Ondata di freddo del gennaio 2017

evento meteorologico
Ondata di freddo del gennaio 2017
Lánchíd és a Duna jegesedése.jpg
Il fiume Danubio ghiacciato
TipoOndata di freddo
Data5 gennaio 2017-21 gennaio 2017
LuogoEuropa orientale, Europa centrale, Italia centro-meridionale, Corsica
Conseguenze
Morti61 (dato incerto)

L'ondata di freddo del gennaio 2017 ha interessato gran parte dell'Europa orientale e centrale e parte dell'Europa meridionale dal 5 al 21 gennaio 2017[1], provocando la morte di almeno 60 persone.[2]

DescrizioneModifica

A causare l'ondata di freddo è stata un'area di alta pressione stazionaria sull'Europa occidentale, con conseguente discesa di venti gelidi dalla Russia e dalla Scandinavia verso l'Europa orientale.[1] Il 9 gennaio la massa d'aria artica si è spinta sulla Germania e sulla penisola balcanica, portando abbondanti nevicate in Grecia e forti venti di bora in Croazia.[3] Pesanti nevicate si sono verificate anche nell'Italia centrale, nell'Italia meridionale e in quella insulare.[4]

La temperatura più bassa in Europa occidentale, pari a −29,9 °C, è stata registrata nel comune svizzero di La Brévine il 6 gennaio.[5] La temperatura più bassa in assoluto, pari a −35,7 °C, è stata invece registrata in Russia nell'oblast' di Tver' l'8 gennaio.[6]

Il 16 gennaio è stata registrata la temperatura di -31,8 °C a Dolina Campoluzzo sull'Altopiano di Asiago (Vicenza), all'altitudine di 1.768 metri sul livello del mare[7].

In ItaliaModifica

L'ondata di freddo e le nevicate hanno interessato principalmente l'Italia centro-meridionale dal 5 gennaio, con l'arrivo di un'intensa perturbazione che ha richiamato forti venti gelidi da nord-est. Le regioni più colpite da questa ondata sono state quelle adriatiche, cioè Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e anche Basilicata. La neve ha raggiunto quasi tutte le coste di queste regioni, con un manto nevoso che ha anche raggiunto i 40 cm. La situazione fu peggiore nelle zone interne delle regioni, dove la neve ha raggiunto e non di rado superato i 2 metri di altezza. L'8 gennaio 2017 sulla spiaggia di Porto Cesareo (LE) in Puglia sono stati misurati in alcuni punti accumuli di 22-23 cm, determinando il record di terza spiaggia italiana più nevosa dal 2000 dopo le spiagge di Ravenna con 35-40 cm nel febbraio 2012, al secondo le spiagge di Monopoli e Polignano a Mare con quasi 30 cm accumulati il 31 dicembre 2014.

Merita menzione la forte bufera di neve su tutto il territorio Marsicano (Abruzzo) a cavallo tra il giorno 6 e il giorno 7, con temperature che variavano tra i -10 e i -13 °C, con accumulo finale vicino al metro e il sensibile crollo termico all'alba del giorno 11 con temperature anche oltre -20 °C sotto i 1300 metri di quota. Dopo una brevissima pausa di qualche giornata, arrivò un'altra perturbazione con altrettanti venti forti e freddi. Questa volta il maltempo colpì maggiormente il centro Italia (Abruzzo, Marche, Umbria e Molise). La quota neve si alzò di qualche metro, ma le coste non furono risparmiate. Infatti arrivarono delle piogge a volte miste a neve che flagellarono soprattutto le Marche e l'Abruzzo. A Pescara il fiume la notte tra il 17 e il 18 gennaio è esondato causando danni alle case circostanti.

La situazione, però, era molto peggiore sulle colline e sui monti, dove arrivarono delle vere e proprie bufere di neve che fecero arrivare la neve all'altezza di 3 metri e mezzo in alcune zone dell'Abruzzo. Dopo 2 settimane terribili, a cui si sono aggiunte le scosse di terremoto del 18 gennaio, la neve piano piano si cominciò a trasformare in pioggia. Questo causò numerosissime frane sulle colline. Da nominare il paese di Civitella del Tronto, comune abruzzese, che è stato dovuto in parte evacuare a causa delle frane che stavano provocando ingenti crolli nel piccolo centro.

Le intense nevicate, insieme ad una serie di repliche di forti scosse del terremoto del Centro Italia del 2016,[senza fonte] hanno provocato una disastrosa valanga che ha colpito la località di Rigopiano in Abruzzo: una slavina ha travolto e distrutto un albergo, provocando diversi morti.[8] Le forti nevicate (un metro di neve) inoltre hanno notevolmente complicato le operazioni di soccorso nell'intero cratere del sisma.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Arctic outbreak evolution and snowfall forecast, Jan 5-7, 2017, su severe-weather.eu, 5 gennaio 2017. URL consultato il 18 gennaio 2017.
  2. ^ (EN) Europe in deep freeze, over 60 dead as new Arctic blast arrives, su watchers.news, 11 gennaio 2017. URL consultato il 18 gennaio 2017.
  3. ^ (EN) Winter digs in across Central and Eastern Europe, su aljazeera.com, 7 gennaio 2017. URL consultato il 18 gennaio 2017.
  4. ^ (EN) Review of arctic outbreak with extreme cold, severe Bora winds and lots of snow across Balkan peninsula and S-CNTRL Italy, Jan 5-8, 2017, su severe-weather.eu, 8 gennaio 2017. URL consultato il 18 gennaio 2017.
  5. ^ (EN) Freezing temperatures cause multiple deaths and travel chaos across Europe, su independent.co.uk, 7 gennaio 2017. URL consultato il 18 gennaio 2017.
  6. ^ (RU) В Тверской области установлен температурный рекорд, su glavny.tv, 9 gennaio 2017. URL consultato il 18 gennaio 2017.
  7. ^ Freddo record -31,8 in Altopiano, -17 ad Asiago, in Giornale di Vincenza, 16 gennaio 2017.
  8. ^ Terremoto, valanga su hotel: «Travolto da neve, molti dispersi». Vigili Fuoco: «Albergo spazzato via», in Corriere della Sera, 19 gennaio 2017. URL consultato il 19 gennaio 2017.

Voci correlateModifica

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