Apri il menu principale

Paradiso fiscale viene comunemente detto uno Stato che garantisce un prelievo basso o addirittura nullo in termini di tasse sui depositi bancari. Tale scelta attrae molto capitale dai paesi esteri in cambio di una tassazione estremamente ridotta. Dal punto di vista del contribuente il cosiddetto paradiso fiscale è un rifugio dalla tassazione sui redditi, annoverabile talvolta come tecnica di elusione fiscale.

Nella teoria del saccheggio legale di Frédéric Bastiat è uno dei meccanismi per trasferire la ricchezza ad una elìte transnazionale.

Indice

MappeModifica

 
Centri finanziari offshore (2010)
 
La mappa dei paradisi fiscali, utilizzando l'elenco proposto nel 2007 dal "Stop Tax Haven Abuse Act", deliberato dal Congresso degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti stessi, spesso sono considerati un paradiso fiscale.[1][2]
 
Poster rilasciato dalle autorità fiscali britanniche per contrastare l'evasione fiscale offshore.

DescrizioneModifica

Nei paradisi fiscali si riscontra un tipico regime di imposizione fiscale molto basso o assente, che rende conveniente stabilire in questi Paesi la sede di un'impresa (come ad esempio le società offshore), oppure regole particolarmente rigide sul segreto bancario, che consentono di compiere transazioni coperte. Inoltre, le regole societarie consentono l'emissione di azioni al portatore, un insieme ridottissimo di formalità societarie e contabili e regole favorevoli per l'impiantazione di servizi finanziari, (come per esempio regole minime per ottenere licenze che consentano di operare fondi di investimento).

Una classificazione dei paradisi fiscali può farsi distinguendo le seguenti categorie:

  1. Pure Tax Haven: non impone tasse oppure solo una o più di valore nominale e garantisce l'assoluto segreto bancario, non scambiando informazioni con altri stati;
  2. No Taxation on Foreign Income: è tassato solo il reddito prodotto internamente;
  3. Low Taxation: modesta tassazione fiscale sul reddito ovunque generato;
  4. Special Taxation: Paesi dal regime fiscale impositivo paragonabile a quello dei Paesi considerati a tassazione normale, ma che permettono la costituzione di società particolarmente flessibili.

L'elenco dei paradisi fiscali, o Paesi con regime fiscale privilegiato, è lungo. In particolari condizioni, possono creare quello che la OCSE, nel rapporto "Harmful Tax Competition: An Emerging Global Issue", definisce concorrenza fiscale dannosa. Secondo lo schema indicato dall'OCSE, questi sono i punti chiave che permettono di individuare un regime fiscale dannoso:

  • imposizione fiscale bassa o prossima allo zero;
  • sistema "ring fenced", cioè tassazione con ampia disparità tra i redditi generati all'interno o all'esterno;
  • assenza di trasparenza delle transazioni effettuate;
  • mancanza di scambio d'informazioni con altri paesi;
  • elevata capacità di attrarre società aventi come unico scopo quello di occultare movimenti di capitale, in assenza di effettiva attività economica ivi svolta.

Il paradiso fiscale fa gola sia alle aziende multinazionali e di più modeste dimensioni con lo scopo di pagare il minor numero d'imposte, sia a organizzazioni criminali.

Gli Stati si trovano di fronte al costante dilemma della repressione dei paradisi fiscali. Come è facilmente intuibile, le cifre in gioco sono enormi. La loro totale eliminazione porterebbe non soltanto un danno alle organizzazioni criminali, scopo che è sicuramente da perseguire con ogni mezzo, ma anche alle imprese che svolgono attività formalmente legali. Numerose imprese dovrebbero pagare più tasse e la minore disponibilità di capitali sicuramente inciderebbe sullo sviluppo economico dell'impresa stessa. Ma al minor sviluppo economico delle imprese corrisponderebbe una maggior quantità di denaro a disposizione degli stati. La questione, per concludere, è a livello geopolitico ed è quella di trovare una maggiore regolamentazione ed un'armonizzazione del sistema impositivo, che permetta una svolta nella concorrenza fiscale tra imprese.

Lista di Stati e territori aventi status di paradiso fiscaleModifica

Il decreto ministeriale 4 maggio 1999 individua una lista di Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato:

1.   Alderney (Aurigny)
2.   Andorra
3.   Anguilla
4.   Antigua e Barbuda

5.   Curaçao
6.   Sint Maarten
7.   Municipalità Speciali dei Paesi Bassi
8.   Aruba
9.   Bahamas
10.   Bahrein
11.   Barbados
12.   Belize
13.   Bermuda
14.   Brunei
15.   Cipro[4]
16.   Costa Rica
17.   Dominica
18.   Emirati Arabi Uniti
19.   Ecuador
20.   Filippine
21.   Gibilterra
22.   Gibuti
23.   Grenada
24.   Guernsey
25.   Hong Kong
26.   Isola di Man
27.   Isole Cayman
28.   Isole Cook
29.   Isole Marshall
30.   Isole Vergini Britanniche
31.   Jersey
32.   Libano
33.   Liberia
34.   Liechtenstein
35.   Macao
36.   Malaysia
37.   Maldive
38.   Malta[4]
39.   Maurizio
40.   Montserrat
41.   Nauru
42.   Niue
43.   Oman
44.   Panama
45.   Polinesia Francese
46.   Monaco
47.   San Marino
48.   Sark (Sercq)
49.   Seychelles
50.   Singapore
51.   Saint Kitts e Nevis
52.   Santa Lucia
53.   Saint Vincent e Grenadine
54.   Taiwan
55.   Tonga
56.   Turks e Caicos
57.   Tuvalu
58.   Uruguay
59.   Vanuatu
60.   Samoa

I paradisi fiscali secondo OxfamModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Oxfam.
Posizione Nazione
1   Bermuda
2   Isole Cayman
3   Paesi Bassi
4   Singapore
5   Irlanda
6   Lussemburgo
7   Curaçao
8   Hong Kong
9   Cipro
10   Bahamas
11   Jersey
12   Barbados
13   Maurizio
14   Isole Vergini Britanniche

NoteModifica

  1. ^ Robert W. Wood, The World's Next Top Tax Haven Is...America, in Forbes, 27 gennaio 2016. URL consultato il 7 giugno 2016.
  2. ^ Ana Swanson, How the U.S. became one of the world's biggest tax havens, in Washington Post, 5 aprile 2016. URL consultato il 23 aprile 2016.
  3. ^ Dalla dissoluzione delle Antille Olandesi avvenuta il 10 ottobre 2010 ne sono derivati Curaçao, Sint Maarten e le Municipalità Speciali dei Paesi Bassi (Bonaire, Saba e Sint Eustatius)
  4. ^ a b Stato eliminato dall'art. 2, comma 1, D.M. 27 luglio 2010

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàGND (DE4077886-1
  Portale Economia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di economia