare, più Plutone, il Sole e la Luna. Il loro successo è stato clamoroso[34][35][36].

OrologiModifica

Collezione maschile a metà anni 2010Modifica

  • Constellation
    • Chronometer
    • Quartz
    • Perpetual calendar
    • Double eagle
  • Omega Seamaster
    • 300
    • 300M
    • Apnea
    • Aqua Terra 150M
    • NZL-32
    • Planet Ocean
    • Ploprof 1200M
  • Speedmaster
    • Professional
    • Broad arrow
    • Day-Date
    • Date
    • Racing chronometer
    • Legend
    • Reduced
    • 50th anniversary limited series
    • Automatic
    • Speedmaster '57
  • De Ville
    • Hour vision
    • Co-axial
    • Prestige
    • X2
    • Byzantium
  • Specialities
    • Jewellery
    • Skeleton
    • Museum
    • Tourbillon

Collezione femminile a metà anni 2010Modifica

  • Constellation
    • Quartz
    • Iris
    • Automatic
    • My choice
    • Quadra
    • Quadrella
    • Double eagle
  • Seamaster
    • 300 M
    • Aqua Terra
  • Speedmaster
    • Reduced
    • Automatic
  • De Ville
    • Co-axial
    • Prestige
  • Specialities
    • Jewellery
    • Aquarella
    • Omegamania

Omega e James BondModifica

Omega è diventato unico fornitore di orologi per i film di 007, a partire da "Golden Eye" del 1995. Qua di seguito sono riportati i vari orologi Omega che James Bond ha indossato[37]:

  • Omega Seamaster 300M quarzo, ref. 2541.80.00 (in "Golden Eye")
  • Omega Seamaster 300M Chronometer, ref. 2531.80.00 (in "Tomorrow Never Dies", "The World is not Enough" e "Die Another Day")
  • Omega Seamaster 300M Co-Axial, ref. 2220.80.00 e Seamaster Planet Ocean ref. 2900.50.91 (in "Casino Royale")
  • Omega Seamaster Planet Ocean, ref. 2201.50.00 (in "Quantum of Solace")
  • Omega Seamaster Planet Ocean, ref. 2201.50.00 e Seamaster Aqua Terra 150M Co-Axial, ref. 231.10.39.21.03.001 (in "Skyfall")
  • Omega Seamaster 300M Master Co-Axial, ref. 233.32.41.21.01.001 e Seamaster Aqua Terra, 150M Master Co-Axial ref. 231.10.42.21.03.001 (in "Spectre")
  • Omega Seamaster 300M Master Co-Axial Master Chronometer, ref. 210.90.42.20.01.001 (in "No Time to Die")

Oltre a questi, che sono stati indossati da 007, Omega ha realizzato anche segnatempo celebrativi dell'agente segreto inglese[37][38]:

  • Omega Seamaster 300M Chronometer "40 Years of James Bond", ref. 2537.80.00 (datato 2002, limitato a 10007 pezzi), con quadrante blu tappezzato del logo 007 e fondello personalizzato con la spirale interna della canna di una pistola.
  • Omega Seamaster 300M Chronometer "Blue Dial", ref. 2226.80.00 (datato 2006, limitato a 10007 pezzi), con quadrante blu con disegno della spirale interna della canna di una pistola e fondello personalizzato.
  • Omega Seamaster Planet Ocean, ref. 2907.50.91 (datato 2006, limitato a 5007 pezzi), con contrappeso della sfera secondi recante il logo 007 in rosso; fondello a vite personalizzato col titolo del film "Casino Royale".
  • Omega Seamaster 300M Chronometer, ref. 212.30.41.20.01.001 (datato 2008, limitato a 10007 pezzi)
  • Omega Seamaster Planet Ocean, ref. 222.30.46.20.01.001 (datato 2008, limitato a 5007 pezzi), con quadrante nero con lavorazione simil carbonio e recante il titolo del film "Quantum of Solace"; fondello personalizzato.
  • Omega Seamaster 300M Co-Axial 41mm "James Bond 50th Anniversary", ref. 212.30.41.20.01.005 (datato 2012, limitato a 11007 pezzi), con numero 50 sulla ghiera girevole colorato in rosso, quadrante nero tappezzato con logo 007 e fondello personalizzato e decorato con la spirale della pistola.
  • Omega Seamaster 300M Co-Axial 36.25mm "James Bond 50th Anniversary", ref. 212.30.36.20.51.001 (datato 2012, limitato a 11007 pezzi), con numero 50 sulla ghiera girevole colorato in rosso, quadrante nero tappezzato con logo 007 e fondello personalizzato e decorato con la spirale della pistola.
  • Omega Seamaster Planet Ocean 600M Co-Axial, ref. 232.30.42.21.01.004 (datato 2012, limitato a 5007 pezzi), con quadrante tappezzato a rettangoli e indice al 7 con scritta 007;
  • Omega Seamaster Aqua Terra 150M Master Co-Axial, ref. 231.10.42.21.03.004 (datato 2015, limitato a 15007 pezzi)
  • Omega Seamaster 300M Co-Axial "Commanders Watch" reff. 212.32.41.20.04.001 e 212.62.41.20.04.001 (datate 2017)
  • Omega Seamaster 300M Co-Axial Master Chronometer "James Bond limited edition", reff. 210.22.42.20.01.004 e 210.62.42.20.01.001 (datate 2019), con quadrante decorato con spirale dell'interno della pistola e fondello a vista con serigrafia dello stemma araldico della famiglia Bond. Di queste due referenze è disponibile anche un set in edizione limitata a 257 pezzi.
  • Omega Seamaster 300M Co-Axial Master Chronometer "James Bond 60th anniversary", ref. 210.30.42.20.03.002 (datato 2022), con lunetta differente (il numero 60 sostituisce il classico triangolo), quadrante decorato a onde, fondello con vetro zaffiro serigrafato con la spirale della pistola.

NoteModifica

  1. ^ (EN) 1880: Louis Brandt & Fils Company Settled in Biel, the Current Home of OMEGA | OMEGA IT®, su Omega. URL consultato il 5 settembre 2022.
  2. ^ (EN) 1885: the "Labrador", First Series-Produced Watch Calibre by Louis Brandt & Fils | OMEGA IT®, su Omega. URL consultato il 5 settembre 2022.
  3. ^ bidfun-db Archive: Watch Movements: Omega 19, su www.ranfft.de. URL consultato il 5 settembre 2022.
  4. ^ (EN) 1895: First OMEGA Ad With the Greek Symbol Ω | OMEGA IT®, su Omega. URL consultato il 5 settembre 2022.
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