Palazzo Canevari

Edificio storico di Roma
Palazzo Canevari
Ufficiogeologico.jpg
Palazzo Canevari nel 1993
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàRoma
IndirizzoLargo di Santa Susanna, 13
Coordinate41°54′17.82″N 12°29′38.04″E / 41.90495°N 12.4939°E41.90495; 12.4939Coordinate: 41°54′17.82″N 12°29′38.04″E / 41.90495°N 12.4939°E41.90495; 12.4939
Informazioni generali
Condizioniin ristrutturazione
Costruzione1873-1881
Inaugurazione1885
StileLiberty
Piani5
Realizzazione
IngegnereRaffaele Canevari
ProprietarioCDP TRICOLORE.png Cassa Depositi e Prestiti
CommittenteFlag of Italy (1861–1946).svg Regno d'Italia

Palazzo Canevari è un palazzo di Roma situato in largo di Santa Susanna, nel rione Sallustiano.

StoriaModifica

L'edificio fu appositamente concepito per accogliere la sede dell'Ufficio Geologico Nazionale, ente dipendente dal Ministero dell'agricoltura, dell'industria e del commercio del Regno d'Italia, incaricato di redigere la Carta geologica d'Italia. Doveva, inoltre, ospitare anche il Museo Agricolo-Geologico (in seguito ribattezzato Museo Geo-Paleontologico), ove sarebbero stati esposti i reperti raccolti nei lavori sul campo.

Il progetto fu affidato all'ingegnere Raffaele Canevari, che concepì un palazzo in stile liberty, adiacente la chiesa di Santa Maria della Vittoria in largo di Santa Susanna ed il palazzo ministeriale di via XX Settembre. Costruito tra il 1873 e il 1881, fu inaugurato nel 1885. Palazzo Canevari da allora seguì le vicende dell'Ufficio Geologico.[N 1]

Nel 1995 si provvide a svuotare l'edificio e ne furono avviati i lavori di messa in sicurezza. Nel 1999 l'Ufficio Geologico confluì nell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), ente situato in un'altra sede, e pertanto palazzo Canevari perse lo status di proprietà demaniale: i restauri si arrestarono nel 2001[1]. Nel 2003 l'immobile fu destinato alla cartolarizzazione e fu venduto nel 2005[1]. Sottoposto - grazie alle proprie peculiarità progettuali - a vincolo architettonico sin dal 1991, l'edificio fu ulteriormente tutelato dall'apposizione del vincolo archeologico nel 2004: scavando nei suoi sotterranei, infatti, era affiorato un tratto di 8 metri delle mura serviane[1]. In seguito furono rinvenuti anche resti di un tempio[2] e di una dimora[3], entrambi risalenti al VI secolo a.C. Infine nel 2015 il palazzo pervenne in proprietà della Cassa Depositi e Prestiti,[1] che si è fatta carico dei lavori di ristrutturazione per destinarlo a sede di uffici[4], impegnandosi comunque a permettere la musealizzazione dei ritrovamenti archeologici e la loro accessibilità al pubblico[1].

Il Museo Geologico NazionaleModifica

 
Sua Maestà il Re inaugura il Museo Agrario, disegno di Dante Paolocci ne L'Illustrazione Italiana n. 21, 24 maggio 1885.
Museo Geologico Nazionale
Il nuovo Museo Agrario in via Santa Susanna, disegno di Dante Paolocci ne L'Illustrazione Italiana n. 29, 19 luglio 1885.
Ubicazione
Stato  Italia
LocalitàRoma
IndirizzoLargo di Santa Susanna, 13
Caratteristiche
TipoMuseo geologico
Apertura1885
Chiusura1995
 
