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Il domani non muore mai

film del 1997 diretto da Roger Spottiswoode
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Tomorrow Never Dies" rimanda qui. Se stai cercando il videogioco, vedi Tomorrow Never Dies (videogioco).
Il domani non muore mai
Tomorrow Never Dies (1997) - Wai Lin & James Bond.png
Michelle Yeoh e Pierce Brosnan in una scena del film
Titolo originaleTomorrow Never Dies
Paese di produzioneRegno Unito
Anno1997
Durata119 min
Rapporto2,20:1 (70 mm)
2,35:1 (35 mm)
Genereazione, avventura, spionaggio
RegiaRoger Spottiswoode
SoggettoBruce Feirstein
SceneggiaturaBruce Feirstein
ProduttoreBarbara Broccoli, Michael G. Wilson
Distribuzione in italianoUIP
FotografiaAllan Cameron
MontaggioMichel Arcand, Dominique Fortin
MusicheDavid Arnold
ScenografiaPeter Young
CostumiLindy Hemming
TruccoAmanda Knight
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il domani non muore mai (Tomorrow Never Dies) è un film del 1997 diretto da Roger Spottiswoode.

Si tratta del diciottesimo film della saga di 007 e secondo con Pierce Brosnan nei panni di James Bond, i cui principali interpreti oltre a Brosnan sono Jonathan Pryce, Michelle Yeoh e Teri Hatcher.

TramaModifica

«Non c'è miglior notizia di una brutta notizia.»

(Elliot Carver)

MI6 invia James Bond in Afghanistan per neutralizzare una gang di commercianti d'armi, tra cui il pioniere del tecnoterrorismo Henry Gupta, braccato dall'FBI. Nonostante M insista nel lasciare che 007 finisca la sua azione, l'ammiraglio britannico Roebuck ordina alla fregata HMS Chester di sparare un missile al bazar. Bond poi scopre che su un L-39 Albatross sono montati due missili nucleari ed è costretto a portar via - con non poca difficoltà - il velivolo alcuni secondi prima che il bazar sia distrutto.

Allo stesso tempo, Bond risale così a Elliot Carver, magnate dei media, interessato a distruggere governi e carriere di vip con i suoi servizi. Questi, inoltre, stimola la reazione dell'MI6 in quanto ha intenzione di scatenare una guerra tra Cina e Inghilterra. Intercettandone il segnale GPS, Gupta manda la fregata HMS Devonshire fuori rotta nelle acque territoriali cinesi nel Mar Cinese Meridionale; qui la nave viene distrutta attraverso una nave stealth invisibile ai radar che abbatte anche un J-7 jet da combattimento cinese. Il tutto avviene con armi rubate da entrambe le parti per far risultare che ci sia stato un attacco incrociato. Il britannico Ministro della Difesa ordina di spostare la flotta per recuperare la fregata e possibilmente rivalersi, lasciando solo 48 ore a M per indagare sul suo affondamento prima di entrare in guerra.

M manda quindi Bond a investigare su Carver dopo che egli ha appena pubblicato articoli sulle ore di crisi prima che l'MI6 ne venisse a conoscenza. Bond giunge ad Amburgo, sede del network, per sedurre la moglie di Carver, Paris, che è anche stata un'ex fidanzata di Bond, al fine di ottenere informazioni che lo aiutino ad entrare nel quartier generale di Carver. Qui egli scoprirà che il magnate vuole causare la guerra solo per guadagnare soldi e audience. Bond blocca la trasmissione inaugurale di Carver sulla sua rete satellitare e recupera il codificatore GPS rubato mentre Carver ordina di uccidere Paris e Bond. Paris, comunque, muore per mano di Kaufman, un sicario assoldato dal magnate per uccidere sia lei che 007, e che finisce però per essere eliminato da quest'ultimo.

In una base americana di Okinawa, Bond scopre che l'encoder è stato manomesso e si fa paracadutare nel Mar Cinese Meridionale con una muta subacquea per indagare sul relitto (che si scopre in realtà giacere in acque territoriali vietnamite). Insieme al colonnello Wai Lin, affascinante donna appartenente ai servizi segreti cinesi, esplora la nave affondata ed ambedue scoprono uno dei suoi missili da crociera mancanti, ma sono catturati da Stamper - uno scagnozzo di Carver - e trasportati alla sede del network di Saigon. Riescono comunque a scappare, sia pur avventurosamente, e decidono di indagare insieme. I due fanno sì che venga contattata la Royal Navy e l'Aeronautica cinese per spiegare le reali intenzioni di Carver, finalizzate a provocare un colpo di stato in Cina in modo da acquisirne l'esclusiva del monopolio mediatico. Bond scopre che Carver, tramite la sua super corazzata nave stealth (invisibile ai radar), intende lanciare un missile sulla Cina in tal modo che i cinesi ritengano che i responsabili dell'attentato siano gli inglesi e muovano guerra al Regno Unito.