Sito web

Dal 1885 al 1995 palazzo Canevari ospitò il Museo Geologico Nazionale, inaugurato il 3 maggio 1885 alla presenza di re Umberto I, ministri, senatori e deputati.[N 2] Nel museo erano esposti oltre 150 000 reperti (circa 100 000 reperti paleontologici e circa 52 500 lito-mineralogici), dei quali 40 000 erano quelli raccolti al fine di redigere la Carta Geologica d'Italia.[1] Altri provenivano da donazioni di insigni studiosi, ma figuravano anche campioni in precedenza esposti presso istituzioni di Torino, Pisa, Firenze e Caltanissetta.[1]

Il museo ospitava anche 17 plastici cartografici ricostruttivi realizzati tra il 1875 e il 1915,[N 3] oltre alla strumentazione tecnica per la redazione della Carta Geologica d'Italia adoperata dagli anni 1870 agli anni 1970.[1] A ciò si aggiungevano una biblioteca di 150 000 pubblicazioni, una cartoteca con 50 000 cartografie e una fototeca comprendente 63 000 aerofotogrammi del territorio nazionale.[1]

In vista dell'avvio dei lavori di restauro, nel 1995 le collezioni furono trasferite in magazzini pertinenti agli enti eredi dell'Ufficio Geologico. Nel 2001 il direttore dell'ANPA, Giovanni Montanari, tentò invano di acquisire il palazzo INAIL all'EUR per collocarvi il museo nel suo piano terra.[1] Nel 2008 volontari dell'ISPRA curarono sul sito dell'istituto l'allestimento di un museo virtuale con una selezione dei reperti.[N 4]

Le collezioni si trovano tuttora nei magazzini dell'ISPRA, in mancanza di una nuova sistemazione museale,[1] benché nel corso degli anni si siano susseguiti svariati appelli di associazioni, scienziati ed intellettuali per sollecitarne la riapertura, nella storica sede di palazzo Canevari o altrove.[5]

NoteModifica

Note esplicativeModifica

  1. ^ Quest'ultimo dapprima passò nel 1986 alle dipendenze del neonato Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, quindi nel 1999 confluì nell'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA), che ben presto divenne Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), la quale nel 2008 andò a sua volta a confluire nell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).
  2. ^ Erano presenti, oltre al Presidente della Camera dei deputati Biancheri, i seguenti ministri del governo Depretis VI: Mancini (Affari esteri), Pessina (Grazia e giustizia), Coppino (Pubblica istruzione), Grimaldi (Agricoltura, industria e commercio).
  3. ^ Monte Bianco, Livorno con Pianosa e Gorgona, Montecatini Val di Cecina, Massa Marittima, isola d'Elba, monte Argentario, monte Soratte, Vulcano Laziale, dintorni di Roma, Campi Flegrei, provincia di Napoli, Vesuvio (2), isola d'Ischia, Sicilia (2), Etna. Cfr. La collezione, su Plastici - ISPRA. URL consultato il 30 maggio 2020..
  4. ^ Cfr. Mostre virtuali on-line, su Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. URL consultato il 30 maggio 2020..

RiferimentiModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k Adriana Spera, Il Museo geologico nazionale distrutto dalla finanza creativa, in Il Foglietto della Ricerca, 5 novembre 2015. URL consultato il 30 maggio 2020.
  2. ^ Laura Larcan, Roma, sotto l'Ufficio Geologico spunta il tempio dei Re, in Il Messaggero, 16 ottobre 2013. URL consultato il 30 maggio 2020.
  3. ^ Lidia Lombardi, Roma antica svela nuovi misteri, in Il Tempo, 11 settembre 2015. URL consultato il 30 maggio 2020.
  4. ^ Roma, in arrivo da Cassa depositi e prestiti 600 milioni di euro per sei progetti, in Idealista, 15 maggio 2019. URL consultato il 30 maggio 2020.
  5. ^ Per una raccolta di appelli e di articoli giornalistici sull'argomento, datati dal 2004 al 2017, cfr. Interesse della comunità scientifica e dei media, su Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. URL consultato il 30 maggio 2020.

BibliografiaModifica

CollegamentiModifica

  È raggiungibile dalla stazione Repubblica.

Collegamenti esterniModifica

Palazzo CanevariModifica

Museo geologicoModifica