Bond e Wai Lin riescono a salire a bordo della nave e la minano di esplosivo, rendendola in questo modo visibile ai radar così che sia gli inglesi che i cinesi capiscano il doppio gioco architettato da Carver. Nello scontro che segue, Bond riesce a uccidere Carver spingendolo verso la grande trivella rotante subacquea che era stata utilizzata per affondare la fregata inglese, e riesce ad eliminare anche Stamper. Dopo aver manomesso il missile, Bond e Wai Lin si gettano in acqua prima che l'esplosione distrugga la nave.

ProduzioneModifica

Il titolo doveva inizialmente essere Tomorrow Never Lies (Il domani non mente mai). A causa di un errore di stampa dovuto alla trasmissione di un fax, il titolo del film divenne Tomorrow Never Dies, e i produttori scelsero di mantenerlo.

CastModifica

RipreseModifica

Le varie location descritte nel film sono state in realtà girate in luoghi differenti. Il prologo del film, ambientato al confine tra Afghanistan e Pakistan, è stato in realtà girato sui Pirenei (Peyresourde). Ad Amburgo, la sede europea della IBM è stata trasformata nella finzione scenica nel palazzo sede del Carver Media Group. Altre sequenze ambientate nella città tedesca, sono state riprese in Inghilterra: l'Atlantic Hotel è in realtà un circolo di golf fuori Londra (lo stesso che fu teatro una delle scene più famose della storia della saga, la partita a golf tra 007 e Auric Goldfinger in Agente 007 - Missione Goldfinger), con la suite di Bond che è soltanto una delle sale del circolo trasformata dagli scenografi del film in una camera da letto; l'inseguimento automobilistico nel parcheggio dell'albergo, è stato invece filmato nel parcheggio di un centro commerciale a Brent Cross. L'altro inseguimento della pellicola, quello in motocicletta, venne girato in parte a Ho Chi Minh, in Vietnam, e in parte a Frogmore, a nord-ovest di Londra, dove fu allestita un'apposita struttura per le riprese.

GadgetModifica

 
Panoramica dell'interno della speciale BMW Serie 7 guidata da 007 nel film, approntata dalla produzione in modo da simularne la guida a distanza tramite cellulare.

In questa pellicola James Bond utilizza una BMW Serie 7. L'idea di scegliere una berlina al posto delle tradizionali spyder o coupé guidate in passato da 007, fu del regista Roger Spottiswoode, il quale voleva una vettura potente e grande abbastanza da riempirla di gadget (tra cui l'essere comandata a distanza tramite un telefono cellulare Ericsson), oltre a differenziarsi così dai precedenti capitoli della saga; sua fu anche l'idea di "mettere" James Bond sul sedile posteriore della vettura durante l'inseguimento all'interno del parcheggio dell'Atlantic Hotel.

Nel corso del film, Bond si esibisce anche alla guida di una motocicletta, una BMW R1200C. Tale moto, all'epoca delle riprese ancora un modello preserie, nelle scene d'azione è guidata per la maggior parte del tempo dallo stuntman Jean Pierre Goy.

Colonna sonoraModifica

Il compositore inglese David Arnold esordisce in un film di 007, prendendo il posto di Éric Serra. Arnold era salito alla ribalta qualche anno prima, con la realizzazione delle colonne sonore di Stargate (1995) e Independence Day (1996); sempre nel 1996 aveva realizzato il disco Shaken & Stirred, in cui aveva riarrangiato e fatto interpretare le canzoni dei film di James Bond ad alcuni dei più famosi artisti musicali dell'epoca.

L'album ottenne il plauso di John Barry, lo storico compositore della saga bondiana, e fu lo stesso Barry a consigliarlo alla produzione del film. I produttori decisero così di scegliere proprio Arnold per scrivere la nuova colonna sonora (dopo che in un primo momento era stato contattato anche Franck Hermanny); Arnold riportò le musiche al classico "Bond-sound", ma con un pizzico di modernità per attualizzarlo ai tempi.

 
Sheryl Crow ha scritto e interpretato Tomorrow Never Dies, brano che accompagna i titoli di testa dell'omonima pellicola.

Per il film furono scritte diverse canzoni, di cui due con il titolo previsto inizialmente, Tomorrow Never Lies. Lo stesso Arnold compose Surrender (Tomorrow Never Dies), che si può ascoltare sullo scorrere dei titoli di coda e che divenne la traccia vocale della pellicola; le sue note sono infatti presenti nella maggior parte delle tracce della colonna sonora. Questa si rifà ai grandi successi bondiani degli anni 1960 quali Goldfinger, e fu interpretata k.d. lang. Moby creò invece James Bond Theme (Moby's Re-Version), un rifacimento elettronico del classico tema musicale della saga (creato a suo tempo da Monty Norman) – che, sebbene appaia nella raccolta della colonna sonora, non viene mai suonato durante il film. Il brano Tomorrow Never Dies che accompagna i titoli di testa fu infine scritta e interpretata da Sheryl Crow, la quale vinse il concorso internazionale lanciato per scegliere la nuova canzone principale.

RiconoscimentiModifica

Altri progettiModifica

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